La Corvetta greca Karteria e le sue brillanti operazioni di guerra

Guglielmo Evangelista

28 Marzo 2026
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: GRECIA
parole chiave: Marina ellenica

 

La guerra per l’indipendenza della Grecia dalla Turchia, combattuta fra il 1821 e il 1829, ebbe una vasta eco in Europa. La propaganda fu alimentata dagli emigrati greci, specialmente gli affiliati all’Associazione Filikí Etería, influenzando l’opinione pubblica e trovando ascolto fra molti reduci dei moti scoppiati nel continente nel 1820-21. Noti personaggi come il poeta Byron e gli italiani Santorre di Santarosa e Giuseppe Rosaroll partirono per combattere in Grecia, intrisi di quello spirito libertario post napoleonico che avrebbe permeato la storia europea nei decenni successivi. In realtà nella guerra di indipendenza greca c’era poco di romantico e di sentimentale: dietro le quinte era manovrata dagli interessi prosaici delle grandi potenze e, quanto alla lotta sul campo, ebbe tutti gli aspetti di una guerra feroce condotta da bande partigiane, con il suo seguito di immancabili atrocità, contemporaneamente accompagnate da splendidi atti di valore e da disordine generale.
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Lo stesso disordine regnava sul mare: i greci, esperti marinai, dettero alla loro causa molti uomini come gli ammiragli Iakovos Tombazis, Georgos Schtouris e Andreas Miaoulis, fra i quali vi fu anche una donna, Laskarina Bouboulina; in genere i comandanti erano capitani mercantili o ricchi armatori che combattevano sulle loro navi, ma in essi non c’era nulla che si avvicinasse alla rigida educazione militare, alle uniformi, ai formalismi delle marine europee e, al di sotto dei capi carismatici, si combatteva essenzialmente una guerra di pirati. Peraltro la marina, valendosi della rete degli emigrati e della disponibilità finanziaria degli armatori, poté raggranellare un nucleo di navi valide e moderne come l’Agamennon da 18 cannoni della Bouboulina, la fregata Hellas fatta costruire negli Stati Uniti e la corvetta Hydra catturata al nemico.

La fregata Hellas – Stampa d’epoca di Krazeisen Karl

Si riuscì perfino ad avere a disposizione l’ultimo grido della modernità: una corvetta a ruote fatta costruire a Londra nel 1825 con il nome di Perseverance poi ribattezzata Kαρτερία. Era una nave le cui caratteristiche erano quanto di meglio la cantieristica dell’epoca potesse produrre in questo settore: 233 tonnellate di dislocamento a vuoto e 38 metri di lunghezza, scafo diviso da paratie stagne e due motrici Galloway in grado di fornire 84 HP e sviluppare una velocità di sette nodi; era armata con 4 carronate e 4 cannoni di nuovo modello da 68 libbre e i forni erano predisposti per arroventare i proiettili. Ognuna delle due macchine era collegata indipendentemente a una ruota e questo conferiva alla corvetta una manovrabilità eccezionale. Apparentemente sfigurava di fronte ai grandi vascelli di linea, ma in realtà era una piccola e diabolica macchina da guerra, ben progettata e pesantemente armata.

Due immagini d’epoca della corvetta Karteria

Il comando fu affidato ad Frank Abney Hastings, un giovane ex ufficiale di marina britannico e appassionato filo-ellenico: era un riconoscimento meritato perché nella costruzione aveva impiegato i propri capitali e aveva progettato l’artiglieria, ma d’altra parte anche la condotta di una nave tanto diversa da quelle tradizionali era troppo complessa per i greci e infatti l’equipaggio (1) era in prevalenza straniero, composto da inglesi, francesi, tedeschi e dal medico statunitense Samuel Gridley Howe. I marinai greci erano solo 40 e un ufficiale, più che altro imbarcato pro forma. Era anche dotata di quattro alberi e navigava ordinariamente a vela, accendendo la sua piccola macchina solo in azione o per le manovre. Fu la prima nave da guerra a vapore a entrare in combattimento (2) e operò intensamente sfruttando abilmente l’impotenza del nemico di fronte alla sua manovrabilità, particolarmente indicata nelle tante scaramucce “mordi e fuggi” che caratterizzarono quegli anni di guerra: nel solo primo anno di servizio, il 1827, sparò ben 18000 colpi affondando o catturando 24 n unità nemiche; a luglio fu mandata alla ricerca della nave che trasportava Ibrahim Pascià, comandante della flotta egiziana alleata dei turchi, ma riuscì ad intercettare soltanto quella che trasportava il suo harem. Si portò poi davanti ad Alessandria con la fregata Hellas, ma le navi non poterono entrare in azione per una ribellione dei sempre inquieti equipaggi greci. Si distinse in particolare nel combattimento di Itea nel golfo di Corinto fra il 29 e il 30 settembre 1827. In quell’occasione, praticamente da sola essendo coadiuvata unicamente da due piccole barche cannoniere, affrontò un brigantino algerino, su cui era a bordo un ammiraglio e sette navi armate, impegnandosi anche con le batterie costiere. Destreggiandosi abilmente grazie alla macchina a vapore affondò il brigantino e cinque delle altre unità e catturò i tre trasporti che queste scortavano.

Il Karteria manovra controvento alla battaglia di Itea – quadro di Iannis Poulakas

Il governo greco ovviamente si compiacque di questi successi e sull’ala dell’entusiasmo ordinò ben cinque navi da guerra a vapore delle quali solo due entrarono poi in servizio: Επιχερήσεις (Epiheiris, cioè operazione, attacco) e Ερμής (Hermes, il dio Mercurio). Dopo altre azioni contro Patrasso e località minori, nel 1828 il Comandante Hastings fu gravemente ferito durante un attacco a Aeotiliko nella Grecia occidentale morendo il 1° giugno.

ritratto del comandante Frank Abney Hastings – Fonte Web CD “La rivoluzione del 1821” è distribuito gratuitamente con la rivista InLife, numero 26 di aprile 2001 – Autore dipinto di Spyridon Prosalentis (1830–1895) Prosalentis-Hastings.jpg – Wikimedia Commons

Dopo aver acquistato l’indipendenza la Grecia attraversò frequenti periodi di instabilità e nel 1831 il Karteria passò dalla parte degli insorti dell’isola di Idria che si opponevano al governo centrale, affrontando in combattimento due navi russe e svolgendo ancora qualche operazione ma, forse danneggiata da un incendio nel 1831, non fu più utilizzata e fu sicuramente radiata prima del 1841. Sembrerebbe che il relitto sia stato preservato a lungo, tanto che alcuni sostegni metallici e colonne della sala macchine furono riutilizzati nel 1883 per rafforzare la costruzione di un edificio della base navale di Salamina (3) mentre, nello stesso periodo, lo scafo fu affondato come cassone nella costruzione di un molo.

Guglielmo Evangelista

Note

1. 17 ufficiali, 22 sottufficiali, 32 cannonieri e 110 marinai

2. La prima nave da guerra a vapore fu la batteria galleggiante statunitense Demologus del 1814, ma non fu mai impegnata in azioni di guerra.

3. La costruzione della base navale sull’isola di Salamina fu decisa nel 1881 in sostituzione delle vecchie basi di Poros (In cui tuttora esistono pittoresche rovine) e a Phaneromeni nell’isola di Leucade.

Bibliografia
William Ainsworth: “All round the World – A visit to Athens” Collins, London Glasgow 1866
Dimitri G. Kapaitzis: “Karteria, the first steam warship in war (1826). In https://www.eefshp.org/wp-content/uploads/2020/05/
Brian Lavery: “Ship: 5000 years of Maritime Adventure”. Dorling Kindersley Publishers Ltd. London 2010
N.N.: “A history of military equipment of modern Greece (1821-today). greek-war-equipment.blogspot.com.”

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