L’armamento navale nelle guerre napoleoniche di Davide Villa

Davide Villa

3 Ottobre 2025
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII SECOLO
AREA: MARINE DA GUERRA
parole chiave: Francia, Gran Bretagna
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Quando ci si accinge a studiare l’arte navale e le sue applicazioni nelle guerre, dopo un’analisi approfondita, appare evidente come questa realtà, a prima vista lineare, appaia invece profondamente complessa ed eterogenea. Come si può osservare, ho usato deliberatamente il termine “arte navale”; il navigare sui mari rappresentò un vivo problema già dagli albori dell’Uomo, quando i piccoli ed instabili bastimenti antichi iniziavano timidamente a farsi strada sull’elemento acqueo, con gli equipaggi che, pregando gli dei per una buona sorte, si auguravano di compiere il loro viaggio in sicurezza. Non è un caso che il mare (a livello mitico e concettuale) sia sempre stato considerato, più o meno da tutte le civiltà, simbolo di libertà, di mistero e di ignoto, mentre la terra come il corrispettivo di ordine, stabilità e governo. Con il passare dei secoli, il viaggio in mare e il corrispettivo combattimento in quell’elemento fu sempre meno affidato nelle mani degli dei e sempre più in quelle degli uomini, con il progredirsi della tecnica nautica e costruttiva delle imbarcazioni. Curioso è notare come praticamente tutti gli impieghi umani, anche i più improbabili, nella storia vengano quasi sempre accostati a un loro uso in guerra; non fa l’eccezione l’arte navale, ma il chiedersi se sia nata prima la navigazione o l’idea di combattere sui (o tramite i) mari sarebbe come domandarsi se sia nato prima l’uovo o la gallina. La guerra su mare infatti, nonostante i chiari rischi, presenta indubbi vantaggi: portare il conflitto sul territorio nemico controllando le vie di navigazione, tagliare le linee di rifornimento avversarie, eseguire attacchi lampo, magari anfibi, sulle sue coste, le sue città e i suoi porti, per sparire poi nel vasto elemento acquatico senza lasciare traccia.

Esempio paradigmatico di questa talassocrazia non può che essere l’antica Atene, e in generale il mondo greco, così legato al mare. Ma abbiamo anche esempi molto più recenti sull’importanza del controllo delle acque e della superiorità in combattimento sui mari: nella prima metà del ‘900, geografi politici come Ratzel o geopolitici come Haushofer, Mahan e Mackinder consideravano come inevitabile un conflitto tra potenze principalmente terrestri (Germania e Russia) contro potenze navali (Gran Bretagna e, in misura minore, Giappone e Stati Uniti).

L’HMS Royal Prince fu un vascello di primo rango da 100 cannoni in servizio nella Royal Navy tra il 1672 e il 1692 e, con il nome di Royal William, dal 1692 al 1813. In totale il vascello prestò servizio nella Marina Britannica per 143 anni. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:HMS_Prince_(1670).jpg

La Guerra sui mari ai tempi di Napoleone
Veniamo ora al nostro argomento, gli armamenti e le tecniche di combattimento sui mari delle guerre napoleoniche; mai nella storia come nel XVIII e XIX secolo esistette un’altra “età dell’oro” per la navigazione, da molti considerata l’apogeo della tecnica navale prima della scioccante rivoluzione del vapore e dei motori; in quei decenni enormi vascelli in legno, vere e proprie fortezze galleggianti per l’epoca, solcavano i mari, orgoglio dei costruttori e la maggior parte delle volte dello stesso equipaggio, combattendo battaglie tra giganti con esiti visivi e pratici impressionanti. Prima di trattare dell’argomento bellico in sé, è quantomai necessario e doveroso fissare, seppur brevemente, alcuni punti fondamentali dell’arte ingegneristica navale dell’epoca (non si può infatti parlare di cannoni, strumenti o tecniche se non si ha una conoscenza almeno di base della struttura di un vascello del periodo). Prima di trattare dell’argomento bellico in sé,  fisserò, seppur brevemente, alcuni punti fondamentali dell’arte ingegneristica navale dell’epoca in quanto non si può parlare di cannoni, strumenti o tecniche se non si ha una conoscenza almeno di base della struttura di un vascello del periodo.

Glossario nautico
Presento qui di seguito una breve lista di termini marinareschi utili, se non indispensabili, nella trattazione della navigazione e del combattimento nell’età della vela. 
Albero Nome generico e comprensivo della struttura primaria destinata a sorreggere la velatura; è distinto in albero di trinchetto, di maestra o di mezzana
Alberetto Nome specifico del fuso superiore di ogni albero; è distinto dalle vele che vi corrispondono: ad esempio alberetto di velaccino, di velaccio, ecc.
Atterraggio Avvicinamento alla costa
Batteria Nella marineria velica ha designato ogni fila di cannoni disposta lungo il fianco della nave, da cui le locuzioni specifiche di ponte di batteria, batteria di dritta ecc.
Beccheggio Oscillazione longitudinale della nave impressale dal moto ondoso
Bordata Sparo simultaneo dei cannoni di una batteria
Bordo Fianco di una nave e, per estensione, la nave stessa in determinate locuzioni; indica però anche una particolare rotta
Braca Chiamata in alcune fonti anche braga, è un legamento, in genere semi avvolgente, per sollevare, spostare o trattenere (in particolar modo) in posizione oggetti voluminosi
(come un cannone).
Carronata Corto cannone navale in ghisa
Cassero Negli antichi velieri parte (in genere rialzata) del ponte di coperta compresa tra l’albero di maestra e la poppa
Coffa Piattaforma di legno generalmente circolare collocata alla sommità del fuso maggiore di ogni albero
Conserva Procedere in conserva significa procedere in gruppo, in convoglio o semplicemente in vicinanza di altri bastimenti
Corvetta Nave da guerra con un solo ponte di batteria, quello di coperta. Armata in genere con tre alberi a vele quadre, può essere in contemporanea un brigantino (solo due alberi)
Focone Piccolo foro nella culatta delle armi da fuoco ad avancarica tramite il quale si innescava la detonazione della carica di sparo
Fregata Veliero da guerra con due ponti di batteria e armato con tre alberi a vele quadre
Goletta Nave con due alberi inclinati a poppa e dotati di vele auriche e bompresso
Gomena Grossa fune usata per ormeggio, tonneggio (rimorchio da te rra dell’imbarcazione) o rimorchio via mare. E’ inoltre un’unita di misura, anche se oggi desueta
Linea o “di linea” Sinonimo generico di nave da guerra o meglio da battaglia. Il nome deriva dalla classica formazione assunta all’epoca negli scontri maggiori delle flotte, organizzate in linea di battaglia
Ponte Ogni struttura continua orizzontale che si estende da una parte all’altra dello scafo, da prora a poppa; quello superiore è detto ponte di coperta, quelli sottostanti ponti di batteria
Raddobbo Operazione di lavoro o riparazione
 Rollio Oscillazione trasversale della nave impressa dal moto ondoso
Ruota Organo di governo del timone
Sopravvento Indica tutto ciò che si trovi dalla parte dalla quale spira il vento
Vascello propriamente, nave a due o tre ponti da battaglia
Virare Far ruotare la nave intorno al suo asse verticale in modo che essa venga a essere investita dal vento dalla parte opposta alla precedente, facendo passare la prua nella direzione del vento stesso
Zavorra Materiale pesante posto sul fondo di una nave per aumentarne la stabilità che, in caso eccessivo, ne riduce la velocità e la capacità di manovra

[NdR. Il saggio, per motivi editoriali, è stato suddiviso in più parti, raggiungibili tramite i tasti in calce, attivi dal momento dell’uscita sul giornale on line]

Fine I parte – continua
Davide .Villa

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