Le opere marittime di Traiano

Domenico Carro

9 Luglio 2023
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA ROMANA
PERIODO: I SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Traiano

I porti
La politica di Traiano nel campo delle opere pubbliche fu sempre improntata ad una visione alta e lungimirante. Anche nello specifico settore delle opere marittime, la razionalità, la grandiosità e la bellezza delle realizzazioni maggiori sono talmente note da rendere qui superflua una illustrazione particolareggiata. Mi limiterò pertanto ad una sommaria rassegna delle innovazioni più importanti e significative per i porti ed i canali navigabili. Iniziamo dunque dal porto marittimo di Roma, il Portus Augustus (o semplicemente Portus), che, costruito da Claudio ed inaugurato da Nerone, venne completato da Traiano con lo scavo dell’ampio e mirabile bacino esagonale, divenendo in tal modo il più grande e ricettivo porto artificiale dell’antichità classica, nonché il punto d’arrivo privilegiato di tutte le rotte marittime votate all’approvvigionamento di Roma.

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la pianta del porto esagonale di Traiano vista dall’alto interno al porto Claudio – Fonte e autore Forma mentis File:Porto Esagonale di Traiano.jpg – Wikimedia Commons

Lo stesso principe volle altresì costruire ex novo il porto di Centumcellae, odierna Civitavecchia, replicando concettualmente, sia pure in scala ridotta, il modello del Portus Augustus, basato su di un ampio bacino esterno protetto da una diga foranea ed un più piccolo bacino interno (l’attuale “Darsena romana”) perfettamente riparato in qualsiasi situazione meteomarina. Si trattava peraltro del modello già da tempo sperimentato con il Portus Iulius e con la base navale di Miseno, entrambi realizzati sotto gli auspici di Marco Agrippa sfruttando le caratteristiche morfologiche della zona flegrea.

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Arco onorario dedicato all’imperatore Traiano, porto di Ancona – Dipinto di Antonio Balestra (1690)Antonio Balestra – Veduta di Ancona – 1690 circa – collezione privata.JPG – Wikimedia Commons

Un ulteriore impegno dell’Optimus Princeps per il potenziamento della portualità marittima fu a favore di Ancona, com’è stato illustrato sull’iscrizione del locale Arco onorario dedicato « all’imperatore Traiano, … vincitore dei Daci, … perché restituì ai naviganti l’ingresso d’Italia più sicuro, avendo ampliato anche questo porto con il suo denaro. » In previsione dell’aumento del traffico marittimo assorbito dal Portus Augustus e del conseguente incremento dell’afflusso di merci a Roma, Traiano provvide anche al totale rifacimento delle banchine del porto fluviale dell’Urbe, che si estendeva lungo le sponde del Tevere a valle dell’isola Tiberina, non solo fino alla zona dell’Emporium, ma anche molto oltre (quasi fino all’altezza dell’odierno EUR). E’ quanto risulta ora dall’archeologia, poiché tutti i tratti di banchina che sono stati finora rinvenuti e che è stato possibile indagare presentano le caratteristiche tipiche dell’architettura dell’epoca traianea.

I canali navigabili
Fra i numerosi canali navigabili realizzati dai Romani, quelli attribuiti a Traiano hanno tutti avuto una spiccata rilevanza, ad iniziare dalla Fossa Traiana più vicina a noi: il canale scavato per congiungere il Portus Augustus al Tevere – e quindi a Roma – divenendo il ramo settentrionale del delta del fiume. Un altro canale noto come Fossa Traiana o Amnis Traiani fu quello che, partendo dal vertice del delta del Nilo andava a sfociare nel mar Rosso dopo aver attraversato i laghi Amari. Esso era stato scavato a più riprese a partire dall’epoca dei Faraoni fino al regno di Tolomeo II, ed era ancora parzialmente percorribile all’epoca di Augusto, secondo quanto riferì Strabone. Negli anni successivi non fu più idoneo per la navigazione, ma servì forse solo per l’irrigazione ma Traiano lo fece scavare ex novo, assicurandone anche la protezione e la manutenzione, tanto che l’opera risultò ancora utilizzabile fino agli anni della decadenza bizantina.

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Ritratto di Roma antica : nel quale sono figurati i principali tempi, teatri, anfiteatri, cerchi, naumachie, archi trionfali, curie, basiliche, colonne, ordine del trionfo, dignità militari, e civili, riti cerimonie, & altre cose notabili : aggiuntovi di nuovo le vite, & effigie de’ primi re di essa, e le grandezze dell’Imperio Romano, con l’esplicationi istoriche de’ più celebri antiquari, 1654 – Autore Filippo de’ Rossi, fl. 1645 Ritratto di Roma antica – nel qvale sono figvrati i principali tempij, theatri, anfiteatri, cerchi, naumachie, archi trionfali, curie, basiliche, colonne, ordine del trionfo, dignita militari, e (14779436634).jpg – Wikimedia Commons

Il terzo importante canale di cui si è occupato Traiano è stato quello che era stato anticamente scavato dagli Assiri per mettere in comunicazione l’Eufrate con il Tigri nel punto in cui i due fiumi si avvicinano di più, a monte di Ctesifonte e Babilonia. Poiché questa opera, chiamata Naarmalcha (fiume dei re o Canale Regio), era divenuta inservibile, l’imperatore fece scavare un nuovo canale che venne successivamente utilizzato da Settimio Severo e da Giuliano nelle loro guerre contro i Parti e contro i Persiani. Va infine ricordato anche un progetto di canale che Plinio il Giovane, quando era governatore della Bitinia, volle portare all’attenzione dell’imperatore. Egli intendeva infatti mettere in collegamento con il mare il lago che bagnava la città di Nicomedia. Traiano valutò interessante quella proposta e promise l’invio di un suo tecnico per effettuare le misurazioni preliminari.

Fine Parte  – continua

Domenico Carro

 

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