Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Il futuro del motore marino: elettrico, ibrido o idrogeno? – parte II

Reading Time: 5 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: MOTORI MARINI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: motori, diporto   
.  

A questo punto vi domanderete, nella navigazione da diporto cosa conviene?
Se con la nostra barca a vela facciamo navigazioni più o meno lunghe la scelta è una questione di stile: se siamo pronti ad accendere il motore ogni volta che il vento non ci offre la condizione di velocità o di rotta o di sbandamento ideale, allora scegliamo l’ibrido ed i vantaggi della propulsione elettrica. Se invece amiamo la vela anche a 2 nodi scegliamo un modello con la funzione di ricarica in trascinamento per dare energia alle batterie ad ogni bordo!

Il motore elettrico “puro” è un motore che per funzionare usa delle batterie e queste, a loro volta, possono essere ricaricate da una rete elettrica quando siamo ormeggiati in banchina, quando andiamo a vela (se previsto), da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, ecc..).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è folding-propeller-1024x534.jpg

Il motore ibrido è invece quel sistema che si sposta grazie ad un motore elettrico, ma per la ricarica delle batterie conta anche su un gruppo elettrogeno (chiamato genset ) oppure, in alternativa, su un motore diesel in linea d’asse con quello elettrico che può essere vincolato o svincolato da quest’ultimo; ne risulta in questo caso che posso andare a motore, ad elettrico oppure a motore più elettrico per avere maggior potenza.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è blue-hybrid-morore-da-diporot.jpg

Il Genset gira ad un basso numero di giri ed è ottimizzato per dare a quel numero di giri la massima efficienza (in termini di corrente) e il minor rumore/vibrazione, consumo di carburante ed, inoltre, si può isolare acusticamente in maniera sorprendente.

Prima di capire cosa ci conviene installare, dobbiamo fare il punto sulle batterie che sono un pò come il serbatoio del motore che siamo abituati ad usare: più è grande, più abbiamo autonomia, ma più risorse dobbiamo spendere per fare il pieno! In base al tipo di imbarcazione e al numero di batterie a bordo, il motore elettrico presenta tempi di ricarica e di autonomia differenti. Generalmente una batteria permette di navigare per un ora e richiede una o due ore per ricaricarsi. La ricarica può essere effettuata in banchina, con una presa della corrente, ma anche in movimento. Mentre è in funzione il motore diesel, infatti, quello elettrico inverte il suo funzionamento e si trasforma in un generatore in grado di autoalimentare le batterie.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ibrido-2.jpg

Il costo del motore ibrido supera ad oggi di 10-15 mila euro quello tradizionale. Attualmente sono stati commercializzati circa dieci prototipi, la diffusione del prodotto è stata limitata principalmente a causa della forte crisi che ha colpito il settore nautico negli ultimi anni. Tuttavia, i segnali di ripresa del mercato hanno spinto le aziende a portare avanti i progetti. Il sistema ibrido offre dunque la possibilità di coniugare in un unico mezzo i vantaggi di un motore diesel:  velocità, potenza e ampia autonomia e quelli di uno elettrico: zero emissioni, nessun rumore e ridotta generazione di moto ondoso. L’imbarcazione può passare facilmente da una modalità all’altra mentre è in movimento e transitare anche in aree marine protette senza impattare sull’ambiente. Infine, durante gli spostamenti con il motore tradizionale, quello elettrico è in grado di autoalimentarsi, azzerando i tempi di inattività dovuti alla ricarica in banchina.

Sebbene passare all’elettrico, rappresenta il futuro, per scelta ideologica e responsabile, o per valutazioni di tipo economico sul lungo periodo (zero costi di manutenzione e di carburante), ad oggi i costi di installazione (ri-motorizzazione) nel parco nautico esistente del diporto a vela, costituito per il 70% da piccole e medie imbarcazioni datate, non determinano dei vantaggi immediati nella previsione di vita delle stesse nate negli anni 80-90 ed ancora naviganti. Bensì il vantaggio risulterebbe nel nuovo.

L’idrogeno a bordo?
L’utilizzo di combustibili alternativi, nuovi e più vantaggiosi “vettori energetici” come l’idrogeno, prodotto da fonti rinnovabili ed applicato in abbinamento a celle a combustibile, motorizzazioni elettriche ad alta efficienza rappresenta non soltanto un’innovazione ma il vero traguardo verso cui la nautica deve guardare.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è motore-idrogeno.png

Nel futuro della nautica sostenibile troviamo dunque le tecnologie dell’idrogeno.

Numerosi studi finalizzati all’inserimento dell’idrogeno nel contesto nautico hanno dimostrato come un’imbarcazione possa divenire completamente indipendente da qualsiasi infrastruttura per la fornitura dell’energia perché l’intero processo avviene internamente all’imbarcazione.

Le imbarcazioni si muovono quindi “dentro” una fonte inesauribile di idrogeno, traendo dal sole e dal vento l’energia necessaria per alimentare il processo elettrolitico attraverso il quale si ottengono idrogeno ed ossigeno.

Questa catena sole-vento, elettrolizzatore, acqua, idrogeno si dovrà realizzare sia nei distributori nei porti, sia a bordo di imbarcazioni a vela. L’idrogeno immagazzinato a bordo, mediante contenitori in fibra di carbonio, potrà essere utilizzato per alimentare celle a combustibile (fuel cell) o utilizzato come combustibile in motori a combustione interna, da solo o mescolato al metano.

Nota bene
Le imbarcazioni a vela navigano per lo più con il vento e utilizzano il motore solo limitatamente alle manovre in porto e a determinate condizioni di navigazione. La riserva di idrogeno a bordo non deve essere necessariamente molto grande, anche perché le imbarcazioni a vela utilizzano tipicamente motori di piccola potenza. Questo consente di pensare di poter produrre idrogeno a bordo durante la navigazione, anche perché si dispone di spazi e di alberi che lo consentono pensando di produrre idrogeno utilizzando rotori eolici verticali e fotovoltaico.

… e il GPL?
Non si parla quasi mai di barche a GPL eppure è una soluzione del tutto percorribile e anzi già avviata in molti Paesi europei.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è motore-gpl-1.jpg

Riduce le emissioni inquinanti del 20 % in aria e dell’ 80 % in acqua, senza contare tutto l’inquinamento “collaterale” dovuto a perdite di carburante, spurghi, lavaggio “selvaggio” dei serbatoi, naufragi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è gpl-3.jpg   Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è gpl-4.jpg

Purtroppo c’è da dire che il beneficio economico sulla nautica non è forse così rilevante, se pensiamo che chi possiede imbarcazioni di grandi dimensioni non ha certo il problema dei costi di utilizzo, ed il piccolo armatore, che usa la barca pochi giorni all’anno e non necessariamente utilizzando il motore (ad esempio le barche a vela), non risparmierebbe cifre notevoli.

Anche i nuovi motori a scoppio, sempre più “green”, di certo non aiutano lo sviluppo del GPL.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è motore-marino-gpl-1024x388.jpg

In Italia, come spesso succede, non c’è ancora una normativa adeguata che consenta lo sviluppo di questa alternativa, soprattutto per l’eccessiva burocrazia per la realizzazione di infrastrutture di rifornimento adeguate nei porti.

Raccomandazioni: usate sempre un atteggiamento misurato con il fai da te senza sfogare la propria lodevole creatività sul nostro motore!

Sacha Giannini

 

PARTE I PARTE II

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE
print
(Visited 172 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

11 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »