Recensione: Oltre l’Invisibile di Federico Faggin di Andrea Mucedola

Andrea Mucedola

26 Settembre 2025
tempo di lettura: 6 minuti

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livello medio
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ARGOMENTO: RECENSIONE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: FISICA QUANTISTICA
parole chiave: Coscienza, Faggin
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Recensire un libro come “Oltre l’invisibile” non è semplice, in quanto l’argomento che tratta mette in discussione molte delle nostre convinzioni. Abituati a vivere in un mondo macroscopico, regolato dalle leggi della meccanica classica, la fisica quantistica, nata all’inizio del XX secolo, ha lentamente rivoluzionato la nostra comprensione della realtà in cui viviamo mostrandoci nel microcosmo un universo probabilistico dove gli oggetti possono trovarsi in più stati contemporaneamente ed influenzarsi a distanza. Essa è già alla base di tecnologie reali come i laser, i transistor, la risonanza magnetica e l’informatica quantistica. Sebbene offra prospettive ancora da definire lo sviluppo della fisica quantistica piloterà sempre di più il nostro futuro. La domanda di oggi è però: pur essendo uno dei pilastri della scienza moderna perchè è una delle sfide concettuali più affascinanti? Federico Faggin, scienziato di fama mondiale, dopo aver rivoluzionato la tecnologia moderna con la progettazione del primo microprocessore, si è trovato davanti a una domanda che nessun computer poteva risolvere: che cos’è la coscienza?

Quando Federico Faggin entrò in azienda nei primi anni ’70, Intel era principalmente un’azienda produttrice di chip di memoria. Quando progettò l’Intel 4004, che divenne il primo microprocessore al mondo nel 1971, aprì nuove opportunità e portò Intel a diventare il più grande produttore di chip al mondo, con i microprocessori come core business, 2011 – Autore INTEL free press Federico Faggin.jpg – Wikimedia Commons

Federico Faggin, affermando l’irriducibilità dell’essere umano, sottolinea come segnali elettrici possano solo generare effetti fisici ma mai sensazioni e sentimenti. Ciò che distingue l’essere umano da una macchina è la sua coscienza, quella “pausa di riflessione” caratterizzata dal dubbio e dal libero arbitrio che una macchina non potrà mai avere. Come spiegare quindi la coscienza e il libero arbitrio, elementi spirituali negletti dalla fisica classica? Secondo Faggin una risposta potrebbe venire dalle ricerche di fisica quantistica2 più avanzata, sostituendo il determinismo della meccanica classica con una visione olistica nuova, che ci consentirebbe di rendere la nostra vita più di un brutale meccanismo spazio temporale. In particolare, la coscienza, in una visione quantistica, non sarebbe il frutto di meccanismi cerebrali, un effetto secondario della materia, ma sarebbe l’origine stessa della realtà.

Alla base di tutto esisterebbe l’Uno, una sorta di campo universale, indivisibile e vivo, che contiene ed è tutte le cose. L’Uno si manifesta in tante “parti” individuali, che Faggin chiama seity: ognuna è una piccola unità di coscienza, dotata di libertà e di esperienza soggettiva. Noi, come esseri umani, siamo seity incarnate in un corpo, che Faggin paragona a un “drone” guidato dalla coscienza. In questa visione, l’Uno è un grande organismo in continua evoluzione, che attraverso le sue parti coscienti cerca di conoscere se stesso, mentre materia, spazio e tempo non sono altro che espressioni simboliche di questa evoluzione interiore. Il lettore, attraverso un serie di domande e risposte, entra lentamente in una visione totalmente diversa che va oltre i limiti deterministici della fisica classica, ipotizzando come caratteristiche fondamentali dell’informazione quantistica possano spiegare il libero arbitrio e l’esperienza cosciente altrimenti non giustificabili da leggi matematiche. Nella fisica quantistica, a differenza di quella classica, la realtà diviene olistica, cioè non è composta da parti separabili – come una qualsiasi macchina macroscopica – e per comprenderla dobbiamo considerare l’interconnessione e l’interdipendenza di tutte le sue parti. La cosa davvero affascinante è che, per spiegare questo modello, Faggin sfrutta alcuni principi della fisica quantistica come il teorema della non-clonazione, che afferma che se uno stato quantistico non può essere copiato in modo identico, allo stesso modo, un’esperienza interiore non può essere né duplicata né trasferita, per cui resta unica e privata per chi la vive. Questi principi portano a una conclusione forte: nessuna macchina costruita con la logica classica, per quanto sofisticata, potrà mai avere coscienza. Un computer elabora informazioni ma le sue operazioni sono sempre copiabili e condivisibili, mentre la coscienza resterà sempre intrinsecamente irripetibile.

La teoria di Federico Faggin non è ancora provata scientificamente, ma offre una prospettiva affascinante: da esseri materiali, con un inizio ed una fine, in realtà siamo parte di un Tutto vivo e intelligente, e la nostra esperienza soggettiva non è un’illusione, ma la chiave per comprendere il significato stesso dell’universo. Invito a leggere questo, ammetto, non facile saggio, che fa da ponte tra il mondo interiore e quello esteriore, un insieme complesso di scienza, filosofia e spiritualità che mette in discussione il determinismo materialista, di fatto una triste approssimazione di una realtà che esclude il libero arbitrio, la coscienza e la creatività (ricordo a tal riguardo il classico saggio di Carl Sagan, Broca’s Brain, un manifesto del materialismo deterministico).

In sintesi, uno stimolo a riflettere sulla nostra natura di esseri umani e sul rapporto con il mondo tecnologico che sta sostituendo l’Uomo in molto settori. La teoria della coscienza di Faggin invita a ripensare in maniera astratta la nostra comprensione della realtà, combattendo il materialismo della fisica classica ed aprendo un dibattito, oggi più che mai necessario, sulla natura della coscienza ed il suo rapporto con il determinismo. Un saggio che consiglio di leggere con a fianco un blocco appunti, per fissare i concetti che man mano vengono esplicitati. Le domande ed i dubbi sorgeranno spontanei in quanto questa teoria va di fatto ad opporsi alle teorie studiate ed accettate in precedenza. Ma non è lo scopo della vita porsi dei dubbi?
Andrea Mucedola
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per un richiamo sulla quantistica segui questo link
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Note

1. Federico Faggin, nato a Vicenza, nel 1965 si laureò in Fisica summa cum laude, presso l’Università di Padova e, nel 1968, si trasferì in California, dove vive tuttora. Uno studente geniale che, all’età di 19 anni aveva ha co-progettato e costruito un computer elettronico sperimentale transistorizzato alla Olivetti di Borgo Lombardo (Mi). Assunto alla Fairchild Semiconductors, Faggin sviluppò la tecnologia MOS Silicon Gate (SGT), progettando nel 1968 il Fairchild 3708, il primo circuito integrato commerciale al mondo. La SGT finì per fare quasi tutti i circuiti integrati del mondo, rimpiazzando la tecnologia bipolare che dominava il mercato nel 1968. Nel corso della sua carriera, Faggin ha dato vita a diversi prodotti e tecnologie d’avanguardia, direttamente o attraverso le numerose società da lui fondate e guidate. Qualche dato: Faggin fu assunto all’Intel nel 1970, dove progettò il primo microprocessore al mondo, l’Intel 4004, nel 1971, guidando poi lo sviluppo di tutti i primi microprocessori Intel. Nel 1974 Faggin fondò la sua prima azienda, Zilog, Inc., interamente dedicata al mercato emergente dei microprocessori e dei microcontrollori sviluppando il Zilog Z80 (1976) e il Z8 (1978) restati in produzione fino al 2020. Nel 1982 Faggin ha fondato e diretto Cygnet Technologies, Inc., e, nel 1986, la Synaptics, Inc. che inizialmente sviluppò chip analogici per l’emulazione di reti neurali artificiali e poi introdusse il Touchpad (1994) e il Touchscreen (1999), soluzioni che di fatto hanno rivoluzionato il modo in cui ci interfacciamo con i dispositivi mobili. Nel 1996, Faggin è stato inserito nella National Inventors Hall of Fame ed ha ricevuto molte lauree honoris causa in Informatica e Ingegneria elettronica, tra cui un dottorato in ingegneria elettronica presso la Polytechnic University of Armenia (2012), un dottorato in scienze presso la Chapman University (2013) e un dottorato elettronica presso l’Università di Pisa (2019).
1. Faggin è attualmente presidente a tempo pieno della Federico and Elvia Faggin Foundation, organizzazione no profit dedita allo studio scientifico della coscienza. Innumerevoli i premi e riconoscimenti negli Stati Uniti, Europa e Giappone, tra questi il Marconi Prize (1988), il Kyoto Prize for Advanced Technology (1997), il Lifetime Achievement Award della European Patent Organization (2006) e la 2009 National Medal of Technology and Innovation ricevuta dal presidente Barack Obama. Nel 2019 gli è stato conferito dal presidente Mattarella il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

2. I termini “fisica quantistica” e “meccanica quantistica” sono usati a volte per descrivere la stessa cosa; per semplicità possiamo identificare la fisica quantistica come una branca della scienza che studia teorie come la meccanica quantistica e la teoria dei campi quantistici. La meccanica quantistica può essere descritta come l’insieme dei principi intesi a comprendere il comportamento della materia alla scala subatomica e, non a caso, il termine “quantum” descrive la natura quantizzata o discreta della materia e dell’energia.

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