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livello elementare.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: sviluppi militari, potere marittimo, sorveglianza delle rotte, AUKUS
La spinta cinese nel Pacifico preoccupa non poco i Paesi che vi si affacciano. La marina cinese sta avendo uno sviluppo che va oltre le necessità di difesa territoriali, incrementando il suo potere marittimo nella regione. Gli interessi economici sono molteplici: dalle rotte vitali per i flussi commerciali allo sfruttamento dei fondali marini, ricchi di minerali preziosi per le industrie del III millennio. Facendo eco alle proteste statunitensi, anche altri paesi della Regione hanno dato il via ad iniziative politiche e militari. Non ultima quella che potremmo definire storica alleanza tra Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti (AUKUS) annunciata dal primo ministro australiano Scott Morrison.
“L’ambiente di sicurezza relativamente favorevole di cui abbiamo goduto per molti decenni nella nostra regione è alle nostre spalle” ha ribadito Morrison, insieme al presidente degli Stati Uniti Joe Biden e al primo ministro del Regno Unito Boris Johnson. “Siamo entrati, senza dubbio, in una nuova era con nuove sfide per l’Australia e per i nostri partner, amici e paesi in tutta la nostra regione“. Morrison ha affermato che verrà elaborato un piano congiunto nei prossimi 18 mesi che comprenderà anche l’assemblaggio della nuova flotta di sottomarini a propulsione nucleare australiana, che sarà costruita ad Adelaide. Sebbene se ne parlasse da tempo, l’Australia ha bisogno di sfruttare le competenze degli Stati Uniti e del Regno Unito per mettere in servizio una propria capacità nella sorveglianza subacquea.
Il progetto renderà l’Australia il settimo paese al mondo ad avere sottomarini a propulsione nucleare. Morrison ha comunque sottolineato che l’Australia non sta cercando di stabilire un’industria nucleare o una capacità nucleare civile e continuerà a rispettare gli obblighi di non proliferazione nucleare. Inoltre, si è impegnata ad “aderire ai più alti standard di salvaguardia, trasparenza, verifica e misure contabili per garantire la non proliferazione, la sicurezza e la sicurezza del materiale e della tecnologia nucleare“. In parallelo l’Australia ha annullato il suo contratto di sottomarini da 90 miliardi di dollari con la Francia suscitando non poche proteste da parte dei Francesi che è stato seguito un incontro tra Morrison, Biden e Johnson al G7 ed un incontro separato tra il primo ministro australiano e il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi.

Per memoria, l’Australia aveva pianificato l’acquisizione di 12 nuovi sottomarini classe Attack nell’ambito di un programma da 90 miliardi di dollari con il gruppo navale francese (DCNS), considerato la più grande acquisizione nell’ambito della Difesa australiana degli ultimi anni. In articolare, il 30 novembre 2015, DCNS con Thales aveva consegnato la sua proposta per il progetto Shortfin Barracuda Block 1A (una variante diesel-elettrica del sottomarino nucleare di classe Barracuda in costruzione per la Marina francese) al Dipartimento della Difesa del Commonwealth of Australia. Di fatto il programma fu da subito afflitto da ritardi, straordinari aumenti dei costi e controversie sul coinvolgimento dell’industria locale. Un programma, quello con i Francesi, che prevedeva la consegna del primo dei nuovi sottomarini nel 2034, seguito ogni due anni da un nuovo battello in sostituzione degli attuali sei sottomarini classe Collins. A marzo l’allora ministro della Difesa in carica, Marise Payne, aveva cercato di rinegoziare il progetto con i Francesi, richiedendo di spendere almeno il 60% del valore del contratto in Australia per tutta la durata del programma. Ma la strada si presentò da subito in salita. Quando Morrison incontrò Macron a Parigi a giugno, dopo il vertice del G7 nel Regno Unito, affermò che il presidente francese stava “assumendo un ruolo molto attivo” nella risoluzione dei problemi con il contratto, “ma c’è ancora molta strada da fare”. Ora sembra che tutto si sia interrotto definitivamente.

la portaerei Liaoning, la prima unità navale di questo tipo entrata in servizio nella marina del PLA (People’s Liberation Army). Una ex unità sovietica, viene classificata come “nave per esperienze” per addestrare e familiarizzare i piloti imbarcati, ma l’unità è a tutti gli effetti in grado di essere impiegata in combattimento dal 2016. Precede la Shandong, la prima costruita completamente in Cina che va a complementare la capacità di proiezione delle forze aeronavali a protezione delle nuove rotte commerciali marine lungo quella che il Presidente cinese definisce la “Via della Seta Marittima del XXI Secolo”, dall’Asia verso Europa e Africa – autore 日本防衛省・統合幕僚監部 PLANS Liaoning (CV-16) 20221216 – 1.jpg – Wikimedia Commons
Ovviamente la conferenza stampa che ha ufficializzato l’AUKUS non è piaciuta alla Cina che ha sottolineato come il patto USA-Regno Unito-Australia potrebbe “ferire i propri interessi“. Non sono mancate proteste interne da parte dei laburisti, storicamente opposti allo sviluppo dell’impiego dell’energia nucleare in Australia. Anche alcuni Paesi, come la Nuova Zelanda, hanno assunto delle forti posizioni di chiusura sul transito di questa futura classe di sottomarini nucleari nelle loro acque. Una posizione ribadita dal primo ministro Jacinda Ardern che, nonostante la Nuova Zelanda abbia stretti legami di sicurezza e intelligence con le tre nazioni, che sono tutte membri dell’alleanza Five Eyes, insieme al Canada, ha sottolineato la posizione antinucleare del suo partito.
Jacinda Ardern ha dichiarato che la flotta di sottomarini nucleari australiani sarà bandita dalle acque della Nuova Zelanda, ribadendo il divieto al transito di navi a propulsione nucleare di qualsiasi nazione nelle loro acque. Interessante la dichiarazione della Arden sul fatto che “La Nuova Zelanda è prima di tutto una nazione del Pacifico e osserviamo gli sviluppi della politica estera attraverso la lente di ciò che è nel migliore interesse della regione”. Ciò nonostante ha dichiarato “Accogliamo con favore il maggiore impegno del Regno Unito e degli Stati Uniti nella regione e ribadiamo che il nostro obiettivo collettivo deve essere la consegna della pace e della stabilità e la conservazione del sistema basato sulle regole internazionali“.
In sintesi, il Pacifico si conferma un’area di grande interesse geopolitico per i prossimi anni, in cui sarebbe opportuno investire anche in termini di presenza per non essere, come spesso accade, a rimorchio degli altri.
Andrea Mucedola
in anteprima sarà così il primo SSN australiano? – Autore BAE Systems Open Government License 3
SSN-AUKUS submarine.jpg – Wikimedia Commons
Fonti
immagini e informazioni da: www.TheGuardian.com, www.9news.com.au, https://sicurezzainternazionale.luiss.it, www.rt.com, https://vnexplorer.net
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[…] 17/09/2021Scritto da andrea mucedola […]