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livello elementare.
ARGOMENTO: MARINA CINESE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: SISTEMI DI PROPULSIONE
parole chiave: sistemi ibridi, sottomarini nucleari
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Il riferimento a un reattore “piccolo” sul Tipo 041 dovrebbe essere inteso nel contesto dei reattori esistenti per i sottomarini, che producono tra 70 e 190 megawatt di potenza termica (MWt)1 a seconda del progetto e appartengono tutti alla categoria dei micro reattori.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha definito questi reattori come aventi una capacità di generazione di energia inferiore a 50 megawatt di energia elettrica (MWe)2, o circa 220 MWt.
La maggior parte dei micro reattori è compresa tra 1 e 20 MWe (da ≈6 a 125 MWt); quanto empiricamente definito “batteria nucleare” si colloca quindi all’estremità inferiore di questo segmento impiantistico. Le “batterie nucleari” sono definite in modo approssimativo come reattori nucleari che producono fino a 20 MWt o circa 3 MWe, certamente più “piccoli” rispetto a quelli dei più grandi SSN e SSBN in quanto di dimensioni tali da poter essere inseriti in uno scafo a pressione di un sottomarino Tipo 039A/B/C di circa 7,1 metri di diametro.
Anche se non molto diffuse come applicazione, le “batterie nucleari” non sono una novità e sono state già utilizzate in progetti di sottomarini e sommergibili: l’americano NR-1 (≈1 MWt), il Progetto sovietico 651E Juliett con il reattore ad acqua bollente VAU-6 (4,9 MWt), il Progetto 20120 Sarov e la serie di unità della GUGI Direzione centrale sovietica/russa per la ricerca a grandi profondità, con il Progetto 1851 X-Ray, Il Progetto 1851.1 Paltus, il Progetto 1910 Uniform e il progetto 1083.1 Losharik, che sarebbero state dotate di un reattore ad acqua pressurizzata dell’ordine di grandezza di 10-15 MWt.

ipotesi del progetto 1083.1 Losharik – autore Heribeto Arribas Abato Losharik.svg – Wikimedia Commons
In campo occidentale il Canada ha condotto ricerche alla fine degli anni ’80 per sviluppare un sottomarino “baby nuke” utilizzando una fonte di energia autonoma o un propulsore AMPS-1000 con una potenza massima di progetto di 10,8 MWt. Analizzando a posteriori la presentazione dell’ammiraglio Zhao, l’impianto in esame veniva definito come funzionante a bassa pressione e bassa temperatura per cui è ragionevole assumere che avesse una potenza termica massima di 10-11 MW, coerente con l’esperienza sovietica e canadese. Va rilevato come l’efficienza termodinamica di questo tipo di “batterie nucleari” sia molto basso, al limite del rigetto in applicazioni di altro tipo, valutabile circa 12% – 13%, a causa delle perdite conseguenti al ciclo intermedio aggiuntivo di generazione del vapore.
Nonostante la bassa efficienza, una centrale nucleare di questo tipo potrebbe generare circa 1,3 MWe, ovvero da quattro a cinque volte quella di qualsiasi sistema AIP convenzionale. Le dimensioni dello scafo del Type 041 stimate dalle immagini satellitari sono compatibili con la soluzione ipotizzata, ma anche stimando 7 metri aggiuntivi di lunghezza scafo al massimo diametro, i motori Stirling e lo stoccaggio di ossigeno criogenico dovrebbero essere rimossi per disporre dei volumi necessari per la “batteria” nucleare, scartando ipotesi di “coabitazione” almeno nelle fasi sperimentali
Fine parte III – continua
Gian Carlo Poddighe
Note
1. MWt (megawatt termico)
2. MWe (megawatt elettrico)
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