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Relitti e misteri di sommergibili russi nel Mar Baltico

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR BALTICO
parole chiave: sommergibili russi
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Il Mar Baltico è uno scrigno ricco di tesori e testimonianze di antiche frequentazione marittime e ci riserva sempre molte sorprese. Nel 2015, il relitto di un sommergibile russo fu scoperto al largo della costa orientale della Svezia, un battello subacqueo che giace sul fondo del mare da quasi un secolo.

Il sommergibile fu ritrovato da una squadra di cacciatori di tesori svedesi appartenenti alla OCEAN X. Questi ricercatori ritengono possa trattarsi di un battello russo affondato nel 1916, durante la prima guerra mondiale, dopo una collisione con una nave svedese. Quest’ipotesi è stata confermata dalle fonti militari che hanno riferito che si tratta di un vecchio battello subacqueo della Marina zarista che si scontrò nel 2016 con una nave svedese a causa della scarsa visibilità. Nell’incidente perirono tutti i diciotto membri dell’equipaggio. Il relitto, che mostra ancora delle lettere cirilliche sullo scafo, fa presupporre si tratti del sommergibile russo Som (pesce gatto). Il relitto è stato scoperto a circa 1,5 miglia nautiche al largo della costa della Svezia.
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Il Som (Catfish) fu costruito negli Stati Uniti nel 1901 prima di essere consegnato alla Marina imperiale russa a Vladivostok nel 1904. Fu poi integrato nella flotta del Mar Baltico nel 1915. Il sommergibile  che misurava circa 20 metri di lunghezza e 3,5 metri di larghezza, il 10 maggio 1916 entrò in collisione con una nave a vapore svedese durante la prima guerra mondiale e affondò. Tutti i 18 membri dell’equipaggio furono uccisi nell’incidente, e il relitto rimase nascosto per più di un secolo. I funzionari hanno potuto confermare la propria identità a causa di marcature su parte dello scafo della nave che includeva la lettera “yat” dell’alfabeto cirillico. “Yat” era la lettera del vecchio alfabeto cirillico, usato in Russia prima della rivoluzione bolscevica del 1917.

Curiosamente questa scoperta è avvenuta in un momento in cui la Marina svedese aveva rinforzato la sorveglianza delle sue acque teritoriali a causa di possibili intrusioni da parte dei sommergibili russi. La scoperta suscitò non poche polemiche ma su questo torneremo in un altro articolo.

Un mare piccolo ma da sempre molto affollato, forse anche troppo
Per quanto possa sembrare anacronistico, essendo la guerra fredda terminata da molti anni, sconfinamenti russi per non chiari fini militari non sono una novità nel Baltico. Qualcuno ricorderà che nel 1981, un sottomarino militare sovietico della classe Whiskey U137 (aka S-363) si arenò sugli scogli a poche miglia dalla base navale svedese di Karlskrona. L’incidente che fu soprannominato “Whiskey on the rocks“, portò il primo ministro svedese Thorbjorn Falldin ad emettere un ordine di difesa dei confini alle forze armate svedesi ipotizzando un atto ostile da parte dei Russi. Nel frattempo navi sovietiche si avvicinarono alle acque svedesi in attesa dell’autorizzazione di soccorrere il sottomarino. Decisamente una brutta figura per Mosca. La diplomazia alla fine funzionò e lo sfortunato battello fu scortato in acque internazionali. 
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U137 (aka S-363) arenatosi sugli scogli presso la base svedese di Karlskrona. Per quale motivo il sommergibile russo si trovava in quelle acque? Forse per recuperare degli spetznaz in addestramento? Di fatto l’episodio fece clamore e la sorveglianza nel Mar Baltico aumentò.

Nel tempo, voci di nuove infiltrazioni da parte di sommergibili russi in acque svedesi si ripeterono. Nel 2016. apparvero delle fotografie che mostravano un non ben definito sottomarino nelle acque territoriali. Le indagini in merito a questo nuovo sconfinamento portarono però a conclusioni poco convincenti. Di fatto un sottomarino straniero era entrato illegalmente nelle acque svedesi, come dimostrano le fotografie (vedi foto sottostante Reuters) ma non fu possibile confermarne la sua reale nazionalità. L’attenzione rimase comunque massima per molto tempo. Essendo la Marina svedese una Marina avanzata, si ipotizzò che i Russi utilizzassero le coste svedesi come un area di test per i loro nuovi mezzi. Fake news o ipotesi intrigante? Di fatto solo quello che si può provare ha senso, il resto sono notizie per riempire le pagine dei giornali.

Alla ricerca dei relitti
Come abbiamo premesso le acque del Mar Baltico, caratterizzate da basse temperature e salinità, conservano molto bene i relitti. La scoperta di navi e sommergibili è frequente e ora parliamo di un altro vecchio sommergibile russo, scomparso durante la seconda guerra mondiale, l’S 6. Questa storia è ben diversa dalle precedenti e richiama un evento tragico noto, avvenuto durante l’ultimo conflitto mondiale in prossimità dei campi minati di sbarramento posati dai Tedeschi. La scoperta di questo sommergibile si deve ancora al team Ocean X, sicuramente il più attivo nel Baltico, che ha scoperto questo relitto lungo circa 20 metri (66 piedi), completamente intatto e senza danni visibili allo scafo.

La Marina svedese, messa al corrente della scoperta, ha fornito ai ricercatori i dati in suo possesso comunicando che quella scoperta era più di interesse per gli storici di guerra e gli archeologi marini che per i militari. Dopo le tante polemiche su infiltrazioni di sommergibili sovietici in questo caso so trattava chiaramente del relitto di un sommergibile perso durante la seconda guerra mondiale nel Mar Baltico mentre era in pattugliamento a sud-est dell’isola baltica di Oland verso la fine del 1941.

una rara fotografia del S 6, notare il cannone da 100mm a prora

Considerando il gran numero di incidenti ed affondamenti, i ricercatori hanno dovuto effettuare numerose ricerche storiografiche dalle quali è emerso che possa trattarsi del relitto dell’S-6, un battello russo classe S che scomparve tra l’agosto ed il settembre 1941 in quelle acque. Di fatto nell’autunno del 1941 diversi sommergibili russi lasciarono le loro basi per pattugliare il Mar Baltico e molti di loro non ritornarono alla loro base, trovando probabilmente la loro fine sui campi minati difensivi ed offensivi posati dai Tedeschi.
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Una nave della marina tedesca posa delle mine ormeggiate  nel Baltico (nello specifico in acque finlandesi) per negare alla marina sovietica di Leningrado l’accesso al Mar Baltico. seconda guerra mondiale, fotografia tedesca, 1941-1942.

Il sommergibile S 6 probabilmente urtò una mina navale di uno di quei campi minati mentre era in navigazione in superficie. Questo è stato confermato dal fatto che il relitto è stato ritrovato in acque internazionali, in un’area, storicamente minata durante la guerra, nota come il “campo minato di Wartburg“. Secondo il sito rusnavy.com, il sommergibile è stato identificato grazie  a delle lettere cirilliche ancora leggibili sullo scafo e dall’anno, 1936, impresso sul suo cannone prodiero da 100mm.
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La Difesa svedese ha recentemente pubblicato alcune immagini del relitto, che appare spezzato in due grandi sezioni. Nei mesi successivi dalla segnalazione, la nave di salvataggio sottomarina svedese HMS Belos ha confermato la scoperta ed effettuato numerose riprese fotografiche. La notizia della scoperta è stata poi inviata alle autorità russe per dare ai famigliari dell’equipaggio, ed alla stessa marina russa, l’opportunità di celebrare una cerimonia commemorativa sul sito del relitto.
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sommergibili classe S Stalinets

Un pò di storia
L’S-6 era un sommergibile d’attacco ad alimentazione diesel-elettrica, appartenente alla classe S, soprannominata Stalinets o “seguace di Stalin”. Questa classe di sommergibili russi fu tra le più riuscite durante la seconda guerra mondiale. Pensate che solo questi battelli  affondarono 82.770 tonnellate lorde di navi mercantili e sette navi da guerra, circa un terzo di tutta la stazza affondata dai sottomarini sovietici durante il conflitto.

Il sommergibile fu impostato il 28 dicembre 1935 nel cantiere navale di Stalingrado e consegnato il 31 marzo 1938; misurava ben 77.80 metri di lunghezza ed aveva un equipaggio di cinquanta uomini. Il suo armamento comprendeva dodici siluri ed un cannone prodiero da 100 millimetri. Aveva una velocità massima di 19,5 nodi in superficie (quindi abbastanza veloce) e nove in immersione. La sua vita operativa non fu però lunga. Le fonti della Marina russa riferiscono che il 2 agosto 1941, lo sfortunato sommergibile iniziò il suo ultimo dispiegamento a Bornholm Island ma improvvisamente il suo contatto fu perso. Non vi sono notizie di ricerche, anche dopo la guerra, da parte dei Russi.

La scoperta del relitto del S 6 nel mar Baltico non è casuale. Nel giugno 2009 fu ritrovato un altro sommergibile della stessa classe, l’S 2, che era affondato su un altro campo minato nel gennaio 1940 nelle acque tra la Svezia e la Finlandia. Non saranno gli ultimi.

Per oggi ci fermiamo qua. Il Mar Baltico, nelle sue acque gelide e spesso cristalline, ci nasconde ancora tante sorprese, e ci racconta storie dimenticate di uomini che non fecero più ritorno alle loro case, trovando riposo negli abissi del mare. 

Andrea Mucedola

 

Fonti
WIKIPEDIA
https://www.wsj.com/articles/wrecked-submarine-found-in-swedish-waters-1438076278

Alcune delle foto presenti in questo blog potrebbero essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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