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La palla del tempo di Paolo Giannetti

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: NAUTICA E NAVIGAZIONE
PERIODO: NA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: cronometri navali
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Come facevano gli antichi ad avere l’ora esatta? Paolo Giannetti oggi ci parla della cosiddetta “palla del tempo”, un antico sistema di segnalazione dell’ora usato dai marinai per sincronizzare gli orologi di bordo. La caduta di una sfera era nell’antichità un modo per mostrare al popolo l’alternarsi del tempo. Gli antichi orologi greci avevano questo sistema nelle piazze principali della città, come nella città di Gaza nell’era post-Alessandro e fino al VII secolo d.C., come descritto da Procopio nel suo libro sugli edifici. La caduta della sfera era legata alle osservazioni di transito delle posizioni del sole (ad esempio, alla posizione del sole nel suo punto più alto, lo Zenith). Nel tempo questo modo di segnare il temo non venne perduto.

La prima “time ball” moderna fu costruita in Inghilterra nel 1829 a Portsmouth su progetto di un Comandante della Marina, Robert Wauchope. In seguito, nel 1833,  ne fu installata una all’Osservatorio di Greenwich, Londra, dall’astronomo reale, John Pond, e la palla del tempo veniva fatta cadere alle 13:00. ogni giorno. Wauchope presentò il suo semplice ma geniale progetto agli ambasciatori americani e francesi quando visitarono l’Inghilterra e il sistema si diffuse rapidamente. Negli Stati Uniti venne creato l’Osservatorio navale a Washington, DC, e la prima spalla del tempo entrò in servizio nel 1845. Fu così che molti altri porti, in Inghilterra e nel mondo, si dotarono di una loro Palla del Tempo. Il sistema era formato da una grande palla metallica o di legno vincolata ad un’asta verticale e dipinta con colori accesi per renderla visibile a distanza.

Wellington, Nuova Zelanda, la “palla del tempo” abbassata sulla torre portuale, Photo credit Shed J. 1900 circa

Veniva messa in movimento ad un orario prestabilito per consentire ai naviganti di verificare i cronometri marini da bordo delle navi ormeggiate in porto. Come ricorderete, a quei tempi l’accurata tenuta dell’orario esatto era fondamentale per determinare il punto nave (longitudine) una volta in navigazione in mare aperto. La Palla del Tempo di solito era attivata per segnalare le 13:00 (negli Stati Uniti alle 12:00) e, secondo un preciso codice, doveva essere portata a metà dell’asta circa cinque minuti prima dell’ora stabilita per avvisare le navi che a breve sarebbe stata comunicata l’ora. Due o tre minuti dopo veniva issata alla sommità dell’asta e poi lasciata cadere quando l’orologio della stazione segnava l’ora esatta. Con l’avvento dei segnali orari radio (in Gran Bretagna dal 1924) le Palle del Tempo divennero presto obsolete e molte furono demolite.

Il colpo del Gianicolo
A Roma è tuttora in vigore l’usanza di marcare il mezzodì con un colpo di cannone a salve sparato quotidianamente dal colle del Gianicolo. Una tradizione che risale a Papa Pio IX che volle marcare il mezzogiorno a Roma con un “unico segnale” che sincronizzasse il suono delle tante campane delle chiese di Roma. Inizialmente il cannone era collocato a Castel Sant’Angelo e gli addetti artificieri si regolavano con un sistema a “Palla del Tempo” che era collocato sul timpano della Chiesa di Sant’Ignazio presso l’Osservatorio astronomico del Collegio Romano.

La “palla del tempo” di Sant’Ignazio

A quell’epoca la palla veniva issata alle 11.56 su un’asta alta sei metri e poi veniva fatta scendere alle 12:00 in punto. Così l’artificiere, scrutando in direzione di Sant’Ignazio, poteva sparare il colpo in concomitanza con l’inizio della caduta della palla. La palla di Sant’Ignazio fu dismessa nel 1925 per essere sostituita dal telegrafo.

Secondo il Comandante Paolo Lusiani, brillante idrografo della Marina Militare, lo stesso sistema era in uso a Genova, controllato dall’Istituto Idrografico della Marina, in contemporanea al colpo di mezzogiorno sparato dal castellaccio. Il tutto era comandato da una pendola di precisione posta all’interno della cosiddetta sala del tempo (sala chiusa per conservare una temperatura ed umidità costanti) che, attraverso collegamenti elettrici, comandava anche un ripetitore di ora nella via principale e forse anche l’accensione del farò di S. Benigno.

Una curiosità
Una versione moderna della time ball è in uso dal 1908 in Times Square, a New York, dove ogni anno, la sera del 31 dicembre, una gran folla si raduna per assistere alla caduta della famosa sfera ricoperta di cristalli, che saluta il nuovo anno. A differenza delle classiche ‘time ball’, dove è l’INIZIO della discesa a segnalare l’ora, la palla di New York marca esattamente la mezzanotte al TERMINE della sua caduta.

Cieli sereni

Paolo Giannetti 

 

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