ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA
PERIODO: I SECOLO d.C.
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Augusto, Flotta romana
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Nel Mar di Marmara, l’antica Propontide, si ha notizia dell’istituzione di un’altra squadra navale di breve durata, il cui nome avrebbe dovuto essere flotta Tracica (classis Thracica), essendo subentrata a quella del regno di Tracia dopo l’annessione decisa da Claudio; tuttavia ne abbiamo conoscenza da una sola epigrafe (dell’epoca di Domiziano) in cui essa è citata – probabilmente in modo improprio – come flotta Perintia (classis Perinthia), dal nome della sua base navale a Perinto (presso l’odierno villaggio turco Büyük Ereğli).

mappa del 1865 di Karl von Spruner del Mar Nero e delle regioni adiacenti (Pontus Euxinus et quae ei Adjacent) dove soggiornarono numerose flotte romane. Spruner incluse anche due inserti dettagliati della Tracia (Thracia), che includeva parte della Grecia nord orientale e della Bulgaria odierna, e della Crimea (Cimmerius), la regione peninsulare a nord del Mar Nero annessa unilateralmente dalla Russia strappandola all’Ucraina odierna 1865 Spruner Map of the Black Sea and Adjacent Regions – Geographicus – PontusEuxinus-spruner-1865.jpg – Wikimedia Commons
Nel Mar Nero furono invece dislocate due flotte imperiali più longeve. Quella esclusivamente marittima fu la flotta Pontica (classis Pontica), creata da Nerone con quaranta navi e 3.000 classiari per procedere all’annessione del Ponto Polemoniaco, all’estremità orientale della costa settentrionale dell’Anatolia, e per subentrare alle navi di quel regno cliente nel controllo delle acque sudorientali del Mar Nero. Questa flotta, basata a Trebisonda, utilizzò come sedi secondarie anche i porti di Sinope, Bisanzio e Cizico, a protezione delle linee di comunicazioni marittime d’importanza strategica sulla direttrice da Ovest verso Est per la gestione delle crisi con i regni caucasici e soprattutto con l’Armenia e i Parti.
L’altra flotta imperiale operante nel Mar Nero ebbe un duplice carattere, marittimo e fluviale: si tratta della flotta Mesica (classis Flavia Moesica) che aveva delle proprie basi sia sul mare – ad Halmyris, Istro e Tomi – per il controllo del settore nord-occidentale del bacino, incluso il regno cliente del Bosforo Cimmerio (odierna Crimea), sia sul basso corso del Danubio, a valle delle Porte di Ferro, con la base navale principale a Novioduno di Mesia (poco a monte del Delta del fiume). Essa fu creata da Augusto per le esigenze di difesa del nuovo confine dell’impero sul Danubio e fu poi stata pienamente organizzata da Vespasiano. Le sue navi e i suoi classiari sono rappresentati nei bassorilievi della Colonna Traiana, poiché hanno fornito un efficace sostegno tattico e logistico alle operazioni terrestri nel corso della guerra Dacica di Traiano.

scene navali sulla colonna Traiana
Affine alla precedente, ma con un ruolo esclusivamente fluviale, fu la flotta Pannonica (classis Flavia Pannonica), anch’essa creata da Augusto sul Danubio, per farla navigare sui suoi affluenti e impadronirsi della città di Siscia (odierna Sisak) dopo aver sconfitto i nemici in battaglia navale; anch’essa fu successivamente organizzata da Vespasiano. Essendo separata dalla flotta Mesica dalle rapide, non navigabili, delle Porte di Ferro, essa operava sul medio e alto corso del Danubio (per controllare il confine dell’impero) e sui suoi grandi affluenti Drava e soprattutto Sava, raggiungibile con breve percorso terrestre dall’Adriatico: da Aquileia e dal golfo del Carnaro (tramite il fiume Colope). Aveva la propria base navale principale a Taurunum (sito inglobato nell’odierno Belgrado), alla confluenza con la Sava, e molte basi secondarie disseminate lungo i tre corsi d’acqua maggiori.

dettaglio colonna Traiana – da Wikipedia
Sull’altro grande fiume di confine dell’impero, il Reno, pattugliava la flotta Germanica (classis Germanica), creata durante il principato di Augusto da suo figlio adottivo Druso e considerevolmente potenziata dal figlio di quest’ultimo, Germanico. All’epoca dei due predetti comandanti in capo e anche durante il principato del giovane Gaio Caligola, figlio di Germanico, la flotta Germanica ebbe un ruolo determinante nei reiterati tentativi di controllo e pacificazione della Germania transrenana fino al fiume Elba, operando sia sul Reno e sui suoi affluenti di destra, sia nel Mare del Nord per aggirare le difese nemiche. A partire da Claudio, che rinunciò ad estendere il dominio di Roma al di là del Reno, il ruolo della flotta fu essenzialmente fluviale, con rare e limitate puntate in mare. La sua base principale divenne Colonia Agrippina (odierna Colonia) mentre vi furono diverse basi secondarie disseminate lungo il Reno, preferibilmente posizionate sulla riva sinistra di fronte ad importanti vie d’acqua sul lato destro, come Mogontiacum (odierna Magonza), alla confluenza del Meno, Castra Vetera (odierna Xanten), alla confluenza del Lupia (odierna Lippe), e Fectio (odierna Vechten), all’inizio del canale navigabile chiamato fossa Drusiana.

Altare dedicato a Jupiter Optimus Maximus dal Tribuno Marcus Maenius Agrippa, comandante della Flotta Britannica, Maryport, Cumbria – RIB 823 Classis Britannica – The British Fleet
Nelle vicine acque del canale della Manica nacque la flotta Britannica (classis Britannica), il cui primo nucleo fu creato da Gaio Caligola unitamente alle altre predisposizioni per riportare i re britanni al rispetto dei patti con Roma, con la diplomazia o con la forza. La flotta fu quindi usata da Claudio per lo sbarco navale in Britannia e, successivamente, dai vari governatori di quella provincia per completarne la conquista e assicurarne il controllo. La base navale principale della flotta rimase quella costruita da Gaio sulla costa gallica a Gesoriacum (poi chiamato Bononia: odierno Boulogne-sur-Mer), con il suo celebre faro, mentre in Britannia le basi navali utilizzate furono prima Rutupiae (Richborough) e poi Dubris (Dover), oltre alle possibili basi secondarie di Lemanis (Lympne) e Anderitum (Pevensey). Numericamente la classis Britannica ebbe una consistenza considerevole, grosso modo pari a quella della classis Germanica, visto che i rispettivi comandanti erano considerati di pari livello di livello.
A sud del Mediterraneo, nel Mar Rosso, ha operato un’ulteriore forza navale imperiale, fin dall’epoca di Augusto, per favorire l’avvio del commercio marittimo dell’impero romano con l’Arabia Felice e con l’India, previo ammorbidimento dell’atteggiamento dei regni arabi che controllavano lo stretto di Bab el-Mandeb. Successivamente la funzione delle navi da guerra romane è stata finalizzata alla sicurezza della navigazione in quel mare, dai Romani chiamato sinus Arabicus. Questa flotta, possibile classis Arabica, basata forse a Myos Hormos (odierno Quseir al-Qadim), fu potenziata da Traiano dopo aver creato la nuova provincia di Arabia (dalla Palestina al Sinai) e stabilito un presidio militare romano sulla maggiore delle isole Farasan – nel Ferresani portus – nelle estreme acque meridionali del mar Rosso: gli impegni navali romani si estesero pertanto fino a 540 miglia nautiche a sud del più meridionale porto dell’impero Berenice, in Egitto, a ridosso del promontorio di Ras Benas.
Fine II parte – continua
Domenico Carro
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estratto dal saggio Classiari di Domenico Carro – Supplemento alla Rivista marittima aprile-maggio 2024 – per gentile concessione della Rivista Marittima, dedicato alla memoria del figlio Marzio, corso Indomiti, informatico visionario e socio del Mensa, prematuramente scomparso
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PARTE IV
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