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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Gli ambienti salmastri

Reading Time: 4 minutes


livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA MARINA
PERIODO: NA
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: stagni, lagune

 

Torniamo lungo costa per visitare un ambiente particolarmente delicato, fortemente esposto agli effetti antropici. Gli ambienti salmastri costieri possono essere di vario tipo, comprendendo con questo termine stagni salmastri retrodunali, lagune, laghi costieri e paludi.

La laguna, in particolare, è costituita da specchi d’acqua salmastra separati dal mare da lidi sabbiosi e, allo stesso tempo, comunicanti con esso attraverso interruzioni di tali lidi (bocche), in modo tale che le maree assicurino un ricambio, almeno parziale, delle acque interne. Lungo le coste toscane, corse e sarde si sviluppano importanti sistemi di zone umide costituiti sia da acque dolci che salmastre.

Oltre alle foci dei principali corsi d’acqua, possiamo ricordare la laguna di Orbetello, il lago di Burano e la Diaccia Botrona in Toscana, gli stagni di Biguglia, Diana, Urbino e Santa Manza nella Corsica orientale, gli stagni di Santa Gilla e di Cabras in Sardegna. L’importanza ecologica delle zone umide costiere è legata agli alti valori di produzione primaria e di biodiversità, alla peculiarità dei popolamenti che ospitano, alla funzione che svolgono nell’ambito della riproduzione e accrescimento della fauna ittica e dell’avifauna.

La laguna è uno degli ambienti costieri più ricchi e allo stesso tempo sensibili all’inquinamento

L’alta produzione primaria delle lagune è dovuta agli scambi di acqua col mare aperto e al flusso di acque dolci continentali che garantiscono un continuo apporto di nutrienti; questi vengono utilizzati dalle alghe e dalle erbe acquatiche per la produzione primaria e successivamente vengono rinnovati dalla mineralizzazione batterica che avviene nei sedimenti del fondo. Le alghe che vivono nelle lagune, data l’instabilità del fondo, presentano particolari adattamenti che consentono loro di accrescersi rimanendo flottanti (pleustofite).

Valonia agraegrophila

Tra le principali specie lagunari troviamo le alghe verdi Ulva spp. e Valonia agraegrophila, la rossa Gracilaria verrucosa e la bruna Cystoseira barbata. Sul fondo possiamo invece trovare praterie di fanerogame marine come Ruppia maritima. Sulle rive si sviluppano popolamenti di salicornia (Salicornia europaea); questa pianta, tipica di ambienti caratterizzati da elevata salinità, è commestibile e spesso venduta nei mercati sotto l’errato nome di “alga”.

anguilla (Anguilla anguilla)

L’elevata produzione primaria sostiene un’altrettanta elevata produzione secondaria a carico soprattutto della fauna bentonica, composta da bivalvi, gasteropodi, policheti, crostacei e larve di insetti, dalla quale traggono poi alimento i pesci. La maggior parte dei pesci sono ospiti temporanei che si riproducono in mare ed entrano in laguna durante lo stadio larvale, utilizzandola cioè come “nursery”, o da adulti a scopo alimentare.

L’elevata instabilità delle condizioni ambientali rende la vita possibile solo a poche specie che sono però presenti con un elevato numero di individui. Si trovano comunemente nelle lagune anguille (Anguilla anguilla), muggini (Mugil cephalus, Chelon labeo, Liza spp), spigole (Dicenthrarchus labrax) e orate (Sparus aurata). Specie tipica di acque salmastre è invece il nono (Aphanius fasciatus). Gli organismi bentonici ed i pesci fungono da nutrimento per una ricchissima e peculiare avifauna.

Moltissime specie acquatiche utilizzano gli specchi d’acqua costieri sia per la nidificazione che durante lo svernamento. Le specie più comuni nelle lagune del Mediterraneo occidentale sono i cormorani (Phalacrocorax carbo), le garzette (Egretta garzetta), gli aironi bianco (Egretta alba), rosso (Ardea purpurea) e cenerino (Ardea cinerea), i fenicotteri (Phoenicopterus ruber), le spatole (Platalea leucorodia), le avocette (Recurvirostra avosetta), i cavalieri d’Italia (Himantopus himantopus) e molte specie di limicoli (Numenius arquata, Tringa totanus, Philomachus pugnax), anatidi (Anas crecca, Anas querquedola, Tadorna tadorna, Aythya ferina) e rallidi (Rallus aquaticus, Gallinula chloropus, Fulica atra).

garzetta (Egretta garzetta)

Le stesse caratteristiche che concorrono a creare la ricchezza biologica delle lagune le rendono anche particolarmente sensibili al disturbo antropico. L’accumulo di nutrienti e di sostanze di origine organica provenienti da fonti agricole, zootecniche e civili, a causa del lento ricambio, portano a importanti fenomeni di eutrofizzazione. La situazione di degrado si evince da parametri quali la riduzione di specie vegetali e animali, la crescita abnorme di macroalghe e la regressione delle fanerogame.

eutrofizzazione nelle lagune della Florida

Oltre all’eutrofizzazione, le zone umide costiere possono essere minacciate dall’aumento dell’apporto sedimentario, dall’inquinamento chimico, dall’invasione di specie introdotte e dall’eccessivo sfruttamento delle risorse. Qualunque alterazione può avere in un ambiente chiuso e di piccole dimensioni come una laguna o uno stagno costiero effetti molto maggiori che in mare aperto. Per questo motivo gli habitat di transizione vengono costantemente monitorati e necessitano di programmi particolari di protezione.

Luigi Piazzi

 

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