Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

che tempo che fa

Per sapere che tempo fa

Per sapere che tempo fa clicca sull'immagine
dati costantemente aggiornati

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Il nuovo concetto strategico della NATO: gli aspetti marittimi

Reading Time: 13 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: NATO
parole chiave: Concetto strategico della NATO, sicurezza marittima

 

Si è appena concluso il quarantesimo vertice NATO a Madrid che ha stabilito il nuovo Concetto strategico dell’Alleanza Atlantica. Quest’articolo vuole essere un chiarimento alle tante fake news che per motivi diversi stanno affollando il web. Qualcuno si sentirà toccato ma certa stampa sensazionalistica dovrebbe sapere quello che scrive ovvero far scrivere i propri articoli da giornalisti seri o da persone che sanno quello che dicono. In caso contrario non si fa che alzare un polverone mediatico che non serve a nessuno, se non a vendere i giornali … ma questo non dovrebbe essere l’attenzione maggiore per i direttori della carta stampata.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è madrid-nato-summit-2022.jpg

Innanzitutto chiariamo che cos’è il “Concetto strategico della NATO”
Si tratta di un documento politico-strategico con cui periodicamente l’Alleanza Atlantica (NATO) ridefinisce il suo ruolo e le sue funzioni alla luce dei cambiamenti occorsi nello scenario internazionale dopo l’approvazione del precedente documento. 

Il Concetto Strategico si basa sul lavoro di centinaia di specialisti civili e militari che elaborano l’evoluzione politica, economica e militare mondiale, in particolare delle aree in cui la NATO ha una presenza ed interesse costante. Da questo documento, che viene poi approvato a livello politico dalle Nazioni, derivano diversi documenti che vanno a modificare la struttura stessa dell’Alleanza. Fra i più importanti il NATO Defence planning, ovvero la pianificazione della Difesa delle Forze dell’Alleanza, che deve essere necessariamente aggiornata periodicamente in relazione all’evoluzione della situazione politica e delle possibili minacce future.

Premesso quanto sopra, va compreso che non si tratta di imposizioni da parte di Paesi dell’Alleanza sugli altri, né di forzature legate all’ultimo momento ma di analisi approfondite che sono continuamente aggiornate al fine di fornire valutazioni quanto più scevre da interessi personali. Non a caso si utilizza il termine unfettered military advice (consulenza militare senza restrizioni politiche). Negli ultimi anni questo ha comportato talvolta posizioni in contrasto con quelle dei Paesi in possesso di armi nucleari (Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia) risolte attraverso mediazioni politiche lunghe e meticolose, ricorrendo a volte al diritto di veto che ogni Paese NATO può applicare in extremis.

Questo è il punto forte ma anche debole dell’Alleanza: forte perché ogni alleato ha modo di far sentire la sua voce, debole perché la rapidità decisionale dell’Alleanza è minore a fronte di quella di Superpotenze che si prospettano come possibili avversari futuri.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Tomahawk-scaled-1-1024x768.jpg

lancio di un missile Tomahawk

Una logica conseguenza di un processo continuo
Per quanto possa sembrare strano, sebbene i Capi di Stato e di Governo dei Paesi alleati della NATO si siano riuniti a Madrid in un momento critico per la sicurezza e la stabilità internazionale, quello che è avvenuto è la logica conseguenza dei mutamenti politici di questi ultimi dieci anni (anche se già 15 anni fa si potevano intravedere).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è firma-pfp-russia-nato-1024x621.jpg

NATO–Russia Council, nato il 28 maggio 2002, permise lo sviluppo di aree di cooperazione congiunte per collaborare alle sfide del III millennio

Dopo l’11 settembre 2001, la NATO e la Russia incominciarono a riunirsi periodicamente realizzando numerose conferenze per armonizzare le policy comuni ed identificare un cammino comune. Basti nominare la dichiarazione comune dopo l’incontro di Roma (Rome Declaration), in cui fu deciso di intensificare la cooperazione, includendo lo sviluppo di uno studio congiunto per determinare la minaccia terroristica nella regione euro-atlantica. La creazione del NATO–Russia Council, il 28 maggio 2002, permise lo sviluppo di aree di cooperazione congiunte in campi fino ad allora mai immaginati o sperati, di comune interesse ed intese a favorire la fiducia comune al fine di ottenere una pace duratura e un disarmo bilaterale.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è RUSSIAN-SHIP-THE-MOSCOW-TIME.jpg

navi russe durante una prova per la parata del Navy Day a Sebastopoli, Crimea, il 24 luglio 2015 REUTERS/Pavel Rebrov

In estrema sintesi, in quegli anni avvenne un grande cambiamento nell’orientamento politico della NATO, legato alla presunta riapertura della Russia verso l’Occidente che, da possibile avversario, si stava trasformando in un partner importante per affrontare le sfide del futuro. La sensazione intorno ai tavoli dei gruppi di lavoro NATO di Bruxelles era in realtà meno fiduciosa di quella prospettata dall’onda politica, già orientata verso la globalizzazione e agli interessi economici. In realtà le delegazioni russe erano sempre molto cortesi ma relativamente aperte. Furono creati manuali bilingue per facilitare la cooperazione e programmate esercitazioni congiunte. Sembrava che anni di reciproche paure stessero finalmente cambiando, Poi, improvvisamente un vento freddo soffiò nuovamente dalla Siberia. I comunicati russi divennero sempre più distanti e discutibili azioni militari effettuate in Paesi, secondo Mosca, di loro influenza suscitarono le prime proteste diplomatiche occidentali che culminarono con un lento raffreddamento del partenariato Russia-NATO. Improvvisamente il vaso di cristallo si incrinò con l’intervento russo in Georgia del 2008 e i conseguenti metodi repressivi impiegati che richiamarono alla memoria le tristi politiche non democratiche dell’era sovietica. Iniziò così un raffreddamento delle relazioni con l’Alleanza che decise di sospendere ogni cooperazione pratica nel 2014, dopo l’annessione unilaterale da parte della Russia della Crimea.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è nave-da-guerra-russa-nella-baia-sebastopoli-crimea-38821630.jpg

navi russe a Sebastopoli, in primo piano il caccia Smetlivy, Crimea

Ciononostante, l’Alleanza convenne di mantenere aperti i canali di comunicazione nel Consiglio di partenariato euro-atlantico per consentire uno scambio di opinioni, in primo luogo proprio sulla crisi in Ucraina. Per quanto se ne dica, avvennero diverse riunioni del Consiglio NATO-Russia (come concordato al Summit di Varsavia nel luglio 2016): tre nel 2017, due nel 2018 e due nel 2019. L’ultima riunione si svolse il 12 gennaio 2022.

La questione Ucraina e le motivazioni di Mosca hanno portato ad una amara constatazione: dopo una ventina di anni in cui si intravedeva una svolta della Russia verso una dimensione europea con la quale condivide comuni radici, il seme del comunismo sovietico aveva ridato i suoi frutti, rinvigorito da un Occidente apparentemente indebolito.

Le motivazioni russe di una NATO aggressiva, premente ai confini della Russia con il suo potenziale offensivo, possono convincere solo chi non è un addetto ai lavori o chi, per motivi personali, ne vuol fare un uso politico. In realtà, leggendo i rapporti pubblici delle riunioni NATO si evince che la realtà è ben diversa.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani.jpg

esercitazioni congiunte NATO-Russia … torneranno mai quei tempi? . photo credit NATO

La NATO in una cosa non è cambiata: continua ad essere un Alleanza politico militare difensiva nell’interesse comune a cui i membri, sopravvissuti dalle ceneri dell’ultima guerra mondiale, si sono affidati condividendone i valori occidentali. Un’occasione che Mosca ha perso per il suo sogno neo zarista di una grande nuova Russia che mal si adatta al III millennio. Di fatto l’equilibrio mondiale ha fatto un passo indietro mettendo le Nazioni di fronte ad un equazione impossibile da risolvere: come accettare che un Paese invada un altro Paese per motivi politico economici giustificando la sua azione con motivazioni anacronistiche.

In realtà, con la guerra in Ucraina, Putin ha conseguito due importanti risultati: rafforzare l’Unione Europea, da sempre logorata internamente fra interessi economici francesi e tedeschi (e prima anche britannici), e far accorrere sotto l’ombrello NATO due Paesi nordici di grande importanza strategica, la Finlandia e la Svezia.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è madrid-summit-erdogan.jpg

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, al centro, stringe la mano al ministro degli Esteri svedese Ann Linde accanto al segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, secondo da sinistra, al presidente finlandese Sauli Niinisto, terza a destra, e al primo ministro svedese Magdalena Andersson dopo aver firmato un memorandum in cui la Turchia accetta di l’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO a Madrid, Spagna, martedì 28 giugno 2022. La Turchia ha tolto le sue riserve per l’entrata dei due membri in cambio del riconoscimento del ruolo terroristico del PKK da parte dei due Paesi (Foto AP/Bernat Armangue)

Vediamo ora che cosa è successo al Summit di Madrid
Ripartiamo da questo concetto: la NATO è un’alleanza politico militare che ha lo scopo di garantire la libertà e la sicurezza degli alleati su valori occidentali per la salvaguardia dell’ordine internazionale basato su regole condivise.
Va compreso che il concetto di sicurezza internazionale prevede l’integrazione con tutti i possibili partner ovvero anche con altri Paesi (non necessariamente dell’Alleanza) e organizzazioni internazionali come l’Unione Europea e le Nazioni Unite affinché siano rispettate le libertà comuni che includono le attività commerciali, il rispetto dei diritti umani, la riduzione del rischio terroristico, la lotta contro i cambiamenti climatici, etc.

Nel III millennio le prospettive di una pace augustea sono molto lontane. Il multipolarismo crescente fa i conti con le politiche che si sono prolungate dal secolo scorso. Con la fine degli imperi coloniali e la caduta dei totalitarismi il mondo è in realtà scivolato in un periodo di speranza ma anche di crescente incertezza. Nuovi poteri, talvolta transnazionali, si sono lentamente infiltrati in vaste aree del mondo, favoriti dalla globalizzazione, sostituendosi ai precedenti e creando le radici di nuove instabilità. Anche nella vecchia Europa, al termine della sanguinosa ultima guerra nei Balcani, si sarebbe dovuta maturare una politica più vicina alle sue radici comuni ma persistono ancora aspirazioni politiche ottocentesche, sostenute da classi dirigenti che hanno perso la moralità e l’etica che avrebbe dovuto sostenere un nuovo ordine mondiale. La visione statunitense e quella europea in realtà differiscono in molti punti ma, proprio grazie all’Alleanza Atlantica, si sono amalgamate in una visione comune modulandosi nel tempo a vicenda.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è MULTIPLE-FUTURE-PROJECT.png

Un passo sempre più necessario in quanto il futuro è tutt’altro che roseo; come previsto nel 2009 dal Multiple Futures Project (MFP), condotto dall’Allied Command Transformation (ACT), un’analisi di come potrebbe essere il mondo nel 2030 e sulle implicazioni per l’Alleanza, si sta definendo un nuovo multipolarismo che vede sempre più sistemi regionali espandersi verso gli altri continenti nella consapevolezza che chi potrà controllare le risorse controllerà il mondo. Tutto questo in un mondo affetto da cambiamenti climatici, squilibri sociali, differenze sempre maggiori evidenziate dalla globalizzazione. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è multiple-futures-l.jpg

Un Concetto Strategico non nuovo ma aggiornato alla situazione reale
Il nuovo Concetto Strategico, sintetizzato in ventidue punti, di fatto ribadisce fondamentalmente i tre pilastri della politica atlantica:
– deterrenza e difesa, un ampio concetto basato sull’articolo 5 che implica una difesa comune in caso di eventuali aggressioni esterne;
– prevenzione e gestione delle crisi;
– sicurezza comune basata sulla cooperazione.

La maggiore novità, in realtà un passo indietro nel passato, è la soggettivazione della minaccia, identificata principalmente con la Federazione Russa, che era stata prima oscurata dal politically correct degli ultimi vent’anni.

In estrema sintesi, i Capi di Stato a Madrid hanno affermato all’unisono di voler vivere in un mondo in cui sovranità, integrità territoriale e diritti umani siano rispettati. Dove ogni membro possa scegliere il proprio percorso, libero da coercizione o aggressioni esterne restando fermamente impegnati nei confronti delle finalità e dei principi del Carta delle Nazioni Unite e del Trattato del Nord Atlantico. Per quanto sopra l’aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina ha infranto la pace e alterato gravemente la sicurezza comune, con ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario e atrocità che hanno causato e causano sofferenze che perdureranno nel tempo.

Ben altro tono rispetto al divieto di fare anche solo accenni a scenari operativi legati all’era sovietica, trasformando le pianificazioni a scenari da Paesi del Monopoli. L’avversario è tornato ad essere la Russia, almeno fino a quando non tornerà a più miti consigli. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è russia-putin-flotta.jpg

Purtroppo gli ultimi eventi hanno rivelato che l’area euro-atlantica è a rischio e la NATO non può accettare in silenzio violazioni alla sovranità si Paesi limitrofi. Nonostante non interessi un Paese NATO (cosa che causerebbe i presupposti di una risposta militare della NATO) il rischio è elevato.

La Federazione Russa ha violato le norme e principi che contribuiscono ad un ordine di sicurezza europeo stabile. Le continue dichiarazioni da parte di Mosca contro la sovranità e l’integrità territoriale degli Alleati sono di fatto una sfida alla sicurezza mondiale.

Agli aspetti mediatici si uniscono tentativi di interferire nei processi democratici e nelle istituzioni dei Paesi dell’Alleanza, mettendo a rischio la sicurezza sociale, conducendo attività dannose nel cyberspazio, promuovendo campagne di disinformazione, strumentalizzando la migrazione, manipolando l’accesso alle fonti energetiche ed impiegando la coercizione a fini politici. Si tratta di azioni deliberate e pianificate attentamente per espandere capillarmente il controllo sulle aree di interesse economico, non disdegnando l’uso della forza per perseguire la propria politica internazionale e destabilizzando i Paesi confinanti con i Paesi dell’Alleanza. Da un punto di vista marittimo, incrementando la capacità di contrastare la libera navigazione nel High North, e nel mar Baltico, mar Nero e Mar Mediterraneo.

La NATO ha comunque ribadito di non voler ricercare il confronto con la Federazione Russa con la quale, comunque, resta disponibile a mantenere aperti i canali di comunicazione per gestire e mitigare i rischi, prevenire escalation pericolose, aumentando la trasparenza reciproca.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è sof.jpg

UK Marine partecipano all’esercitazione di sbarco Joint Warrior, una delle maggiori del suo genere che ha coinvolto 11.600 militari provenienti da 17 nazioni – credit Royal Marine Corp

Altro fattore è l’impegno nella lotta al terrorismo, tutt’altro che dimenticato, in tutte le sue forme e manifestazioni. Minacce asimmetriche dirette alla sicurezza, alla pace e alla prosperità internazionali che trovano linfa vitale nelle aree di maggiore instabilità in Africa e Medio Oriente,  incidendo sulla sicurezza globale e dei Paesi NATO. Contrabbando e pirateria sono solo alcuni aspetti esteriori ma dietro ci sono organizzazioni criminali e talvolta rogue nation. In particolare, il lato meridionale, con le regioni del Medio Oriente, del Nord Africa e del Sahel, è foriero di importanti implicazioni demografiche, economiche e politiche, rese ancora più gravi dall’impatto dei cambiamenti climatici e dalle emergenze sanitarie tuttora in corso. In quelle aree la presenza russa e cinese è considerevole. Questa situazione, non nuova, fornisce terreno fertile per la proliferazione di gruppi armati, comprese le organizzazioni terroristiche, contribuendo all’azione subdola ma già destabilizzante da parte di Paesi concorrenti strategici.

Il potenziale uso di armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari contro i Paesi NATO rimane una minaccia per la sicurezza. Di fatto Iran e Corea del Nord continuano a sviluppare i loro programmi nucleari e missilistici mentre Siria, Corea del Nord e Federazione Russa, insieme ad attori non statali, hanno fatto recentemente ricorso all’uso di armi chimiche. Non ultima la Repubblica popolare cinese (RPC) che sta espandendo rapidamente il suo arsenale nucleare, non mostrando un reale interesse alla riduzione degli arsenali e sviluppando sistemi sempre più sofisticati. Le sue ambizioni politiche sfidano gli interessi, la sicurezza ed i valori occidentali mettendo a dura prova le alleanze nell’Indo Pacifico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è nato-russia-cina-1024x576.jpg

Cina e Russia, un’Alleanza possibile?

Sebbene apparentemente al di fuori delle aree di competenza dell’Alleanza, da tempo la politica espansionistica cinese in Africa e nell’Indo Pacifico, mirata al rafforzamento della via della seta, è considerata un potenziale pericolo per gli Alleati. In particolare, destano preoccupazione la ricerca per il controllo dei settori chiave tecnologici e industriali, delle infrastrutture critiche esistenti (se non costruendole ex novo in luoghi strategici) e l’approvvigionamento di materiali strategici per l’industria tecnologica (terre rare). Non ultima la partnership strategica tra la Repubblica popolare cinese e la Federazione russa nel campo militare che potrebbe aiutare le due superpotenze a superare il gap tecnologico con l’Occidente.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è CYBER-SEC-1024x698.png

Nel concetto strategico viene citato il ciberspazio, ormai considerato un campo di contrasto tutt’altro che virtuale. Azioni dirette contro infrastrutture critiche, servizi governativi, prelievo di informazioni personali sono minacce reali, presenti e non trascurabili. Potenziali avversari stanno investendo in tecnologie che potrebbero anche limitare la nostra libertà di operare nello spazio, degradando la funzionalità dei satelliti di comunicazione, compromettendo la nostra sicurezza comune. Basti pensare la capacità di bloccare ospedali, aeroporti, hub marittimi e sistemi di navigazione globali come il GPS.

Non ultimo, il nuovo Concetto Strategico cita il cambiamento climatico definito “una sfida determinante del nostro tempo, con un profondo impatto sulla sicurezza degli Alleati”, essendo di fatto un moltiplicatore di crisi e minacce. L’aumento delle temperature provoca l’innalzamento differenziato dei livelli del mare, favorisce incendi ed eventi meteorologici che diventano più frequenti ed estremi. Questo comporterà una trasformazione delle forze NATO che dovranno adeguarsi alle nuove esigenze per poter operare più efficacemente nelle missioni di soccorso anche nelle condizioni climatiche più estreme.

In sintesi, il summit di Madrid si chiude con un forte messaggio che conferma il ruolo della NATO per la sicurezza euro-atlantica, garantendo un futuro di pace, libertà e prosperità attraverso lo sviluppo dei suoi pilastri fondamentali che restano le priorità per il futuro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è mediterranee_et_mer_noire_.png

l’importanza degli equilibri navali nel Mediterraneo orientale e nel mar Neero – fonte Le monde diplomatique

Quali sono le possibili ricadute nel campo della sicurezza marittima nel Mediterraneo?
La domanda che ci dobbiamo porre è quali saranno le implicazioni per la sicurezza marittima. Considerando le acque di interesse specifico per la NATO, dal Nord Atlantico fino al Mediterraneo, la presenza di gruppi navali di possibili avversari richiede un incremento delle capacità di ricognizione e sorveglianza. In particolare la presenza russa navale nel Mediterraneo si è incrementata dal 2013, con la formazione della Pyataya Eskadra (Quinta Squadra della Marina russa nel Mediterraneo), dislocata nel porto siriano di Tartous. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è MTF-Map-1024x815.png

A seguito dell’invasione dell’Ucraina questa presenza è di fatto cresciuta (rinforzata da unità della Flotta del Baltico) e unità sono state dispiegata in parte nel Mar Nero. La Pyataya Eskadra è composta da numerose unità, tra cui due sottomarini classe Kilo, due cacciatorpediniere classe Udaloy, due fregate tipo Gorshkov e Grigorovich ed alcune navi ausiliarie, alle quali si sono aggiunti due incrociatori classe slava (il Varyag proveniente dal Pacifico e il Maresciallo Ustinov dal mare del Nord). 

A fronte delle unità NATO presenti nel mare nostrum, la minaccia è da considerarsi seria, per la loro capacità offensiva missilistica, anche se si ritiene che la superiorità tecnologica delle forze NATO potrebbe essere in grado di contrastarle in maniera preventiva. Ma esiste il rischio della possibilità di installazione di nuove basi in Libia e della creazione di zone difese da sistemi antiaerei e antinave in grado di interdire aree adiacenti, rendendo così difficoltosa la navigazione alleata. In altre parole, Mosca potrebbe ottenere due obiettivi, già presenti nella dottrina sovietica durante la guerra fredda, ovvero la capacità di impegnare le forze marittime NATO il più lontano possibile dal bacino del Mar Nero (da sempre considerato un mare vitale per la Russia) e mantenere una capacità missilistica marittima in grado di colpire obiettivi sul fianco sud della Nato.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è navi-russe-2.jpg

Sulla base dei risultati marittimi nella guerra in corso contro l’Ucraina, la Voenno-morskoj flot non ha brillato per cui il gap tecnologico appare ancora a vantaggio della NATO. Non è una cosa nuova visto che da anni la marina russa sta continuando a privilegiare nelle sue nuove costruzioni capacità missilistiche offensive, massimizzando la potenza di fuoco dei sistemi già esistenti. Casus belli è l’installazione di sistemi missilistici Kalibr, già visti in azione in Siria e in Ucraina, e lo sviluppo di nuovi missili ipersonici. Armi che oltre alla loro capacità offensiva hanno un significato di deterrenza sia contro obiettivi terrestri che navali dell’Alleanza. 

A seguito del nuovo Concetto Strategico del Summit di Madrid i pianificatori navali avranno molte cose da valutare e riallineare ma potranno contare su due importanti valori aggiunti: la presenza nell’Alleanza di due nuovi Paesi tecnologicamente evoluti e le esperienze della guerra in corso che hanno mostrato molti punti su cui lavorare con la speranza che il buon senso ritorni presto.

Andrea Mucedola

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

print

(Visited 150 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

18 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »