If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Collisione tra un’unità militare greca ed una turca nel Mediterraneo orientale: cosa sta succedendo?

livello elementare
.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MEDITERRANEO ORIENTALE
parole chiave: Turchia, Grecia, collisione navale

 

I rapporti tra Grecia e Turchia hanno subito negli anni frequenti riacutizzazioni, ma quest’ultima situazione ha qualcosa di esplosivo  perché va a toccare un settore molto delicato ovvero i diritti marittimi sulle riserve di gas e petrolio del Mediterraneo orientale.

la Oruc reis, al centro, sotto la protezione di cinque navi della marina turca nelle acque al largo dell’isola greca di Kastellorizo

Premessa
Storicamente le relazioni tra Grecia e Turchia sono state caratterizzate da periodi alternati di reciproca ostilità e riconciliazione sin da quando la Grecia ottenne l’indipendenza dall’impero ottomano nel 1830. In seguito i due Paesi mediterranei si affrontarono in quattro grandi guerre: la guerra greco-turca (1897), la prima guerra balcanica del 1912-1913, la prima guerra mondiale (1914-1918) e infine la guerra greco-turca (1919-1922), seguite da un periodo di “apparentemente buone” relazioni negli anni ’30 e ’40. Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo della guerra fredda, entrambi i Paesi si ritrovarono alleati nella NATO anche se non mancarono situazioni di crisi. Le relazioni si deteriorarono di nuovo negli anni ’50 a causa dei disordini di Istanbul del 1955, quando un saccheggio, tollerato dalle autorità turche, diretto a colpire la minoranza greca di Istanbul (composta allora da circa 100.000 persone) riaprì vecchie ferite. I disordini, organizzati dal partito democratico turco, furono mirati ad incentivare l’emigrazione dell’etnia greca, riducendone la presenza da circa 200.000 persone (nel 1924)  ad appena 2.500 nel 2006. Altra situazione di crisi fu l’invasione turca di Cipro nel 1974, che fu divisa con la parte settentrionale controllata dalla Turchia (riconosciuta come repubblica solo da Ankara) e la crisi militare del 1996 che avvenne al largo degli isolotti disabitati di Imia (Kardak in turco), di fatto sotto il controllo della Grecia ma rivendicati dalla Turchia che fece sfiorare un conflitto tra i due Paesi. Dopo il 1999 ci fu un riavvicinamento, con un cambiamento della posizione precedentemente negativa del governo greco sull’adesione della Turchia all’Unione europea. Il cambiamento di regime in Turchia ha evidenziato una ripresa della politica ostativa precedente con fini chiaramente economici. Grecia e Cipro ritengono che le pretese turche di condurre esplorazioni sui giacimenti di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale violino la loro sovranità. Nella faccenda è intervenuta anche l’Unione Europea sotto la Presidenza tedesca che ha ripetutamente condannato Ankara, ottenendo solo una calma apparente.

fonte BBC

La Grecia ha promesso di difendere la propria sovranità e l’Unione Europea ha richiesto ad Ankara di riaprire un pacato dialogo sulle reciproche ambizioni sulle riserve di gas in quelle aree chiave del Mediterraneo orientale, in particolare su quelle aree economiche marittime che ritengono sovrapposte, in quanto vi sono differenti disegni sulle estensioni delle rispettive piattaforme continentali. In altre parole Atene ritiene che Ankara stia violando il diritto internazionale ma Ankara non fa un passo indietro.

Cerchiamo di capire meglio
Dopo l’intervento tedesco della Merkel, all’inizio di agosto Grecia e l’Egitto hanno firmato “un accordo che traccia le frontiere marittime” fra i due stati e “crea una zona economica esclusiva fra i due Paesi“. Il ministro degli Esteri egiziano Shoukry, in una conferenza stampa congiunta con il collega ellenico, ha sottolineato che l’intesa “riflette le relazioni privilegiate fra i due Paesi e consente di trarre profitto dalle risorse che si trovano nell’area“, in particolare gli idrocarburi. Dal canto suo il ministro greco ha affermato che questa intesa è “l’opposto” di quella firmata l’anno scorso fra Turchia e governo libico di Tripoli, che “andrebbe gettata nel cestino“. La Turchia ha dichiarato di non riconoscere il cosiddetto “accordo sulle frontiere marittime” e ne dimostrerà l’inefficacia “sul terreno e nei tavoli” internazionali, sostenendo che l’intesa riguarda un’area “riconosciuta anche dall’Onu come piattaforma continentale turca“. Secondo la Turchia “non c’è alcun confine marittimo tra la Grecia e l’Egitto“. In sintesi, a parte le acque territoriali, che la Turchia potrebbe portare a 12 miglia, esistono forti disaccordi sulle zone economiche esclusive (ZEE), come quella citata tra Turchia e Libia, ma anche gli accordi della ZEE cipriota con Libano, Egitto e Israele che non sono accettati dalla Turchia e coinvolgono anche le piattaforme continentali, che possono estendersi fino a 200 miglia.

Una nuova grana che non sembra limitarsi a schermaglie politiche. In ballo ci sono enormi riserve di gas e petrolio nelle acque al largo di Cipro, che vedono il governo cipriota, la Grecia, Israele e l’Egitto in una sinergia per sfruttare quelle risorse che sarebbero poi dirette in Europa tramite un gasdotto di 1.200 miglia nel Mediterraneo. Questo non è gradito alla Turchia che ha le sue mire.

Dopo la firma dell’accordo con Grecia-Egitto sulla delimitazione delle zone di mare, Ankara ha riavviato l’esplorazione sismica nelle aree contese, inviando il 10 agosto una nave oceanografica la Oruc reis sotto la protezione di cinque navi della marina turca nelle acque al largo dell’isola greca di Kastellorizo. Una provocazione alla quale Atene ha risposto inviando la fregata Limnos che sembra abbia tentato un avvicinamneto dissuasivo alla Oruc Reis. Secondo i media ellenici, a questo punto la TCG Kemal Reis si è avvicinata speronando la HS Limnos. Le dinamiche non sono state confermate dalle rispettive Marine militari. Difficile quantificare i danni per entrambe le parti, ma è chiaro che un incidente di questa portata può avere ripercussioni importanti nei rapporti tra Atene e Ankara in uno dei momenti più bui delle relazioni tra i due Paesi.

la fregata turca TCG Kemal Reis

Per adesso non sono arrivate conferme ufficiali da parte della marina turca né di quella greca che minimizzano l’evento. Ma alcuni segnali fanno intendere che qualcosa nell’Egeo sia accaduto davvero. Alcune foto iniziate a circolare sui social mostrerebbero un danno sulla prua della HS Limnos, secondo alcuni costretta a tornare in porto. Altri, di parte greca, ritengono invece il contrario ovvero che sia l’imbarcazione turca quella con maggiori danni.

la fregata greca HS Limnos

Durante un convegno del suo partito, Giustizia e sviluppo, il presidente turco Erdogan ha parlato di un presunto attacco della flotta greca alla nave Oruc Reis, inviata per esplorazioni dei fondali vicino Kastellorizo (Castelrosso). Erdogan, rivolgendosi all’assemblea ha detto che il messaggio alla Grecia è stato chiarissimo: “Abbiamo detto loro, non osate attaccare la nostra Oruc Reis. Pagherete un caro prezzo se ci attaccate. E hanno ottenuto la loro prima risposta oggi”. Una frase che indicherebbe una conferma dello scontro nelle acque del Mediterraneo orientale. Conferme dell’evento arrivano anche da parte greca. Secondo il portale Ekathimerini, l’incidente tra la Limnos e la Kemal Reis sarà affrontato dal ministro degli Esteri Nikos Dendias al Consiglio straordinario per gli affari esteri dell’Unione europea che si terrà il 14 agosto dopo la convocazione d’urgenza da parte dell’Alto commissario Josep Borrell.  Per ora non sono previste sanzioni nei confronti della Turchia ma i media greci sembrano decisi a voler informare i partner europei di “incidenti operativi” con tanto di materiale fotografico di quelle acque dove è in corso un’esercitazione bilaterale tra la marina francese e quella greca.

Un altro passo di Parigi nell’area
E i Francesi entrano nel gioco. Un’esercitazione navale congiunta con la marina greca è in corso nell’Egeo. Essa rappresenta un forte segnale politico, come sottolineato dallo stesso Emmanuel Macron, di fatto affermando la necessità di appoggiare Atene sul rispetto dei trattati internazionali. Perché? Non bisogna essere sorpresi. Si tratta del proseguimento della politica di Parigi di volersi porre come ago della bilancia nel Mediterraneo orientale, dove la Francia, partendo dalla Libia, ha forti interessi economici nel campo energetico. L’invio di unità francesi è quindi un segnale da tenere da conto considerando che Macron ha concluso un accordo con Cipro per l’uso di una sua base navale. Il ministro della Difesa cipriota Savvas Angelides e quello francese Florence Parly hanno infatti trovato un accordo per consentire alla Marina francese di usare la base navale di Mari, sulla costa meridionale dell’isola. Il problema è che la Turchia è anche un Paese alleato nella NATO, un tempo il più fedele degli Stati Uniti. Washington non può che osservare con preoccupazione lo sviluppo della  situazione nel Mediterraneo. Anche la NATO non ha ancora emanato nessuna dichiarazione stampa ma la tensione nei corridoi di Bruxelles deve essere palpabile. Una spina nel cuore dell’Alleanza che non può permettersi di perdere la Turchia ma nemmeno di aprire una ferita profonda nel suo interno.

articolo pubblicato su https://www.difesaonline.it/

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 608 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

3 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share