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livello elementare.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: TURCHIA
parole chiave: Difesa, Industria
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Afflitto da lotte interne, dalla pressione esterna delle grandi potenze europee, nonché dalla tensione tra l’Anatolia, caratterizzata da una compatta maggioranza turca e la “zavorra imperiale” abitata da popolazioni etnicamente differenti, nella prima metà dell’Ottocento l’Impero Ottomano risultava in uno stato di profondo declino relativo rispetto ai propri rivali strategici, concretizzatosi anche in una profonda arretratezza delle forze armate del paese. In tal contesto, il Trattato di Balta Liman, siglato nel 1838 tra Costantinopoli e l’Impero britannico comportò un notevole incremento delle importazioni turche di merci inglesi. La bilancia dei pagamenti della Sublime Porta venne pertanto sottoposta ad un pesante deficit, il quale, incrociatosi con la generale assenza di una forte classe media e del know how necessario, rese estremamente difficoltoso il reperimento di risorse finanziarie necessarie a costruire una solida industria della difesa1. In seguito, la progressiva convergenza geopolitica tra Costantinopoli e l’Impero tedesco avrebbe garantito allo Stato turco di ottenere l’assistenza necessaria volta a potenziare significativamente il proprio arsenale bellico. La nascita del Direttorato della Produzione Bellica nel 1908 segnò una significativa espansione dell’industria della difesa ottomana, la quale rimase tuttavia fortemente soggetta alla dipendenza tecnologica dal know how tedesco 2. Durante il primo conflitto mondiale l’industria bellica ottomana si rivelò largamente inadeguata a far fronte alle necessità del paese, contribuendo a determinare il disastroso collasso delle forze della Sublime Porta. La successiva Guerra d’Indipendenza, condotta dalle forze nazionaliste comandate da Mustafa Kemal, volta alla formazione di uno Stato nazionale turco vide il trasferimento di gran parte del know how e delle attrezzature per la produzione bellica dalla città di Costantinopoli, sottoposta all’occupazione militare delle forze dell’Intesa, alla Penisola Anatolica, sotto l’egida del Direttorato Generale delle Fabbriche Militari istituito nel 1921. A dispetto del successo delle armate turche, ancora una volta la produzione bellica si rivelò inadeguata alle necessità del paese.
Impero e Nazione
Il Trattato di Losanna del 1923 sancì la rinuncia da parte del nuovo governo turco ai territori un tempo facenti parte dell’Impero Ottomano in cambio del suo riconoscimento come Stato-nazione pienamente sovrano comprendente la Penisola Anatolica, la città di Costantinopoli, dal 1930 Istanbul, e gli Stretti della Marmara e del Bosforo, cuore economico e politico della Sublime Porta. La transizione dello Stato turco da impero sovranazionale a Stato-nazione comportò una drastica rimodulazione della “Grand Strategy” del paese, ora incentrata sulla preservazione della sovranità nazionale entro i presenti confini,
Autonomia strategica: l’evoluzione dell’industria turca della difesa piuttosto che sulla proiezione della propria potenza
Influenzato dall’occupazione del nevralgico centro industriale di Costantinopoli durante la Guerra d’Indipendenza, il nuovo governo turco, a seguito della Conferenza Economica di Smirne (Izmir dal 1930), investì nella formazione di un’industria della difesa caratterizzata da una più vasta dispersione geografica, nonché da un maggior coinvolgimento di capitali privati. Contestualmente, Mustafa Kemal [futuro Ataturk] si rivelò estremamente abile a sfruttare la frammentazione dello scacchiere internazionale conseguente al conflitto, ottenendo il supporto di numerosi attori geopolitici interessati a mantenere buone relazioni con il governo di Ankara. La nuova industria della difesa turca venne prevalentemente incentrata sull’importazione e la produzione su licenza di sistemi d’arma stranieri3.

Illustrazione che raffigura l’ascesa di Mustafa Kemal (Ataturk) e le sue riforme. Da destra a sinistra: la vittoria sull’invasione greca, l’abbandono del fez, la chiusura delle logge settarie, l’adozione del nuovo alfabeto turco, l’adozione del codice civile turco. Autore Fornad II Ataturk Poster.jpg – Wikimedia Commons
Mustafa Kemal si rivelò estremamente abile a sfruttare la frammentazione internazionale dopo la Grande Guerra, ottenendo il supporto di diversi attori geopolitici interessati a mantenere buone relazioni con Ankara. In tal contesto, la profonda diversificazione delle fonti di importazione, pur prevenendo il ripetersi dell’assunzione di un ruolo monopolistico da parte di un singolo attore, complicò notevolmente la catena di approvvigionamento delle forze armate. A tal proposito, gran parte delle capacità locali venne destinata alla manutenzione di sistemi stranieri. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale avrebbe determinato un brusco mutamento di tale paradigma. Gli Stati Uniti infatti identificarono la difesa della Turchia come un interesse vitale alla propria sicurezza, data la posizione strategica del paese. Ankara iniziò pertanto a ricevere ingenti aiuti tramite l’intermediazione britannica nell’ambito del programma Lend-Lease4. Tale iniziativa avrebbe rappresentato il primo passo verso la fine della politica di diversificazione tenuta sino a quel momento.
La Guerra Fredda
La divisione del mondo in due blocchi dopo il 1945 e l’insorgere della Guerra Fredda avrebbe determinato una drastica rimodulazione dell’industria della difesa turca. La fine dello stato di frammentazione del sistema internazionale in luogo di una condizione di bipolarismo determinò un profondo mutamento della condizione geostrategica della Turchia, non più nazione al centro di due mondi, bensì confine esterno di uno dei due blocchi. Gli intenti revanscisti espressi dall’URSS, decisa a rinegoziare le condizioni del Trattato di Kars (1921) che sancì la perdita di gran parte dei territori conquistati nel 1878 dalla Russia zarista, e della Convenzione di Montreux (1938), per la regolamentazione del passaggio negli Stretti, sancirono il pieno ingresso di Ankara nell’orbita occidentale. Le forze armate turche vennero completamente riequipaggiate mediante ingenti aiuti militari allocati dagli Stati Uniti nell’ambito della “Dottrina Truman”. Tale iniziativa incrementò notevolmente il coefficiente di potenza delle forze armate di Ankara, a scapito degli sforzi di incremento della produzione domestica. Questo contesto condusse alla formazione di una potente forza armata, la quale tuttavia sviluppò una profonda dipendenza dalle costanti forniture di armamenti statunitensi. Tale contraddizione sarebbe successivamente emersa durante gli anni Sessanta. Tale periodo vide in primo luogo un profondo mutamento del carattere degli aiuti militari statunitensi, non più erogati sotto forma di sovvenzione militare, bensì mediante l’integrazione della Turchia nell’ambito del programma Foreign Military Sales. Contestualmente, i pesanti scontri tra le comunità greca e turca presenti sull’isola di Cipro registrati tra il 1963 e il 1964 comportarono la considerazione da parte del governo di Ankara della possibilità di un intervento militare. Al fine di scongiurare tale evenienza, il presidente statunitense Lyndon Johnson inviò una lettera al primo ministro turco Ismet Inonu nella quale rimarcò come l’impiego di sistemi d’arma statunitensi esportati verso la Turchia dovesse essere conforme agli scopi.

Il Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson – Autore Arnold Newman Lyndon B. Johnson presidential portrait.jpg – Wikimedia Commons
Nel 1964 Lyndon Johnson proibì alla Turchia di impiegare le armi ottenute dagli USA in una invasione di Cipro. Questo evidenziò la profonda dipendenza e vulnerabilità dell’industria bellica di Ankara per i quali erano stati forniti, in ottemperanza alle disposizioni dell’articolo IV dell’Accordo di Cooperazione Tecnica ed Economica del 1947 siglato tra le parti5. Tale evento indicò le profonde vulnerabilità dell’industria della difesa turca. L’assenza di autonomia strategica comportava infatti la sostanziale impossibilità per il paese di proiettare la propria forza senza il consenso degli Stati Uniti. Il collasso della fragile tregua stabilita a Cipro come conseguenza del golpe del 1974 determinò un intervento militare da parte di Ankara, il quale risultò nella partizione dell’isola. Come conseguenza del conflitto, gli Stati Uniti imposero un embargo sull’esportazione di armi a danno della Turchia, il quale venne abrogato nel 1978. A dispetto della breve durata, l’embargo ebbe un duraturo impatto sulla pianificazione strategica turca. Il 27 agosto 1974 venne infatti istituita grazie al supporto finanziario della popolazione la “Fondazione per il Rafforzamento delle Forze Terrestri Turche”, la cui missione risultava essere la promozione dell’autonomia strategica del paese. Essa avrebbe successivamente fornito il capitale necessario alla formazione di una solida industria della difesa nazionale. Essa avrebbe successivamente fornito il capitale necessario alla formazione di una solida industria della difesa nazionale.
Fine parte I – continua
Giovanni Chiacchio
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Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito come borsista il master “Leadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy” presso la Fondazione Italia USA e ha frequentato l’accademia estiva della Heritage Foundation. Scrive per vari blog. I suoi campi sono le relazioni internazionali, gli studi strategici e il conservatorismo di matrice anglosassone.
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saggio pubblicato originalmente su Report • Fondazione Machiavelli
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in anteprima il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, protagonista della svolta politico militare turca di questi ultimi anni
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Note
1 Enes Kurt, The Transformation of the Turkish defence industry from the time of the Ottoman Empire to the Republic of Turkey, 1843-1950, Istiniye University, Ankara
2 Graham Pitts, Organization of War Economies (Ottoman Empire/Middle East), International Encyclopedia, Berlino
3 Sikti Egeli, Serhat Guvenc, Calgar Kurç e Arda Mevlutoglu, From Client to Competitor: The Rise of Türkiye’s Defence Industry, International Institute of Strategic Studies, 2024
4 Ibid.
5 Ayse I. A Ozer, The Rise of the Turkish Defense Industry, Seta, Ankara, 2019
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