.
livello elementare.
ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: ANTARTIDE
parole chiave: Ghiacciaio Thwaites, AUV Hugin, droni sottomarini
I droni, per fortuna, non sono solo macchine da guerra autonome, ma anche strumenti scientifici di altissima utilità che ci consentono di studiare il pianeta e la sua storia. Oggi raccontiamo la storia di Ran, un veicolo subacqueo senza pilota dell’Università di Göteborg recentemente scomparso sotto un ghiacciaio dell’Antartide, il Ghiacciaio Thwaites più conosciuto come il “Ghiacciaio dell’Apocalisse“. Il Ran è (o meglio era) un mezzo autonomo (AUV) della lunghezza di circa sette metri, scomparso durante una recente spedizione con il rompighiaccio sudcoreano RV/IB Araon nei pressi del grande ghiaccio Thwaites. Secondo la dichiarazione stampa, il progetto, guidato dalla professoressa Anna Wåhlin dell’Università di Göteborg, ha lo scopo di studiare lo stato di salute dell’imponente ghiacciaio anche grazie a questo mezzo subacqueo, dotato di sensori in grado di misurare e documentare l’ambiente subacqueo durante le sue lunghe missioni sotto il ghiaccio. Secondo Anna Wåhlin stava svolgendo la sua seconda missione al di sotto del ghiacciaio Thwaites per documentare l’area sotto il ghiaccio e valutare i meccanismi alla base del suo scioglimento.
Il ghiacciaio Thwaites è un vasto ghiacciaio dell’Antartide che fluisce nella baia Pine Island, parte del Mare di Amundsen, sulla costa di Walgreen della Terra di Marie Byrd. Le velocità della sua superficie superano i 2 km/anno nei pressi della sua linea di galleggiamento, e il ghiaccio che fluisce con maggiore velocità al suolo si centra tra i 50 e i 100 km ad est del monte Murphy.
Il gigantesco ghiacciaio, il cui nome deriva da Fredrik T. Thwaites, un geologo glaciale, geomorfologo e professore emerito all’University of Wisconsin–Madison, defluisce nel mare di Amundsen nell’Antartide occidentale e viene da tempo attentamente monitorato per il pericolo potenziale che potrebbe rappresentare in quanto, scivolando nell’oceano, potrebbe causare un innalzamento medio globale del livello dei mari di oltre mezzo metro. Alcuni scienziati ritengono che un tale evento potrebbe aprire la strada allo scioglimento di tutto l’Antartide occidentale, evidenziando il serio rischio di un collasso del ghiacciaio in tempi compresi tra 3 e 10 anni. Come quello di Pine Island, il Thwaites Glacier è stato descritto come parte del “ventre molle” della calotta glaciale dell’Antartide Occidentale, a causa della sua apparente vulnerabilità a correnti marine e venti tiepidi che potrebbero provocare una sua significativa e catastrofica ritirata – da cui il colorito appellativo del ghiacciaio, detto dell’apocalisse. In anni recenti, il flusso di entrambi i ghiacciai si è accelerato, le loro superfici sono diminuite nell’altezza ritirandosi verso l’interno del continente. Nel 2011, utilizzando dati geofisici raccolti da sorvoli effettuati dalla NASA del ghiacciaio, uno studio eseguito dal Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University ha dimostrato l’esistenza di un gigantesco sperone roccioso sottomarino, una cresta alta 700 metri che sembra ancorare il ghiacciaio, rallentandone lo slittamento verso il mare. Lo studio della sua topografia è quindi fondamentale per comprendere lo ostato delle cose e la sua evoluzione nel prossimo futuro. Esplorazioni come quelle svolte dal RAN possono fornire informazioni preziose non solo per gli scienziati polari. Il Ran è un AUV Hugin, costruito dalla Kongsberg, impiegato dall’Università di Göteborg che aveva già svolto missioni di venti ore in due siti chiave, combinando programmi di mappatura del fondale marino e profilazione e campionamento delle colonne d’acqua.

L’impiego di questi mezzi nelle profondità marine viene pianificato a priori, inserendo i dati necessari per la sua navigazione in quanto, essendo completamente autonomo, durante la missione non ha contatti con la nave da ricerca. La rotta è quindi programmata in anticipo, inserendo dei way points, che l’AUV segue nella sua missione. Questi ponti hanno coordinate nelle tre dimensioni (latitudine, longitudine e profondità rispetto al fondo). Informazioni che sotto il ghiaccio non sono semplici da seguire. Per questo motivo, missioni sotto i ghiacci sono programmate in maniera diversa, partendo da punti al di fuori del ghiaccio e spingendosi poi verso le zone sconosciute e variabili sotto i ghiacci.

Gli scienziati sono interessati a capire come l’oceano influenza le piattaforme di ghiaccio intorno all’Antartide! L’Oceano Antartico, che circonda tutta l’Antartide, ha diversi strati d’acqua a diverse profondità oceaniche con diverse temperature, salinità – da Istruzione | Ghiacciaio ITGC Thwaites
Durante gennaio di quest’anno, lo Hugin aveva completato diverse immersioni sotto la Thwaites, ma durante l’ultima immersione qualcosa è andato storto e si è perso sotto i ghiacci. Dopo un lungo percorso sotto il ghiacciaio, l’AUV non apparve al punto di incontro programmato e le ricerche, con apparecchiature acustiche, elicotteri e altri droni, non ebbero successo. Le speranze di ritrovarlo sono svanite, essendosi di fatto esaurita la carica delle batterie. Le ipotesi è che sia successo qualcosa di inaspettato sotto il ghiaccio che abbia impedito all’AUV di tornare indietro, forse un crollo di una massa di ghiaccio o un urto inaspettato che abbia incastrato il mezzo subacqueo. L’acquisto dell’AUV era stato finanziato nel 2015 con 38 milioni di corone svedesi (circa 3,5 milioni di euro) dalla Knut and Alice Wallenberg Foundation … ed ora l’Università sta cercando nuovi finanziatori. Una missione non certo facile: come direbbe un celebre comico romano, “n’apocalisse”. Si spera che Ran II continuerà la missione del suo predecessore per meglio comprendere il futuro del ghiacciaio dell’Apocalisse a seguito dei cambiamenti climatici.
.
in anteprima Pine island glacier, Antartide – Crediti NASA/JPL-Caltech/UC Irvine
.
Riferimenti
Il droide subacqueo AUV “Ran” è scomparso sotto un ghiacciaio antartico – Astrobiologia
Ghiacciaio Thwaites – Wikipedia
Per maggiori informazioni contattare Louise Newman, direttrice del R/V Skagerak, nave di ricerca dell’Università di Göteborg, telefono: +46 (0) 766-18 25 41, e-mail: louise.newman@gu.se
.
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e le fonti o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
.


