Indagine sui macro rifiuti e sulle micro plastiche (beach litter) lungo la costa laziale di Valentina Braccia e Claudia Filippi

Redazione OCEAN4FUTURE

25 Aprile 2018
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: RICERCA
parole chiave: Coste laziali, inquinamento marino e costiero

 

Abstract
Questa indagine, a cura dell’ Associazione onlus Creature Del Mare, ha come obiettivo quello di conoscere lo stato di inquinamento degli arenili della costa laziale, effettuando monitoraggi qualitativi e quantitativi dei macro-rifiuti e campionando l’abbondanza di plastiche (micro e meso) sulle principali spiagge della Regione Lazio. Il fine è quello di contribuire alla Direttiva europea sulla Marine Strategy (2008/56/ce).

Introduzione
L’Associazione onlus Creature Del Mare, vuole incentivare cittadini e Istituzioni a mettere in atto programmi più concreti per la riduzioni, riciclo e riutilizzo dei rifiuti marini. L’obiettivo futuro delle nostre ricerche  sarà quello di estendere lo studio sulla presenza di macro rifiuti spiaggiati, galleggianti e sommersi e di microplastiche in mare per tutta la costa laziale e per le altre regioni italiane.

lo stato di degrado della zona di Torvaianica parla da solo, photo credit Creature del mare

Materiali e metodi
Il metodo di indagine per i macro-rifiuti presenti sugli arenili consiste nell’annotare i rifiuti osservati lungo dei percorsi, chiamati transetti,  suddivisi per tipologie. E’ stata identificata un’area di osservazione che ha il lato maggiore di cento metri parallelo alla linea di costa. Le osservazioni sono state effettuate lungo dei transetti perpendicolari alla linea di costa, posti fra loro ad una distanza di due metri. La loro lunghezza è risultata variabile in funzione dell’ampiezza del tratto di spiaggia prescelto ma la distanza fra di loro è stata sempre mantenuta a due metri, per un totale di cinquanta transetti.

Le aree di indagine sono state scelte in modo da effettuare il campionamento su spiagge libere, durante tutto l’anno escluso il periodo estivo di pulizia degli arenili e prevalentemente dopo fenomeni di mareggiata. Ogni singolo campionamento ha tenuto conto del protocollo di monitoraggio messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA. I dati ottenuti dalla caratterizzazione dei macro-rifiuti ( dimensioni > di 2, 5 cm) sono stati annotati grazie all’utilizzo di una Applicazione free ( http://h.fanapp.mobi/sosrifiutimarini) utilizzabile da browser, creata appositamente dall’Associazione per la ricerca e per ricevere anche dati dalle altre Regioni Italiane sulla base della “Citizen Science”.

Il metodo di indagine per le micro e mesoplastiche si basa sul prelievo di tutte le micro (1 mm-5 mm) e le mesoplastiche (6 mm-25 mm) visibili presenti sulla superficie di un quadrato di spiaggia di un metro per lato. Lo studio sulle micro e mesoplastiche spiaggiate consiste nell’analizzare l’abbondanza delle stesse per colore, tipologia e dimensione. In questa ricerca, è stato monitorato il tratto di costa che va da Focene (Roma) a Latina (Latina), per un’estensione di circa 90 chilometri.

Risultati
Dal monitoraggio sui macro-rifiuti caratterizzati nelle 10 spiagge campione, i rifiuti più abbondanti appartengono alla categoria dei polimeri artificiali, il rifiuto più numeroso risulta essere il polistirolo, la spiaggia più inquinata è quella di Rivazzurra sita nel comune di Anzio (Roma). Dal monitoraggio sulle micro e mesoplastiche nelle 16 spiagge campionate, la tipologia di rifiuto più abbondante è rappresentato dai nurdle/sfere di colore trasparente e la dimensione più abbondante è quella dei 3 mm. L’accumulo maggiore è stato riscontrato sull’arenile di Torvaianica (Roma). 

  Rifiuto più abbondante Quantità
POLIMERI POLISTIROLO 

IT07050

1688
GOMMA CIABATTE 

IT070100

5
CARTA FAZZOLETTI 

IT07118

69
VETRO BOTTIGLIE 

IT7155

40
METALLI CARTA STAGNOLA 

IT07155

17
LEGNO LEGNO LAVORATO 

IT07123

2
ABBIGLIAMENTO E TESSILI INDUMENTI 

IT07102

10

per una media di 0,6 rifiuti per mq.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è PLASTICA-MICROPLASTICA-Nurdles.jpg

La presenza di numerosi nurdle, ossia di granuli di plastica, conferma l’emergenza che è stata riscontrata negli ultimi anni sulla loro diffusione, sulle spiagge di tutto il mondo – autore hockadilly – fonte: https://www.flickr.com/photos/99646216@N00/2410117006 https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nurdles.jpg

I nurdle o sea bead costituiscono la materia prima prodotta dalle industrie che, dopo esser trasportata, arriva in siti di produzione nei quali vengono fusi e trasformati negli oggetti di plastica che tutti noi utilizziamo quotidianamente. Generalmente sono prodotti nel colore trasparente, questo ad ulteriore danno per pesci e uccelli marini che possono ingerirli. Come le altre microplastiche, anche i nurdle sono piccoli e leggeri quindi galleggiano e assorbono molti inquinanti presenti in acqua, non si dissolvono ma si frantumano in parti sempre più piccole, per azione del mare e raggi UV. La maggior causa di dispersione, sia via terra che via mare, è legata all’incuria in fase di trasporto.

Il problema delle microplastiche negli oceani potrebbe essere impossibile da risolvere. Tuttavia si può mitigare, attraverso l’istituzione di una vera economia circolare nella gestione dei rifiuti. Il riciclo è l’unica valida strategia per ridurre la quantità di microplastiche che derivano dalla frammentazione di oggetti più grandi, abbandonati sulle spiagge o giunti in mare. Questa indagine vuole dunque, invitare le Amministrazioni locali della Regione Lazio, a migliorare la gestione dei rifiuti spiaggiati.

Valentina Braccia –  Claudia Filippi
Creature del mare

Bibliografia
OSPAR Commission, 2013, Guideline for Monitoring Marine Litter on the Beaches in the OSPAR Maritime Area. Edition 1.0.

Legambiente, 2016, Beach litter 2016

Poeta G., Battisti C., Acosta A. T. R., 2014. Marine litter in Mediterranean sandy littorals: spatial distribution patterns along central Italy coastal dunes. Mar. Pollut. Bull. 89 (1): 168–173. 

 

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