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Abbiamo intrapreso il Sunset Boulevard?

tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: UCRAINA
parole chiave: Trattato di pace
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Che dire, le notizie che si rincorrono sul futuro dell’Ucraina, lasciano tutti perplessi. Coloro che esaltano il piano di pace tra Russia e Ucraina, preparato da Trump, forse dovrebbero leggerlo con maggiore attenzione e riflettere … forse dovrebbero essere anche onesti e chiamarlo con un altro nome: una capitolazione del diritto internazionale al fine di instaurare nuovi rapporti tra USA-URSS (o meglio Trump-Putin) in funzione anticinese. Se ne facciano una ragione quegli Europei che hanno giustificato l’invasione dell’Ucraina come la logica risposta della Nuova Russia all’Occidente ed alle sue politiche neoimperialiste … di fatto si osserva solo un triste revanscismo post sovietico – condito di magliette griffate URSS – e l’ennesima sconfitta dell’Umanità. Anche il Papa ha sottolineato l’importanza di una pace giusta, che non lasci strascichi e odi profondi che non farebbero altro che demandare la soluzione. Nessuno può negare che non ci siano state delle atrocità da entrambe le parti, prima e durante la guerra, ma il buon senso vorrebbe che si finisse questo gioco al massacro che tanta sofferenza ha provocato alle popolazioni.

Secondo le prime notizie trapelate, il nuovo piano per porre fine alla guerra in Ucraina, elaborato dallo staff del presidente Donald Trump e dai Russi, prevedrebbe la cessione di territori alla Russia (alcuni ancora in mano ucraina) ed una limitazione delle dimensioni dell’esercito di Kiev. Una proposta, maturata durante i negoziati tra Washington e Mosca senza la partecipazione della parte in causa, che appare decisamente favorevole alla Russia, che di fatto ha invaso l’Ucraina con giustificazioni che ricordano i tempi dell’URSS. La proposta non solo impedirebbe all’Ucraina di aderire alla NATO, o ad altre organizzazioni che possano prevedere una risposta del tipo article 5 – ovvero di intervento comune in caso di aggressione -, come proposto dalla Meloni, ma impedirebbe anche al tormentato Paese di poter scegliere con chi schierarsi, diventando di fatto nuovamente un satellite della Nuova Russia.

Di fatto, l’approvazione di un simile accordo rappresenterebbe una vittoria significativa per tutti coloro che considerano l’Occidente una minaccia, sottolineandone la debolezza. Inoltre 9na alleanza russo-americana non scalfirebbe più di tanto la Cina.

Se Trump vuole mantenere una certa leadership di pensiero nel mondo occidentale, non può non tenere conto dell’opinione degli Alleati. Inoltre, se la proposta alla Ucraina appare inaccettabile nei corridoi europei, non si può non notare che esiste un percepibile dissenso anche oltre oceano dove il deputato Don Bacon, repubblicano del Nebraska e veterano dell’Aeronautica Militare statunitense, ha definito la bozza del piano trumpiano “inaccettabile“, definendolo simile a quello di “Monaco di Baviera del 1938“, riferendosi al celebre accordo diplomatico per i Sudeti, il piano basato sulla politica britannica di appeasement volto a garantire la pace con la Germania nazista, che portò comunque alla Seconda Guerra Mondiale. Non è l’unico: l’inviato speciale di Trump in Ucraina, Keith Kellogg, ha informato la Casa Bianca che lascerà il suo incarico a gennaio in quanto non concorde sulla via diplomatica intrapresa. Non a caso una persona molto vicina a Trump, Steve Witkoff, un imprenditore immobiliare diventato diplomatico, è diventato il principale interlocutore di Trump con Putin e i suoi consiglieri. Witkoff ha di fatto iniziato a lavorare sull’argomento alla fine del mese scorso, quando incontrò l’inviato speciale russo Kirill Dmitriev a Miami.

guerra in Ucraina – Foto di Dimitri Muravskij – Autore Ministero della Difesa dell’Ucraina

Se è vero che lo scopo ultimo deve essere la fine della guerra, la pace deve essere un pace giusta, in cui non si debbano considerare solo gli aspetti territoriali ma anche la sicurezza futura dell’Ucraina, per evitare che un simile futuro attacco armato “significativo, deliberato e prolungato” da parte della Russia possa ripetersi.

Di fatto Trump mira a chiudere una situazione che potrebbe evolversi politicamente in maniera poco gestibile, creando una spina nel fianco dell’Alleanza transatlantica di cui lui fa parte. Il rischio è che questa apparente cedevolezza potrebbe creare una frattura con i leader europei, che probabilmente si opporranno a qualsiasi accordo che possa essere visto come una ricompensa per l’aggressività russa, incoraggiando azioni politiche ancora più rischiose e, soprattutto, creando facendo passare il messaggio che lo stato di diritto non valga per tutti e continui ad essere in vigore la legge dell’arroganza. Sempre secondo le notizie trapelate, il piano farebbe acquisire a Mosca l’intera regione orientale del Donbass (di cui il 14% è ancora in mano ucraina) e la Crimea (da un punto dii vista internazionale illegalmente occupata); inoltre l’esercito ucraino dovrebbe ridurre le proprie forze da circa 880.000 soldati a 600.000.

Non ultimo Mosca otterrebbe la revoca delle sanzioni contro la Russia e rientrare nel Gruppo degli Otto (da cui è uscito nel 2014 a seguito dell’annessione della Crimea), che comprende molte delle maggiori economie mondiali. Una completa vittoria. Secondo la suddetta proposta, la Russia si impegnerebbe a non effettuare ulteriori attacchi (quasi fosse una concessione) e 100 miliardi di dollari di beni russi congelati sarebbero destinati alla ricostruzione dell’Ucraina. Ma le rivendicazioni russe non si fermano qui: oltre all’acquisizione di territori ucraini, vorrebbe acquisire metà dell’energia generata dalla più grande centrale nucleare d’Europa, Zaporizhzhya, sottratta all’Ucraina all’inizio della guerra.

Le risposte ucraine sono per ora state laconiche: in buona sostanza non hanno approfondito direttamente la sostanza della proposta che, in caso di accettazione, vedrebbe gli Stati Uniti, nel caso venisse violata la tregua, garanti delle eventuali e non ben definite sanzioni verso la Russia. I leader europei hanno sottolineato come un simile accordo, di fatto, costringerebbe Zelensky a scelte impopolari ed esautorerebbe le azioni europee per ottenere una pace giusta. “Affinché qualsiasi piano funzioni, ha bisogno della partecipazione di ucraini ed europei“, aveva dichiarato l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas, all’inizio di una riunione a Bruxelles dei ministri degli Esteri dei 27 paesi, sottolineando che tale proposta sarebbe stata troppo favorevole a Mosca che, tra l’altro, non aveva concesso nulla.
L’Ucraina ha per ora sottolineato che “Non ci sarà mai alcun riconoscimento, formale o meno, del territorio ucraino temporaneamente occupato dalla Federazione Russa come russo“, ed ha affermato orgogliosamente “La nostra terra non è in vendita” e “L’Ucraina non accetterà alcuna limitazione al suo diritto all’autodifesa o alle dimensioni e alle capacità delle nostre forze armate, né tollererà alcuna violazione della nostra sovranità, incluso il nostro diritto sovrano di scegliere le alleanze a cui vogliamo aderire”.

Il Presidente Donald J. Trump accoglie il Presidente Vladimir Putin nella Joint Base Elmendorf-Richardson, Anchorage, Alaska, 15 agosto 2025 (DoD photo credit Benjamin Applebaum)

Con una certa amarezza, non si può che constatare che i dubbi emersi dopo il vertice tra Trump e Putin in Alaska durante l’estate, che videro Putin, l’aggressore, nuovamente legittimato, si sono confermati. Usque tandem … diceva Cicerone … ma dello Ius romano sembra essersi persa traccia.

Il Sunset Boulevard si apre davanti all’ignavia di un Occidente confuso, in particolare di un’Europa che ancora non trova una direzione comune. Una grand strategy statunitense che si allontana sempre più da un’Europa che per troppo tempo si è cullata nei ricordi senza guardare ad un futuro. Forse è il momento di riprendere il timone in mano e ricordarsi che “le stelle non si lasciano mai, è per questo che sono stelle” e dopo ogni tempesta c’è sempre il sole.
Andrea Mucedola
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in anteprima fotogramma del film Sunset Boulevard (viale del tramonto) diretto da Billy Wilder con William Holden e Gloria Swanson, di cui si cita la celebre frase le stelle non si lasciano mai, è per questo che sono stelle
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