Per una nuova cultura della marittimità

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

Vediamo che tempo fa o … farà

Diamo un’occhiata al tempo meteorologico

Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Un argomento attuale: l’ipotesi di una zona demilitarizzata a Gaza – parte III

tempo di lettura: 5 minuti

.
livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OPERAZIONI MILITARI
parole chiave: zone demilitarizzate, Gaza, Ucraina

.

Attualmente vi sono circa una dozzina di zone demilitarizzate attive nel mondo, delle quali la più conosciuta è sicuramente quella che divide la Corea del Nord con la Corea del Sud, stabilita a seguito della firma dell’Armistizio di Panmunjeom del 1953 che pose fine alla Guerra di Corea. Un armistizio che, va compreso, non fu un accordo definitivo di pace tra le due Coree. Sebbene nella Zona demilitarizzata non ci dovrebbero essere “attrezzature militari”, nella DMZ tra le due Coree, lunga circa 250 Km. e larga 4, sono state sotterrate dai due rispettivi schieramenti oltre un milione di mine terrestri (sia anticarro che antiuomo).

disegno della Zona demilitarizzata coreana (ZDC) post Armistizio di Panmunjeom – da https://commons.wikimedia.org/…Mappa_ZDC.svg

Sul Diritto Internazionale Bellico si sentono dire un certo numero di “inesattezze” in quanto ci si dimentica spesso della natura “pattizia” di tale Diritto, ovvero è ritenuto valido solamente da quegli Stati che lo riconoscono e lo accettano, a cui hanno aderito e continuano ad aderirvi. Non esistendo una vera “Autorità centrale” che disponga di “giudici e di gendarmi” i vari dettami del Diritto Internazionale hanno valore unicamente per coloro che intendono accettarli, prescindendo dai numerosi principi universalmente riconosciuti da tutti.

Nonostante questo, a distanza di secoli, risulta sempre valida, la famosa frase di Cicerone che afferma: Silent enim leges inter arma (“le leggi tacciono in tempo di guerra”). Un esempio, tra i tantissimi che si potrebbero citare, lo si trova nell’ambito della “Guerra delle isole Falkland/Malvinas” del 1982: nonostante il fatto che il Diritto Internazionale stabilisca che le acque territoriali di uno Stato si estendano (generalmente) fino a 12 miglia nautiche (circa 22 Km.) dalla costa, il Regno Unito istituì una “zona di esclusione totale” (TEZ) di 200 miglia nautiche (circa 370 Km.) intorno alle isole Falkland, proibendo il passaggio/il sorvolo di navi ed aerei di qualsiasi nazionalità fossero, minacciando nel contempo l’uso della forza. In tale circostanza la cosiddetta comunità internazionale non ebbe alcunché da eccepire, né qualcuno si scandalizzò nel merito. Sostanzialmente il Diritto Umanitario viene talvolta invocato quale strumento politico (”instrumentum regni”) utile per indirizzare le opinioni, dimostrando quanto siamo buoni, e talvolta viene completamente dimenticato quando considerato non politicamente utile.

In conclusione, una possibile soluzione per stabilizzare la situazione fra la Striscia di Gaza ed il territorio israeliano è la costituzione di una Forza di Interposizione. Come già visto su molti media, la carta del ridispiegamento finale delle Forze israeliane coinciderà con una fascia di terreno smilitarizzata, ricavata all’interno del territorio della Striscia, e presidiata da una Forza di Interposizione internazionale. Lo scopo di tale Forza, qualora costituita sulla base di un accordo dell’ONU, sarà di impedire il contatto fra miliziani palestinesi ed esercito israeliano.

Ovviamente le problematiche di una missione di questo tipo sono molteplici e non tutte definibili a priori: ad esempio la scelta del comandante della missione sul terreno, la catena di comando (e a chi dovrà rispondere), l’evoluzione delle ROE in funzione dei mutamenti di situazione. In ogni caso, come insegnano quasi tutte le operazioni similari svoltesi in passato, sono attività militari/di Polizia che non risolvono in via definitiva una situazione di conflitto, ma spesso ne creano dipendenza.

Vi è comunque da evidenziare il fatto che, come già accennato, in ragione della limitata estensione della Striscia di Gaza, le dimensioni di una Forza di Interposizione sarebbero minime e la capacità di controllo e reazione sarebbero pressoché immediate. Si pensi ad una soluzione simile cosa comporterebbe all’interno dello scenario ucraino con una estensione di territorio ben diversa e con la conseguente necessità di uno schieramento di mezzi di enormi dimensioni.

In ogni caso, è una situazione da seguire in quanto le parti in causa sono fortemente “asimmetriche” e non vi sono molti esempi pregressi di Operazioni di questo tipo in tali contesti. Viste poi la capacità militari israeliane non sarà semplice dotare gli appartenenti a tale forza di credibilità operativa 0vvero di una effettiva capacità di reazione e contrapposizione fra le parti in causa.

Marco Bandioli – Michele Corrado
.

se non diversamente citate, immagini generate da AI – Guido Alberto Rossi

.
articolo pubblicato originariamente su https://www.difesaonline.it/
.

Marco Bandioli
Ufficiale ammiraglio della riserva della Marina Militare italiana ha al suo attivo lunghi periodi di imbarco nei quali ha partecipato ad operazioni navali, anfibie e di sicurezza marittima, sia in contesti nazionali che multinazionali e/o NATO. Ha comandato tre unità navali in piena attività operativa ed è stato anche impiegato in ambito Interforze nonché nello staff alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa. Ha scritto un manuale di “Guerra anfibia” ad uso dell’Accademia Navale e per la casa editrice IBN un manuale operativo per la difesa antiterrorismo dei porti. Inoltre è autore di numerosi articoli, sia a livello strategico che tattico, per diverse riviste di settore, sia istituzionali che di normale divulgazione. In qualità di cintura nera 5°Dan di karate, e specialista in tecniche di combattimento militare, scrive periodicamente articoli per una organizzazione internazionale di arti marziali

Michele Corrado Colonnello in ausiliaria dell’Esercito italiano, proveniente dal 162° Corso Accademia Militare, appartenente all’Arma del Genio, specialità paracadutisti, ha prestato servizio presso il San Marco della Marina Militare. Ha partecipato a diverse operazioni all’estero in Iraq, Somalia, Afghanistan, Kosovo e Kuwait con incarichi di Comando e staff. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali, Storia Contemporanea e Scienze Politiche, ha svolto incarichi di docenza di Tattica (per concorso) presso la Scuola di Applicazione e l’Università di Torino. Negli ultimi anni di servizio attivo, è stato Direttore del Museo Storico d’Artiglieria di Torino.
..

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
,.

Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo.
.
.
PARTE I PARTE II PARTE III
,
..

(Visited 85 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Translate:

chi è in linea?

Visitatori online – 98
Utenti – 0 – Ospiti – 42
Bot di analisi 56

Come scegliere e usare gli articoli

Ogni articolo ha un’etichetta colorata che indica il livello di difficoltà di lettura. Con il VERDE (elementare) si identificano articoli di facile comprensione, l’ARANCIONE (medio) per letture che necessitano conoscenze pregresse nell’argomento specifico, e ROSSO (difficile) sono articoli specialistici dedicati a ricercatori e scienziati.

Se non esplicitamente menzionato, gli articoli ed i materiali pubblicati sul sito OCEAN4FUTURE possono essere riprodotti ad uso esclusivamente didattico a condizione che sia sempre citata l’origine e il nome dell’Autore che resta sempre proprietario degli stessi (copyright) e a cui deve essere sempre espressamente richiesto l’utilizzo prima della loro riproduzione. Violazioni del copyright possono essere perseguite ai sensi della legge vigente

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua