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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
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Impianto idrico a bordo, il fai te da prova di norma – parte II

Reading Time: 5 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: NAUTICO
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: impianti di bordo

 

L’impianto idrico-sanitario 
L’impianto di bordo sembra apparentemente semplice, ma in realtà ha una sua complessità. Aprire un rubinetto e fare uscire acqua, anche calda, con un getto costante non è cosa scontata. In mare la riserva di acqua dolce è limitata, non esiste la pressione naturale della rete domestica ma forzata elettricamente e tutto deve essere ispezionabile.
L’impianto idraulico comprende sempre un sistema di adduzione e uno di scarico. Può funzionare in due modi diversi ed esistere entrambi a bordo: con una pompa elettrica (12 o 24 V) abbinata al pressostato e polmone o manualmente con una semplice e insostituibile pompa a pedale che manda l’acqua in pressione ma solamente al rubinetto a essa collegata.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è SCHEMA-IDRICO.jpg

Il sistema idrico è costituito da una serie di componenti e accessori:
SISTEMA AUTOCLAVE: composto da una pompa elettrica (autoclave), un pressostato ed un polmone
BOILER
TUBOLATURE E FASCETTE
CENTRALINA (“clarinetto”)

FILTRI DI DEPURAZIONE
SERBATOIO
PRESE A MARE E RACCORDERIA
EVENTUALE POMPE A PEDALE
RUBINETTERIA
SERBATOIO ACQUE NERE

Vediamoli  in breve:

SISTEMA AUTOCLAVE (pompa, pressostato e polmone)
Come funziona il sistema? La pompa elettrica, una volta accesa, invia l’acqua in modo tale da farla entrare nel polmone (serbatoio a pressione da circa 2 a 20 litri). In questa fase l’aria presente viene compressa, incrementando notevolmente la pressione. Nel momento in cui viene raggiunta la pressione massima standardizzata (circa 2 atm) e il serbatoio risulta pieno, il pressostato fa spegnere la pompa elettrica in modo automatico.

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Quest’ultimo ha la funzione di chiudere il circuito elettrico alla diminuzione di pressione nell’impianto, cioè quando si apre un rubinetto, e di riaprire quando raggiunge la pressione di esercizio, cioè alla chiusura del rubinetto.
Il lavoro necessario (potenza) a sollevare e trasportare l’acqua da un serbatoio è proporzionale alla sua quantità (portata) e all’altezza alla quale la si vuole portare (prevalenza) in un tempo definito (che impieghiamo a fare quel lavoro: meno tempo, più potenza).

Una pompa si identifica in questi concetti fisici:
portata, che si misura in litri (quantità) al secondo (tempo);
prevalenza, che si misura in metri; 
potenza in Watt che ne definisce la forza.

A noi interessa spesso sapere quanti Ampere consuma la nostra autoclave attraverso la semplice formula Watt/Volt=Ampere. In media una autoclave da 60/80 watt con una buona potata massima di 15Lt/min e una prevalenza di 2/2,5 mt assorbe massimo circa 5-6 ampere/ora. Se in una giornata con sei persone a bordo il totale delle accensioni (tra docce di 20 minuti a testa, piatti e altro) fosse di 3-4 ore, l’assorbimento sarebbe di circa 25 ampere (ovvero  ¼ della capacità di una batteria servizi da 100 ampere).

Il polmone è un componente essenziale di tutto il sistema per migliorare il rendimento della pompa, il getto d’acqua d’uscita (a pressione), limitare il rumore delle accensioni (“stacca e attacca”) e per economizzare l’energia elettrica a bordo.
La pompa elettrica (chiamata autoclave insieme al pressostato) ha il compito di dare pressione a tutto l’impianto idrico della barca e va montata subito dopo il serbatoio. Ci sono due innesti, uno di entrata dal quale aspira l’acqua dal serbatoio, e di uscita per alimentare le utenze.

Le pompa autoclave più usate possono essere di due tipi, a membrana o a girante. In media possono produrre da 8-10 fino a 15-17 Lt/minuto a servizio di tre o più utenze.

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La pompa autoclave a membrana è composta da due parti: il motore e il corpo membrana, collegato a una biella e azionata dal motore con una cinghia, oppure tutti contenuti in un corpo unico. Queste pompe sono quelle più utilizzate perché maggiormente affidabili e con una maggiore potenza e portata. Oggi sono sempre più compatte in un corpo unico di piccole dimensioni (Jabsco, flojet, whale, Gianneschi, Europump …).

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La pompa a girante invece ha … una girante, costa meno, fa un pò meno rumore ma deve sempre avere acqua nel circuito, altrimenti se gira a secco si rovina.

Il polmone è un componente essenziale di tutto il sistema per migliorare il rendimento della pompa, il getto d’acqua d’uscita (a pressione), limitare il rumore delle accensioni (“stacca e attacca”) e per economizzare l’energia elettrica a bordo.

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Detto anche vaso d’espansione è un serbatoio rigido di plastica o d’acciaio, contenente all’interno una camera pneumatica con una certa pressione d’aria tarata di fabbrica. Va montato tra l’autoclave e la centralina (clarinetto) di distribuzione utenze. Non è indispensabile e spesso non è presente, ma per un miglior funzionamento dell’impianto idrico, si consiglia di installarlo. Ha lo scopo principale di ridurre la frequenza di lavoro della pompa evitandone l’accensione continua ed eccessiva, l’usura e il getto ad intermittenza della pompa. Mantiene una pressione regolare e stabile sfruttando la comprimibilità dell’aria in essa contenuta e quindi evita che s’innesti la pompa al minimo variare della pressione dell’impianto. Quando apriamo il rubinetto il polmone carico manda la giusta pressione e la pompa rimane a riposo, entrando invece in funzione se il rubinetto rimane aperto più a lungo.

Conoscere le pressioni di lavoro (in atm, in Bar o psi), sia del pressostato che del polmone, è importante per capire eventuali malfunzionamenti, perdite di efficienza o, per i più esperti, regolare il proprio impianto!

Può capitare di avere problemi di sovrappressione quando il boiler (collegato all’impianto attraverso lo scambiatore motore) scalda l’acqua durante le caldissime navigazioni a motore estive.

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A 90 gradi circa di esercizio, espandendosi, aumenta la pressione del circuito (che spinge) ad esempio da 2 a 2.5 bar o oltre. Se abbiamo un sistema autoclave tarato a 2 bar deve intervenire la valvola di sicurezza del boiler per sfiatare acqua (in sentina) e togliere sovrappressione. Se presente, controlliamo quindi questa valvola se bloccata e libera da calcare. In alternativa spegniamo l’autoclave e scarichiamo un pò di pressione dall’impianto (aprendo un rubinetto) prima di fare la nostra bollente smotorata!

Fine II parte – continua

Sacha Giannini

 

PARTE I
PARTE II
PARTE III
PARTE IV.
PARTE V

 

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Andrea Mucedola
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