La via cinese alla propulsione subacquea: nucleare ma non troppo – parte I

Gian Carlo Poddighe

8 Febbraio 2025
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINA CINESE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: SISTEMI DI PROPULSIONE
parole chiave: sistemi ibridi, sottomarini nucleari

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Le valutazioni del potenziale delle Marine militari, ed in particolare della PLAN, la Marina Cinese, hanno vari rivolti che possono anche essere provocatori o influenzati da propaganda e controinformazione. Malgrado il battage propagandistico sull’incremento numerico della PLAN e sulle loro capacità cantieristiche, i cinesi hanno avuto e confrontano ancora problemi nella costruzione navale, in particolare nel caso dei sottomarini e dei loro sistemi di propulsione; questi aspetti sono stati monitorati negli ultimi anni, con due interessanti rapporti, nel 2017 e nel 2023 e negli ultimi mesi sono stati al centro di un vivace dibattito negli Stati Uniti: questa analisi vuole esserne eco e rassegna – nel limite del possibile e delle fonti disponibili – delle scelte dell’ultimo decennio, con un occhio al contributo russo in materia.

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Le valutazioni sono poi estremamente profonde ed attente in caso di incidenti: l’affondamento di una unità al molo di allestimento del cantiere navale Wuchang di Wuhan, nel settembre 2024, ha dato luogo ad una serie di studi ma ha anche ad illazioni di ogni genere che comunque hanno generato una certa attenzione. E’ quindi logico che in questi giorni negli Stati Uniti stiano avanzando nuove ipotesi non tanto sulle dinamiche dell’incidente quanto sullo “scopo” dell’unità affondata, un sottomarino attribuibile secondo alcuni alla classe Zhou, Type-41, e se sullo stesso per la propulsione fosse installato, o in fase di installazione, un reattore nucleare a basso rendimento modificato che dovrebbe essere parte di un sistema AIP (Air Indipendent Propulsion) e non collegato direttamente all’asse motore.

Va ricordato che l’industria cinese, dopo l’acquisizione di tecnologie svedesi all’inizio degli anni’80 dello scorso secolo, non è stata in grado di sviluppare e mettere in servizio con successo sistemi AIP avanzati e sembra aver optato per una “soluzione nucleare”. La Cina potrebbe aver deciso di riconsiderare lo sviluppo di celle a combustibile ad alta densità di potenza o motori ancora più potenti per i sottomarini, privilegiando come soluzione a breve, quasi un gap filler, una soluzione diversa anche se non completamente nuova, tralasciando qualsiasi considerazione di efficienza energetica: una “batteria nucleare”, questo senza però rinunciare ancora al programma di sviluppo di batterie agli ioni. La “batteria nucleare”, che potrebbe essere installata su un sottomarino derivato dalla classe Yuan Type-39 modificato, genererebbe solo una frazione della potenza di un reattore destinato alla propulsione nella concezione più tradizionale.

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sottomarino SSK Type-039C, classe Yuan – Fonte United States Naval Institute News Blog – Autore CSR Report RL33153 Modernizzazione navale cinese: implicazioni per le capacità della Marina degli Stati Uniti: contesto e problemi per il Congresso di Ronald O’Rourke del 28 febbraio 2014
Yuan (Type 039A) Class Attack Submarine.JPG – Wikimedia Commons

Da quando lo scorso 27 settembre 2024 è stata diffusa la notizia, da “… fonti anonime del Pentagono…“, che un nuovo tipo di sottomarino cinese a propulsione nucleare aveva subito un grave incidente all’ormeggio, dal confronto delle foto satellitari del momento con altre precedenti scattate il 26 aprile 2024, e  nei giorni successivi di frenetiche attività di recupero, gli analisti si sono domandati di che tipo di “sottomarino a propulsione nucleare” poteva trattarsi.

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La nuova versione classe 039C che presenta interessanti variazioni dello scafo e della torretta – da HI SuttonH I Sutton – Covert Shores

Da parte cinese è stato interessatamente fatto filtrare che il cantiere navale Wuchang di Wuhan non aveva fino al momento costruito alcun sottomarino nucleare, anche se le strutture del cantiere navale erano state completamente ricostruite, ampliate in modo massiccio con un programma di lungo periodo (dal 2012 al 2020), mentre il cantiere navale Bohai di Huludao rimaneva il responsabile della costruzione di tutti i sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN) e dei sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) cinesi. Particolare non trascurabile, il cantiere navale Wuchang si trova sul fiume Yangtse, a circa 840 chilometri dal mare, dove l’attivazione di un reattore nucleare imbarcato, anche solo in fase di test, potrebbe avere implicazioni di sicurezza. Questo farebbe ipotizzare che – al di là della costruzione – il reattore potrebbe essere alimentato e attivato in un altro sito già dedicato a tale funzione, a maggior ragione nel caso di un sottomarino nucleare ibrido. Le immagini del nuovo sottomarino fanno ipotizzare si tratti di un’unità troppo piccola per essere un SSN, di forme paragonabili alla serie cinese Type 039A/B/C Yuan a propulsione convenzionale, anche se di lunghezza maggiore. Un altro indicatore interessante è stato il numero di tipo riportato – “041” – dal 2008 in linea con il tradizionale schema di numerazione portato dai sottomarini diesel-elettrici cinesi mentre i sottomarini cinesi a propulsione nucleare, siano essi SSN o SSBN, hanno numerazioni ufficiali che iniziano con “09”. Unità di nuova generazione, Type 095 SSN e Type 096 SSB, risultano peraltro già in costruzione presso il cantiere navale Bohai di Huludao e le dimensioni stimate dell’unità di Wuhan non coincidono con nessuna delle due piattaforme a loro volta di maggior dislocamento rispetto alla precedente generazione di SSN e SSBN cinesi.

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Type 095 SSGN Fonte China Maritime Report #30: “A Brief Technical History of PLAN Nuclear Submarines” China Maritime Studies Institute (CMSI) Christopher P. Carlson and Howard Wang, A Brief Technical History of PLAN Nuclear Submarines, China Maritime Report 30 (Newport, RI: Naval War College China Maritime Studies Institute, August 2023).

Sarebbe fattibile l’impiego di una “batteria nucleare” per la propulsione AIP?

Nel bailamme della disinformazione, la notizia di batterie alternative sarebbe potuta passare inosservata se le fonti cinesi non avessero accennato a un progetto per lo sviluppo di piccoli reattori nucleari di bassa potenza per sottomarini convenzionali, in sostituzione del sistema di alimentazione indipendente dall’aria (AIP), motore Stirling, che la Cina aveva sviluppato sulla base di tecnologie acquistate dalla Svezia negli anni ’80. Già nel 2017 un voluminoso rapporto pubblicato da R. D. Fisher aveva trattato tale programma, basandosi su una serie di diapositive presentate ad una conferenza accademica dal Contrammiraglio (R) Zhao Dengping. Nonostante l’ampio ricorso per le proprie unità ad un sistema AIP basato su motori Stirling, è noto da tempo l’interesse della PLAN per lo sviluppo di un sistema AIP più avanzato, basato su celle a combustibile, come attualmente in uso nelle marine occidentali ma anche in altre marine asiatiche legate all’Occidente, cosi come per l’adozione di batterie agli ioni di litio come sperimentato dal Giappone.

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Alla luce di tali sfide, e delle difficoltà incontrate, la Cina potrebbe aver deciso di optare per una soluzione completamente diversa, sviluppando una batteria nucleare, proprio la soluzione prospettata nella citata presentazione di Zhao Dengping di cui alcune diapositive, pubblicate online, riguardavano specificamente un reattore nucleare di piccole dimensioni, compatibile con scafi di sottomarini convenzionali. Ma di cosa stiamo parlando? Lo scopriremo nei prossimi articoli.

Fine parte I – continua
Gian Carlo Poddighe

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