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Elementi di malacologia – parte I

tempo di lettura: 8 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: MALACOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Molluschi
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Generalità
La malacologia è la branca della Zoologia che studia i molluschi; la differenziazione degli esemplari si basa, mediamente, attraverso l’osservazione dei carapaci e delle parti molli. La branca della malacologia che si occupa delle sole conchiglie si definisce invece Concologia. Quando i caratteri esterni dei molluschi, soprattutto quelli conchigliari, non sono sufficienti alla loro determinazione, gli studiosi di malacologia devono servirsi dell’indagine microscopica. La determinazione avviene mediante l’osservazione al microscopio del loro apparato riproduttivo e dell’apparato masticatorio. Con il termine conchiglie si definiscono generalmente gli “scheletri” dei molluschi (per l’esattezza gli esoscheletri).

Da un punto di vista tassonomico, i  Molluschi appartengono al Regno Animale e si dividono in cinque classi principali:

POLIPLACOFORI
GASTEROPODI
BIVALVI
SCAFOPODI  
CEFALOPODI

Iniziamo la nostra descrizione dei molluschi con una classe che possiamo definire non molto attraente :

POLIPLACOFORI
I molluschi  di questa classe hanno la conchiglia  formata da piastre articolate e collegate lungo i bordi dal perinoto, che altro non e che una piegatura del mantello. Difficile reperire esemplari spiaggiati di questa classe dato che con la morte del mollusco questo si sfalda in placche che possono essere osservate tra il detrito.

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Poliplacofori: Tonicella lineata – credit Matt Knoth – Wikimedia CommonsFile:Tonicella lineata 1.jpg – Wikimedia Commons 

La specie più comune nel Mar Mediterraneo è il Chitone Olivaceus Spengler, 1797, che vive attaccato alle pietre anche nella zona di marea. Quante volte lo avete visto senza sapere che si trattava di un … mollusco.

GASTEROPODI
La parola gasteropodo deriva dal greco gastèr, stomaco, e podòs, piede, per indicare gli animali che si spostano sul fondo del mare strisciando sul proprio … stomaco (come le comuni lumache terrestri). Precedentemente erano anche indicati col nome di univalvi, per differenziarli dai bivalvi. La conchiglia degli appartenenti a questa classe può essere interna quanta esterna all’animale ed è formata da un unico pezzo. Vivono sia in acque dolci che in quelle salate e salmastre e sono quindi animali marini o terrestri. Sulle spiagge sono facilmente reperibili nel detrito o fra le sabbie, in particolari quelli che che vivono in gruppi molto numerosi.

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Aporrhais pespelecani, da https://alchetron.com/Aporrhais-pespelecani

Tra i più comuni la Aporrhais pespelecani (Linnea, 1758), che è nota anche come “piede di pellicano” caratterizzata da una conchiglia che misura dai 3 ai 5 cm dalla caratteristica forma con espansioni a piede palmato. Gli esemplari giovani presentano un labbro dritto e tagliente. La sua colorazione varia dal bruno chiaro alle tonalità di giallo. È una specie molto comune nelle acque fredde e temperate del Mediterraneo e dell’Atlantico nord orientale e vive nei fondali sabbiosi e fangosi del piano infra-litorale. Un’altra conchiglia molto comune è la Turritella.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Fossil-Turritella-specimens-public-domain-1024x955.jpg

fossili di Turritella specimens – public domain da ShukerNature: Horned rodents, devil’s corkscrews and terrible snails – real life palaentological detective stories (karlshuker.blogspot.com)

Una conchiglia facilmente riconoscibile per la sua forma estremamente slanciata ed a punta che si avvolge elegantemente intorno ad un asse. I “giri” hanno una sezione tondeggiante, la sua base è convessa e la struttura appare piuttosto marcata. La scultura della conchiglia è formata da diverse spirali sottili e continue intersecate da leggerissime strie di accrescimento. Il colore varia dal bruno chiaro al rosato. Lungo le spiagge sabbiose si ritrovano esemplari della Neverita josephiniaeSi tratta di un  mollusco caratterizzato da una conchiglia di 20–35 mm, a forma naticoide, con una spira poco elevata ed una base ampia dove l’ombelico è quasi del tutto coperto da un grosso e vistoso callo di colore bruno.

Neverita josephinia 001.JPG

Neverita josephiniae Risso, 1826 autore M. Violante da File: Neverita josephinia 001.JPG – Wikipedia

L’opercolo è corneo e viene ruotato all’indietro di 180° verso la conchiglia quando l’animale esce dal guscio. Il mollusco è caratterizzato da un colore bianco limpido con un piede circolare piuttosto grande che si estende anche superiormente a ricoprire quasi interamente il guscio. La parte frontale dell’animale presenta due piccoli tentacoli (detti anche antenne) non necessariamente sempre estro-flessi.

Tradizionalmente i gasteropodi vengono suddivisi in quattro  sottoclassi:

Prosobranchi
Sono gasteropodi dotati di branchie che sono situate nella parte anteriore del corpo. Hanno conchiglie a forma di spirale (spiralate) e mostrano una torsione del sacco dei visceri con spostamento della cavità palleale in avanti. Quasi tutti i prosobranchi possiedono la radula, un organo retrattile tipico dei molluschi usato per la rimozione del cibo dal fondale. Si tratta di un nastro chitinoso, ricoperto da varie file di dentelli duri e ricurvi che poggia su una base cartilaginea. Quest’organo è presente nelle chiocciole, nelle patelle, nei nudibranchi e nei molluschi come i calamari dove viene utilizzato per fare a pezzi la preda prima che raggiunga l’esofago. La radula ha una grande importanza per l’identificazione delle varie specie, essendo molto diversificata, e fuoriesce dalla cavità buccale del mollusco per raschiare il substrato, staccando piccole particelle organiche che vengono poi ingerite e digerite.

Opisthobranchi
sono  gasteropodi dotati di branchie situate nella parte posteriore del corpo. Tra di essi i bellissimi nudibranchi e le Aplysie (lepri di mare). Gli opistobranchi sono ermafroditi e la fecondazione avviene anche simultaneamente tra individui diversi; le uova vengono deposte in caratteristiche ovature a spirale che possono essere comunemente osservate sul fondo. Una volta schiuse fuoriescono i giovani opistobranchi già muniti di conchiglia (veliger) e, dopo aver condotto una breve vita planctonica, passano a quella bentonica, perdendo la conchiglia o facendola regredire. Di fatto la conchiglia si riduce oppure diventa interna o assente (quando presente è spiralata ed opercolata) e manca il sifone. L’assenza totale della conchiglia deriva dal fatto che negli Opistobranchi il mantello è regredito e la cavità palleale è scomparsa. I Molluschi Opistobranchi sono molto studiati perché produttori di numerosi metaboliti secondari e sostanze repellenti usate a scopo difensivo che interessano la ricerca biomedica. Sono noti resti fossili di opistobranchi di ben 300 milioni di anni.

Polmonati
sono forse l’ordine di gasteropodi più famoso; i più comuni sono le chiocciole terrestri ma vi sono forme legate esclusivamente all’ambiente marino come alcune patelle polmonate. Possono avere un aspetto simile agli acquatici prosobranchi, ma essendosi adattati principalmente alla vita terrestre presentano numerose differenziazioni. Hanno un paio di occhi, alla base dei tentacoli sul capo, oppure possono avere occhi all’estremità di una ulteriore coppia di tentacoli. La cavità palleale (lo spazio interno che si trova tra il pallio e la conchiglia) viene a scomparire ed al suo posto si origina una struttura fortemente vascolarizzata (polmone) regolata da una porzione muscolare detta pneumostoma. La loro conchiglia è priva di opercolo che viene sostituito da secrezioni mucose.

Gymnomorpha
sono gasteropodi non in possesso di conchiglia. Si tratta di circa 300 specie terrestri e marini tipicamente ermafroditi di dubbia collocazione tassonomica in quanto i ricercatori li considerano appartenenti sia al phylum dei Platelminti oppure facenti parte dei Pulmonata, mentre altri  li ritengono una sottoclasse a se stante degli  Opistobranchi.

L’aspetto di questi animali è riconducibile a due tipi fondamentali:
1) organismi allungati simili a vermi rivestiti di spicole calcaree che misurano pochi millimetri e che assomigliano molto ai turbellari, con cui un tempo erano classificati
2) organismi appiattiti e verrucosi che misurano da pochi mm a 1-2 cm.

I Gymnomorfi hanno un’organizzazione corporea molto semplice dato che sono sprovvisti di conchiglia, opercolo, branchie e cavità nel mantello per cui, per l’assunzione di ossigeno, si servono di cavità respiratorie secondarie che si formano nella parte posteriore del loro corpo; alcune specie sono anche dotate di antenne antero-cefaliche, che portano occhi rudimentali in posizione apicale. I Gymnomorfi marini vivono perlopiù fra le alghe, che raschiano con l’apparato radulare e nei fondali algo-detritici e sabbiosi, dalla battigia sino a notevoli profondità; varie specie sono però predatrici e utilizzano la radula per colpire e uccidere le piccole prede di cui si cibano, che in genere fanno parte dello psammon.

Bivalvi
I bivalvi, detti anche lamellibranchi, comprendono circa tredicimila specie per lo più marine. Essi presentano un guscio con due valve laterali, in genere simmetriche, unite da una cerniera mobile interna alla valva e dai legamenti. 

cuore-edule-02

il comune cuore edule (Cerastoderma glaucum) appartiene al philum dei Molluschi, alla classe dei Bivalvi – Bivalve cuore edule – Biologia marina del Mediterraneo

Le valve si chiudono per azione di uno o due muscoli adduttori. Questi ultimi sono formati da fasci muscolari lisci e striati in grado di muovere le valve velocemente e permette a queste di rimanere serrate per lungo tempo senza grande dispendio energetico. La mobilità degli adulti è limitatissima e presentano adattamenti alla vita sedentaria bentonica con un piede non adatto alla locomozione, ma, in alcune specie che vivono semisepolte nel sedimento marino, viene usato per scavare. La morfologia del piede, la muscolatura e la pressione dell’emolinfa coadiuvano l’inserimento dell’animale nella sabbia.

Gruppo di Pettini mediterranei con una Lima lima in alto al centro – da Conchiglie (1) – Ponza Racconta

Alcuni bivalvi sono in grado di muoversi: i pettini (Pecten jacobaeus) che aprendo e chiudendo le due valve della conchiglia, producono flussi d’acqua che li fanno muovere a balzi. Sono animali filtratori, il cui capo non è differenziato ed il sistema nervoso notevolmente semplificato. La cavità del mantello corrisponde allo spazio tra le due parti dell’animale aderenti alle valve. Essa è attraversata da un flusso d’acqua che permette la respirazione e la nutrizione. Le particelle alimentari sono trattenute da branchie lamelliformi. I muscoli che serrano le valve (derivanti dal piede) hanno la capacità di “cristallizzarsi” in modo da tenerle bloccate senza consumare energia. La maggior parte dei bivalvi è a sessi separati.

Nei Bivalvi il mantello è formato da due ampi lembi che coprono i fianchi dell’animale e spesso si saldano anche al disotto del corpo: ciascun lembo secerne una valva della conchiglia – photo credit I Bivalvi

I Bivalvi sono senza ombra di dubbio le conchiglie più  facilmente reperibili in spiaggia, magari in valve spaiate, ed anche le più conosciute per il notevole interesse alimentare e commerciale. Basti pensare al commercio  e consumo di vongole, mitili ed ostriche. Questa classe è caratterizzata esclusivamente molluschi acquatici. La conchiglia è composta da due valve, più o meno simmetriche fra loro, tenute  insieme da una cerniera costituita da un sistema complesso, fatto di dentini, lamelle, fossule, ecc.. Alcuni si muovono liberamente, come le “vongole”, altri si fissano a concrezioni rocciose tramite il bisso ( ad esempio i mitili, detti anche cozze, e la Pinna nobilis), altre ancora si cementano al substrata come le ostriche che sono appartenenti al genere Ostrea caratterizzato da una conchiglia tondeggiante ricoperta di lamelle squamose ondulate. Le due valve sono disuguali e quella inferiore, alla quale è ancorato l’animale, è più grande ed incavata della superiore.

fine prima parte – continua

 

 

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