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livello elementare.
ARGOMENTO: STORIA ROMANA
PERIODO: II SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Traiano
Fra i compiti effettivamente assolti da queste flotte troviamo innanzi tutto degli interventi navali attuati in occasione di guerre o sedizioni, come, ad esempio, la ribellione di Edemone in Mauretania, la guerra Giudaica, l’assedio navale di Bisanzio e le guerre Daciche. Vi sono poi le reiterate spedizioni navali per le campagne in Oriente: guerre Partiche di Traiano (114-117), Lucio Vero (161-166) e Settimio Severo (197-198); guerre Persiane di Alessandro Severo (231-233), Caro (282-283) e Giuliano (362-363). Non mancarono nemmeno vari sbarchi navali su coste ostili: in Britannia (invasione), in Siria (contro Zenobia), in Egitto (contro Firmo), nell’Africa proconsolare (contro Domizio Alessandro).
Da ricordare inoltre le ricorrenti operazioni navali per neutralizzare fin dai primi allarmi il risorgere della pirateria. Di battaglie navali vere e proprie non ve ne furono, se non nel basso impero: nel 324 d.C. la battaglia navale dei Dardanelli e nel 456 d.C. una vittoria navale sui Vandali nelle acque della Corsica. Infine, fra gli svariati altri compiti tipici del tempo di pace, quello più importante e significativo rimase sempre quello di vigilanza a tutela della sicurezza della navigazione e delle aree marittime.
Impegni navali per le guerre Daciche
Ai fini dell’analisi dei maggiori impegni navali resisi necessari durante il principato di Traiano, le fonti letterarie non sono, purtroppo, di sufficiente aiuto. La storiografia antica relativa a questo imperatore ci è infatti pervenuta in forma estremamente limitata e lacunosa. Per fortuna alcuni utili contributi vengono forniti da altre fonti, ad iniziare dai raffinati bassorilievi della colonna Traiana.
Per la conquista della Dacia, le forze navali impegnate furono innanzi tutto la flotta di Ravenna, per il transito marittimo fino ai porti della Dalmazia, poi la flotta Pannonica (sull’alto Danubio e sui suoi principali affluenti: Drava e Sava) e la flotta Mesica (in parte sul basso Danubio ed in parte sul mare, dalle foci del fiume alla Bitinia e alla Crimea). Per il sostegno navale logistico dal mar Nero, un ruolo di rilevo potrebbero averlo avuto anche la poderosa flotta di Miseno e la più piccola ma più vicina flotta Pontica, come lascia intendere una moneta coniata a Bisanzio (sul dritto, l’effigie di Traiano; sul rovescio, la prora di una nave da guerra).
Le navi impiegate per le guerre Daciche hanno una buona visibilità sulla colonna Traiana. Le operazioni in Dacia iniziano con i ponti di navi per attraversare il Danubio: si sente dire troppo spesso “ponte di barche”, ma non sono semplici barche, come risulta chiaro dalle due diverse scene, con gli scafi visti di poppa e di prora: si tratta evidentemente di navi da carico dello stesso tipo di quella rappresentata nella scena con imbarco di botti di vino. A questo proposito, non bisogna lasciarsi ingannare dalle proporzioni fra gli scafi e gli uomini, perché nell’iconografia romana le figure umane vengono sempre sovradimensionate; che si tratti di una grande nave e non di una barca lo si vede dalla presenza del cassero a poppa, le cui grandi dimensioni sono in proporzione con la sua battagliola a transenna. Un’altra unità da trasporto, di tipo diverso, viene rappresentata in una scena di carico di materiali necessari alla logistica, mentre un’ulteriore nave viene mostrata con un carico di cavalli.

stampe di parti della Colona Traina . autore Pietro Santi Bartoli (1635-1700), pittore, antiquario, incisore al bulino e acquafortista italiano stampata e pubblicata da Gio. Giacomo de Rossi – opera conservata nella National Library di Polonia – Wikimedia Polska
Colonna Traiana eretta dal senato 1673 (279944).jpg – Wikimedia Commons
Due scene mostrano degli sbarchi navali: uno da una oneraria, di cui si vede la poppa e l’albero con le vele serrate (si tratta evidentemente di uno sbarco su di una costa marittima) e l’altro da una unità da guerra, di cui viene mostrata l’imponente prora rostrata. Altre due scene evocano delle navigazioni delle forze navali: la prima, con tre navi da guerra (quella centrale è l’ammiraglia – o nave pretoria – con Traiano), rappresenta la traversata dell’Adriatico, verosimilmente da Ravenna verso la Dalmazia, all’inizio della seconda guerra Dacica, mentre la seconda scena mostra il risolutivo intervento tattico delle navi sul Danubio (con Traiano a timone) per respingere prontamente un improvviso attacco nemico e concorrere in modo determinante all’importante vittoria che venne poi celebrata con l’erezione del grandioso Trofeo di Traiano.

stampe di parti della Colona Traina . autore Pietro Santi Bartoli (1635-1700), pittore, antiquario, incisore al bulino e acquafortista italiano stampata e pubblicata da Gio. Giacomo de Rossi – opera conservata nella National Library di Polonia – Wikimedia Polska
Colonna Traiana eretta dal senato 1673 (279981).jpg – Wikimedia Commons
Alcune altre navi sono rappresentate affiancate alla riva del Danubio in due località in cui è presente l’imperatore. Osservandone gli scafi, si vede che, mentre una ha due file di remi sovrapposti, l’altra ne mostra tre: alle operazioni sul fiume non hanno quindi partecipato solo le liburne (sempre presenti nelle flotte imperiali fluviali, come la Pannonica e la Mesica), ma anche qualche unità di maggior potenza, perlomeno del tipo trireme.

stampe di parti della Colona Traina . autore Pietro Santi Bartoli (1635-1700), pittore, antiquario, incisore al bulino e acquafortista italiano stampata e pubblicata da Gio. Giacomo de Rossi – opera conservata nella National Library di Polonia – Wikimedia Polska
Colonna Traiana eretta dal senato 1673 (279985).jpg – Wikimedia Commons
Tutte le predette considerazioni lasciano comprendere quanto complessa sia stata la gestione delle flotte impiegate nell’ambito delle guerre Daciche per fornire il necessario concorso navale tattico e logistico. L’efficacia di tale contributo è confermato non solo dalla spiccata visibilità data alle navi sulla colonna Traiana, ma anche dalla decisione dell’imperatore di premiare i suoi principali collaboratori – Lucio Licinio Sura (braccio destro del principe) e Quinto Glizio Attilio Agricola (governatore della Pannonia) – con varie onorificenze, inclusa la “corona classica”, riservata a chi aveva conseguito insigni risultati nel campo prettamente navale.
Domenico Carro
Proprietà artistica e letteraria di DOMENICO CARRO
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