Con l’Amerigo Vespucci dall’India al Pakistan: 3 – 10 dicembre 2024

Andrea Mucedola

10 Dicembre 2024
tempo di lettura: 9 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: SCIENZE DEL MARE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Vespucci, Marina Militare
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martedì 3 dicembre 2024
Nave Amerigo Vespucci ha ripreso il mare verso occidente, sulla rotta che lo porterà a Karachi, Pakistan.
Continuiamo con la terminologia nautica e marinaresca con la lettera B come:
Bravo, la bandiera da segnali a forma di gagliardetto rosso che viene alzata quando si stanno facendo operazioni pericolose come lo sbarco o imbarco delle munizioni.
Babordo, ne abbiamo parlato in altri articoli, si tratta di un francesismo che in italiano viene sostituito, più propriamente, da lato di sinistra ed è opposto al lato dritto. Per cui si dice “a sinistra” e non “a babordo”.
Bacino, indica uno specchio d’acqua in genere ristretto, circondato da moli o banchine. Viene usato anche in oceanografia per indicare un’area ben definita, i.e. bacino dell’alto Adriatico.
Baffo, l’onda che si solleva su entrambi i lati prodieri di una nave in movimento. Una curiosità, durante la guerra le prue venivano pitturate a livello del bagnasciuga per confondere l’apprezzamento della velocità della nave.
Bagnasciuga, la superficie esterna della carena di una nave compresa tra la linea di galleggiamento della nave scarica e quella a carico massimo. Erroneamente viene usata per indicare la battigia.
Baia, rientranza della battigia che genera un’insenatura. In caso di dimensioni maggiori si definisce Golfo.
Battigia, estremo lembo di un lido dove si annulla il moto delle onde. Il limite della battigia varia a causa delle maree e delle condizioni meteo.
Battimare, un rialzo in legno sulle barche fra le murate prodiere, posto nelle costruzioni in legno per contenere l’afflusso di acqua nel pozzetto sottostante.

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mercoledì 4 dicembre 2024 

Nave Amerigo Vespucci sta dirigendo verso Karachi, “parallelamente” ai circa 1.600 chilometri di costa appartenenti al grande Stato indiano chiamato Gujarat. Vale la pena raccontarne la sua storia che si perde nel tempo. Come molte aree costiere favorì la creazione dei primi insediamenti umani già dall’Età della pietra, lungo le valli dei fiumi Sabarmati e Mahi, nella parte orientale della regione. Di fatto il Gujarat fu una delle aree centrali della Civiltà della valle dell’Indo di cui conserva importanti memorie archeologiche come quelli di Dholavira, Gola Dhoro e di Lothal dove venne costruito il primo porto di cui si ha testimonianza nella storia antica dell’India, che aveva forti legami commerciali con l’Antico Egitto, Bahrein, e con la civiltà sumera, soprattutto tra l’anno 1000 a.C. e il 750 a.C.. La Civiltà della Valle dell’Indo, nota anche come Civiltà di Harappa, prosperò dal 2.600 al 1.900 a.C. in un’area dal Mar Arabico al Gange, su quello che oggi è il Pakistan, l’India e l’Afghanistan e fu una delle tre prime civiltà insieme all’antico Egitto e alla Mesopotamia. Si pensa che nell’età del bronzo si diffuse fino all’odierno Pakistan e nell’India nord-occidentale e, al suo apice, raggiunse cinque milioni di persone che vivevano principalmente nelle città costruite lungo il bacino del sistema fluviale Ghaggar-Hakra.

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i porti del golfo Persico erano l’hub commerciale dei commerci con il subcontinente indiano – Museo di Al Manama, Bahrain – photo credit andrea mucedola

giovedì 5 dicembre 2024

Continua  la navigazione verso Karachi. L’area è interessata da molte barche da pesca, una delle attività più redditizie nella regione, anche se non scevra di furiose dispute locali. Non a caso, il Gujarat basa la sua economia in gran parte sulla pesca ed i suoi 1.640 chilometri di costa sostengono una popolazione di 400.000 pescatori. Il settore della pesca ha assistito a gravi crisi durante l’ultimo decennio, a causa dei suoi limiti nell’adattarsi all’ambiente in continua evoluzione. Negli ultimi 10-15 anni, lo sviluppo industriale ha avuto un impatto ecologico pesante sulla costa del Gujarat in quanto circa il 60 percento dei progetti della Gujarat Industrial Development Corporation (GIDC) si trovano lungo la costa, con raffinerie, centrali elettriche, cementifici, impianti di rayon e cantieri di demolizione navale. Questa crescita ha gravemente influenzato gli habitat dei pesci costieri costringendo i pescatori ad avventurarsi sempre più lontano in mare. D’altra parte pescatori pachistani si spingono più a sud entrando nelle acque di presunta responsabilità indiana. Questo comporta che le rispettive guardie costiere sequestrano i pescatori addebitandogli sconfinamenti nelle reciproche aree economiche esclusive (ZEE o EEZ). I pescatori pakistani vengono solitamente catturati nei pressi di Sir Creek, un estuario nelle zone umide tra lo stato indiano del Gujarat e la Provincia pakistana del Sindh. Come spesso accade i problemi sono legati a contenziosi locali: l’India considera il confine come il punto medio del Sir Creek, mentre il Pakistan ritiene che debba essere fissato sulla riva orientale. Un’altra zona di contenzioso è l’area al limite del confine marittimo dichiarato di 200 miglia nautiche dalla linea di base della costa che, ovviamente non è accettata. 

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A rendere più complessa la questione entrano i cambiamenti climatici o meglio le variazioni stagionali dei fenomeni meteorologici che modificano questi labili confini.

venerdì 6 dicembre 2024
Nave Vespucci è nei pressi di Karachi, grande porto del Pakistan. Fra poche ore l’Amerigo Vespucci entrerà in porto, in uno dei Paesi geopoliticamente più interessanti della regione. Come abbiamo raccontato in altri articoli, il Pakistan è stato colpito da tumulti politici da quando Imran Khan, diventato primo ministro nel 2018, fu estromesso come premier del paese a seguito di un voto di “sfiducia” in parlamento nell’aprile 2022 con una procedura tra l’altro approvata dalla costituzione. Khan accusò gli Stati Uniti di essere responsabili della sua caduta, avendo a suo dire cospirato con i massimi leader militari del Pakistan e con il partito Pakistan Muslim League-Nawaz (PML-N) per rovesciare il suo governo. Le proteste furono violente e si scatenarono in tutto il Paese dopo il suo arresto di Khan per accuse di corruzione avvenuto il 9 maggio 2023. La situazione politica di instabilità permane con azioni dell’esercito contro i gruppi armati. Secondo il Pakistan Institute for Conflict and Security Studies (PICSS), solo a novembre ci sono stati almeno 71 attacchi da parte di gruppi armati con le forze di sicurezza. Il numero di attacchi nel 2024 ha già superato il totale dell’anno scorso, che hanno provocato più di 1.000 morti, tra cui civili e personale delle forze dell’ordine. Una situazione bollente che affligge questo bellissimo Paese dove l’Italia è un investitore attivo avendo fornito al Pakistan 100 milioni di dollari USA nell’ambito dell’accordo Pakistan Italian Debt for Development Swap per progetti di sviluppo sociale nei settori della sanità, dell’istruzione e dei servizi igienici con una linea di credito equivalente a 10 miliardi di dollari per gli investitori italiani disposti a investire in Pakistan. Inoltre, il nostro Paese sostiene la richiesta del Pakistan per un accordo di libero scambio con l’UE. Considerando la sua posizione geografica strategica per il trasporto marittimo è, come l’India, suo potente vicino con cui non intrattiene buoni rapporti, un partner per la sicurezza delle rotte marittime; un rapporto tra l’altro già esistente in quanto il Pakistan è membro attivo della Coalition Maritime Force (CMF), attiva dal Golfo Persico fino ad Aden e lungo le coste somale per la protezione del traffico marittimo contro i pirati.

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sabato 7 dicembre 2024

Nave Amerigo Vespucci è in porto a Karachi, la città più popolosa del Pakistan, capitale della provincia del Sindh che si affaccia sul Mar Arabico. Al suo arrivo è stata accolta calorosamente dall’ambasciatrice d’Italia in Pakistan S.E. Marilina Armellini e dal Col. Enrico Rosa, Addetto per la Difesa, nella foto ai lati del Comandante di Nave Vespucci Giuseppe Lai, nonchè dalle numerose Autorità civili e militari locali.

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Quello che colpisce di questa megalopoli è il suo agglomerato urbano di oltre 25 milioni di abitanti, la più popolosa del mondo islamico. Fulcro del settore industriale e finanziario del paese, ospita industrie tessili, automobilistiche e della seta, ed una università frequentata da 80.000 studenti che è una delle più grandi del mondo islamico.

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Una città che al tramonto si accende di luci colorate, ricordo di un passato che la rendeva famosa per la vita notturna tra gli anni sessanta e settanta; in seguito divenne il centro di un triste conflitto etnico-politico favorito dal flusso di armi provenienti dalla guerra russo-afghana. Rapidamente la situazione degenerò, e la città divenne nota per i suoi alti tassi di criminalità. Nel 2013 il Governo applicò una politica di repressione della criminalità e, in solo due anni, gli omicidi calarono del 75% e i sequestri del 90%. A riprova della ritrovata sicurezza, nel 2022 Karachi si collocò al 128ª nella lista delle città più pericolose del mondo, mentre nel 2014 occupava il sesto posto. La grande città è attraversata da due fiumi, Malir e Lyari, ed il suo grande porto si sviluppa in una baia naturale protetta dal mare aperto dalle isole di Manora e Kemari e dagli scogli di Oyster Rocks.

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Mazar-e-Quaid (Jinnah Mausoleum) a Karachi, è una delle località turistiche più visitate. Fu completato nel 1960  in onore di  Mohammad Ali Jinnah, il fondatore del Pakistan –  autore Savin
PK Karachi asv2020-02 img52 Mazar-e-Quaid.jpg – Wikimedia Commons

domenica 8 dicembre 202
Nave Vespucci è come sempre visitato dalla popolazione locale, visibilmente incuriosita dalla nostra bella nave. Arrivano stipati su improbabili autobus colorati e decorati e, transitando i cancelli, osservano il grande veliero con ammirazione da provetti marinai. Non a caso in quanto la città ha una lunga storia marittima che merita di essere raccontata. Abitata anticamente da pescatori e contadini, era conosciuta anche dai Greci
e si presume che il grande generale Alessandro Magno vi si accampò con le sue milizie prima di entrare in India. Nel 711 Muhammad bin Qasim conquistò la regione del Sindh e la Valle dell’Indo portandovi la religione musulmana. Karachi nacque come villaggio fortificato nel XVII secolo con il nome di Kolachi e divenne un porto per commerciare con l’Oman ed il Bahrein, protetto da un forte e numerosi cannoni. Nel 1795 la città passò dal dominio del Khan di Kalat a quello di Sindh ma fu presto conquistata dagli Inglesi, il 3 febbraio 1839, e poi annessa all’India britannica. Il grande porto prosperò ulteriormente durante il dominio britannico e assunse un carattere architettonico coloniale di cui ancora si intravedono alcuni edifici.

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Mohatta Palace a Karachi. Nel 1927, Shiv Rattan Mohatta, un imprenditore Marwari di successo, commissionò una casa sontuosa nel ricco quartiere costiero di Clifton. Mohatta aveva fatto fortuna come commerciante e gestore di navi. L’architetto incaricato per il suo palazzo, Ahmed Hussein Agha, uno dei primi architetti musulmani dell’India, progettò numerosi edifici a Karachi. Lavorando in uno stile revival Mughal con una combinazione di pietre gialle di Gizri e rosa di Jodhpur, cercò di ricreare i palazzi anglo-moghul dei principi Rajput. Dopo essere stata residenza di molte autorità, nel 1995 fu acquistato dal governo del Sindh per trasformarlo in un museo dedicato alle arti del Pakistan – autore Savin
PK Karachi asv2020-02 img17 Mohatta Palace.jpg – Wikimedia Commons

Nel 1876 vi nacque Mohammad Ali Jinnah, padre della patria del Pakistan, che qui è sepolto in un grandioso mausoleo. Negli anni ottanta del XIX secolo la città fu collegata tramite una linea ferroviaria con l’India e nel 1936 divenne la capitale della nuova provincia di Sindh. Al termine della seconda guerra mondiale, l’impero britannico si disgregò e, nel 1947, Karachi, che allora contava 400.000 abitanti, divenne la capitale. Dal 1967 la capitale fu portata ad Islamabad, ma Karachi è rimasta la capitale economica del Pakistan.

lunedì 9 dicembre 2024

Nave Amerigo Vespucci partirà fra poco per Doha, letteralmente “il grande albero”, la capitale e città più popolata dello stato del Qatar. Prima del XX secolo l’economia della città era prevalentemente marittima, basata come quella degli altri Paesi del Golfo sulla pesca ittica e su quella delle perle. L’introduzione nel 1893 da parte dell’imprenditore giapponese Kōkichi Mikimoto della coltivazione delle ostriche perlifere nel mercato orientale comportò un deciso cambio delle economie locali del Golfo. Un cambio di registro nell’economia Qatarina avvenne negli anni quaranta con la scoperta del petrolio e la sua successiva commercializzazione che ebbe inizio dieci anni dopo da parte delle compagnie occidentali. Nel 1974 il governo fondò la Qatar General Petroleum Corporation, ente deputato al controllo delle risorse petrolifere, che ne nazionalizzò lo sfruttamento.  Al petrolio seguì la scoperta del gas naturale nei ricchissimi giacimenti di North West Dome, i più grandi depositi del mondo non associati al petrolio. Fu la scintilla che fece decollare l’economia qatarina che seppe poi sfruttarne intelligentemente i grandi guadagni, facendo del Qatar uno stato tra i più ricchi del Golfo. Con un elevatissimo prodotto interno lordo nominale, con un PIL pro-capite di oltre 100.000 dollari USA, i suoi abitanti si collocano al primo posto tra i più ricchi del mondo.

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Il Vespucci, dopo la partenza da Karachi, percorrerà circa 900 miglia di mare navigando verso Occidente per poi risalire verso Nord, attraversando lo stretto di Hormuz (vedi la foto satellitare della NASA) e quindi dirigersi verso SW per raggiungere la capitale del Qatar, Doha, dove ritroverà il Villaggio Italia, come sempre ricco di incontri e manifestazioni. 

Andrea Mucedola
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foto della sosta di nave Vespucci per gentile concessione UPICOM – si ringrazia l’STV Alessandro Cazzato PAO (Public Affairs Office) di nave Amerigo Vespucci per le cortesi e puntuali informazioni da bordo

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