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ARGOMENTO: EDITORIALE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: RIFLESSIONI SEMISERIE
parole chiave: Stupidità
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L’editoriale di oggi è sul rapporto tra stupidità e comunicazione che vedremo ha radici antiche e ben consolidate. Viviamo in una società basata sull’informazione condita da un’inarrestabile flusso di disinformazione che mantiene i lettori e ascoltatori in splendida ignoranza. E’ il potere della presunzione, dell”apparire più che essere, e della stupidità che, come diceva Eco, non è ormai così facile da individuare1. E la comunicazione? Non è da meno, spesso gestita da personaggi mediaticamente accattivanti ma improbabili che fanno spettacolo. Cui prodest? Ignoranza e presappochismo fanno comodo perchè favoriscono la non conoscenza, ed è noto che chi meno sa più è manovrabile. Senza tornare al panem et circenses dei Romani, questa prassi si è tramandata nel tempo, unendo le debolezze umane agli interessi personali. Insomma, non è un problema di quest’ultimi tempi … “Spagna o Franza purché se magna“, non fu un detto di un arguto romano ma di un fiorentino, Francesco Guicciardini, uno tra i maggiori scrittori di politica nell’epoca del Rinascimento italiano, che nel XV secolo già criticava quella classe dirigente – che sarebbe diventata secoli dopo l’Italietta di Montanelli – che, pur di mantenere potere e benessere, si metteva a disposizione dei potenti dell’epoca in modo opportunistico.
Detto questo, favorire personaggi mediatici, forieri di buoni ascolti, ma improbabili, fa gioco per molti. Anche ammettendo lapsus occasionali – ne sentiamo di tutti i colori in un vero gioco bipartisan – la verità è che l’ignoranza è sovrana. D’altronde qual è il problema se un onorevole annuncia alla camera dei Deputati la volontà di essere «breve e circonciso» se poi viene immediatamente corretto dal collega dell’altro schieramento con un «coinciso … si dice». Senza parlare degli strafalcioni storici, geografici e geopolitici. Nel XVI secolo François Rabelais sentenziava che l’ignoranza è la madre di tutti i mali che ci affliggono. Ma siamo veramente ignoranti? Secondo uno studio di Ipsos Mori, sulla base di un sondaggio internazionale, purtroppo gli italiani risultano tra i più ignoranti (voce del verbo ignorare), seguiti in coda da Stati Uniti e Corea del Sud. Se fosse vero … avremmo ottime ragioni per preoccuparci ulteriormente.
Viviamo in una giungla mediatica dove tutto può accadere … Vi racconto un evento di questa settimana … sono stato contattato telefonicamente da un sedicente sconosciuto giornalista romano, che mi ha chiesto una valutazione – la prego in 15 secondi – sull’impiego delle unità di contromisure mine nello stretto di Hormuz. In quei 15 secondi concessimi ho risposto che una missione di quel genere necessita di almeno tre condizioni: un mandato internazionale, uno stato di pace (e quindi assenza di conflitti) e l’impiego di unità di contro misure mine addestrate e opportunamente supportate. [12 secondi]. Il “giornalista” ha subito ribattuto … “in 15 secondi, mi dica: Trump ce lo farà fare?” – risposta –“ lo stato di pace deve essere sancito con un patto bilaterale” [2 secondi]. “Ma allora i dragamine dovranno operare sotto le bombe?” … risposta “No, come ho detto ci deve essere uno stato di pace consolidato tra le parti”.
“OK ma i dragamine?” … risposta, ormai desolato, “Mi scusi … non ho parlato di dragamine ma di unità di CMM, i dragamine ne fanno parte come i cacciamine ma l’Italia possiede solo cacciamine” [3 secondi.]
Sbuffando, “Quindi il nostro Governo ha sbagliato costruendo navi che non servono?” A questo punti ho incominciato a recitare il mio mantra … “La costruzione di una nave, dalla sua approvazione alla consegna, è un processo molto lungo. L’Italia negli anni ’70-80‘ decise di costruire unità cacciamine, abbandonando il dragaggio tradizionale ad influenza e meccanico (quello dei dragamine per intenderci) che non forniva una risposta altrettanto efficace contro le mine moderne perseguendo quella dei cacciamine [uff… 12 secondi]…
“Ah … e allora cosa facciamo?” domanda veemente … “In che senso? Mi pare che il Presidente del Consiglio si sia espressa chiaramente” [3 secondi] … ormai mi aspetto di tutto … Lui, ancora più scocciato, … “Beh dobbiamo distruggere le mine, ha presente quelle con le corna (?), che hanno messo gli americani con gli iraniani, dimostrandoci, alla fin fine, che se avessimo investito nel solare non avremmo più avuto bisogno dei combustibili solidi. Mi rendo conto che non sono cose per i militari … e … ” a questo punto vorrei dirgli che i militari, forse, di queste cose ne sanno più di molti altri, ma mi mordo la lingua e mi limito a ricordargli che non sono solo i combustibili ad essere bloccati ma anche fertilizzanti, metalli, gas necessari per l’industria … comunque, se voleva, potevo inviargli uno scritto che spiegava sinteticamente la situazione. La risposta è scioccante, “Grazie, ma non ho tempo di leggere e verificare quello che lei mi può scrivere … sa noi lavoriamo tutti così”. A questo punto gli chiedo che scuola avesse frequentato .. “ho fatto il liceo classico e poi lettere, laureandomi con una tesi sul pensiero delle minoranze… poi il sindacato e i primi lavori … lei capisce ”. Annuisco … e gli chiedo se ha bisogno di altro … “Si … grazie – momento di silenzio – beh. .. ma questi dragamine non li possiamo comprare, magari usati?”.
Ignoranza o stupidità? Questo è il problema
Come disse Albert Einstein “Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima” … tra tante giornate celebrative forse si potrebbe dedicargliene una, anche se viene festeggiata tutti i giorni nei salotti televisivi e sui social media.

“Niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo“ Ennio Flaiano
Si può quantificare la stupidità? Voglio ricordare Carlo Cipolla, uno storico ed economista italiano, che ritenne che dietro ai cambiamenti economici in realtà si nascondono gli uomini, guidati nelle loro scelte dalle specifiche caratteristiche personali. Cipolla approfondì il tema della “stupidità umana”, formulando un’interessante teoria – sintetizzata in cinque punti2 – che distribuiva gli esseri umani in quattro categorie: gli Sprovveduti che danneggiano sé stessi e avvantaggiano gli altri, gli Intelligenti che fanno il proprio vantaggio e quello degli altri, gli Stupidi che danneggiano gli altri e sé stessi e i Banditi che danneggiano gli altri per trarne vantaggio. Esse vengono rappresentate in un diagramma da cui si deduce che di fatto ci sono infinite variazioni, rendendo la stupidità non facilmente individuabile e spesso ahimè vincente.

Il diagramma di Cipolla ricorda molto la suddivisione degli Ufficiali del feldmaresciallo Helmuth von Moltke, il capo di stato maggiore dell’esercito prussiano che nel XIX secolo rivoluzionò il sistema di Comando dell’esercito prussiano, istituendo il sistema delle “direttive generali” che presto sostituì il precedente, basato sulla rigida esecuzione degli “ordini operativi”. In pratica, ogni destinatario di ordini riceveva un compito a lungo termine ma gli veniva concessa una notevole libertà d’azione, aspettandosi discrezione e iniziativa. Una concezione molto moderna che fa comprendere che Von Moltke non amava gli Yesmen, sempre pronti a dare ragione ai superiori, mostrandosi accondiscendenti per ottenere favori: in pratica coloro che popolano ancora oggi molti ambienti lavorativi riuscendo spesso a raggiungere le alte sfere. Della sua opera si ricorda una suddivisione caratteriologica dei suoi ufficiali che, senza molta fantasia, potrebbe però essere adattata in qualsiasi ambito del mondo civile. Von Moltke suddivideva i suoi ufficiali in Intelligenti, Stupidi, Volenterosi e Pigri 3, sulla base delle possibili combinazioni (ad esempio, stupidi e volenterosi, pigri e intelligenti) suggeriva come queste potessero influenzare il sistema decisionale e esecutivo. Inutile dire che gli stupidi-volenterosi erano, come sono ancora oggi, i più pericolosi … Il problema è spesso fanno carriera, sguazzando nel mare dell’ignoranza che ci circonda. In una società intelligente dovrebbero essere messi in condizione di non fare danni ma, in una società “woke”, una simile azione è considerata discriminatoria … meglio quindi coltivare la mediocrità e l’ignoranza che creare delle differenze. D’altronde la madre degli stupidi è sempre incinta e … produce voti facili.
La suddivisione di Von Moltke fu insegnata alla mia generazione il primo anno di accademia, ma mi domando quanti oggi la conoscano. Purtroppo la lotta è impari e, come disse Stanislaw Jerzy Lec “Gli stupidi non sono così stupidi, sono sempre in maggioranza“.
Andrea Mucedola
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Note
1. Umberto Eco, “È difficile individuare lo stupido. Uno stupido può prendere anche il premio Nobel“.
2. i cinque punti di Carlo Cipolla:
| Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione |
| La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa |
| Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno. |
| Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore. |
| La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista. |
3. Le deduzioni di Von Moltke sulle combinazioni delle tipologie dei suoi ufficiali:
| Quelli che sono intelligenti e volenterosi sono idonei ad alti incarichi nello Stato Maggiore, dove si possono impiegare anche gli stupidi ed i pigri. |
| Coloro che sono intelligenti e pigri sono idonei alla più alta funzione di Comando, avendo il temperamento ed il sangue freddo indispensabili per far fronte a tutte le circostanze. |
| Ma chi sia contemporaneamente stupido e volenteroso costituisce un grave pericolo e deve essere immediatamente sostituito. |
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