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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
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Folco Quilici (1930-2018)

Reading Time: 5 minutes


livello elementare
.
ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: NA
parole chiave: documentari, giornalismo

Quando si parla di grandi protagonisti del mare non si può dimenticare Folco Quilici, giornalista e divulgatore che per oltre 60 anni ha pubblicato una notevole quantità di documentari, saggi e libri sul mare. Oggi, 24 febbraio 2018, questo grande protagonista del mare ha lasciato questa terra dopo aver insegnato a generazioni di lettori, con le sue immagini ed i suoi racconti, la voglia di guardare oltre quell’orizzonte che ognuno di noi possiede, di uscire dagli schemi di una vita grigia, per diventare veri cittadini del mondo.  Raccontare la sua vita avventurosa non è facile ma ci proverò seguendo la sua bibliografia ufficiale.

Quilici nacque a Ferrara nel 1930. Figlio d’arte (il padre Nello era giornalista), dopo un’attività cine-amatoriale si specializzò in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali. Studiò regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e raggiunse la celebrità con il suo primo lungometraggio, Sesto continente, sulla bellezza dei fondali dei mari australi; documentario che vinse il Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954. Seguirono numerosi  film e lungometraggi che hanno fatto la storia della documentaristica subacquea; ricordo: L’ultimo paradiso (Orso d’Argento al Festival di Berlino del 1956), Tikoyo ed il suo pescecane (Premio UNESCO per la Cultura del 1961)Oceano Fratello Mare (I Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartagena 1974) e Cacciatori di Navi, 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992).

Successivamente Quilici alternò la documentaristica cinematografica con l’attività giornalistica. Molte le sue inchieste di successo, proposte sui canali televisivi e riguardanti l’ambiente e la civiltà dell’Uomo. Tra i tanti voglio ricordare Djerid, i tre volti del deserto (1957/1958), Alla scoperta dell’Africa (1964/1965), Malimba (1966), Alla scoperta dell’India (1967/1968), Islam (1969/1970), L’Alba dell’Uomo (1970/1975), Mediterraneo (1971/1976), I Mari dell’uomo (1971/1974), L’Uomo Europeo (1976/1979), Festa Barocca (1980/1982), La Grande Époque (1984/1985), Il Rischio e l’Obbedienza (1991/1992), Archivi del Tempo (1980/1984), L’Avventura e la Scoperta (1984/1992), Viaggi nella Storia (1988/1992), Arcipelaghi (1993/1995), Italia Infinita (1996/2002), Alpi (1998/2004), Di Isola in Isola (2004/2005), Energia (2011/2012), e L’Italia di Folco Quilici (2012/2013).

Per i tredici film della Serie Mediterraneo e gli otto di L’Uomo Europeo, Quilici ebbe a fianco lo storico Fernand Braudel e l’antropologo Levi Strauss. Con l’archeologo Sabatino Moscati, Quilici realizzò due indimenticabili serie dedicate all’archeologia marina ovvero Mare Museo 1988/1992 e Fenici, sulle rotte di porpora (1987/1988). Con l’archeologo George Vallet produsse anche  I Greci d’Occidente (1989). Per il suo impegno culturale televisivo vinse numerosi premi internazionali tra i quali il “Festival dei Popoli” nel 1976 per il suo lavoro sul mondo primitivo, il I Premio della Critica italiana per gli otto film della Serie Alla Scoperta dell’India (1968) e per Festa Barocca (1983), il Premio della Critica Francese per Mediterranéé  nel 1977 ed  il Premio Nazionale della Critica Televisiva nel 1975 per L’Alba dell’Uomo. Nel 1995 gli venne assegnata la “Targa d’Oro Europea del cinema storico-culturale”. Non ultimo, per i suoi documentari sul canale “Marco Polo” di SKY fu dichiarato “personaggio dell’anno” del 2006.

Dal 1954 in poi ha pubblicato in Italia e all’estero, numerose opere di saggistica: Mala Kebir (1955), Mille Fuochi (1964),Sesto Continente (1965), Gli ultimi primitivi (1972), I grandi deserti (1972),Magia (1977), Le Frontiere di Allah(1978), Natura chiama Uomo (1979), Il Riflesso dell’Islam (1983), L’Uomo Europeo (1983), India (1990), I Mari del Sud (1991), Il Mio Mediterraneo (1992), La Mia Africa (1992), Le Americhe (1993), Il mio Mar Rosso (1998), Tobruk 1940(2004), I Miei Mari (2006). Tra il 1976 e il 1979 ha diretto La Grande Enciclopedia del Mare. Nel 1974/1975 è stato coautore de La Mediterranéé con Fernand Braudel. Dal 2002 collabora ad una serie di volumi illustrati, con Luca Tamagnini (Ed. Photo Atlante) dedicati alle aree protette dei mari italiani. 

Con la moglie Anna, è autore di due biografie: Amundsen (1998) e Jack London (2000). Per la narrativa Quillici pubblicò Cacciatori di Navi (1985), Cielo Verde (1997), e nel 1998, Naufraghi. Nel 1999, con il romanzo Alta Profondità, inizia il sequel composto da L’Abisso di Hatutu (2001), Mare Rosso (2002), I Serpenti di Melqart (2003), La Fenice del Bajkal (2005).  È  del 2008 il romanzo Libeccio e del 2012 La Dogana del Vento. Nel 2011 e nel 2012 scrisse due libri per la letteratura dei ragazzi: Storie del Mare e Amico Oceano.

Dal punto di vista didattico, Quilici tenne corsi all’Università di Bologna (1966/1967), di Berlino (1991), al Centro Sperimentale di Cinematografia (1995), alla Cattolica di Milano (1998), alla Terza Università di Roma (2001/2002) ed all’Università di Padova (2004/2005). Dal 1985 al 1989 insegnò all’ORAO (Centro dell’Immagine Culturale); corsi ripresi nel 1997 e proseguiti nel 1998. Dal 1995 al 1996, fu anche Direttore della rivista mensile “Mondo Sommerso”.

È tra i soci fondatori dell’H.D.S. (Historical Diving Society) e dell’Associazione ambientalistica MAREVIVO. Dal 2003 al 2006 fu anche Presidente dell’ICRAM, Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare, e  diresse i “Quaderni scientifici” dell’Istituto. Operando come fotografo dal 1949,  accumulò un archivio di oltre un milione d’immagini a colori e in bianco e nero, un patrimonio storico  e culturale ora affidato all’Archivio Alinari. Nel 1998, fu dichiarato “Great Master for creative excellencedall’International Photo Contest. Nel 2006, la Rivista FORBES lo inserì tra le cento firme più influenti del mondo grazie ai suoi film e libri sull’ambiente e le culture umane.

Premi
Nel 1955 gli venne assegnato il Premio Marzotto di Letteratura con Sesto Continente (tradotto negli Stati Uniti e rieditato nel 2000), successivamente il Premio Malta per Mediterraneo nel 1981, il Premio Fregene per Cacciatori di Navi nel 1985, il Premio Estense per Africa nel 1993 e il Premio Scanno di Letteratura con Mare Rosso nel 2003. Nel 1997 il “Premio Internazionale di Cultura del Mare” e nel 2000 il “Tridente d’Oro alla Carriera”, dall’Accademia delle Arti della Scienza Subacquea. Nel 2002 il “Premio Neos” dall’associazione Giornalisti di Viaggio. Per il saggio “Sì, viaggiare” scritto con Corrado Ruggeri. Nel 2007 gli venne attribuito il “Premio Hemingway” per I miei mari.  

Nel 2008 gli fu consegnato il Premio “La Navicella d’Oro”, conferitogli dalla Società Geografica Italiana con la seguente motivazione : in oltre mezzo secolo di costante attività professionale ha configurato un personale modello di viaggiatore capace di esplorare e testimoniare con persuasivo rigore e poeticità i territori più rilevanti della cultura geografica, storica e artistica della società umana del passato e del presente, pervenendo a risultati stilistico – espressivi di notevolissimo valore e di ampia valenza comunicativa.

Addio grande maestro, non ti dimenticheremo 

 

    

      

 

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Andrea Mucedola
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