ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: REGIA MARINA
parole chiave: Navi da rifornimento
.
Nel 1877 furono varate le navi cisterna Pagano e Verde, le prime specificatamente progettate come tali; erano poco più grandi delle due ex cannoniere, ma avevano lo scafo in ferro e maggiore portata.

La goletta Chioggia a Napoli, 1887 – Fonte scannerizzazione da pagina 364 di Franco Bargoni, Franco Gay, Valerio Manlio Gay, « Navi a vela e navi miste italiane », Ufficio Storico della Marina Militare italiana, Roma 2001 RN Chioggia2.jpg – Wikipedia
Seguì la goletta Chioggia che in realtà fu una nave cisterna mancata. Era una grossa goletta di oltre 500 tonnellate con scafo in legno sulla quale fu imbarcata la macchina della cannoniera Caprera, una di quelle già in servizio sul lago di Garda e che ci era stata ceduta dagli austriaci nel 1866. In realtà non funzionò mai come tale e già nel 1880 tornò all’Arsenale di Venezia da cui era uscita due anni prima e dove furono smontate le cisterne. Proseguì poi il suo servizio svolgendo una lunga attività come guardacoste e come nave scuola: fu scelta per quest’ultima funzione per le sue eccellenti qualità veliere ma forse anche perché l’eliminazione delle cisterne aveva permesso di recuperare spazi a favore dell’abitabilità.
Dopo questi esperimenti disorganici a partire dal 1885 cominciò a delinearsi quella che sarebbe stata la futura filosofia di impiego di queste navi: da una parte unità di dimensioni consistenti in grado di seguire la squadra in alto mare e supportarne le esigenze, e dall’altra piccole o piccolissime navi per un capillare servizio portuale.
In quest’ottica vennero acquistati come prototipi due unità usate ma quasi nuove, molto diverse fra loro: il mercantile britannico Voodock da 785 tonnellate costruito a Nortwich e ribattezzato Tevere, e una piccola nave italiana, la Madonna del Rosario ribattezzata Giglio di sole 40 tonnellate costruita a Livorno che qualche fonte fantasiosa attesta essere una ricostruzione dell’omonimo piroscafo-avviso proveniente dalla Marina Toscana e radiato poco tempo prima, ignorando il fatto che questo era a ruote e molto più grande.

La nave cisterna Tevere – Fonte non nota
I programmi successivi videro una schiera di piccole unità necessarie per potenziare i servizi in rada e per approvvigionare le installazioni periferiche come la Palmaria, il Varignano o Miseno: si trattò delle otto navi appartenenti alla classe Sebeto del 1885-88 da 78 tonnellate e delle tre classe Ticino 1898 da 120 tonnellate e altre classi seguirono. Furono navi senza storia e senza gloria, ma delle quali non si può fare a meno di sottolineare la bontà del progetto e della costruzione: tra di esse il Tronto che rimase attivo fino al 1968, maturando quasi ottant’anni di servizio. Sembra invece che per il servizio alla squadra navale vi fosse meno premura di un potenziamento essendo forse ritenuta sufficiente una sola grande unità: dopo l’affondamento per incaglio del Tevere nel 1895, ci si limitò a sostituirlo nel 1897 con un secondo Tevere.
Caratteristiche delle navi cisterna entrate in servizio fino al 1885

I dati devono intendersi come indicativi in quanto, escludendo le dimensioni, sono spesso diversi a seconda della fonte e dell’anno di riferimento.
Composizione degli equipaggi ai sensi del R.D. 28 febbraio 1878

Questa tabella, per quanto ufficiale, lascia perplessi sia per la quasi identità di numeri su navi molto diverse, sia perché, ai sensi della Circolare n. 2023 del 21.7.1864, gli equipaggi delle cisterne 1 e 2 avevano una composizione più ridotta e più realistica e precisamente:
-1 Secondo pilota
-1 Timoniere
-2 Marinai di 2^ classe
-4 Marinai di 3^ classe
-1 Primo macchinista
-1 Operaio fuochista
-4 Marinai fuochisti
-1 Commesso
I commessi erano dipendenti civili delle ditte fornitrici dei viveri incaricati della loro distribuzione e contabilità ed erano imbarcati su tutte le navi.
Guglielmo Evangelista
.
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo.
.


