tempo di lettura: 8 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: mezzi insidiosi, Giappone, Kaiten, Kamikaze
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Alla fine del 1944, la situazione bellica per il Giappone era drammatica; con l’invasione delle Filippine, la marina imperiale giapponese decise di adottare delle tattiche di attacco navali suicide simili a quelle adottate dai kamikaze, i piloti di aerei che sacrificavano la loro vita lanciandosi contro le navi nemiche. Nacquero i kaiten (“ritorno ai cieli”) marinai che guidavano dei siluri modificati contro le navi nemiche, di fatto sacrificando la loro vita nell’azione.

la petroliera Mississinewa, prima vittima dei kaiten
Kaiten: Japan’s Secret Manned Suicide Submarine and the First American Ship It Sank in WWII (kamikazeimages.net)

A scanso di equivoci, vorrei chiarire che la loro azione non può essere comparata a quella dei sommozzatori gamma italiani che con i loro mezzi attaccavano le navi nemiche a cavallo dei siluri a lenta corsa trasportando cariche esplosive che collocavano sotto gli scafi nemici. I kaiten conducevano invece missioni suicide in quanto quei mezzi, in pratica siluri modificati, venivano lanciati sul bersaglio dal pilota che non aveva speranza di salvezza.

Una filosofia quindi totalmente diversa, non di facile lettura in una concezione occidentale, per la quale i piloti dei kaiten erano di fatto dei martiri volontari per la Patria.

type 1 回天 – Wikipedia

La nascita
Lo sviluppo dei kaiten iniziò nel febbraio 1944 ed il primo prototipo (descritto come type 1) venne ultimato in luglio; un impegno bellico non indifferente tanto che il 1 agosto erano state già ordinate le prime cento unità. I progettisti originali, nonché collaudatori dei mezzi, furono i tenenti Hiroshi Kuroki e Sekio Nishina, che persero la loro vita ai comandi dei loro Kaiten durante le fasi preliminari dello sviluppo.

periscopio di un Kaiten mod. 1. sullo scafo il Kikusui, l’emblema speciale della nave d’attacco disegnato sulla versione rettificata del portello superiore del Kaiten di 1a classe.回天 – Wikipedia

Il primo modello Kaiten era basato sul motore del siluro Type 93 al quale era stata aggiunta una sezione contenente il posto di pilotaggio, una zavorra ed il carburante aggiuntivo. La cabina di pilotaggio misurava appena 8,50 metri. Il sistema di navigazione inerziale del siluro venne sostituito con un dispositivo elettrico. Al fine di mirare con maggiore precisione la preda il Kaiten era provvisto di un piccolo periscopio.
Sebbene i primi modelli permettessero al pilota di fuoriuscire dal kaiten subito dopo l’accelerazione finale verso il bersaglio – in maniera similare ai barchini esplosivi italiani – le possibilità di successo erano minime. Il pilota, proiettato in acqua, nella fase finale non aveva nessuna possibilità di essere salvato.

Modelli
Furono progettati cinque modelli, i tipi 1, 2, 4 e 5 basati sul siluro Type 93 da 610 mm, propulso ad ossigeno puro ed il tipo 10 basato sul siluro Type 92 da 533 mm e propulso da un motore elettrico. I tipi 2, 4 e 10 vennero prodotti in piccola quantità e non vennero di fatto mai usati. Non si sa se siano mai stati realizzati prototipi funzionanti del tipo 3, 6, 7, 8 e 9. Di fatto solo il kaiten “Tipo 1” entrò in piena produzione ed utilizzato. Il loro impiego fu responsabile dell’affondamento della petroliera USS Mississinewa e del cacciatorpediniere di scorta USS Underhill. Complessivamente ne furono costruiti 300 esemplari di cui solo cento vennero impiegati in missioni suicide, tra l’altro con un rapporto di successo molto basso.

Vediamo ora gli altri modelli che comunque non riuscirono mai ad arrivare ad una sufficiente maturità.

Il Tipo 2 venne provato solamente in prove all’interno di un bacino di carenaggio negli ultimi mesi del 1944 e di fatto non partecipò mai ad alcuna missione operativa. Dal punto di vista costruttivo il Tipo 2 differiva dal Tipo 1 per l’utilizzo di un nuovo motore che comprendeva serbatoi di perossido di idrogeno nella parte anteriore del siluro e di idrato di idrazina nella parte centrale. Il Tipo 2 venne però sempre afflitto da problemi alla propulsione, legati sia al sistema di raffreddamento ad acqua marina utilizzata sia per le scarse prestazioni.

type 2 回天 – Wikipedia

Il progetto venne quindi abbandonato dopo la sperimentazione dell’unico prototipo. Una caratteristica del tipo 2 era di portare due persone e venne talvolta confuso con i sommergibili tascabili Ko-Hyoteki, usati per gli attacchi contro Pearl Harbor e Sydney.

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Type 4回天 – Wikipedia

Lo sviluppo del Kaiten “Tipo 4″ venne intrapreso all’inizio del 1945 a causa dei problemi riscontarti nel “Tipo 2”. Di questo modello, in totale, vennero realizzati quattro prototipi che non entrarono mai in grande produzione. Rispetto al “Tipo 2” differiva per una modifica all’impianto propulsivo e per una diversa disposizione dei serbatoi di aria e carburante. Per il fatto che le prestazioni si rivelarono molto inferiori alle attese fu abbandonato dopo i primi 50 esemplari prodotti.

Il “Tipo 5” era di fatto identico al Tipo 4 eccetto per una diversa disposizione dei serbatoi d’aria anteriori.

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Type 10 Kaiten – Wikipedia

Ultimo fu il “Tipo 10” derivato dall’abbandono dei precedenti progetti e, probabilmente,  dall’abbondanza di siluri Type 92. Il modello fu progettato per essere utilizzato da postazioni di difesa costiere da impiegare in caso di invasione. Tecnicamente molto più semplice rispetto agli altri, era dotato di un motore elettrico che ne limitava la velocità operativa a 7 nodi, consentendo però un’autonomia di 3,5 km ed un’impiego operativo ad una profondità massima di 20 metri. La testata esplosiva fu ridotta a 300 kg, comunque più che sufficiente per condurre un attacco letale contro le navi avversarie. La fine della guerra decretò la fine dello sviluppo del modello tipo 10 con la produzione di una decina di esemplari.

(da sinistra a destra) i piloti dei Kaiten Ens. Akira Sato, Sub. Lt. Sekio Nishina, Sub. Lt. Hitoshi Fukuda, and Ens. Kozo Watanabe che effettuarono l’attacco contro la Missiwewa dopo essere stati rilasciati dal I-47 Kaiten: Japan’s Secret Manned Suicide Submarine and the First American Ship It Sank in WWII (kamikazeimages.net)

Addestramento
L’isola di Otsushima situata nel mare interno di Seto nella prefettura di Yamaguchi fungeva da base di addestramento e collaudo dei mezzi. I piloti designati erano tutti di giovane età e seguivano un corso articolato in più fasi, teoriche e pratiche, che comprendevano l’uso del periscopio e degli strumenti di navigazione ed esercitazioni di guida su percorsi sempre più complessi fino ad un attacco simulato.

La tattica di attacco
I kaiten venivano avvicinati ai bersagli da un sommergibile madre che ne trasportava 4 o 6. Una volta intercettato il nemico, i kaiten venivano rilasciati ad una distanza di circa 6.500 metri. A questo punto, guidati dai loro piloti, i kaiten si avvicinavano ai loro obiettivi a quota periscopica, effettuando un breve re-targeting a circa mille metri dall’obiettivo, necessario per apportare eventuali correzioni di rotta. Quindi si immergevano per dirigersi sul bersaglio. Una volta lanciato il mezzo, il pilota poteva solo sperare di morire sul colpo … la possibilità di mancare il bersaglio era alta e, non potendo rientrare al sommergibile, una volta esaurito il carburante si sarebbe trovato solo, in pieno oceano. Si pensa che molti piloti kaiten, a quel punto decidessero di auto detonarsi piuttosto che attendere la morte nell’immensità dell’oceano. Il kaiten, di fatto, era un’arma veloce, difficile da controllare e soggetto a variazioni di quota non controllabili. Come tutti i mezzi subacquei dell’epoca non erano scevri da problemi meccanici, tra cui allagamenti del vano di pilotaggio e la tendenza a prendere fuoco a causa delle frequenti perdite di olio.
Una caratteristica dei mezzi era la possibilità di effettuare più corse sul bersaglio; il pilota che mancava il suo target poteva infatti riacquisire il bersaglio, ricalcolarne gli elementi cinematici, ed attaccare di nuovo. Di fatto, vista la scarsa probabilità di successo, molti comandanti dei sommergibili nipponici preferiva l’uso tradizionale delle armi disponibili, impiegando i più efficienti siluri Tipo-93.

USS Underhill, un cacciatorpediniere di scorta classe Buckley, mentre scortava un convoglio al largo di Luzon il 24 luglio 1945, fu colpita da un siluro giapponese “kaiten”, che gli inflisse gravi danni. Nonostante gli sforzi coraggiosi del suo equipaggio di controllare i danni dovuti all’esplosione, la nave venne evacuata e affondò. L’attacco costò la vita a 112 marinai statunitensi
USS Underhill (DE-682) underway, circa in late 1943.jpg – Wikimedia Commons

L’affondamento della USS Underhill
Come ho accennato i risultati dell’impiego dei kaiten furono limitati. Tra di essi ricordo l’attacco contro una nave da guerra americana, la USS Underhill (DE-682), il 24 luglio 1945. La nave, un cacciatorpediniere classe Buckley, era stata consegnata alla Marina statunitense nel 1943 ed aveva servito la maggior parte del conflitto nella Divisione di scorta 56 nell’Atlantico, nei Caraibi e nel mar Mediterraneo. Nel gennaio del 1945, fu trasferita nel Pacifico e assegnata alla 7a flotta. Il 24 luglio stava scortando un convoglio di LST che trasportavano truppe della 96ª Divisione di fanteria dell’esercito dirette nelle Filippine. Nel primo pomeriggio del 24 luglio 1945, mentre era ancora a circa 150 miglia a nord-est di Luzon, il convoglio fu avvistato dal comandante Saichi Oba, al comando del sottomarino giapponese I-53.

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i sommergibili I-53 e I-58 (da sinistra a destra) nella base di Kure, 1945 – Fonte The Maru Special No.111 Imperial Japanese Naval Vessels in postwar Japanese submarines I-53 and I-58 in 1945.jpg – Wikimedia Commons

Il sommergibile giapponese era entrato in servizio nel febbraio 1944 ed apparteneva alla classe dei sommergibili da crociera a lungo raggio. Durante la sua breve vita operativa, l’I-53 aveva partecipato all’operazione “A-Go“, a settentrione delle Isole dell’Ammiragliato, nel maggio del 1944 ed era poi stato assegnato ad est delle Marianne a metà giugno 1944, modificato come battello di supporto per i kaiten. Il suo carico di guerra comprendeva sei kaiten, oltre al suo normale complemento di siluri. Il suo comandante, capitano di fregata Oba, aveva precedentemente comandato numerosi battelli e, sotto il suo comando, l’I-53 aveva preso parte alla seconda missione Kaiten, denominata “Kongo“. In quella operazione non era stato in grado di lanciare nessuno dei quattro kaiten che portava ed era stato costretto a tornare in Giappone. Oba era un valente comandante ed aveva già danneggiato un trasporto ed affondato tre unità logistiche nonchè un cacciatorpediniere utilizzando i suoi siluri. Dopo aver avvistato il convoglio, scortato dal caccia USS Underhill, scoprì che due dei suoi kaiten erano inutilizzabili a causa di un guasto meccanico. Nei rapporti di bordo sembrerebbe Oba decise allora di lanciare i quattro kaiten rimanenti. A sua volta l’USS Underhill iniziò un attacco contro il sommergibile impiegando le sue  bombe di profondità.

Una delle navi trasporto, la LST-991, fu quasi speronata da un kaiten, che passò sotto la sua chiglia senza esplodere; il pilota giappoense invertì la rotta e riuscì a colpire il trasporto nel suo un secondo attacco. Poco dopo, anche il cacciatorpediniere fu colpito da un altro kaiten che lo speronò a prua, appena davanti alla sala macchine n. 1. I risultati furono drammatici: all’effetto dell’esplosione della testata del kaiten si aggiunse l’esplosione simultanea delle caldaie di prua e delle munizioni dei cannoni anteriori da 3 “e da 20 mm. L’esplosione distrusse completamente la nave e la parte anteriore affondò quasi all’istante, senza sopravvissuti. La sezione posteriore del trasporto rimase a galla per un certo periodo ma molti sopravvissuti passarono parecchie ore nelle acque circostanti  mentre le LST e le altre unità di scorta americane continuarono a sparare all’impazzata su gli altri kaiten e sul I-53. In tutto, dei 122 membri dell’equipaggio dell’USS Underhill, circa 190 persero la vita nell’attacco. Il Comandante Oba riuscì a disimpegnarsi e rientrare in porto a Hikari un mese dopo l’attacco all’Underhill. Dopo l’armistizio il sommergibile I-53 fu  affondato dalla US Navy al largo di Goto, Giappone, il 1 aprile 1946.
Andrea Mucedola
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Riferimenti
Per chi volesse approfondire, si consiglia la lettura dei libri Kaiten Weapon (1962) scritto dall’ex pilota kaiten Yutaka Yokota e I-Boat Captain (1976) scritto dall’ex comandante del sommergibile I-47.

 

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