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livello elementare .
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: AFRICA ORIENTALE
parole chiave: Gordon Relief Expedition, Khartum
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Nelle sue Memorie il futuro ammiraglio Lord Charles Beresford0 racconta delle sue vicissitudini di giovane capitano aggregato alla Gordon Relief Expedition. Una storia curiosa e dimenticata di una missione impossibile: risalire il Nilo per raggiungere Khartum sotto assedio da parte dei Mahdisti, ribelli sudanesi (soprannominati “dervisci”), seguaci di Muhammad Ahmad (il “Mahdi”).

Nel dicembre del 1884 era ormai evidente come il piano generale di campagna [britannico] fosse fallito nelle sue linee essenziali, che prevedevano che una singola colonna risalisse il corso del Nilo da Wadi Halfa a Khartum e provvedesse a levare l’assedio mahdista alla città.
La linea di operazione costituita dal Nilo era stata peraltro scelta dal generale Garnet Joseph Wolseley a scapito della soluzione Suakin-Berber1 caldeggiata invece dall’Ammiragliato.

Il generale Garnet Wolseley e i suoi ufficiali alla battaglia di Tell el-Kebir, 4 novembre 1882 Source/Photographer The Graphic illustrated newspaper – Wikimedia commons
Ne era sorta un’aspra controversia che non si sarebbe sopita nemmeno con il prevalere dell’opinione di Wolseley, dal momento che lo strascico di accuse e veleni sarebbe riaffiorato all’indomani della caduta di Khartum. Fatto sta che i ritardi connessi al superamento delle cateratte del Nilo continuavano ad accumularsi e la frustrazione di Wolseley saliva di pari passo, tanto che solamente il 18 dicembre fu in grado di lasciare finalmente Dongola per Korti.
A questo punto il corpo di spedizione britannico aveva ancora di fronte a sé le 400 miglia del Great Bend, un’ansa che il corso del fiume traccia in direzione nord, approssimativamente fra Omdurman e Korti: peraltro le guide locali ritenevano unanimemente le rapide oltre Korti – altrimenti note come Quarta Cateratta – pressoché impraticabili. A fronte delle notizie angoscianti che filtravano frammentarie da Khartum (sul progressivo esaurimento dei viveri), la spedizione correva il rischio di non giungere in tempo. Così, peraltro, sarebbe stato.
Wolseley decise pertanto di ripiegare su di un piano di emergenza che aveva accarezzato sin dall’inizio delle operazioni, pur nella speranza di non dovervi fare ricorso: utilizzare il Camel Corps per aprire velocemente una linea di collegamento con Khartum via terra. Nel caso specifico, questo avrebbe implicato il dover tagliare alla base il Great Bend del Nilo mediante una rapida marcia attraverso il deserto di Bayuda, da Korti fino a Metemmeh (odierna Matamma), a circa tre giorni di navigazione da Khartum. Qui la colonna volante britannica si sarebbe dovuta congiungere coi superstiti battelli fluviali, ancora a disposizione di Gordon, che oramai da tre mesi conducevano un’esistenza errabonda e quasi piratesca, continuando a combattere il nemico con le scorte razziate agli stessi avamposti mahdisti lungo il fiume. Parte del contingente sarebbe stato quindi caricato sui battelli ed avrebbe aperto una linea di comunicazione provvisoria con Khartum, portando i primi necessari soccorsi in attesa che il grosso delle forze di Wolseley si facesse strada attraverso la quarta cateratta.

Il piroscafo da pattugliamento armato come cannoniera Mahmoudeyeh al largo dell’Isola Elephant, impiegato nella spedizione sul Nilo per il soccorso del generale Gordon. Illustrazione per The Graphic, 13 settembre 1884. https://commons.wikimedia.org/wiki/The Arme Patrol Steamer
Per questo motivo un distaccamento della Naval Brigade, circa 50 uomini al comando dello stesso Beresford, venne aggregato alla Desert Column. Li seguiva una mitragliera Gardner, la stessa che si sarebbe inceppata ad Abu Klea dopo appena settanta colpi, provocando la morte o il ferimento di quasi la metà del contingente di marina. Il compito principale degli uomini di Beresford aggregati alla colonna non era, tuttavia, quello di combattere; essi avrebbero dovuto equipaggiare i battelli di Gordon e, soprattutto, avrebbero dovuto provvedere a rattopparli alla bell’e meglio dopo tre mesi di mancata manutenzione.

Per tale motivo Beresford si trascinava dietro una generosa scorta di lamiera per caldaie, rivetti, bulloni e olio lubrificante per il cui trasporto attraverso il deserto, a dorso di cammello, doveva ora ottenere il permesso dai comandi dell’esercito. E questi comandi erano assai poco inclini a concessioni a causa della disperante scarsezza di animali da soma: i cammelli aggiuntivi che Wolseley contava fossero forniti dalle tribù Kababish non si erano infatti mai materializzati a causa della defezione dei capi tribù, costringendo la Desert Column ad organizzare sfiancanti convogli avanti e indietro attraverso il deserto – facendo perno sui vitali pozzi di Jakdul, a metà strada fra Korti e Metemmeh – per concentrate di volta in volta sufficienti scorte per il successivo balzo in avanti. La traversata che sulla carta si voleva fulminea nella realtà si rivelò esasperante e sanguinosa, dovendo passare per due battaglie campali contro contingenti di truppe regolari mahdiste di cui si ignorava financo l’esistenza.

Beresford si reca in soccorso di Wilson: la caldaia del piroscafo viene trafitta da un colpo. febbraio 1885. Blackie & Son, London, Glasgow, Edinburgh & Dublin – Fonte The War in Egypt and the Soudan (1886) by Thomas Archer
Un episodio in particolare, fra l’umoristico e il surreale, è evocato da Beresford nelle Memorie, allorquando si dovette recare da Sir Redvers Buller per ottenere i famosi permessi: Buller, Capo di Stato Maggiore di Wolseley, a quarantasei anni era già un vecchio soldato, con all’attivo la partecipazione alla Guerra anglo-zulu del 1879 (ove era stato insignito della Victoria Cross), l’invasione dell’Egitto del 1882 e la campagna di Suakin contro i mahdisti di Osman Digna del 1884. Oltre il fiasco egiziano, Buller è un ottimo esempio di quelle sfolgoranti carriere, costruite nel corso delle piccole guerre coloniali, che sarebbero state irrimediabilmente compromesse dalla grande guerra boera. “All’inizio” – narra Beresford – “Sir Redvers Buller rifiutò di consegnarmi tanto le scorte quanto i cammelli necessari per trasportarle. Buller era nel complesso un uomo benevolente e comprensivo, ma a tutta prima non ne afferrò la necessità. ‘A cosa le serve la lamiera per caldaie? A rattoppare i cammelli?’ Ma alla fine mi fece avere tutto ciò di cui avevo bisogno.” Non fu comunque sufficiente. Quando il 28 gennaio i battelli giunsero in vista di Khartum, la città era caduta due giorni prima.
Marco Mostarda
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0 Lord Charles Beresford fu protagonista di una memorabile quanto virulenta polemica con il First Lord Fisher che egli personalmente odiava. In estrema sintesi la lotta di due personalità molto diverse in corsa per il titolo di First Lord of the Sea. Da una parte Lord Charles Beresford, forte, coraggioso e impulsivo, l’ammiraglio più popolare della marina, dall’altra l’ammiraglio Sir John Fisher, di umili origini che era arrivato alla carica apicale grazie al duro lavoro e alla sua visione che lo fece il più grande riformatore navale che la Gran Bretagna abbia mai conosciuto. Quando Fisher fu prescelto, Beresford decise di spodestarlo a qualsiasi costo, attaccandolo in Parlamento e arrivando a complottare con politici unionisti, facendo trapelare segreti di Stato.
1 Nel 1883 la Gran Bretagna fu coinvolta nelle ostilità contro la rivolta del Mahdi, ed inviò il generale Gordon a Khartoum per organizzare l’evacuazione del personale militare e civile e delle loro famiglie. Nel marzo del 1884 Khartoum fu assediata, intrappolando Gordon e diverse migliaia di civili tra le sue difese. L’indecisione del governo britannico, di sei mesi, portò ad un ritardo di intervento. Fu quindi ordinato al generale Garnet Wolseley di guidare una missione di soccorso. Wolseley risalì il Nilo dal Cairo all’inizio di gennaio del 1885, ma arrivò troppo tardi. Tra le varie ipotesi l’idea di costruire una breve linea ferroviaria militare (proposta da Suakin and Berber) per fornire una via di rifornimento alle forze di Wolseley, ma questi si oppose all’idea, preferendo utilizzare il Nilo per il trasporto delle truppe.
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in anteprima The Nile Expedition for the Relief of General Gordon. Illustration for The Graphic, 29 November 1884. Wood engraving entitled The Nile Expedition for the Relief of General Gordon – Fonte The Graphic magazine of London
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