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I treni armati della Regia Marina italiana nella prima guerra mondiale di Virginio Trucco

Reading Time: 7 minutes

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: treni armati, regia marina italiana

 

Pubblichiamo con piacere, un saggio di Virgilio Trucco, suddiviso per organicità in tre parti distinte, su una componente bellica alquanto particolare delle Regia Marina Italiana che combattè attivamente durante le due guerre non sul mare ma su rotaia: i treni armati. L’autore, appassionato storico navale, ne descrive con dovizia di particolari il loro impiego nella I e nella II guerra mondiale. 

Un’idea geniale
Già nella notte del 24 maggio 1915, la marina austro-ungarica operò una serie di azioni contro obiettivi costieri italiani bombardando Ancona, altre località della costa adriatica e soprattutto la rete ferroviaria. Tra giugno e agosto del 1915, furono sottoposte a bombardamento navale Pesaro, Rimini, Monopoli, Ortona, Pedaso, Fano e Bari. Lo Stato Maggiore della Regia Marina italiana si trovò cosi nella necessità di coprire circa 750 Km di coste basse e non fortificate, dove le navi nemiche, potevano colpire in qualsiasi momento. Fortificare tutta la costa era impossibile, dato che le principali basi della Regia Marina in Adriatico erano Venezia e Brindisi ed organizzare una costante opera di pattugliamento navale avrebbe richiesto un numero di unità enorme, che comunque si sarebbero presto logorate, con un costo di costruzione e manutenzione impensabile.

Visto che la ferrovia adriatica, come oggi, correva parallela alla costa, praticamente sul mare per quasi tutto il suo percorso, la scelta cadde su treni armati di artiglieria, che avrebbero potuto raggiungere rapidamente il luogo dell’attacco e contrastare il nemico. L’organizzazione dei treni armati, fu affidata alla Regia Marina, sia perché disponeva di un sovrappiù di artiglierie sia perché colpire una nave in mare non è cosa facile. Gli artiglieri sanno che in mare occorre calcolare distanza, velocità, rotta, deriva e scarroccio, vento reale e relativo, scarti fra le salve e, soprattutto, bisogna pensare come un marinaio, considerando accostate, variazioni di velocità, ecc. insomma per colpire una nave in mare serve un marinaio.

I treni armati furono allestiti su materiale rotabile fornito dalle FF.SS. presso l’arsenale di La Spezia. Su normali pianali ferroviari furono montati cannoni da 76 mm o da 120 mm, furono applicate delle mensole con piedi a vite al fine di bloccare i carri al suolo e scaricare su di esso la forza del rinculo dei pezzi. Alcuni pianali furono rinforzati per ospitare i cannoni da 152mm. La composizione dei treni armati prevedeva 4 cannoni da 120mm o 152mm, più 2 da 76mm per il tiro contraereo. Per ogni treno, vi era poi un treno logistico, per l’alloggio dei marinai e per le riparazioni.

Ad ogni treno, fu assegnato un tratto di costa di lunghezza fra i 60 e gli 80 Km. In questa tratta veniva individuata un stazione, dotata di opportuni binari di ricovero, dove i due treni stazionavano di notte. Poco prima dell’alba, tutto il traffico ferroviario, veniva interrotto, e il treno armato si portava in una stazione atta ad incroci/precedenze, sita a circa metà della tratta assegnata, detta stazione di appostamento, questo perché l’alba era l’ora migliore per le incursioni. Il sole basso sull’orizzonte, rendeva difficoltoso l’avvistamento e la direzione del tiro. In particolari località particolarmente esposte, furono approntati, dei terrapieni, al fine di fornire un qualche riparo al treno.

In caso d’allarme, erano state date opportune disposizioni ai dirigenti movimento, tutto il traffico doveva essere interrotto, tutti i treni ricoverati (la maggior parte della linea era a binario unico,) in modo da lasciare libero transito al treno armato che, vista la velocità di circa 60Km/h, in più o meno mezzora potevano raggiungere gli estremi della tratta assegnata. Ogni treno era comandato da un tenente di vascello, specializzato in artiglieria e tiro, con una forza di 60/90 uomini fra sottufficiali e comuni. Un equipaggio ben addestrato poteva mettere il treno in condizioni di fare fuoco entro due minuti da quando il treno era fermo. Completavano l’equipaggio del treno personale del Genio Ferrovieri adibito alla conduzione del convoglio, macchinisti, aiuto macchinisti, capotreno e frenatori.

Composizione dei treni

Materiale rotabile:                

carro Po, carro pianale a due assi
carro Poz, carro a pianale a carrelli
carro F carro coperto a due assi per derrate
carro FI carro coperto a due assi
carro FF carro coperto a due assi a passo allungato
carrozza ABz carrozza passeggeri a carrelli
bagagliaio DPz  bagagliaio a carrelli

In tutto il conflitto furono attivati dodici treni armati, divisi su tre tipi, così composti:

treno “ 1° Tipo” 6 convogli

1 locomotiva gruppo 290 o 875 in testa
1 carro Po modificato utilizzato come carro comando e D.T.(direzione del tiro)
1 carro Poz con due pezzi da 76/40 contraerei
1 carro F utilizzato come santabarbara
4 carri Poz con un pezzo da 152/40 e 64 colpi di pronto impiego
1 carro F utilizzato come santabarbara
1 locomotiva gruppo 290 0 875 in coda

treno “ 2° tipo” 5 convogli

1 locomotiva gruppo 290 0 875 in testa
1 carro Po modificato utilizzato come carro comando e D.T.
2 carri  Poz con due pezzi da 120/40
2 carri Poz con due pezzi da 76/40 antiaerei o due mitragliatrici antiaeree
1 locomotiva gruppo 290 o 875 in coda

treno” 3° tipo” un convoglio

1 locomotiva gruppo 290 0 875 in testa
1 carro Po modificato utilizzato come carro comando e D.T.
4 carri Poz con due pezzi 76/40 e 2 mitragliatrici antiaeree
1 carro FF utilizzato come officina
2 carri F utilizzati come santabarbara
1 locomotiva gruppo 290 o 875 in coda

Ad ognuno di questi treni era assegnato un treno logistico così composto:

1 locomotiva gruppo 290 o 875 in testa
1 carro serie FI utilizzato come cucina e cambusa
2 carri FF utilizzati deposito materiali, officina e alloggio personale
1 carrozza Abz  1910 utilizzato come alloggio ufficiali e sottufficiali
1 bagagliaio DPz utilizzato come alloggio marinai
2 carri F utilizzati come deposito munizioni


Attività belliche dei treni armati
Il primo treno armato entrò in servizio il 2 novembre 1915. L’11 gennaio 1916 il T.A. che operava nella tratta Cervia-Pesaro, aprì il fuoco con i suoi pezzi antiaerei contro quattro idrovolanti austro-ungarici che stavano bombardando Rimini, uno dei veicoli e colpito e costretto ad ammarare.

Il 15 febbraio intervenne di nuovo contro idrovolanti che bombardavano Rimini. Il 17 gennaio 1916 il treno che operava nella tratta Pesaro–Palombina respinse un attacco aereo su Ancona ed un veicolo nemico venne abbattuto.

Il 28 novembre 1916 intervenne contro unità austriache che stavano bombardando la costa marchigiana, concentrandosi contro un treno merci appena partito da Fano. Vennero sparati 17 colpi da 152 e 18 da 76mm. Il fuoco costrinse le unità nemiche a ritirarsi. Il 5 novembre 1916 il T.A., che operava nella tratta Giulianova–Torino di Sangro, contrastò il bombardamento del paese di Sant’Elipo a Mare, effettuato da tre torpediniere nemiche. L’efficace azione a fuoco costrinse le unità nemiche ad interrompere il bombardamento. In dieci minuti vennero sparati 25 colpi da 120mm.

Il 3 febbraio 1916 un treno armato sulla tratta Torino di sangro–Ripalla contrastò il bombardamento di un incrociatore corazzato, tre cacciatorpediniere e due torpediniere austriache contro le stazioni di Ortona e San Vito Lanciano. Il fuoco antinave costrinse le unità ad interrompere l’azione e ritirarsi. Il 3 aprile 1916, il T.A. dislocato ad Ancona come batteria fissa antiaerea, durante un pesante bombardamento aereo sulla città, abbattè tre dei cinque aerei nemici. Fatto lui stesso segno di attacco riportò però cinque feriti fra il suo equipaggio.

Il 27 luglio 1916 il T.A. sulla tratta Barletta–Monopoli, in cooperazione con altro T.A., operante sulla tratta Barletta-Bari, produsse un intenso fuoco antiaereo che fece interrompere l’azione di bombardamento da parte di idrovolanti austriaci su Bari e Molfetta. Il 2 novembre 1917, il T.A. sulla tratta Bellaria–Cattolica aprì il fuoco contro un idrovolante impegnato in azione di lancio di volantini. Il 28 novembre si trasferì su allarme a Rimini per contrastare l’attacco portato da unità nemiche a Porto Corsini. Aprì il fuoco contro le unità austriache, costringendole ad allontanarsi. Il 28 novembre 1917, un altro treno armato entrò in azione contro due idrovolanti nemici che attaccavano Barletta ed un velivolo venne abbattuto.

Un contributo importante alla grande guerra ma non abbastanza conosciuto dei marinai che combatterono su rotaia per la difesa della Patria.

 

Virginio Trucco
diplomatosi all’Istituto Tecnico Nautico Marcantonio Colonna (ROMA), dal 1979 al 1981 presta servizio come ufficiale di complemento nella Marina Militare italiana, specializzato in mine e dragaggio (guerra di mine navali), dal ’79 al ’80 come osservatore presso la 54^ squadriglia DD.RR, dal ’80 al ’81 come ufficiale in seconda dei DD.RR (MSI) Mitilo e Porpora. Congedato dalla marina militare italiana entra nelle allora Ferrovie dello Stato dove svolge diversi incarichi fino al 2019, data del suo finale pensionamento. Appassionato storico navale è anche socio fondatore del gruppo ANMI contromisure mine

 

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