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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Spondylidae, questi sconosciuti di Michele Dardano e Pamela Baiocchi

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: MALACOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Spondilo

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Spondili
La famiglia degli Spondylidae presenta una variabilità grandissima al punto che persino due spondili della stessa specie possono sembrare diversi. La famiglia degli Spondylidae appartiene alla Classe dei Bivalvi (o Pelecypoda), a sua volta compresa nel phylum dei molluschi. Conchiglie da piccole a medio-grandi, occasionalmente, e solo in certe specie, possono raggiungere dimensioni e masse ragguardevoli. Possono essere pesanti, oppure  leggere, di forma varia (orbicolare, ovale, allungata, ovata, pettiniforme, triangolare). La conchiglia è provvista di  due  valve:  la  valva  sinistra  è quella libera, la valva destra, il più delle volte, è cementata sul fondo.

Spondilus imperialis

Le valve possono avere forma varia: concava (volte in modo notevole) oppure convessa, oppure appiattita. Le valve sono solcate da costole (divise in principali e secondarie) e strie, di aspetto variabile. Le  costole  sono,  nella  maggioranza  dei  casi,  ornamentate da spine che possono essere lunghe, corte, appuntite, spatolate. A volte, le spine possono essere assenti, del tutto o quasi. 

La conchiglia di Spondylus è dotata di due orecchie ed è, di solito, vivacemente colorata. Presenta due grossi denti cardinali per lato della cerniera e due denti laterali sulla valva destra. Sono monomiarii, nel senso che presentano una sola impronta muscolare. Tale impronta si può riconoscere facilmente sulla faccia interna della conchiglia. Un altro segno che è possibile riconoscere sulla faccia interna di Spondylus è dato dall’impronta del margine esterno del mantello, la cosiddetta linea o impressione palleale. Il mantello è una sorta di duplicatore cutanea, più o meno estesa, che, in genere, si trova tra il sacco dei visceri ed il piede di un Mollusco. 

Gli Spondili vivono, in genere, cementati su corpi diversi, su scogli, relitti, coralli, altre conchiglie o oggetti abbandonati sul fondo. Vivono per lo più in acque tropicali e subtropicali. Poche specie sono presenti nei mari temperati (ad esempio nel Mar Mediterraneo). Non vi sono rappresentanti di questa famiglia nei mari freddi.

Vademecum per il collezionista di Spondylus

spondylus

Gli Spondylidae, a causa della loro estrema variabilità inter e intraspecifica, possono essere piuttosto difficili da identificare in modo corretto. Ecco perché è stato pensato di fornire di seguito una sorta di vademecum, utile per quanti vogliano saperne di più su questa interessante famiglia di Molluschi.

Ai fini di un corretto studio di questo tipo di conchiglie è necessario:

1)  avere a disposizione un numero più elevato possibile di campioni per ogni specie;
2) avere a disposizione le foto particolareggiate o i disegni dell’olotipo e di eventuali paratipi;
3)  avere a disposizione una libreria adeguata, contenente il maggior numero possibile di   pubblicazioni concernenti gli Spondylidae, compresi i libri degli studiosi del passato;
4)   raccogliere  tutte  le  notizie  riguardanti  una  determinata specie e gli indizi che potrebbero portare ad una completa identificazione: a tali indizi sono nominati  “punti di convergenza”, rispetto alla descrizione originale;
5)  non focalizzare la propria attenzione esclusivamente su una caratteristica  morfologica, in  quanto, i  “punti di convergenza”, pur considerando la variabilità intraspecifica degli Spondyli, devono coincidere, per essere certi dell’identificazione;
6) non fidarsi eccessivamente delle foto perché, a volte, sono ingannevoli. Esse devono essere complete, cioè ritrarre, separatamente,  la  valva  destra,  la  valva  sinistra,  il profilo, l’interno, l’area umbonale, l’area ligamentale, le spine ecc…;
7)  non avere eccessiva fiducia nei cartellini apposti dai dealers (inclusa la provenienza!), perché, anche se si vuole sperare in buona fede, molto spesso le loro identificazioni sono un pò troppo libere e fantasiose;
8prestare  attenzione  soprattutto  ai  particolari  che differenziano specie simili.

Sspondlius speciespondylus species

 

Forma: quasi equivalve, grande, robusta e non eccessivamente pesante. Possiede orecchie diverse, la sinistra è più lunga della destra.
Scultura: numerose costole longitudinali ben distinte, regolari, ornamentate con numerose spine corte, piatte e regolari. Occasionalmente, talune spine risultano un poco più lunghe. Gli interstizi sono lisci e con al centro una costola minore, ornamentata con spine più corte. Margine interno crenulato.
Colore: bianco, interstizi colorati di giallo o arancione, piccole macchie nere all’umbone.  Il  colore interno è bianco, con margine crenulato colorato di marrone/giallo e bianco oppure di rosso/arancio e bianco. La cerniera è colorata di marrone chiaro.
Area  ligamentale: abbastanza estesa, triangolare. La fessura è chiusa.
Area di attacco: piccola.
Dimensioni: 110-120 mm.
Distribuzione: Kenya, Somalia.
Confronti: rispetto  a  Spondylus  echinatus,  questa  specie differisce innanzitutto per le dimensioni (è molto più piccolo di Spondylus  sp.), poi per l’area di attacco (è grande in Sp. echinatus),  per   la   forma   della   conchiglia  (Sp.  echinatus   è inequivalve,  con  la valva  sinistra  molto  convessa)  per  gli interstizi (bianchi in Sp. echinatus), per le spine (in Sp. echinatus sono di lunghezza variabile), per le costole (indistinte in Sp. echinatus), per  il  colore  della  cerniera  (marrone  carico  in Sp.echinatus).

Note: Inizialmente, Lamprell ipotizzò che fosse uno Spondylus echinatus molto senile, ma riteneva altresì che il fatto che questa specie avesse gli interstizi colorati fosse una caratteristica non riscontrabile in Sp. echinatus. Si ripropose di pubblicare le foto di questo strano Spondylus nel suo ultimo libro (postumo), ma non ebbe il tempo di farlo. Negli anni, sono stati ottenuti dal famoso dealer israeliano Dov Peled, sei esemplari, tutti estremamente simili tra loro, anche per ciò che riguarda le dimensioni. Qualche tempo fa, si aprì un asta su di un esemplare esattamente identico a quelli nella collezione del Dr. Dardano M., presentato come “Spondylus candidus”. Intorno a quell’esemplare si scatenò una vera e propria guerra a suon di rialzi,  con una concorrenza talmente agguerrita, che al termine dell’asta l’esemplare raggiunse quotazioni davvero molto elevate.

Spondylus gravis 

spondilus gravisForma: grande, ovata, solida, pesante, rigonfia.
Scultura: numerose  costole  longitudinali, basse, rugose, di solito più evidenti sulla valva destra. Tra queste costole vi sono numerose strie sottili. Ogni 7-8 costole più deboli se ne trova una leggermente più forte. Queste ultime arrivano a 7-10 di numero. Sulle costole più forti si trovano noduli embricati, con alcuni noduli più grandi e poche spine piatte. Presenti anche numerose linee di crescita  concentriche che, specie nella valva destra, più integra, danno alla conchiglia un aspetto ondulato.

Note: una specie piuttosto rara, non bella nel suo stato naturale, perciò poco commerciata. Fino al 1992 il suo areale di distribuzione era ignoto. Quasi contemporaneamente, e per vie diverse, Lamprell (Notes on Spondylus Linnaeus with descriptions of two new species from Western Australia – Memoirs of the Queensland Museum 32 (1) 189-194 Brisbane) ed il Dr. Dardano M. (Newsletters Hawaiian Shell News vol XL No.3, March 1992), giunsero alla stessa conclusione e cioè che la distribuzione di questa specie fosse limitata esclusivamente ad acque somale.

Spondylus pratii

spondilus pratiiForma: pesante, ovata, equivalve
Scultura: sei costole radiali principali, che recano forti spine dritte, che, marginalmente, divengono depresse; gli interstizi sono ampi con da 3 a 5  costole radiali più deboli, che portano spine più piccole e più sottili. Di queste costole radiali quella centrale è la più forte e porta spine leggermente più grandi.
Colore:  colore esterno bianco, con segni rosa- rossi, più o meno evidenti, nell’area umbonale, nella parte centrale della conchiglia ed anche ai margini.
Colore interno: bianco.
Area di attacco: piccola.
Distribuzione: Somalia.
Confronti: nessun confronto possibile. La specie è facilmente riconoscibile.

Note: una specie molto bella, però estremamente difficile da avere in buone condizioni, in quanto, molto spesso, durante le operazioni di pesca, le sue belle spine lunghe vengono spezzate.

Spondylus groschi

spondilus groschi

Forma: da  ovata  ad  elongato-ovata, spessa,  valva  sinistra moderatamente e regolarmente convessa. Valva destra più convessa della sinistra, orecchie angolate
Scultura: 6-7 forti costole radiali, ben definite, che recano spine  spatolate  forti, depresse e che si sovrappongono, cave all’interno, leggermente più strette alla base, moderatamente concave alla terminazione, quasi obsolete all’umbone. Interstizi di solito con una costola radiale secondaria con spine aguzze o leggermente appiattite che si sovrappongono. La restante superficie interstiziale è coperta da dense strie radiali e spine sottili, abbastanza aguzze, di lunghezza variabile.
Margine: forte, crenulato e colorato all’interno delle due valve. I margini umbonali sono denticolati.
Area del legamento: area cardinale (valva destra) triangolare e bassa sotto la cerniera
Colore:  solitamente color malva o marrone con un po’ di bianco  alla  base  delle  spine. Tuttavia, alcuni  esemplari  sono arancioni, arancio-rossi o rosso scuro, talvolta le spine hanno un colore contrastante, giallastro o lilla. Spesso la regione umbonale presenta piccoli punti o macchie o segni ondulanti di colore marrone. Internamente bianco, con i margini colorati allo stesso modo della superficie esterna.
Area  di  attacco: variabile, a volte moderatamente grande, a volte ridotta, con una quantità variabile di sottili foliazioni concentriche umbonalmente. Il resto della valva destra (non attaccata al substrato) è simile alla valva sinistra.
Dimensioni: fino a 78 mm
Distribuzione: Est Africa: Mozambico, Zululand, Kenya, Somalia, probabilmente è penetrato nel Mar Rosso e nel Mediterraneo.
Confronti: rispetto a  Sp. gilvus: questa  specie ha  5  costole radiali e orecchie ripiegate; inoltre la sua distribuzione è totalmente diversa; rispetto a Sp. spinosus: questa specie ha 6-16 costole principali dotate di spine depresse e forti, 1-3 costoline minori  e per lo più interstizi lisci. Inoltre Sp. Spinosus ha solitamente costole e spine bianche; rispetto a Sp. violacescens: questa specie ha ornamentazione irregolare e manca dei margini umbonali denticolati. Inoltre ha interstizi più stretti; rispetto  a  Sp. squamosus: questa specie  ha spine  aguzze  e spatolate mischiate, sulle costole principali. Le spine spatolate sono sviluppate  principalmente  ai  margini  inferiori. Inoltre, Sp. squamosus ha, ai margini superiori, striscette che formano un disegno a V, simile ad un gallone militare; rispetto  a Sp. sinensis: questa specie presenta un disegno costante, costituito da raggi radiali bianchi e neri, striscette colorate ai margini superiori; inoltre manca delle denticolazioni ai margini umbonali; rispetto a Sp. foliaceus: questa specie è simile ma è più rigonfia, le spine principali sono più lunghe, le spatole sono simili a pinze, le costole interstiziali sono molto più forti e l’ornamentazione interstiziale è molto più sottile; rispetto a Sp. imbutus: questa specie ha cinque costole principali che portano sparse e lunghe spatole, fragili, fortemente ricurve, a forma  di  foglia, inoltre  gli  interstizi  portano  costole  minori sottili con  microscopiche strie, le  orecchiette sono strette e prive di denticolazioni.

 

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