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Storia della telnyashka, il corpetto a righe bianche e blu simbolo della Marina russa

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XIX-XXI SECOLO

AREA: RUSSIA
parole chiave: Divise delle marine, telnyashka

 

Sulla rivista Russia beyond, è apparsa la storia del capo di abbigliamento forse più caratteristico dei marinai russi, la telnyashka. Una storia curiosa che ne racconta le origini ed il significato.

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Fu lo zar Alessandro II a firmare il decreto che sanciva il suo uso ufficiale nella divisa della Marina. Questa maglia a strisce orizzontali non è solo un indumento ma rappresenta ancora oggi nella marina russa un simbolo che i marinai russi indossano con orgoglio e fierezza.

Vasiliij Zaytsev, un famoso cecchino sovietico, eroe della battaglia di Stalingrado, aveva prestato servizio nel 1937 come impiegato nella flotta sovietica del Pacifico. Durante la seconda guerra mondiale partì come volontario in prima linea al fronte. Si racconta che, pur essendo di fatto arruolato come soldato, Zaytsev indossava sotto la divisa la telnyashka da marinaio, da sempre considerata simbolo fiero di uomo di mare in battaglia. Scriveva, “La telnyashka è solo un indumento. Ma provate a indossarla almeno una volta: vi verrà subito voglia di raddrizzare la schiena. Strisce blu sul petto: il colore di un’onda dell’oceano; in mezzo, il bianco delle creste schiumose delle tempeste… Il mare sul petto!”.

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Marinai russi sfilano a Sebastopoli

Se vi capiterà di parlare con un marinaio russo vi confermerà perché è così importante. La sua storia, come raccontato nell’articolo di Russia Beyond, scritto da Georgy Manaev, risale al XVII secolo quando i marinai francesi avevano iniziato a utilizzare una maglia in cotone a maniche lunghe, a righe orizzontali bianche e blu, chiamata “marinière”, per distinguersi dalle altre nazioni marinare. Questo è confermato da delle litografie del 1810 in cui si notano dei pescatori di Boulogne, sulla Manica, e della Bretagna indossare questo caratteristico capo di vestiario.

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matelot francese (1858)

Probabilmente venne chiamato anche camicia bretone, perché molti marinai della marina francese del Nord erano … della Bretagna. Il disegno delle strisce presenti sulla maglia era legato a motivi di visibilità. Al buio, nelle nebbie tipiche dell’Atlantico un marinaio con una camicia a righe era chiaramente più visibile di uno con la camicia a tinta unita. Si dice che fosse anche per identificare meglio i malaugurati che cadevano nelle fredde acque. Un’altra spiegazione è che dava maggiore visibilità ai marinai quando regolavano le vele, mentre le regolava. La moda di usarla si sparse anche tra altre categorie considerate a margine della società come i malavitosi e prostitute. La “tricot rayé bleu indigo et blanc”, più nota come la marinière, venne introdotta nella lista ufficiale delle tenute da marinaio della Marine nationale francese con un decreto ufficiale del 27 marzo 1858. La camicia a righe divenne quindi una caratteristica associata ai francesi, divenendo parte dell’immagine stereotipata di quel popolo.

L’uso nella marina russa
Qualche anno dopo fu introdotta anche nella marina russa (1874) ed in quella olandese (1877). In particolare la “nascita” della telnyashka, così fu battezzata in Russia, risale al 19 agosto 1874, giorno in cui lo zar Alessandro II firmò il decreto di approvazione di questo capo nella divisa della Marina. Il nome telnyashka deriva dalla parola russa “telo” (“corpo”), essendo di fatto l’indumento più vicino al corpo.

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Marinaio russo della flottiglia fluviale dell’Amu Darya con la caratteristica telnyashka rossa.  L’Amu Darya è il  fiume più lungo dell’Asia centrale con una lunghezza totale di 2650 chilometri ed è navigabile per oltre 1450 chilometri. Nel 1901, la flottiglia Amu-Darya era composta da nove piroscafi, due battelli a vapore e diciotto chiatte di base a Chardjuy (Chardzhou). Nel novembre 1917, la flottiglia aderì alla rivoluzione sovietica e, nel luglio 1918, fu sciolta. wikipedia

All’epoca della sua introduzione questo capo di corredo non veniva chiamato telnyashka ed aveva un aspetto diverso da quello attuale, con larghe  strisce blu (circa 11 cm di larghezza e strisce bianche di 44,45 cm di larghezza). La maglia era tessuta per il 50% in cotone e il 50% lana. Non a caso i suoi colori richiamavano la bandiera di Sant’Andrea, il principale vessillo navale russo fin dai tempi di Pietro il Grande. Ma non erano i soli.  I marinai di alcune flottiglie (ad esempio le flottiglie fluviali) pre rivoluzione indossavano maglie a strisce con colori differenti (ad esempio con strisce rosse invece che blu).

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Nel 1912, la telnyashka della marina russa acquisì il suo disegno attuale a strisce blu e bianche di identica larghezza, ovvero 11,11 centimetri.

La sua importanza storica
Abbiamo accennato in altri articoli come le fogge degli indumenti possono assumere a volte anche significati storici. E’ il caso della telnyashka che, divenne un simbolo mediatico per l’epoca durante le rivoluzioni di febbraio e ottobre del 1917, quando i marinai della flotta del Baltico (ribattezzata flotta delle forze navali del Mar Baltico nel marzo 1918), furono tra i più ardenti sostenitori dei bolscevichi diventando un’élite tra le forze militari. La Rivoluzione portò al rovesciamento dell’Impero russo e alla formazione prima della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e, nel 1922, in seguito alla guerra civile russa, alla creazione dell’Unione Sovietica. Nella propaganda bolscevica i marinai a strisce incarnarono l’immagine dei più ardenti rivoluzionari.

Ma non solo i marinai
Prima e durante la Seconda guerra mondiale, apparve in URSS un nuovo corpo militare: le truppe aviotrasportate che assunsero dopo la Seconda guerra mondiale, una sempre maggiore importanza per la loro caratteristica di potersi dislocare velocemente in aree diverse. Il generale Vasilij Margelov, che ne fu il promotore, nel 1969, promosse l’utilizzo della telnyashka come divisa ufficiale delle truppe aviotrasportate.

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paracadutiste russe

Il capo di vestiario, pur richiamando lo storico capo di vestiario della marina, aveva strisce di color cielo, e poteva essere indossato solo dopo aver effettuato il primo atterraggio con il paracadute in mare. Nell’esercito russo contemporaneo, la telnyashka è ancora adottata e disponibile in diversi colori per i diversi corpi militari. 

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La Rosgvardiya sono un corpo della  gendarmeria della Federazione russa subordinato al Ministero degli interni che svolge principalmente attività di supporto alla polizia russa con compiti di ordine pubblico, controllo dei siti strategici di interesse nazionale, antiterrorismo e pattugliamento dei confini. Dal 5 aprile 2016 sono state tolte dalle dipendenze del Ministero per costituire la base della Guardia Nazionale della Federazione Russa.

Oggi i marinai (comprese le forze sottomarine) indossano la classica telnyashka bianca e blu scuro; i membri del Reggimento del Cremlino ne indossano una blu indaco; la guardia costiera del servizio di frontiera dell’FSB ha strisce verdi chiare, mentre gli uomini della Rosgvardiya hanno magliette con le strisce rosse, ed i soldati del Ministero delle Situazioni di Emergenza le hanno a righe arancioni. Sicuramente la mariniere ha fatto molta strada.

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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