La svolta turca verso l’autonomia strategica dei primi anni del 2000 di Giovanni Chiacchio

Redazione OCEAN4FUTURE

20 Dicembre 2025
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: TURCHIA
parole chiave: Industria, Difesa
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La fine degli anni Settanta coincise con una crescente instabilità economica e politica nel paese, culminata con il golpe militare operato dal generale Kenan Evren nel 1980. Questa azione venne intesa dal suo promotore come un’azione atta a stabilizzare la nazione e gettare le basi per un drastico, quanto quanto necessario, programma di riforme. In tal contesto, Turgut Ozal, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, posto al vertice degli sforzi volti a riformare l’economia del paese, venne nominato vice primo ministro dalla nuova giunta militare.

Turgut Ozal (1927-1993) fondatore e guida del Partito della Madrepatria, d’ispirazione liberal-conservatrice e neo-liberista, fu per due volte Primo ministro della Turchia fra il 1983 ed il 1989, ed ottavo Presidente della Repubblica Turca dal 1989 fino alla sua morte dovuta ad un improvviso attacco cardiaco. La sua morte, avvenuta in n momento di apertura politica nei confronti dei separatisti curdi fu ritenuta sospetta e nel 2012 la salma fu riesumata per un’analisi tossicologica che rivelò la presenza di veleno nel suo corpo (anche se fu dichiarato che non era stato la causa della sua morte – da wikipedia

Ripresi sotto un differente esecutivo i propri sforzi e asceso in seguito al vertice della presidenza del Consiglio dei Ministri, Ozal si adoperò al fine di incrementare l’autosufficienza turca nella produzione bellica. Tale intento venne concretizzato mediante l’avvio di una politica volta a riformare profondamente la locale industria bellica6. La definitiva cesura in tal senso venne rappresentata dall’approvazione della legge n. 3238, la quale risultò nella formazione di un meccanismo amministrativo di coordinamento per l’industria della difesa costituito da tre organismi:
Comitato Esecutivo dell’Industria della Difesa, composto dal primo ministro, dal ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore e incaricato di coordinare a livello nazionale tutte le entità che operano nel settore della difesa;
Sottosegretariato per le Industrie della Difesa (SSM); incaricato di attuare le decisioni prese dal Comitato Esecutivo e di pianificare produzione e ricerca;
Fondo di Sostegno all’Industria della Difesa, volto a finanziare i propositi dell’SSM.

Le riforme di Ozal fornirono due elementi essenziali per l’incremento della produzione bellica turca: una pianificazione strategica centralizzata volta a garantire l’adozione di politiche incentrate sul conseguimento di obbiettivi di lungo termine e la base finanziaria necessaria per il loro perseguimento.
In particolare, la composizione del Comitato Esecutivo consentì di modulare le politiche relative all’industria della difesa sulla base sulla base delle necessità strategiche dettate dalla situazione internazionale del paese. Le riforme di Ozal fornirono due elementi essenziali per la produzione bellica turca: una pianificazione strategica centralizzata per obbiettivi a lungo termine e la base finanziaria per il loro perseguimento. La successiva approvazione della legge n. 3388 nel 1987 comportò la fusione delle fondazioni appartenenti ai vari rami delle forze militari del paese per formare la “Fondazione per il Rafforzamento delle Forze Armate Turche”, incrementando notevolmente il capitale a disposizione per nuovi progetti nel settore della difesa. La morte di Ozal nel 1993 avrebbe determinato la temporanea interruzione del programma di riforme. Lo SSM venne infatti posto sotto l’autorità del Ministero della Difesa, comportando l’abbandono di politiche di lungo periodo fondate sulla pianificazione strategica in luogo dell’impiego di soluzioni pret à porter volte a soddisfare le esigenze di breve termine delle forze armate7.

Un soldato delle Forze Armate turche assegnato al Comando Regionale Est della Kosovo Force posa per una foto durante un pattugliamento notturno fuori Ranilluk/Ranilug, Kosovo, l’11 maggio 2021. I soldati hanno collaborato con la polizia locale del Kosovo per condurre un pattugliamento di routine e istituire un posto di blocco per la ricerca di contrabbando illegale. Fonte: Foto della Guardia Nazionale dell’Esercito degli Stati Uniti del sergente Jonathan Perdelwitz – Wikimedia Commons

Un paese, due mondi
La fine della Guerra Fredda comportò una drastica rimodulazione della Grand Strategy turca. Il crollo dell’Unione Sovietica determinò infatti il venir meno di una minaccia esistenziale per la Turchia, nonché un profondo mutamento della sua posizione geostrategica. Ankara cessò infatti di rappresentare il confine tra due blocchi, ritrovandosi nuovamente ad essere il crocevia tra due civiltà. In tal contesto, lo Stato turco avviò una nuova politica estera incentrata sulla proiezione della propria forza militare, politica e culturale verso il Medio Oriente e le nazioni di lingua turca che avevano ritrovato la propria indipendenza dopo il collasso sovietico8.

L’istituzione nel 1992 nella città di Istanbul dell’Organization of the Black Sea Economic Cooperation rappresentò il primo passo verso tale processo. Contestualmente, l’intensificazione dell’insurrezione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) comportò l’insorgere di profonde tensioni diplomatiche tra la Turchia e i suoi tradizionali alleati, gli Stati Uniti e l’Europa. Nel 2004 il Comitato Esecutivo guidato da Erdogan avviò una politica di transizione verso nuovi modelli d’appalto, incentrati sul massimo uso di risorse nazionali e produzione domestica. Il suddetto contesto strategico rappresentò un rilevante catalizzatore per la ripresa del programma di riforme avviato negli anni Ottanta. L’eccessiva dipendenza dalle importazioni estere risultava infatti un significativo impedimento tanto allo svolgimento di operazioni di contro insurrezione aventi come bersaglio il PKK, quanto per la proiezione della potenza di Ankara.

La definitiva istituzionalizzazione di una politica volta all’autarchizzazione della produzione bellica si ebbe a seguito del successo elettorale del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) nel 2002. Nel 2004 il Comitato Esecutivo guidato dal nuovo primo ministro Recep Tayyip Erdogan deliberò l’avvio di una politica volta alla transizione verso nuovi modelli di procurement incentrati sul massimo uso di risorse nazionali e produzione domestica9. Tale iniziativa, recepita dal successivo Piano di Sviluppo Nazionale, venne concretizzata mediante l’avvio di diversi programmi militari volti a riequipaggiare le forze armate con piattaforme di fabbricazione locale, nello specifico:
• MILGEM, volto a costruire diverse tipologie di navi da guerra;
• Atak volto a costruire elicotteri militari;
• Altay finalizzato alla realizzazione di carri armati.

Contestualmente, una cordata di investitori turchi acquistò la totalità delle azioni della Lockheed Martin nella Turkish Aerospace Industry, restituendola successivamente al pieno controllo statale.
Fine parte II – continua
Giovanni Chiacchio
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Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito come borsista il master “Leadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy” presso la Fondazione Italia USA e ha frequentato l’accademia estiva della Heritage Foundation. Scrive per vari blog. I suoi campi sono le relazioni internazionali, gli studi strategici e il conservatorismo di matrice anglosassone.
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saggio pubblicato originalmente su Report • Fondazione Machiavelli

in anteprima un soldato delle Forze Armate turche assegnato al Comando Regionale Est della Kosovo Force durante un pattugliamento notturno fuori Ranilug, Kosovo, l’11 maggio 2021 – Foto della Guardia Nazionale dell’Esercito degli Stati Uniti del sergente Jonathan Perdelwitz Turkish … Soldiers conduct town patrol (6644488).jpg – Wikimedia Commons

Note
6 Hasun Ozlu, The Foundation  and Development of Turkey’s Defence Industry in the Context of National Security Strategy, 2021
7 Sikti Egeli, Serhat Guvenc, Calgar Kurç e Arda Mevlutoglu, From Client to Competitor: The Rise of Türkiye’s Defence Industry, International Institute of Strategic Studies, 2024
8 Gulbakar Yelen Aktas, Turkish Foreign Policy: New Concepts and Reflections, Middle East Technical University, Aralik, 2010
9 Ayse I. A Ozer, The Rise of the Turkish Defense Industry, Seta, Ankara, 201

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