Coste della California: la grande frattura di Mendocino ha colpito ancora con un sisma di magnitudine 7.0

Redazione OCEAN4FUTURE

7 Dicembre 2024
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Costa della California, Mendocino triple junction
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Un fortissimo terremoto ha colpito la costa della California facendo scattare l’allarme Tsunami in un’ampia area che coinvolge oltre cinque milioni di abitati. Purtroppo non è una novità e la zona interessata, la regione di Eureka è colpita frequentemente da terremoti essendo attraversata da numerose faglie attive capaci di generare sismi anche molto forti0. Ironicamente Eureka, espressione di gioia attribuita ad Archimede di Siracusa dopo l’intuizione della sua famosa legge, oltre ad essere uno dei porti principali, è anche il motto della California. Il recente terremoto di magnitudo 7.0 avvenuto nei suoi pressi il 5 dicembre 2024 ci fornisce l’occasione di parlare della particolare situazione geologica lungo la costa californiana nella grande Zona di frattura di Mendocino e della possibilità che si generino degli tsunami.

Secondo l’U.S. Geological Survey (USGS) la California, in particolare nella sua parte meridionale, ha il più alto livello di rischio sismico nel territorio degli Stati Uniti. In particolare, la California Meridionale si trova  a cavallo del confine tra la Placca del Pacifico e quella nordamericana, presso la Big Bend della faglia di Sant’Andrea, e presenta oltre 300 fratture in grado di produrre terremoti di magnitudo 6 e superiori che possono colpire gli oltre 20 milioni di abitanti delle aree metropolitane di Los Angeles e San Diego. Sebbene la faglia più attiva sia sicuramente quella di San Jacinto, nella California meridionale, esiste un’area altrettanto pericolosa, la tripla giunzione di Mendocino (MTF) che è localizzata al largo della California settentrionale ed è responsabile del forte terremoto di magnitudo 7.0 e di successivi che si è verificato al largo della costa, a circa 39 miglia (63 km) a nord-ovest della città di Ferndale.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Cascade_Volcanic_Arc.jpg Mappa del Cascadia Volcanic Arc che mostra nella regione meridionale la zona di frattura di Mendocino – Fonte NASA – Autore NASA/Black Tusk Cascade Volcanic Arc.jpg – Wikimedia Commons


Conosciamo meglio la grande Zona di frattura di Mendocino

La Tripla Giunzione di Mendocino (MTF) è il punto in cui si incontrano la Placca di Gorda (Gorda Ridge), la placca nordamericana e la Placca Pacifica, nei pressi di Capo Mendocino nella California settentrionale. Proprio in questa giunzione avviene un cambiamento nei movimenti delle placche tettoniche che dominano la costa occidentale del Nord America, collegando la convergenza della zona di subduzione della Cascadia settentrionale e la traslazione del sistema della, forse, maggiormente nota faglia di Sant’Andrea. In particolare, la placca di Gorda sta subducendo sotto la placca nordamericana a 2,5-3 cm/anno, e sta simultaneamente convergendo obliquamente contro la placca pacifica a una velocità di 5 cm/anno che scorre da Nord verso Sud-Est, causando un confine di trasformazione lungo la zona di frattura di Mendocino e un confine divergente alla dorsale di Gorda (GDZ). Questa zona è tettonicamente attiva, legata anche alla grande zona di subduzione della Cascadia che da sola potrebbe produrre terremoti dell’ordine di MW 9.0 capaci di superare magnitudo 8,5. Il movimento lungo la faglia di Mendocino (MTF) è laterale destro su piani orientati E-W, con un’inclinazione verticale, inverso a quello della porzione di crosta nordamericana sovrastante la Placca di Gorda dove fu registrato, nell’aprile 1992, un terremoto di magnitudo 7.1 che causò una rottura nella zona di subduzione meridionale di Cascadia. Similmente ai modelli generali di sismicità nella regione, la maggior parte delle scosse di assestamento hanno movimenti di scorrimento verticale e si trovano all’interno della placca di Gorda o sulla MTF a profondità comprese tra 23 e 35 km. Questo insieme di geometrie implicano uno stress compressivo principale orizzontale N-NW coerente con l’orientamento della compressione nella GDZ a nord-ovest della MTJ. In parole semplici, una zona estremamente pericolosa da un punto di vista sismico. Sebbene sia una delle zone più monitorate degli Stati Uniti, i timori non mancano, in particolare in punti focali dove sono state riportate delle ricorrenze. Tra di essi la città di Parkfield, localizzata su una sezione della faglia di Sant’Andrea nella California centrale, che subisce terremoti ad intervalli di circa 20-30 anni con magnitudo 6. Potete immaginare il timore scatenato dal sisma del 5 dicembre avvenuto in un anno che si colloca, temporalmente, in una fascia1 in cui gli abitanti si aspettano un terremoto importante.

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oltre 200 scosse in meno di 24 ore hanno colpito l’area seguendo la faglia – Fonte USGS

Tornando alla notizia, il violento sisma, avvenuto il 5 dicembre 2024, a circa 70 km della costa, con un ipocentro a dieci chilometri di profondità, ha immediatamente fatto scattare l’allarme tsunami da parte dell’U.S. Tsunami Warning System, che ha interessato quasi 5 milioni di persone da Davenport, California, fino a Douglas/Lane Line, Oregon, includendo San Francisco, Eureka, Fort Bragg e Crescent City, California. Con il passare delle ore, l’allarme Tsunami è stato cancellato ma il timore resta. Dopo la prima scossa, lo sciame sismico è proseguito con oltre 200 scosse. L’USGS ha segnalato che “le frane innescate da questo terremoto sono state stimate in numero limitato” e ci sono state solo segnalazioni di forti scosse sulla costa della California.

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Gli tsunami sono pericolosi per le navi in mare?

La risposta è no … gli tsunami sono onde con un’altezza che va da 1 a 5 metri generate da sismi sottomarini.  Il problema nasce sulla costa dove le onde, a causa dell’avvicinarsi della costa, cambiano forma, accorciandosi in lunghezza e aumentando in altezza: la loro velocità si riduce (essendo direttamente proporzionale alla profondità dell’acqua) e di conseguenza l’altezza dell’onda aumenta, creando fronti d’onda che possono raggiungere anche alcune decine di metri colpendo anche  a più riprese la linea costiera. Va compreso che queste onde mantengono a lungo la loro energia e sono in grado di propagarsi per migliaia di chilometri abbattendosi con eccezionale violenza su coste anche molto lontane dal punto di origine. Questo è il motivo per cui, a seguito dell’allarme tsunami lanciato da una rete mondiale di monitoraggio, le navi devono uscire subito in mare e allontanarsi dalla costa.
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Note

0. La California è uno Stato ad alta sismicità che registra terremoti di notevole violenza. Il più forte mai registrato fu quello di Fort Tejon del 1857, con una magnitudo stimata di 7,9, provocato dalla rottura della faglia di Sant’Andrea per 350 km tra Parkfield a Wrightwood. Il terremoto forse più famoso e distruttivo della California, se non altro per i numerosi film che lo descrivono, è invece quello di San Francisco del 1906, che registrò una magnitudo di 7,8. In quell’occasione i crolli e, soprattutto i vasti incendi, provocarono la morte di più di 3.000 persone e San Francisco fu distrutta all’80%. Più di recente i terremoti di Loma Prieta del 1989, nella San Francisco Bay Area, e di Northridge del 1994, nella Los Angeles Area, rispettivamente di magnitudo 6,9 e 6,7, hanno causato ingenti danni e diversi morti.

1. Secondo l’USGS a Parkerfield terremoti di magnitudine di circa 6.0 furono registrati nel 1857, nel 1881, nel 1901, nel 1922, nel 1934, nel 1966 e nel 2004.

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