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I misteriosi popoli del mare: da dove venivano? – parte II

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare 
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ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA
PERIODO: V . II MILLENNIO a.C.
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: popoli del mare
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Da dove venivano?
I popoli del mare provenivano forse da una casta di mercenari che all’occasione si prestavano al servizio di potenti sovrani. Avvenne a Micene, ma anche nei Balcani ed in Egitto. Una delle teorie vuole che i Popoli del Mare siano nati sulla terra, e più specificatamente – nei campi di battaglia. Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è NAVI-POPOLI-DEL-MARE.jpgLa fanteria mercenaria, composta da stranieri, assicurava il teatro, la logistica, le marce e gli accampamenti, forniva cibo e foraggio. Intorno all’anno 1200 a.C., quei mercenari, realizzarono che avrebbero potuto facilmente battere i loro talvolta rammolliti datori di lavoro. Orde di mercenari, avidi di bottino, si rivoltarono contro i pochi soldati rimasti a difendere il potere costituito. Una volta rovesciati i loro governanti, le vecchie tattiche basate sui carri si dimostrarono insufficienti contro le masse di fanteria. La fanteria uccise i cavalli ed i cavalieri e prese il potere. La loro forza risiedeva nel fatto che non avevano un centro politico che potesse essere assediato e distrutto. Erano piccoli gruppi, solo di uomini, che colpivano nel cuore i sempre più deboli Stati. Molti di loro erano avvezzi al mare e avevano presto compreso che il saccheggio sulle rotte commerciali era più redditizio del commercio. Questo è ed è sempre stato vero, dall’età del bronzo fino ai giorni nostri. Pensiamo alle azioni dei pirati in Somalia e in West Africa. Questi fenomeni erano favoriti dalle migrazioni legate ai cambiamenti climatici che avvenivano anche a quell’epoca. Periodi di siccità favorivano lo spostamento verso aree più prospere, e il passaggio non era senza conseguenze. Molte delle popolazioni del mare si trasferirono da aree lontane verso i nuovi insediamenti ed incominciò il terrore.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 1200px-Map_of_the_Sea_People_invasions_in_the_Aegean_Sea_and_Eastern_Mediterranean_at_the_end_of_the_Late_Bronze_Age-1024x733.jpg

Egitto
Nel 14° secolo a.C. il re di Alasiya chiese aiuto al faraone Echnaton nella lotta con i popoli del mare, che avevano saccheggiato alcuni porti a Cipro. Anche Ribbadi, re di Biblo si è lamentò dei misteriosi “invasori del nord”. Un secolo dopo, i pirati “dal mezzo del mare” invasero l’Egitto durante il regno di Ramses II che, nel 1224 a.C., ma vennero sconfitti nella battaglia di Buto lungo il delta del Nilo.

Ma il fenomeno non si fermò. I popoli del mare continuarono a ostacolare il commercio marittimo mediterraneo, catturando e saccheggiando tutte le navi che avvistavano. Verso il 1210 a.C. i popoli del mare interruppero le forniture alimentari dall’Egitto all’impero ittita in Anatolia, causando il blocco delle rotte di rifornimento, e l’esaurimento delle riserve. Per conseguenza, l’impero ittita, una delle grandi potenze dell’età del bronzo, si disintegrò in pochi decenni.

Alcune delle tribù che invasero come cavallette il grande Impero ittita, si spinsero poi verso la Siria e la Cananea, scontrandosi con gli Egizi. Alcune iscrizioni egizie riportano che nel 1208 a.C. l’esercito del faraone Merenptah, nella battaglia di Sais sul delta del Nilo occidentale, sconfisse una coalizione di libici e popoli del mare. Le iscrizioni egiziane nominano alcuni degli alleati libici chiamandoli: Sherden, Shekelesh, Ekwesh, Lukka e Teresh.

bronzetto nuragico … in ricordo delle navi dei Shardana?

I popoli del mare e le tribù libiche avevano attaccato il delta del Nilo da ovest e volevano catturare le città nel Faiyum. Dopo essere stati sconfitti, i guerrieri sopravvissuti al massacro furono arruolati con la forza nell’esercito egiziano ed assegnati come coloni nel Delta occidentale. Essi divennero presto una società parallela, con una struttura militare, basata sulla loro tradizione tribale aliena, estranea alla cultura egiziana. Tale tradizione sosteneva che “i parenti sostengono i loro parenti“. In linea con questo principio, altri membri della tribù e i loro simili li raggiunsero e si riversarono nel Delta.

Ramses III e la battaglia di Medinet Habu

Non c’è da stupirsi che tre anni dopo, nell’ottavo anno del regno di Ramses III, ovvero intorno al 1176 a.C., secondo le iscrizioni dei rilievi del suo Tempio funerario a Medinet Habu, sulla riva sinistra del Nilo, i popoli del mare, rinforzati da questa migrazione, attaccarono ancora una volta la terra dei faraoni.  Gli invasori arrivarono via terra e via mare. Venivano con famiglie e oggetti, carichi di navi, carrozze e animali da soma. Apparentemente, avevano tratto conclusioni dalla precedente sconfitta e volevano conquistare la terra egiziana per rimanerci per sempre. Ma anche l’Egitto era preparato per la guerra. Le navi dei popoli del mare, esperti nella navigazione, sfondarono le linee della flotta del faraone e raggiunsero la costa egiziana. La battaglia decisiva fu però combattuta nel Delta. Gli invasori non trovarono resistenza e pensando che l’esercito egiziano fosse fuggito, si avventurarono nel groviglio dei canali stretti e poco profondi del Nilo, cadendo nella trappola del faraone.

dettaglio del pannello del Medinet Habu

Le migliori truppe egizie furono schierate nei punti strategici. La flotta bloccava gli estuari del Nilo (il Delta ha diversi estuari), mentre la fanteria e gli arcieri si nascosero tra le canne lungo le rive. All’improvviso, dai canneti emersero le navi egizie, leggere e perfette per navigare in quei canali. Esse spinsero le barche dei popoli del mare verso le rive dove gli arcieri li stavano aspettando. Una pioggia di frecce cadde sulle navi degli invasori. I popoli del mare furono sopraffatti, spinti sulle rive dove vennero trucidati. Si contarono oltre 12000 morti. Dopo quella battaglia la pace tornò nel regno di Ramses III ma solo per tre anni. Nell’undicesimo anno del suo regno una nuova coalizione di Libici e Popoli del Mare tentò nuovamente di attaccare l’Egitto ma ancora una volta furono sconfitti. I saccheggi nel Mediterraneo non si arrestarono e, intorno al 1200 a.C. altri popoli del mare razziarono le città portuali fenicie di Byblos e Ugarit, dove era nato il primo alfabeto, che assegnava un carattere a un suono.

Achei e Micenei: eroi o pirati?
Prima che gli Achei distruggessero Troia, non avevano una bella fama notorietà possibile. Nel 13° secolo a.C. le tribù degli Achei erano note come briganti, saccheggiatori e stupratori provenienti dal mare. Nell’Iliade, Achille si vanta di aver razziato con le sue navi dodici città, mentre Odisseo, ammette di averne derubate solo nove.

L’invasione dei Popoli del Mare achei, questo miscuglio polietnico di guerrieri, trovò nell’epica di Omero un proprio elogio. Gli Achei presero Troia nel 1184 a.C., secondo i calcoli di Eratostene fatti nel II secolo a.C., ovvero in un’epoca in cui i popoli del mare razziavano le coste del Mediterraneo, per cui ne possono essere considerati a tutti gli effetti parte integrante. Dopotutto, Agamennone guidava quell’alleanza di tribù non su Troia ma su Ilion, chiamata dagli Ittiti Wilusa. Ma perché Troia? Non certo per la bella Elena. La città controllava i commerci della regione ed era una spina nel fianco per gli Achei e nessuno avrebbe potuto transitare senza il consenso dei Troiani. Anche prima della caduta di Troia, le cronache ittite parlavano di scontri con questi popoli chiamati Ahiya che razziavano i villaggi … insomma dei predoni. Prendere Troia non fu facile, anche se la città era reduce da un forte terremoto. Gli archeologi hanno stimato che la città di Priamo fosse abitata in quel tempo da un numero compreso tra 5 e 10 mila abitanti. Fu forse la guerra più documentata, anche se con gli occhi degli assedianti, dell’età del bronzo. Inutile dire che come sempre la storia viene scritta dai vincitori che stabiliscono i buoni ed i cattivi. 

Riflessione
Come vedete, il Mediterraneo fu sempre ponte di civiltà ma anche di conflitti sanguinosi. I cambiamenti climatici che si alternarono dopo la glaciazione favorirono la migrazione di popolazioni che non sempre furono in grado di integrarsi.

interessante osservare che periodi di siccità, ovvero con alte temperature, favorirono le migrazioni che non sempre furono pacifiche. Nel diagramma potete vedere il picco dell’età minoica , quello dell’epoca romana seguito da quello delle invasioni barbariche e dell’anno mille, prima della piccola glaciazione … il prossimo picco lo stiamo vivendo … saremo in grado di capire come comportarci? 

Quando furono presenti civiltà potenti regnò la stabilità e la prosperità nei loro confini. Quando il controllo delle rotte venne a mancare, a causa della debolezza dello Stato, ci fu una recrudescenza dei fenomeni criminali fino all’inevitabile collasso.

I popoli del mare, sotto un certo aspetto, non si sono mai estinti non essendo legati ad un’etnia ma ad un fenomeno sociale. Nei secoli seguenti abbiamo assistito a tanti fenomeni simili dove popoli cosiddetti civili colonizzarono altre aree del mondo, razziando, stuprando e riducendo in schiavitù le popolazioni locali. Fa parte della caratteristica della nostra specie; purtroppo secoli di filosofie e religioni non sono bastati ad evitare questi scempi ed il futuro non promette nulla di nuovo.

Andrea Mucedola
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PARTE I PARTE II

 

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