Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Palombari alla ricerca di codici segreti: la storia dei tin openers

Reading Time: 6 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Channel, sommergibili tedeschi, Salvage team

 

Nel 1918, il contrammiraglio William Reginald “Blinker” Hall, capo della divisione di intelligence navale britannica (NID) responsabile di decifrare codici, comunicazioni classificate nemiche, era visibilmente in ansia. I messaggi intercettati e decretati parlavano dei movimenti militari della Germania imperiale, fornendo un potenziale apporto di valore inestimabile per condurre una guerra di successo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 800px-Admiral_Reginald_Hall_1919.jpg

contrammiraglio William Reginald “Blinker” Hall, capo della divisione di intelligence navale britannica (DNI – Defence Naval Intelligence)

Le attività di decretazione dei codici erano però complesse in quanto questi venivano mutati spesso per renderli ancora più difficile da decifrare. La rete segreta degli agenti dell’ammiraglio raccoglieva codici, chiavi di cifratura e altro materiale di intelligence attraverso intercettazioni radio, ispezioni alle navi tedesche e operazioni di spionaggio. Un aiuto sostanziale derivò dall’impiego di decifratori meccanici che potevano, quasi in tempo reale, trasmettere il movimento degli U-Boot tedeschi, delle truppe e delle comunicazioni consolari al governo britannico. Furono i decifratori di Hall che, nel 1917, decifrarono il telegramma Zimmerman, in cui la Germania offriva un’alleanza al Messico se fosse scoppiata la guerra tra gli Stati Uniti e la Germania, uno dei motivi che si ritiene spinsero gli Stati Uniti ad entrare in guerra nel 1918.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è zimmermann-telegram.jpg

estratto del telegramma Zimmermann, inviato il 16 gennaio 1917, al culmine della prima guerra mondiale, dal Ministro degli Esteri dell’Impero tedesco, Arthur Zimmermann, all’ambasciatore tedesco in Messico, Heinrich von Eckardt e decrittato dall’ammiraglio inglese William Hall. In esso si istruiva l’ambasciatore tedesco ad approcciare il governo messicano con la proposta di formare un’alleanza contro gli Stati Uniti. Il suo contenuto spinse il Presidente Wilson, contrario alla guerra, a convocare il Congresso. Il 6 aprile gli Stati Uniti diventarono cobelligeranti accanto all’Intesa nel conflitto

Il reclutamento degli informatori avveniva spesso sfruttando le loro debolezze, avidità, sesso e frustrazioni rendevano uomini chiave facili pedine. Una delle fonti più importanti era un segretario che lavorava negli uffici della marina imperiale tedesca, che forniva chiavi di cifratura direttamente al DNI. Tuttavia, nel 1918, l’uomo chiave scomparve senza lasciare traccia. La scomparsa dell’informatore mise in crisi l’efficacia dell’intelligence britannica.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tinopeners-0.jpg

foto del Salvage team, Damant è il terzo da sinistra – da The “Tin Openers” Myth and Reality: Intelligence from U-boat Wrecks during WW1 di Innes McCartney

Hall convocò nel suo ufficio il capitano di corvetta Guybon Damant, un ufficiale artigliere di 36 anni. originario dell’isola di Wight, ma anche un palombaro esperto di immersioni in acque profonde. Nel 1917, Damant era stato incaricato dall’Ammiragliato di recuperare 44 tonnellate di lingotti d’oro che erano affondati a bordo della HMS Laurentic nel nord dell’Irlanda (cosa che fece ad intermittenza dal 1917 al 1924). La sua nuova missione era di guidare un’unità segreta di cinque subacquei in grado di recuperare i codici della Germania imperiale dalle profondità degli abissi.

Il pericolo degli U Boot tedeschi
Nel 1917 la Kriegsmarine aveva iniziato un’offensiva navale contro gli alleati usando gli U-Boot per affondare le navi alleate. Le prime operazioni ebbero un certo successo ma, verso la fine del 1917, il progresso delle tattiche antisommergibile e dell’impiego scientifico dei campi minati difensivi e protettivi iniziarono a invertire la tendenza a favore degli Alleati.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è relitto-Uc-64.jpg

foto della survey del sommergibile UC64 effettuata nel 2014 da The “Tin Openers” Myth and Reality: Intelligence from U-boat Wrecks during WW1 di Innes McCartney

Hall si rese conto che i sommergibili tedeschi, in uscita dalle loro basi in Belgio, avrebbero trasportato a bordo le chiavi di cifratura e materiale prezioso di intelligence. Bisognava aspettare un’occasione propizia. Fu così che, nell’aprile del 1918, Damant ed altri ufficiali specialisti furono incaricati dal DNI di immergersi segretamente sui relitti dei sommergibili tedeschi nella Manica.

Il 20 maggio venne localizzato l’UB-33 che era affondato colpito da una mina navale sul Varne Bank, nel canale della Manica, a circa 23 metri di profondità. Damant e i suoi palombari si recarono portando con loro la pesante attrezzatura composta da un pesante abito di robusta sargia, un corsetto decisamente ingombrante ed un elmo da palombaro. Per evitare che il palombaro si capovolgesse, la tuta era appesantita con pesi e stivali con la suola di piombo. In pratica,  circa 90 chili di attrezzatura subacquea che consentiva loro di muoversi con fatica sul fondo. Un altro elemento di difficoltà era costituito dall’ingresso nel relitto. Una volta arrivati sulla verticale del battello, sarebbero dovuti entrare nello scafo attraverso lo stretto portello della torre di comando, che poteva essere deformato dalle esplosioni precedenti, o aprirsi un varco con delle cariche esplosive. Cosa sconsigliata per il rischio di nuove esplosioni.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tinopeners-1.jpg

recupero del sommergibile tedesco UC44, il primo a restituire informazioni intelligence da The “Tin Openers” Myth and Reality: Intelligence from U-boat Wrecks during WW1 di Innes McCartney

Un altro problema era la presenza di mine in zona, la cui esplosione, anche a distanza, avrebbe potuto rompere i timpani ai palombari, danneggiarne gli organi interni o ucciderli sul colpo. Mine armate potevano essere contenute anche all’interno dell’U-Boot cosa che incrementava il livello di pericolo per il palombaro. Inoltre, l’uso di esplosivi per aprire un varco nello scafo era considerato pericoloso in quanto avrebbe prodotto lamiere contorte e taglienti che avrebbero potuto tagliare le manichette di alimentazione dell’aria. Per incentivare i palombari fu promessa dall’Admiralty un’indennità di 300 fino a 500 sterline ai parenti più prossimi in caso di incidente.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tin-opener-map.jpg

punti di affondamento dei sommergibili tedeschi da The “Tin Openers” Myth and Reality: Intelligence from U-boat Wrecks during WW1 di Innes McCartney

Penetrando nei relitti, i palombari avrebbero dovuto muoversi in un ambiente con visibilità zero che rendevano complessi i movimenti … immaginiamoci stretti cunicoli di ferri ritorti e taglienti che avrebbero potuto tranciare le manichette dell’aria. Ciò nonostante le missioni di Damant ebbero qualche successo e i primi documenti incominciarono ad arrivare al DNI. Una delle operazioni più fortunate avvenne il 4 ottobre. Damant e la Sezione Speciale a bordo della nave appoggio Corycia scoprirono il relitto dell’UC70 al largo di Whitby. Operando come avevano fatto su altri battelli, con un palombaro all’interno e uno vicino al portello, lentamente ispezionarono il relitto alla ricerca di informazioni. Non potendo usare esplosivi ebbero la possibilità di ispezionare un U-boot in buone condizioni. Scoprirono che alcuni membri dell’equipaggio si erano suicidati all’interno del battello dopo l’affondamento. La ricerca fu infine fruttuosa e trovarono dei codici cifranti di gran valore.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tinopeners-3b.jpg

punti di affondamento dei sommergibili tedeschi nei pressi di Dover da The “Tin Openers” Myth and Reality: Intelligence from U-boat Wrecks during WW1 di Innes McCartney

Fino alla fine della guerra, l’11 novembre 1918, i palombari recuperarono metodicamente materiali da almeno 15 diversi relitti, fornendo informazioni preziose che consentirono al DNI di decifrare le comunicazioni tedesche più velocemente, e consentendo agli alleati di impiegare truppe, navi e materiali in modo coordinato.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tinopeners-2.jpg

nei relitti vennero trovate anche informazioni sui sfortunati membri dell’equipaggio, immagine da The “Tin Openers” Myth and Reality: Intelligence from U-boat Wrecks during WW1 di Innes McCartney

Il miracolo fu che nessuno di loro rimase gravemente ferito o ucciso.  Il loro lavoro restò secretato per molti anni fino al 1969-70 con il rilascio di gran parte di ciò che è oggi noto come ADM 116 e ADM 137, conservato nei National Archives, nei quali emerse il lavoro di Damant e degli altri coraggiosi palombari, i “Tin-Openers“.

La sezione fu sciolta nel 1919, sebbene una loro nave appoggio, la Racer, rimase in servizio e operò sul relitto dell’HMS Laurentic, ma questa è un’altra storia del mare

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

 

print
(Visited 197 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

15 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »