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Captain James Cook e l’HMS Endeavour ai confini del mondo: vita e morte di due grandi protagonisti

tempo di lettura: 7 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Cook, HMS Endeavour
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Il Rhode Island Marine Archaeology Project (RIMAP) ha terminato la  mappatura di nove siti archeologici alla ricerca delle tredici navi affondate a Newport Harbour nel 1778 durante la guerra di indipendenza americana. Sembrerebbe che nelle acque antistanti Rhode island sia stato ritrovato un gruppo di cinque navi, tra cui il Lord Sandwich, un vascello famoso che un tempo era chiamato HMS Endeavour.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Captainjamescookportrait.jpg

Captain James Cook, ritratto di Sir Nathaniel Dance-Holland, c. 1775, National Maritime Museum, Greenwich Captainjamescookportrait.jpg – Wikimedia Commons

La nave di Cook
Fino a qua sembrerebbe uno dei tanti ritrovamenti in mare. In realtà stiamo parlando di una nave che ha scritto la storia della navigazione e fu comandata dal celebre capitano James Cook. I dettagli sono stati rilasciati il 4 maggio 2016, data che ricorda il duecentoquarantesimo anniversario del disconoscimento da parte di Rhode Island della fedeltà al re d’Inghilterra, avvenuto nel 1776.

Tutto incominciò nel 1998 quando uno studioso del RIMAP aveva scoperto dei documenti storici in un archivio di spedizione che dimostravano che l’HMS Endeavour, dopo molte traversie, era stato poi rinominato Lord Sandwich, aveva servito come nave prigione negli Stati Uniti e infine affondato dai Britannici. Nel 2014 il National Maritime Museum australiano aveva finanziato il RIMAP per questa ricerca ma la ricerca appariva molto costosa. Inoltre, dalla mappa disegnata dai ricercatori, sembrerebbe che del famoso brigantino non resti molto.

HMS Endeavour
L’HMS Endeavour è una delle più famose navi della storia navale britannica e fu impiegato dal capitano James Cook per scoprire la costa est dell’Australia nel 1770. In origine era una nave oceanografica britannica, una full rigged ship, ovvero una nave a vela con tre o più alberi con piena velatura. Una nave fatta per solcare gli oceani:  di robusta costruzione con una ampia e piatta prua, una poppa quadrata e un lungo corpo con una profonda stiva. Inoltre, il suo disegno architettonico, poco stellato e con un fondo piatto, la rendeva adatta alla navigazione anche in acque poco profonde per il carico e lo scarico delle merci. Il suo scafo, i ponti interni ed il fasciame erano costruiti in quercia bianca, la chiglia e la poppa in olmo ed i suoi alberi in pino e abete. Insomma una nave robusta adatta per viaggi lunghi senza grandi manutenzioni.  Fu varata nel 1764 come carboniera e baleniera con il nome di Earl of Pembroke, ma la Royal Navy la acquistò nel 1768 per effettuare una missione scientifica ai confini del mondo conosciuto, alla ricerca dell’ipotetico continente “Terra Australis incognita” nell’Oceano Pacifico. La Marina britannica la trasformò in un brigantino a palo e la rimise in servizio come His Majesty’s Bark the Endeavour al comando di un giovane ma capace navigatore e cartografo, il giovane tenente di vascello James Cook.

Il primo viaggio nel Pacifico
James Cook partì da Plymouth nell’agosto del 1768 per il suo primo viaggio di esplorazione dell’Australia e della Nuova Zelanda con a bordo diversi scienziati. Dopo aver doppiato Capo Horn, raggiunse Tahiti in tempo per osservare il transito di Venere davanti al Sole, consentendo una misurazione precisa della distanza dalla Terra al Sole. Si spinse poi verso i mari del Sud, ancora in gran parte inesplorati, fermandosi presso le isole del Pacifico di Huahine, Bora Bora e Raiatea che Cook rivendicò per la Gran Bretagna. Nel settembre del 1769 ancorò al largo della Nuova Zelanda: era la prima nave europea a raggiungere quelle isole dopo la Heemskerck di Abel Tasman ben centoventisette anni prima.

Non tutti sanno che questa impresa fu possibile grazie all’aiuto di un abile navigatore tahitiano, chiamato Tupaia, che era in possesso di una vasta conoscenza della geografia del Pacifico. 

Nel mese di aprile 1770 James Cook sbarcò nella odierna Botany Bay e l’Endeavour divenne, di fatto, la prima nave europea a raggiungere la costa est dell’Australia. Il vascello navigò poi verso Nord lungo la costa australiana ed evitò per un soffio di affondare sulla Grande barriera corallina, su un banco di scogli oggi noto come Endeavour Reef. Il capitano Cook, per alleggerire la nave e liberarla, fu costretto a gettare a mare alcuni dei suoi cannoni.

Cook_Three_Voyages_59

Le rotte dei viaggi di James Cook. Il primo viaggio è mostrato in rosso, il secondo in verde, il terzo in blu – autore Jon Platek – fonte Cook Three Voyages 59.png – Wikimedia Commons

Il brigantino venne quindi arenato sulla terraferma dove, per sette settimane, effettuò le riparazioni necessarie allo scafo.

Una curiosità, durante i lavori sullo scafo fu scoperto che un pezzo di corallo delle dimensioni di un pugno aveva tranciato in maniera netta le travi e quindi le aveva spezzate. Questo frammento di corallo fu avvolto da spezzoni di vele per tappare la falla nello scafo ed impedì alla nave di affondare sulla barriera corallina.

Ripresa la navigazione, il 10 ottobre 1770 entrò nel porto di Batavia, l’attuale Giacarta nelle Indie orientali olandesi, per effettuare le riparazioni più accurate. Naturalmente, le scoperte precedenti furono tenute segrete per non invogliare gli Olandesi a spingersi in quelle acque lontane. Cook riprese il suo viaggio navigando verso ovest il 26 dicembre, e doppiò il Capo di Buona Speranza il 13 marzo 1771. Finalmente dopo quasi tre anni, il 12 luglio. la nave raggiunse il porto inglese di Dover.

Il secondo ed il terzo viaggio di Cook
Il ritrovamento della HMS Endeavour ci da la possibilità di raccontare le avventure dell’uomo che la rese famosa, James Cook, nei suoi straordinari viaggi. Circa un mese dopo il suo ritorno il navigatore fu promosso al grado di Capitano di fregata (Commander), e, nel novembre del 1771, ricevette gli ordini dall’Ammiragliato per una seconda spedizione, questa volta a bordo di un nuovo vascello, la HMS Resolution. Proseguendo la navigazione scoprì la Nuova Caledonia e le isole Sandwich Australi. Cook diresse quindi per la madrepatria nel novembre 1774. Sulla via del ritorno, attraversando il Pacifico meridionale, attraccò nuovamente a Tonga e quindi all’Isola di Pasqua. Si diresse poi nell’Atlantico del sud, risalì la costa sud americana, verso l’Inghilterra. Arrivò in patria a Portsmouth, il 30 luglio 1775.

Nel suo terzo ed ultimo viaggio Cook, sempre al comando della HMS Resolution, cercò di scoprire il famoso passaggio a Nord Ovest, tra l’Atlantico e il Pacifico, passando per la parte settentrionale del Canada.

Inizialmente l’Ammiragliato avrebbe voluto che fosse il capitano Clerke a guidare la spedizione, essendo Cook ufficialmente in pensione, ma essendo Cook un esperto conoscitore di quei mari egli stessi mari gli fu concesso nuovamente il comando. Se le cose fossero andate come previsto inizialmente, il suo destino sarebbe stato diverso.

Cook fece tappa a Tahiti e poi navigò verso nord visitando le isole Hawaii che lui chiamò “Isole Sandwich“, nome del Primo Lord dell’Ammiragliato. Dalle Hawaii proseguì ed esplorò la costa occidentale americana attraccando all’Isola di Vancouver, nelle sue esplorazioni tracciò nuove mappe della costa nord americana fino alla stretto di Bering, correggendo le precedenti. Il passaggio dello stretto di Bering, nonostante gli svariati tentativi fatti, fallì. In questi viaggi, Cook navigò per migliaia di miglia in aree del globo, in gran parte inesplorate. Combinando coraggio  e capacità di comando, guidando i suoi marinai in condizioni spesso avverse, con un grande talento cartografico, raggiunse zone sconosciute e pericolose e fu il primo a tracciare le mappe di diversi territori non ancora cartografati dei mari del Sud. Un patrimonio che fu sfruttato per quasi due secoli dopo di lui.

morte-di-cook

La morte di Cook. Nel 1779, Cook fu ucciso a tradimento alle Hawaii, in un violento scontro con gli indigeni durante il suo terzo viaggio esplorativo nel Pacifico. Il patrimonio di conoscenze scientifiche e geografiche che Cook lasciò, influenzò per oltre un secolo i navigatori di quei mari – autore Johann Zoffany Zoffany Death of Captain Cook.jpg – Wikimedia Commons

Cook, non riuscendo nell’impresa, decise quindi di tornare verso sud e navigò verso le Hawaii. Non sapeva che in quel paradiso perduto avrebbe perso tragicamente la sua vita. Sebbene ci siano dubbi sulla dinamica dei fatti, si pensa che si trattò di un omicidio collettivo e premeditato. Da alcune fonti il 14 febbraio del 1779, Cook si diresse verso Kealakekua Bay. A causa di contrasti avvenuti, con la perdita di un cutter, Cook raggiunse il villaggio per prendere in ostaggio il re hawaiano Kalaniʻōpuʻu. Lo invitò a seguirlo per mostrargli la sua nave. Inizialmente il re lo seguì ma la situazione sfuggì di mano. Gli indigeni li seguirono fino alla spiaggia e scoppiò un violento alterco. Cook si voltò quindi per aiutare a mettere in mare le scialuppe ma fu colpito con un bastone alla testa ed accoltellato a morte dai nativi.

Come riferito nelle testimonianze oculari, raccolte dal capitano James King e da membri dell’equipaggio presenti « il suo corpo fu immediatamente trascinato a riva e circondato dai nemici che, strappandosi il pugnale l’uno con l’altro dalle mani, mostrarono un selvaggio desiderio di riservarsi ognuno una parte della sua distruzione » fonte. Gli Hawaiani si impadronirono quindi del corpo e lo trascinarono lontano. Seguendo la tradizione delle comunità tribali del tempo, il corpo di Cook subì rituali funerari simili a quelli riservati ai capi ed il suo corpo fu bollito per facilitare la rimozione della carne e le ossa furono accuratamente ripulite per la conservazione come se fossero icone religiose

Alcuni dei resti di Cook furono poi restituiti agli inglesi dopo un accorato appello da parte dell’equipaggio ed il 22 febbraio le spoglie di Cook furono formalmente sepolte in mare della baia al rintocco delle campane e sotto le salve dei cannoni. Moriva così un grande navigatore e marinaio le cui scoperte segnarono per oltre un secolo la marineria in quei mari.

La fine dell’HMS Endeavour
Ma torniamo al brigantino Endeavour; la sua epica campagna navale era durata quasi tre anni ma la nave fu presto dimenticata e trascorse i tre anni successivi alla spedizione ormeggiata presso i depositi della Marina alle Isole Falkland. Non c’è da meravigliarsi. Il suo comandante aveva il grado di tenente di vascello e quindi non poteva essere lasciata ad un ufficiale con il grado superiore, come Cook. Fu quindi rinominata e nel 1775 venduta per meno di 1000 sterline a dei privati.

Fu quindi adibita al trasporto di truppe mercenarie durante la guerra di indipendenza americana. Nel 1778, la gloriosa nave, che era sfuggita a tempeste e barriere coralline, fu usata come nave prigione fino a quando fu affondata dagli stessi Britannici durante l’assedio della Baia di Narragansett (Rhode Island). Il suo storico relitto è rimasto celato fino ad oggi in quelle fredde acque. Si spera che parte del suo scafo sia recuperato e trovi un’adeguata collocazione in un museo navale.

Andrea Mucedola

 

in anteprima, dipinto del Earle of Pembroke, in seguito HMS Endeavour, che lascia il porto di Whitby nel 1768 di Thomas Luny (1759–1837)
Endeavour, Thomas Luny 1768.jpg – Wikimedia Commons

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