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  Address: OCEAN4FUTURE

Storia della marina dell’Ecuador

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XIX – XXI SECOLO
AREA: SUDAMERICA
parole chiave: Ecuador

 

L’Ecuador, dopo essere uscito dalla confederazione del la Gran Colombia nel 1830 ed aver acquistato l’indipendenza, dovette affrontare il solito susseguirsi di disordini interni, colpi di stato e attriti con i grandi paesi confinanti: Perù e Colombia.

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L’Ecuador, ufficialmente Repubblica dell’Ecuador, è una repubblica presidenziale del Sudamerica con un’estensione territoriale di 283.561 km² e una popolazione di 18.000.388 abitanti. Situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, l’Ecuador confina a nord con la Colombia, a est e a sud con il Perù, e a ovest si affaccia sull’Oceano Pacifico; è attraversato dall’equatore, da cui prende il nome. La capitale è Quito dichiarata Patrimonio dell’umanità nel 1970. La città più popolata è Guayaquil, mentre Cuenca, la terza città più popolata, è anch’essa Patrimonio dell’umanità, perché è un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo. Fa parte dell’Ecuador anche l’arcipelago delle isole Galápagos, situato a circa 1.000 km dalla costa, particolarmente ricco di specie endemiche, che nel XIX secolo fu oggetto di studio del naturalista britannico Charles Darwin, che stava elaborando la teoria dell’evoluzione, descritta poi nel celebre libro L’origine delle specie. – da wikipedia

La marina ecuadoriana nacque nel 1832 con l’istituzione di un Dipartimento della Marina, a capo del quale era previsto un generale di brigata di marina o un capitano di vascello. Le prima dotazione di navi, acquisite della dissoluzione della marina della Gran Colombia, di cui si è parlato negli articoli precedenti, fu tutt’altro che indifferente e consisteva in:

tipo di nave nome cannoni
Fregata Colombia 62
Brigantino 27 de febrero 16
Brigantino-goletta Guyaquilena 21
Goletta Ismena
Gracia de Guayas  
Diligencia
 

Le unità appena ricordate si divisero fra i due schieramenti durante la guerra civile del 1833-35. Il Colombia, passato dalla parte dei ribelli, pose il blocco al porto di Guayaquil. Al  termine delle ostilità, per la forza armata, logorata dalle operazioni  belliche e vittima  delle crisi finanziarie, iniziò una rapida decadenza tanto che nel 1840 la flotta era ridotta alla sola goletta Diligencia che combatté contro i ribelli del momento durante la rivoluzione del 1845 a fianco della quale troviamo “arruolato” anche il piroscafo Guayas, varato nel 1842 a Guayaquil, che fu la prima nave a vapore di una certa dimensione costruita nel continente.

Per un secolo non c’è più storia della Marina, se non rapide ed effimere ricostituzioni armando qualche nave mercantile ogni volta che la situazione politica interna o esterna lo rendeva necessario. Ad esempio, durante una delle tante insurrezioni, i ribelli catturarono il già ricordato piroscafo Guayas e il governo fu costretto ad acquistare in tutta fretta il Tacna, una nave mercantile inglese che si scontrò con il Guayas, ricatturandolo durante il combattimento nel canale di Jambeli il 26 giugno 1865.

In occasione del conflitto  ispano-sudamericano del 1865-1866, una strana guerra  combattuta soprattutto sul mare ed il cui peso gravò di fatto solo su Perù e Cile, l’Ecuador dichiarò guerra alla Spagna il 30 gennaio 1866 ma, definito all’epoca privo di forze navali credibili, non vi poté quindi prendere parte e per decine d’anni non rimasero in servizio che le solite cannoniere sotto il comando dell’esercito anche se il Presidente Eloy Alfaro tentò di ridar prestigio alla Marina acquistando dal Cile nel 1907 l’incrociatore torpediniere Almirante Simpson ribattezzato Libertador Bolivar, una nave da circa 900 tonnellate costruita in Inghilterra nel 1897 e armata con due cannoni da 120 e 4 da 47. Assieme alla torpediniera di 3^ classe Tarqui da 56 tonnellate che presumibilmente ne costituiva la scorta, furono le due uniche vere navi da guerra possedute dall’Ecuador per più di cento anni.

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Questa unità ebbe un ruolo importante durante la guerra civile del 1913-1916 scoppiata nel nord del paese ed effettuò bombardamenti delle postazioni ribelli, trasporti e sbarchi di truppe. Dopo il ritiro dal servizio nel 1917 di questo incrociatore e benché la gerarchia comprendesse vari commodori, contrammiragli, vice ammiragli e ammiragli,  nel 1939 la nave maggiore della marina ecuadoriana era il guardapesca Presidente Alfaro da 868 tonnellate, usato anche come nave scuola oltre al solito (scarso) codazzo di cannoniere fra cui il Cotopaxi del 1884 da 300 tonnellate, che figura sempre burocraticamente classificato,  con ostinazione, come incrociatore.

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Con queste piccole navi l’Ecuador dovette affrontare la incomparabilmente più forte marina peruviana durante la guerra scoppiata nel 1941 per il possesso di una zona interna ricca di giacimenti petroliferi. Ovviamente, stante la disparità delle forze, vi furono ben poche operazioni navali. Il Perù mise il blocco alle coste nemiche senza essere contrastato dalla marina avversaria che, tra l’altro, era priva della sua nave più grande, la già ricordata Alfaro perché  si trovava in Inghilterra per lavori.

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Il 25 luglio 1941 la cannoniera Abdon Calderon, nuovo nome dato all’ultracinquantenne Cotopaxi, intercettò presso l’isola di Jambeli a sud di Guayaquil il grosso cacciatorpediniere Peruviano Almirante Villar: quest’ultima nave, di quasi 1500 tonnellate, era stata costruita per la marina imperiale russa ed era stata catturata dagli inglesi ai bolscevichi nel 1919, venendo poi ceduta all’Estonia prima di diventare peruviana.  Quindi non era certo un’unità moderna, ma era egualmente molto più grande, armata e veloce di quella avversaria.

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Il Calderon, senza complessi di inferiorità, affrontò il combattimento finché la disparità di armi  lo  costrinse a ritirarsi  quanto rapidamente glielo permettevano i suoi otto nodi di velocità e a mimetizzarsi nelle acque basse di un canale: lo  scambio di cannonate durò una ventina di minuti, con ripetuti centri e danni a entrambe le unità, specialmente alle macchine del  Calderon.

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equipaggio del BAE Calderon, 1941

La propaganda ecuadoriana dette grande risonanza a questo insignificante scontro enfatizzando le avarie provocate all’unità avversaria che sembra che in realtà siano state minime. Sulle coste della provincia di El Oro la nave rifornimento fari Atahualpa, armata alla leggera e riclassificata avviso, il 23 luglio subì un attacco aereo riuscendo ad abbattere un apparecchio. Si  combatté per un anno fino alla sottoscrizione  del protocollo di Rio de Janeiro che, tuttavia, fu solo una specie di  armistizio perché l’Ecuador non lo sottoscrisse mai.

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Dopo la guerra con il Perù e con gli equilibri politici nati dopo la seconda guerra mondiale l’Ecuador si rese conto della  necessità di potenziare e ristrutturare le obsolete forze armate e, in questo quadro, il paese si allineò alle altre marine sudamericane, acquistando unità usate costruite nel periodo bellico dagli Alleati. La forze navale rimase comunque modesta.

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Nel 1947 entrò in servizio la fregata Guayas ex americana classe Tacoma seguita  dalle due ex fregate inglesi tipo Hunt battezzate  Presidente VelascoPresidente Alfaro, e più tardi da un caccia classe Gearing. Entrarono in servizio anche fregate classe Leander ex inglesi,  due delle quali trasferite dopo aver prestato servizio in Cile. Queste unità eterogenee, che caratterizzarono la marina nella seconda metà del XX secolo, sono state  sostituite  dalle sei corvette classe Esmeraldas, costruite da Fincantieri nel 1982-1984, oggi non modernissime ma adeguatamente rimodernate.

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L’Ecuador ha costituito per la prima volta anche una sua componente subacquea  con due sommergibili di costruzione tedesca tipo 209, Shyri e Huancavilca, che forse sono una risposta a quelli entrati in servizio in Colombia. La maggior parte delle navi ausiliarie è stata acquistata “usata” ai quattro angoli del mondo; fra queste la nave cisterna Atahualpa, ex ITN Basento, ceduta dalla Marina Militare italiana.

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Nel 1967 è stata costituita l’aviazione navale che peraltro è  considerata non da prima linea, come modesto è il Cuerpo de guardacostas de la Armada, completamente operativo dal 1980 con soli 250 uomini benché ben attrezzato con motovedette moderne. E’ invece proporzionalmente importante il Corpo della Fanteria di Marina articolato su cinque battaglioni e una compagnia di sicurezza, operativo in particolare lungo i fiumi dell’Amazzonia. Nel 1981 ricominciarono, in crescendo, gli attriti con il Perù  per le vecchie diatribe lungo  i confini orientali fino ad arrivare alla cosiddetta guerra del Cenepa, combattuta fra il gennaio e il febbraio 1995, che ebbe come teatro  la valle dell’omonimo fiume, tributario del Rio delle Amazzoni.

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guerra del Cenepa

Per quell’occasione fu mobilitata una task force navale di superficie e sottomarina al comando del viceammiraglio Osvaldo Viteri per il controllo delle coste ed evitare il blocco del traffico marittimo e in particolare mantenere aperta la rotta per le isola Galapagos. Nelle acque al limite dei due stati il Perù schierò minacciosamente cinque navi maggiori e ben sei sommergibili (l’arma sulla quale la marina peruviana fece sempre un particolare affidamento fin dagli inizi del ‘900), oltre a unità minori e navi da sbarco.

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La marina ecuadoriana, con la sua flotta fluviale, partecipò alle ostilità assicurando i rifornimenti per l’esercito in Amazzonia dove fu anche trasferito un reparto di marines. Non vi furono incontri fra unità avversarie né, tantomeno,  conflitti a fuoco: il teatro di operazione  era troppo localizzato e lontano dalle coste del Pacifico per giustificare azioni navali.

L’unico momento di tensione si ebbe in occasione di un falso allarme, quando fu rilevata la presenza di due navi sconosciute al largo della costa ecuadoriana che tuttavia si rivelarono unità francesi che proseguirono ad alta velocità senza avvicinarsi. A seguito dell’interventi degli altri Stati sudamericani e con l’Atto di Brasilia nel 1998 furono finalmente determinati  i confini  non prima di aver causato alcune centinaia di caduti.

Guglielmo Evangelista

 

 

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