Uno strano incontro: le uova del calamaro rombo

Andrea Mucedola

26 Ottobre 2017
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: calamari, uova

C’è da ammettere che guardando queste foto si ha un senso di disagio. Quello strano tubo traslucido e luminescente non è un misterioso alieno degli abissi ma una stringa di uova di calamaro, ha detto Rebecca Helm, una biologa marina presso l’Istituto oceanografico di Woods Hole (WHOI) nel Massachusetts, USA..

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Credit: Jay Wink/Abc Scuba Diving Port Douglas

Secondo la ricercatrice si tratta delle uova di un Thysanoteuthis rhombus, un calamaro presente in tutti gli oceani. La scoperta non è eccezionale in quanto questi strani tubi organici sono relativamente comuni, ma questo incontro ci da oggi la possibilità di parlare di questi strani agglomerati di uova.

Osservando questo video si osserva che la massa non ha un aspetto solido ma è incredibilmente trasparente, composta da lunghe corde color rosa perlaceo, che rassomigliano a dei tendaggi in rilievo. In realtà “Quelle macchie rosa brillante sono uova di calamari”, ha detto Rebecca Helm, “ …  ogni subacqueo di fronte a questa “creatura” dovrebbe essere eccitato  visto che una tale massa è un evento ultra raro” … La specie che è stata pubblicata è il rombo di Thysanoteuthis, ma è difficile saperlo per certo“, ha detto Helm a Live Science.

Identificare le uova di calamaro non è sempre semplice
Secondo uno studio del Journal of Plankton Research di aprile del 2002, sono state descritte in letteratura solo otto masse di uova planctoniche di questo animale, osservate dal 1995 al 2000. Quattro sono stati ritrovate nel Mediterraneo occidentale e le altre alle Isole Canarie. Le masse di uova scoperte nelle acque delle isole Canarie sono state tra le prime registrate nell’Atlantico orientale. Tutti questi ammassi sono stati osservati vicino alla superficie alla fine dell’estate ed all’inizio dell’autunno. Esse hanno la forma di cilindri allungati densi ed elastici con punte arrotondate che vanno da 80 a 130 cm di lunghezza e tra i 15 ai 20 cm di diametro. Le dimensioni delle uova variano da 2,8 a 3,4 millimetri. Queste creature del mare possono deporre ammassi di uova lunghi fino a due metri con un numero di uova compreso tra 24.100 e 43.800. Alcuni caratteri, che potrebbero aiutare l’identificazione dei paralarvae, sono la presenza di una membrana a forma di chiglia ed il tipo e modello di cromatoforo. Le paralarvae sono osservate solo in esemplari dell’ordine degli Octopodi (come i polpi) e dei Teuthida (calamari). Si tratta di uno stadio di crescita dei giovani cefalopodi nello stadio planctonico compreso tra la schiusa delle uova e la fase sub adulta. Non sono ancora chiari i fattori ecologici ed i meccanismi della loro presenza e distribuzione nei mari.

Thysanoteuthis rhombus

Calamaro dorso diamantato (Thysanoteuthis rhombus) a Keanakeiki, Kahoolawe, Hawaii. 20 dicembre 2012 — Autore Forest e Kim Starr – Fonte starr-121220-1276-Cressa_truxillensis-habitat_and_diamondback_squid_Thysanoteuthis_rhombus-Keanakeiki-Kahoolawe Starr-121220-1276-calamaro dorso diamante Thysanoteuthis rhombus-Keanakeiki-Kahoolawe (24572006563).jpg – Wikimedia Commons

Il calamaro a dorso diamantato (Thysanoteuthis rhombus) è una creatura marina di discrete dimensioni che può raggiungere la lunghezza di un metro e pesare fino a trenta chilogrammi (66 libre). La specie ha la forma di un aquilone con lunghi tentacoli con due file di ventose. I calamari sembrano vivere in coppia maschio-femmina (circa un anno) fino alla schiusa delle uova. Le uova fecondate sono racchiuse in un contenitore  gelatinoso e di solito sono deposte in mare aperto. Una volta rilasciate, esse galleggiano nell’oceano trascinate dalle correnti. Non è probabile che i genitori restino nei paraggi anche se è noto che alcune femmine di calamari si prendono cura delle loro uova e le tengono vicino durante lo sviluppo. Non è chiara l’origine del bagliore rosa ed il colore delle uova. Secondo lo studio del Journal of Plankton Research, la ricerca effettuata sulle larve di questi calamari in laboratorio ha rivelato che sono costellate di linee di cromatofori rossastri e gialli, probabilmente cellule contenenti dei pigmenti che danno quindi quel colore.

 

Chtenopteryx sicula da sinistra – Due paralarve molto giovani, ca. … mm ML, vista laterale. I club tentacolari circolari hanno circa 20 ventose, disposte in modo irregolare. Due cromatofori sono presenti su ciascun lato del mantello. Medio – Una paralarva più avanzata, ca… mm ML, viste ventrali, dorsali e laterali. Sul mantello è presente un circolo equatoriale di 7 grandi cromatofori giallo-marroni. Posteriormente le palette espanse del gladio sono visibili nella vista dorsale. Giusto – Una paralarva ancora più avanzata, ca. … mm ML, viste ventrali e dorsali – Fonte Naef, A. (1921–1923). Die Cephalopoden (Systematik). In: Fauna e Flora del Golfo di Napoli, Monografia 35, Pubblicazioni della Stazione Zoologica di Napoli. R. Friedländer e Sohn, Berlino, pp. 1–863  – Autore Adolf Naef  Chtenopteryx sicula paralarvae.jpg – Wikimedia Commons

In particolare, le paralarve presentano due tipi di cromatofori: il primo, grande e rossastro densamente concentrato sui lati dorsali, laterali e ventrali del mantello ed il secondo di colore giallo sui lati dorsali dei tentacoli. I calamari hanno quindi la possibilità di cambiare colore rilassando/contraendo i muscoli attorno a questi piccoli sacchi di pigmento. I cromatofori contengono un numero limitato di pigmenti (rosso, arancione, giallo, marrone), ma i calamari possono anche mostrare colori come il blue il verde grazie a strati di cellule chiamate iridofori, che riflettono la luce per produrre colori iridescenti. Un vero arcobaleno.

La ricerca continua

in anteprima uova di calamaro rombo  – Fonte Escanez A, Riera R, González A, Sierra A. (2012) Sull’occorrenza di masse di uova del calamaro a forma di diamante Thysanoteuthis rhombus Troschel, 1857 nell’Atlantico orientale subtropicale (Isole Canarie). Una potenziale specie commerciale?. ZooKeys 222: 69-76 doi:10.3897/zookeys.222.2835  – Autore  Escanez A, Riera R, González A, Sierra A. – Thysanoteuthis rhombus egg mass – ZooKeys-222-069-g002-10.jpeg – Wikimedia Commons
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