La battaglia del Nilo di Marco Mostarda

marco mostarda

29 Maggio 2026
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: la battaglia di Aboukir, Nelson, Bruyes
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La battaglia del Nilo, nota anche come battaglia di Abū Qīr (Aboukir), fu un’importante battaglia navale, connessa alla spedizione di Napoleone Bonaparte nella campagna d’Egitto, che si svolse tra la flotta britannica comandata dal contrammiraglio Horatio Nelson e la flotta francese guidata dal viceammiraglio François-Paul Brueys D’Aigalliers. Va ricordato che il comando della flotta britannica fu assegnato al giovane Nelson, che non aveva mai comandato una flotta in battaglia1 ed aveva alle sue dipendenze diversi ufficiali più anziani di lui. Ma il Primo Lord dell’Ammiragliato, Spencer, vide in quel giovane ufficiale l’unico in grado di portare a compimento tale missione, che lui considerava «un predatore nato» (a natural born predator), in grado di scontrarsi con un’ammiraglio tutt’altro che sprovveduto, Brueys D’Aigalliers, che però non aveva dalla sua la capacità visionaria in battaglia di Nelson. La battaglia, che segnò il trionfo della marina britannica, avvenne tra la sera del 1º agosto e la mattina del 2 agosto 1798. Ce ne parla oggi Marco Mostarda.

L’affondamento dell’Orient, un vascello di primo rango francese da centodiciotto cannoni. Alle dieci il fuoco raggiunse il deposito delle polveri e L’Orient esplose. Alberi, pennoni, il tesoro dei Cavalieri di Malta e i membri dell’equipaggio, fra cui il morente ammiraglio Brueys, vennero scagliati a decine di metri di altezza. Solo una settantina di marinai de L’Orient, dei circa mille che ne facevano parte, riuscirono ad allontanarsi a nuoto dalla nave in fiamme, salvandosi – Autore George Arnald – Museo di Greenwich La battaglia del Nile.jpg – Wikimedia Commons

Per assurdo, una delle ragioni per cui la battaglia del Nilo (o di Aboukir, se si preferisce) ebbe l’esito che ebbe fu che l’ammiraglio francese, François-Paul Brueys d’Aigalliers, era lungi dall’essere un comandante alle prime armi: egli aveva anzi una distinta carriera alle spalle e, fra le esperienze realmente formative, poteva annoverare la partecipazione alla battaglia di St. Kitts del 1782.

In quell’occasione, per due volte, l’ammiraglio Hood aveva beffato l’ammiraglio De Grasse: prima inducendolo ad abbandonare l’ancoraggio di Frigate Bay per mettersi in caccia dei britannici, e poi facendolo scadere sottovento in una lunga serie di manovre, sottraendogli lo stesso ancoraggio dirimpetto a Basseterre. Quindi Hood, disponendo la propria squadra alla fonda, grossomodo a guisa di elle rovesciata, chiuse l’accesso a Frigate Bay, con i vascelli di testa ancorati in prossimità dei bassifondi a nord, ponendo quelli in retroguardia a ridosso della punta meridionale della baia. Disposte le proprie navi in linea di fila, per due volte De Grasse tentò di forzare l’opposta linea britannica, coi vascelli di Hood che rispondevano al fuoco francese tonneggiando all’ancora. Ma la linea inglese, nonostante la superiorità numerica e balistica goduta dai francesi, non cedette; anche a dispetto del fatto che i vascelli maggiori procedessero lentamente, come la nave ammiraglia di De Grasse, il Ville de Paris (un’unità da 120 cannoni),  a pennoni controbracciati per poter meglio concentrare il fuoco contro la linea britannica.

Motivo per cui, alla vigilia della battaglia del Nilo, le ragionevoli aspettative di Brueys vertevano sul fatto che una linea di vascelli alla fonda, a chiudere i due capi di una rada, non potesse essere forzata da un avversario deciso a dare battaglia nel modo consueto, ovvero disponendosi in linea di fila e ingaggiando il nemico simmetricamente. [Non si tenne quindi conto che] Nelson, per contro, era disposto non solo ad innovare, ma anche a correre pericoli straordinari. Egli aveva infatti stabilito di concentrare il grosso delle proprie forze contro una sola sezione della linea avversaria e, per conseguenza, aveva stabilito di dividere la squadra britannica in due, ingaggiando contemporaneamente il nemico da sopravvento e sottovento.

Sembrerebbe che la possibilità di aggirare la testa della linea avversaria, manovrando nel miglio scarso di acque navigabili – tanto che, nella manovra, il Culloden sarebbe finita in secca – al fine di attaccare i francesi dall’interno della baia, non fosse stata discussa a chiare lettere, ma ne derivò naturalmente… ed i singoli capitani britannici erano pronti a dare decisamente seguito a quelle premesse. Brueys non era pronto a contemplare una simile evenienza e non aveva nemmeno approntato i cavi di tonneggio per orientare con più agio il tiro dei propri vascelli. La squadra francese venne quindi avviluppata dai britannici, ingaggiata da ambo le murate e, nonostante un’ostinata resistenza, distrutta.

Mappa delle posizioni delle navi e dei loro movimenti durante la battaglia del Nilo. Le navi britanniche sono in rosso, le francesi in blu. Le posizioni intermedie delle navi sono mostrate con un colore più chiaro. Basata su una mappa da Intelligence in War di John Keegan, 2003. La battaglia del Nilo o di Abukir fu combattuta dalla sera del 1º agosto alla mattina del 2 agosto 1798 Mappa della Battaglia del Nilo 1798-en.png – Wikimedia Commons

L’ammiraglio Brueys si era orientato in base alla propria esperienza: le sue deduzioni erano ragionevoli, ma non sufficienti a dar conto di un avversario singolarmente aggressivo, al comando di equipaggi e bastimenti scelti fra i migliori a disposizione della Royal Navy. In guerra, “quanto accaduto sino a ieri non è un buon viatico per quanto accadrà domani.
Marco Mostarda
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1. la promozione di Nelson era giunta dopo la battaglia di Capo San Vincenzo
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in anteprima
HMS Majestic nella battaglia del Nilo del 1798, dipinto da Charles Edward Dixon Charles Edward Dixon HMS Majestic Battaglia del Nile.jpg – Wikimedia Commons

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