Breve storia dell’A.D.S. Atmospheric Diving Suit

Andrea Mucedola

13 Dicembre 2018
tempo di lettura: 7 minuti


livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA
PERIODO: XX – XXI SECOLO
AREA: EUROPA
parole chiave: Tritonia, ADS

 

I primi scafandri a pressione atmosferica furono sviluppati nell’era Vittoriana, ma nessuno fu in grado di risolvere il problema di avere delle giunture flessibili e, nello stesso tempo, stagne in profondità.

UNITED KINGDOM – MAY 28: Mr. J.S. Peress,  inventore dell’ADS a Weybridge. United Kingdom. 28 maggio 1930. (Photo by Imagno/Getty Images)

Storicamente il primo scafandro con simili caratteristiche fu il Tritonia, ideato e sviluppato da Joseph Salim “Pop” Peress, un brillante e talentuoso ingegnere britannico. Peress era cresciuto in Medio Oriente e da bambino era rimasto affascinato dai pescatori di perle del Golfo Persico. Li vedeva tuffarsi in quelle acque tornando in superficie con il loro carico di ostriche. La loro permanenza era limitata dalla quantità di aria nei loro polmoni e, diversamente, sarebbe dovuti ricorrere a pesanti scafandri esponendosi in profondità alla malattia dei cassoni.

La soluzione era un sistema che mantenesse la pressione interna uguale a quella atmosferica ma … come fare?
La sfida che lo attanagliò sin dalla gioventù fu la costruzione di uno scafandro articolato a pressione atmosferica (ADS), ovvero un mezzo sommergibile adattato all’uso di una singola persona nella quale la pressione interna veniva mantenuta al valore di una atmosfera (ovvero quella superficiale). Teniamo conto che parliamo dell’inizio del XX secolo, un periodo in cui le conoscenze sulle immersioni decompressive erano minime. Tentativi di creare scafandri ed avere la possibilità di lavorare anche a grandi profondità in sicurezza era un obiettivo commercialmente interessante.

la prima ADS è attribuita a Lodner D. Phillips – 1856 – disegno Charles Daigneault

Storicamente il primo sistema articolato a pressione atmosferica fu ideato da Lodner D. Phillips che, nel 1856, progettò il primo A.D.S.. Si trattava di un cilindro con un’estremità a cupola e giunture sferiche per la mobilità di braccia e gambe. L’aria per respirare veniva fornita dalla superficie tramite un tubo ombelicale.

il modello di Carmagnolle 

In seguito, nel 1882, in Francia, a Marsiglia, i fratelli Carmagnolle brevettarono un “inquietante” scafandro antropomorfico, i cui arti erano snodabili tramite delle giunture stagne formate da sezioni sferiche concentriche. Lo scafandro ne aveva ben ventidue: quattro per gamba, sei per braccio e due nel torso. L’elmo, a dire il vero alquanto mostruoso, era dotato di venticinque oblò di vetro per consentire al palombaro una migliore e maggiore visione dell’esterno.

Nel 1915, la società tedesca Neufeldt and Kuhnke costruì dei modelli di A.D.S. basati sul un loro brevetto di giuntura a sfera, che usava dei cuscinetti sferici per smorzare il carico di pressione. Sebbene nel 1924 la marina tedesca li testò con successo a 161 metri di profondità, il palombaro si muoveva con molta difficoltà e le giunture degli arti non erano molto sicure. L’esigenza di queste attrezzature sembrò svilupparsi rapidamente, in particolare nel campo dei recuperi sui relitti, per cui gli studi proseguirono in tutti i Paesi.

Questa versione del “Tipo 1916” è stata esposta nel “Deutsche Museum” di Monaco può essere considerata la “prima versione” del Tiefseetaucher N & K ADS (fotografia David L.Dekker)

Nasce JIM
Era il 1918 quando Pop Peress iniziò a lavorare per la WG Tarrant a Byfleet, Regno Unito. L’idea era di sviluppare un prototipo in acciaio inossidabile. Lo scafandro apparve subito molto complesso e poco impiegabile e, nel 1923, gli fu chiesto di progettarne un nuovo modello necessario per ricercare il relitto della nave di linea S.S. Egypt della famosa compagnia P & O, affondata a circa 170 metri di profondità nei pressi di Ouessant. Il suo carico era decisamente interessante: un tesoro di lingotti d’oro e argento che fu recuperato in seguito dalla SO.RI.MA.. Ma questa è un’altra storia.

Sebbene l’offerta fosse allettante, Pop Peress rifiutò ritenendo che la profondità fosse troppo elevata ed il rischio di rotture dei giunti molto probabile. Di fatto gli scafandri erano troppo pesanti ed era necessario sostituire il pesante acciaio con un materiale più leggero. Una sfida che lo portò, nel 1929, a sostituire l’acciaio con una lega di magnesio pressofuso e ad utilizzare un cuscino di olio nei giunti per facilitare il movimento. In pratica ridisegnò i giunti con un pistone che si muoveva in un cilindro semi-emisferico anulare posto in un cuscino di olio. Questo, essendo praticamente non comprimibile, permetteva l’articolazione dell’arto liberamente anche a profondità elevate.

Pop Peress progettò quindi il Tritonia per poter funzionare anche a 1.200 piedi (circa 370 metri) di profondità, spingendosi quindi oltre l’immaginabile per le esigenze dell’epoca. Nel 1930, venne presentato ufficialmente il nuovo scafandro e, nel maggio dello stesso anno, Pop Peress ne dimostrò pubblicamente la sua funzionalità nelle acque di Byfleet. La prova ufficiale di Tritonia avvenne in Scozia, nel lago di Loch Ness. Era  settembre, e faceva già freddo. Il suo assistente, Jim Jarret, entrò nell’A.D.S. e scese fino ad una profondità di 123 metri, eseguendo vari test funzionali in ambiente iperbarico con esito positivo. Jim Jarret non lo sapeva ma il suo nome sarebbe diventato in futuro il nickname e poi il nome ufficiale di una lunga serie di A.D.S. 

Una curiosità. Lo scafandro fu offerto subito alla Marina Reale britannica che lo rifiutò giustificando che i suoi sommozzatori non avevano necessità di immergersi a quote maggiori di 90 metri (300 ft).

Il possibile uso commerciale spinse Peress a continuare le sue sperimentazioni. Fecero un’immersione profonda a 90 metri sul relitto della RMS Lusitania, a sud dell’Irlanda, ed una a 60 metri nel Canale della Manica nel 1937. Si alzarono però i venti di guerra che misero in secondo piano gli interessi commerciali. Nonostante il loro successo questi scafandri non attirarono l’attenzione aspettata ed alla fine il Tritonia non fu più utilizzato e confinato in un magazzino in Scozia. Peress di fronte ad una generale indifferenza verso la sua invenzione si arrese e rivolse la sua attenzione ad un settore decisamente più remunerativo, diventando il più grande produttore mondiale di pale per turbine per l’industria aeronautica. La guerra lo fece ricco, anzi molto ricco per cui il suo sogno restò in un cassetto.

La ricerca off-shore
Dopo un lungo periodo silente, nel 1965, Pop Peress fu contattato da due ingegneri britannici, Mike Humphrey e Mike Borrow, che si dimostrarono interessati nella progettazione di un moderno Atmospheric Diving Suit basato sul progetto originale del Tritonia. La richiesta derivava da un interesse economico nascente. Il Mare del Nord era stato esplorato per il petrolio e l’industria era alla ricerca di nuovi mezzi per lavorare a grandi profondità a pressione atmosferica. Si racconta che Mike Borrow disse a Peress: ” We could see that the Peress prototype could be the solution to the problems confronting designers at the time “. Un’affermazione inaspettata per Peress che si avvicinava ormai agli 80 anni.

Il vecchio Tritonia fu ritrovato in un magazzino di Glasgow, pieno di polvere ma ancora perfettamente funzionante. Lo spesso Pop Peress vi entrò con una certa emozione. In un’intervista Mike Borrow raccontò: “Getting Pop into the suit was not too difficult but it took about three hours to get him out. We had to lay the suit down and unbolt the limbs one by one. Then, because he could not point his toes, he got jammed in. Luckily he was a bit of a character and could see the funny side of it!

Cinque anni dopo, furono presentati due nuovi sistemi A.D.S. La profondità del test per il nuovo modello era stata fissata a 610 metri, e fu denominato “JIM” per ricordare il  sommozzatore che per primo aveva impiegato un A.D.S., Jim Jarret nel lago di Loch Ness, in Scozia.

Foto di famiglia: il Tritonia di Peress nel mezzo circondato da JIM  type 2  a tre braccia e standard type 2 JIM verso l’esterno. Immagine da www.DiveScrap.com.

Il modello fu completato nel 1971 e nel 1972 effettuò i test finali sulla nave salvataggio della Royal Navy HMS Reclaim ad una profondità di 152 metri. Il nuovo scafandro pesava solo 27 kg nell’acqua. Dopo l’effettuazione del record di utilizzo da parte di Mike Humphrey a 305 metri a Portland. Il nuovo A.D.S. venne usato estensivamente in tutto il mondo a profondità oltre i 600 metri. UMEL continuò a sviluppare nuovi modelli di JIM speciali per la Marina degli Stati Uniti, con gusci in plastica rinforzati con fibra di carbonio ed alla fine i brevetti furono acquistati dalla Oceaneering negli Stati Uniti.

Pop Peress morì nel 1978, dopo aver visto il suo sogno, l’A.D.S., finalmente realizzato. Sette anni dopo, nel settembre del 1985, un nuovo modello di JIM fu usato su un bombardiere Wellington che era stato scoperto sul fondo di Loch Ness, proprio vicino alla casa di Peress dove Jim Jarrett si immerse. Probabilmente Pop Peress lo avrebbe apprezzato.

 

 

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