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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Venezia, Regia Marina, Arsenale
Come ho accennato nell’articolo precedente non si può non parlare anche delle altre strutture che facevano parte del porto di Venezia, iniziando dalle isole del Lido e di Pellestrina che, per la loro posizione, erano giustamente considerate il primo avamposto per la difesa della città e di conseguenza pullulavano di opere militari antiche e moderne.
In particolare, a San Nicolò, sulla punta settentrionale del Lido e punto cruciale di accesso alla laguna, sede di un’antichissima chiesa e luogo di partenza di molte crociate, fin dal medioevo si sviluppò un potente sistema di fortificazioni e di caserme destinate ai Fanti da Mar, la fanteria di marina della Serenissima. Si tratta di uno dei primi esempi moderni di alloggi costruiti espressamente per i soldati. Questo complesso era fronteggiato dal poderoso forte di Sant’Andrea del XVI secolo, tuttora esistente, che sorge sull’isola delle Vignole appena più a nord.

Su quest’ultima isola nel 1886-87 fu costruito un canale rettilineo per testare i siluri che venivano costruiti a Venezia dalla “Berliner Machinenbau A.G. Von L. Schwarzkopf”. L’azienda, privata e straniera, non poteva ovviamente essere ammessa nell’arsenale e quindi lo stabilimento fu realizzato sull’area dell’antico Orto botanico a lato della chiesa di San Giobbe. Nel complesso lo stabilimento lavorò poco e fu chiuso nel 1901. Mentre gli edifici furono riutilizzati per ospitare impianti di distribuzione di energia elettrica, nel 1914 il canale delle Vignole fu trasformato in idroscalo per la prima squadriglia di idrovolanti della Regia Marina che era stata costituita a Venezia proprio l’anno precedente. Quasi contemporaneamente un secondo scalo aereo sorse poco lontano sulla dirimpettaia isola del Lido nell’area delle vaste fortificazioni di San Nicolò. Durante la prima guerra mondiale fu sede di una squadriglia francese e poi di reparti aerei della Marina fra cui la prima Squadriglia di aerosiluranti.
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Dopo la guerra 1915-18 entrambi gli scali furono adibiti al servizio commerciale e quello di San Nicolò fu intitolato all’asso dell’aviazione Giovanni Nicelli (1893-1918) divenendo l’aeroporto civile di Venezia fino al suo trasferimento a Tessera nel 1960. Entrambe le strutture, benché ridotte nelle dimensioni e nell’importanza, sono ancora funzionanti: all’ex idroscalo si trova una delle sedi del Reggimento Lagunari “Serenissima”, mentre il Nicelli è usato dal locale aeroclub. Le fortificazioni di San Nicolò, fra cui il grande ridotto austriaco del 1856, in parte sono ancora zona militare e in parte abbandonate al degrado o completamente smantellate da tempo.

L’idroscalo delle Vignole e il forte di Sant’Andrea nel dopoguerra. In primo piano si riconoscono alcune VAS (vedette antisommergibili) e DV (Dragamine veloci). Coll. dell’autore
Le Polveriere
I depositi di polvere della Marina e dell’Esercito erano piuttosto numerosi e sparsi per la laguna per le necessità dei tanti forti e batterie che sorgevano sulle isole. Ne ricordiamo alcuni.
-Santa Maria del Monte. Si trovava su un’isoletta presso Burano, era stata costruita nel XIX secolo ed era capace di 200 tonnellate di polvere. Comprendeva la polveriera vera e propria ed era collegata a un corpo di guardia con un pontile per il carico e lo scarico del materiale mediante una strada che correva su un sottilissimo istmo.

L’isola aveva alle spalle una lunga storia di insediamenti religiosi, tutti di breve vita presumibilmente per colpa del clima: lo conferma sia un giudizio dato dalla Marina poco tempo dopo esserne venuta in possesso che afferma: “In balia dei venti, occorrono frequenti riparazioni alle coperture” sia il fatto che le mareggiate hanno diviso in due l’isola separando l’edificio principale e quello del corpo di guardia sommergendo la strada di collegamento. Venne in seguito abbandonata dopo la seconda guerra mondiale.
I ruderi della polveriera di Santa Maria del Monte e del Corpo di guardia (Google Maps)
Resti della polveriera – Fonte Wikipedia (Foto James Abbott)
– La Certosa. L’isola fu sede, come dice il nome, di un antico insediamento religioso e di attività agricole; la Repubblica vi avviò la costruzione di una polveriera nel 1632, ricostruita dai francesi nel 1812. Era la polveriera principale della laguna, composta da 4 magazzini capaci di 600 tonnellate di polvere, da un deposito per 30.000 granate e da un deposito di fulmicotone. Funzionò come tale fino al 1958 e tutta l’isola era di proprietà della Regia Marina. Dopo essere stata usata come campo di esercitazioni fino al 1968 e dopo molti anni di abbandono l’isola è divenuta sede di varie attività e attrezzata a parco pubblico.

La polveriera di Quintavalle oggi (Google maps)
– Quintavalle. Era definito “laboratorio pirotecnico” servendo alla confezione delle munizioni. Certamente, considerando che inevitabilmente c’era anche il deposito delle polveri, trovandosi in piena città poteva costituire un pericolo non da poco. Sorgeva sulla punta meridionale dell’isola di San Pietro di Castello e a differenza delle tante strutture militari veneziane dismesse, questa è ancora in funzione e appartenente alla Marina Militare anche se ovviamente non è più una polveriera, ma è la sede del Comando Zona Fari.
Guglielmo Evangelista
in anteprima il Forte di Sant’Andrea sull’isola delle Vignole (Venezia) – Fonte wikipedia – autore Ratzer https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Forte_S_Andrea.jpg
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