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livello elementare.
ARGOMENTO: STORIA CONTEMPORANEA
PERIODO: XX SECOLO
AREA: US NAVY
parole chiave: Papa Leone XIV, Louis Marius Prevost
Papa Leone XIV ha da poco chiuso l’anno giubilare, ma non la speranza di una pace definita disarmata e disarmante. Di lui si racconta la sua vita religiosa e le sue esperienze missionarie ma poco si dice della sua famiglia, in particolare del padre, insegnante e poi ufficiale della riserva che, dopo aver combattuto la seconda guerra mondiale a bordo di unità da sbarco, tornò alla vita normale, lasciando ai suoi tre figli un’eredità fatta di solidi valori: la fede cattolica vissuta nella quotidianità, l’apertura verso le altre culture, la dedizione alla famiglia ed il senso del dovere. Ce ne parlano Guglielmo Evangelista e Monica Martino.
Louis Marius Prevost
La storia familiare di Papa Leone XIV affonda le sue radici in una stagione segnata da scelte drastiche e da un senso del dovere che attraversò un’intera generazione. Suo padre, Louis Marius Prevost, classe 1920, fu uno dei tanti giovani americani che, all’indomani dell’ingresso degli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale, decisero di lasciare gli studi civili per rispondere all’emergenza bellica. Dopo il percorso in scienze politiche al Central YMCA College di Chicago, nel 1942 chiese di essere arruolato nella Marina e venne inserito nel programma V 7, il corso accelerato con cui la US Navy formava in tempi record gli ufficiali destinati al fronte (la sigla si riferiva alla collocazione gerarchica dei neo-arruolati). Una scelta che lo portò rapidamente dalle aule universitarie alla prima linea del più vasto conflitto del secolo. Si presentò con tutte le carte in regola ed eccellenti presentazioni dei pregressi datori di lavoro (si vede che come quasi tutti gli americani mentre studiava svolgeva anche qualche attività lavorativa). All’atto dell’arruolamento vennero rilevati un peso di 140 libbre (63,5 chilogrammi) e un’altezza di 5,5 piedi (1,68 metri).
Louis Marius Prevost prima della sua nomina ad ufficiale
Il 24 novembre 1943, dopo aver frequentato la Midshipmen’s school di New York (1), ottenne la nomina a Guardiamarina della riserva navale. Venne subito imbarcato sulla LST 286 che il 6 giugno 1944 partecipò all’operazione Overlord, nome in codice di quello che conosciamo correntemente lo come sbarco in Normandia. Dall’estate 1944, sempre imbarcato sulla stessa nave, partecipò anche all’operazione Dragoon che portò allo sbarco alleato lungo le coste della Francia Meridionale.
Alla fine del conflitto venne congedato con il grado corrispondente a quello di Sottotenente di vascello (Lieutenant junior grade – LTJG) e cessò di appartenere alla riserva navale il 31 dicembre 1956. Restituito alla vita civile svolse l’attività di insegnante a Chicago e si spense nel 1997. Louis Marius Prevost visse le tipiche esperienze di routine di guerra che vissero la maggior parte i militari coinvolti nel conflitto. Azioni che spesso non pretendevano vittime, me nemmeno davano l’occasione per tanti eroismi, talvolta inutili e talvolta neppure cercati. La vita militare di Louis Marius Prevost è tutta qui ed è diventata ben nota perché in Italia l’emittente televisiva TV 2000 ha pubblicato, poco dopo la proclamazione a pontefice del cardinale Robert Francis Prevost, Leone XIV, parte delle risultanze degli archivi della Marina statunitense conservati a St. Louis nel Missouri – sede un pò lontana dal mare.
Possiamo comunque aggiungere, per dovere di cronaca e arricchimento culturale, qualche informazione sulla nave su cui era imbarcato, la LST 286. La sigla LST sta per Landing Ship Tank, cioè nave da sbarco carri armati. L’idea di allestire una serie di navi destinate a questo compito nacque nel 1941 e la prima unità del genere fu impostata il 10 giugno 1941 nel cantiere di Newport News. Furono ben 1051 le LST completate. Per la loro quantità, come per tante altre unità della U.S. Navy riprodotte in grande serie, furono contrassegnate solo da un numero: solo molto più tardi le superstiti unità trattenute in servizio ricevettero un nome.
Lente e armate solo per la propria difesa, gli equipaggi consideravano con sfavore queste navi ritenendole un facile bersaglio, ma procedevano ben difese dalle unità che le scortavano ed erano dotate sia di una struttura robusta sia di una grande capacità di galleggiamento cosicché, nonostante qualche fosca previsione, solo pochissime andarono perse per cause belliche.

La LST-286 del guardiamarina Prevost fu impostata il 23 agosto 1943 nel cantiere American Bridge di Ambridge in Pennsylvania (2) ed entrò in servizio l’11 dicembre 1943; inizialmente al comando di Ralph C. Adams partecipò alle già ricordate operazioni connesse allo sbarco in Normandia e successivamente, quando già Louis Marius Prevost non era più imbarcato, fu inviata in Estremo Oriente nell’autunno 1945. L’anno seguente, ritenuta esuberante per le necessità del dopoguerra, venne radiata.
Le caratteristiche di questa serie di LST erano le seguenti:
• Lunghezza: 100 metri
• Larghezza: 15 metri
• Immersione: 4.29 metri
• Dislocamento: 1651 tonnellate
• Dislocamento p.c.: 4980 tonnellate
• Velocità: 13,5 nodi
• Equipaggio: 117 (di cui 13 ufficiali)
• Armamento: 6 mitragliere da 40 millimetri e 12 mitragliere da 20 millimetri.
Una curiosità
Una delle navi di questa serie, l’LST 32, denominata Alameda County, fu ceduta alla Marina Italiana dove prestò servizio con il nome di Anteo con distintivo ottico A 5306 restando in servizio una quindicina d’anni.

Oltre alle notizie generiche e ripetitive presenti in rete, merita di essere segnalata l’informazione pubblicata dal Chicago Tribune il 13 maggio 1945, in uno degli abituali articoli dove venivano seguiti i concittadini sotto le armi. L’articolo riportava che Louis Marius Prevost, promosso Sottotenente di vascello, aveva avuto l’incarico di Executive Officer, sostanzialmente Comandante in seconda, sulla LST 286 e che avrebbe anche avuto in Mediterraneo il comando anche della LCI(L) 188 (Infantry Landing craft Large), un tipo di imbarcazione per lo sbarco delle truppe.

Si trattava di piccole unità destinate a operazioni di breve raggio e non era raro, come era prassi nella Marina statunitense, affidare a giovani ufficiali, una volta maturata un minimo di esperienza, incarichi di maggiore responsabilità. La LCI (L) 188, un’unità minore di 236 tonnellate, era veterana degli sbarchi in Sicilia e a Salerno.

La parabola militare di Louis Marius Prevost si inserisce quindi nel grande mosaico di una generazione che visse la guerra senza clamori, spesso nell’ombra di incarichi quotidiani, ma non per questo meno decisivi. Le sue traversate sull’LST 286, le operazioni anfibie in Europa, il ruolo di Executive Officer e il comando della LCI(L) 188 raccontano un percorso fatto di responsabilità crescenti, affrontate con la naturalezza di chi, in quegli anni, non si chiedeva se fosse pronto, ma semplicemente rispondeva alla necessità del momento. Terminato il conflitto, Prevost tornò alla vita civile senza cercare riconoscimenti: scelse l’insegnamento, quasi a voler restituire alla società ciò che la guerra gli aveva insegnato. Solo oggi, grazie alla riemersione dei documenti d’archivio e all’attenzione suscitata dalla figura di suo figlio, questa storia riacquista voce. Non per celebrare un eroe, ma per ricordare un uomo comune che attraversò un tempo straordinario.
In questo senso, la vicenda di Louis Marius Prevost non è soltanto un capitolo biografico: è una lente attraverso cui leggere la sobrietà, la disciplina e la forza silenziosa di un’intera generazione. Una memoria che arricchisce, con discrezione, anche il profilo umano di Papa Leone XIV.
Guglielmo Evangelista e Monica Martino
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in anteprima foto della pratica personale del giovane midshipmen Louis Marius Prevost, conservata al Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale di New Orleans First American Pope Is the Son of a D-Day Veteran | The National WWII Museum | New Orleans
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Note
1) Le Midshipmen’s schools erano sei e si trovavano a New York, Ithaca (N.Y.) Plattsburg (N.Y.) Chicago, Notre Dame (Ind.) e presso l’Accademia Navale di Annapolis.
2) La città si trova sul fiume Ohio, ma durante il secondo conflitto mondiale molti cantieri delle acque interne furono attrezzati per la costruzione di navi destinate alla navigazione marittima.
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