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Interazione Uomo e ambiente

tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: ECOLOGIA E BIOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANI
parole chiave: interazione antropica
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Comportamenti individuali
Un aspetto fondamentale della protezione ambientale è rappresentato dall’approccio che gli uomini hanno verso il mondo che li circonda. Infatti, se è importante che vengano varati piani di gestione delle risorse e di conservazione della biodiversità, è necessario il contributo di tutta la popolazione perché tali piani raggiungano gli obiettivi preposti.

Il contributo del singolo sembra insignificante di fronte alla grandezza e complessità delle problematiche ambientali, ma non dobbiamo dimenticare che qualunque società, per quanto estesa, è costituita da un insieme di singoli e che in natura tutto è collegato, quindi nessuna azione per quanto piccola rimane senza effetto. Si possono emanare leggi e fare regolamenti, ma se non si riesce a creare una giusta mentalità nelle persone non si riuscirà mai a proteggere veramente l’ambiente. L’Uomo deve rendersi conto che è parte integrante dell’ambiente che lo circonda e che subirà quindi gli effetti di qualunque azione che compie. Un po’ di buon senso e di rispetto sono più importanti di qualunque legge o regolamento; di seguito vengono comunque riportati alcuni consigli per permettere di utilizzare in modo sostenibile gli ambienti marini costieri.

Pesca sportiva
La pesca sportiva ha una sua regolamentazione estremamente dettagliata. È quindi sufficiente attenersi alle regole per praticare un’attività consapevole. La pesca subacquea può essere effettuata solamente in apnea nelle ore diurne, ad una distanza di almeno 500 metri dalle zone di balneazione e di almeno 100 metri dalle coste a picco.

Non è consentita la raccolta di coralli, crostacei e molluschi ad eccezione dei cefalopodi (polpi, seppie, calamari).

La pesca di superficie può essere esercitata con lenza a mano, con canne da pesca, lenze a traino, lenze per cefalopodi, battelli per la pesca in superficie, reti a bilancia, palangari in numero massimo di 200 ami per barca, nasse in numero massimo di 2 per barca, fiocina a mano.

Al pescatore sportivo è consentito un prelievo di mitili fino ad un massimo di 3 kg a persona, e di ricci di mare (ove e quando permesso) fino ad un massimo di 50 a persona. Il pescatore sportivo non può catturare giornalmente prede per un totale superiore ai 5 kg, ad eccezione di un pesce singolo di peso superiore e non può catturare (così come i professionisti) organismi al di sotto della taglia minima consentita dalla legge vigente (regolamento CE 1967/2006).

Al di là delle leggi, è comunque il buon senso che rimane la migliore regola da seguire; infatti, dovrebbe essere nella mente di tutti che il preservare una certa risorsa può permettere il suo utilizzo nel tempo. Evitare una pesca eccessiva, non pescare gli organismi nei periodi riproduttivi o i giovani che non si sono ancora riprodotti sono tutti accorgimenti che possono consentire ad una popolazione di mantenere la sua struttura e continuare ad essere sfruttata.

Diporto
L’attività di diporto può avere quattro tipi principali di impatto: l’inquinamento da oli e carburante, l’inquinamento acustico, l’abbandono di rifiuti e la distruzione di habitat sensibili tramite gli ancoraggi.

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È importante che venga fatto il possibile per ridurre al minimo questi impatti attraverso semplici azioni. Per quanto riguarda gli ancoraggi occorre evitare di gettare l’ancora su fondi coralligeni e sulle praterie di Posidonia oceanica. Per il coralligeno è sufficiente evitare i fondali rocciosi al di sotto dei 15-20 metri di profondità; nei limiti del possibile si può cercare di evitare le praterie o, se individuabili, scegliere radure sabbiose. Si dovrebbe anche utilizzare ancore differenziate in base al tipo di fondale. L’utilizzo di motori ecologici è naturalmente l’ideale; in ogni caso è importante che il motore sia costantemente revisionato per ridurre al minimo la perdita di olio o carburante e occorre fare molta attenzione durante le operazioni di rifornimento. Inoltre certi materiali inquinanti, come oli esausti o batterie, devono essere smaltiti in luoghi idonei. Altri utili consigli possono essere l’utilizzo periodico di appositi fluidi per la pulizia degli iniettori e l’impiego di motori elettrici per i tender. Anche se la raccomandazione sembra banale, è bene ribadire che è fondamentale evitare l’abbandono in mare, anche accidentale, di qualunque rifiuto non velocemente biodegradabile.

Il diportista può anche collaborare con le autorità deputate al controllo segnalando eventuali comportamenti non idonei da parte di terzi o la presenza di materiale inquinante abbandonato in mare, qualora non fosse possibile effettuarne il recupero. Anche le segnalazioni di avvistamento di cetacei e tartarughe, sia vivi che morti, alle competenti capitanerie rappresentano informazioni utili ai fini del monitoraggio delle popolazioni; infatti l’organizzazione di campagne specifiche di avvistamento è spesso ridotta dalla mancanza di fondi e l’insieme di tutti gli avvistamenti casuali può costituire un’importante banca dati per i ricercatori. I diportisti possono contribuire alla protezione del mare comportandosi secondo le regole e collaborando con le forze dell’ordine.

Turismo balneare
Per il fruitore delle aree balneari è sufficiente attenersi a semplici ed elementari regole di rispetto dell’ambiente, quali evitare di lasciare qualunque rifiuto su spiagge o scogliere, mozziconi di sigaretta compresi, non raccogliere nessun organismo, utilizzare gli appositi sentieri per arrivare alla riva, evitare di calpestare o danneggiare piante di duna o di macchia, limitare al minimo il calpestio sulle comunità di battigia, specie sulle coste rocciose.

È importante soprattutto cambiare l’atteggiamento nei confronti dell’ambiente, imparando ad apprezzare la naturalità del paesaggio, anche se talvolta può apparire scomoda, e sforzarsi per contribuire a mantenere il più possibile questa condizione. Infatti, la naturalità è una caratteristica che una volta perduta è quasi impossibile ripristinare e con essa si perde di fatto l’interesse per il luogo stesso.

È quindi fondamentale mantenerla per continuare a godere determinati paesaggi e bellezza naturali e permettere di farlo anche alle generazioni future.

 

Luigi Piazzi
Ricercatore e docente  dell’Università di Sassari

 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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