Il Caso Lusitania: l’inchiesta e le ultime scoperte di Virginio Trucco

Virginio Trucco

25 Luglio 2026
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Lusitania, inchiesta, nuove scoperte, Ballard

Come ho descritto nella prima parte dell’articolo, dopo l’affondamento della RMS Lusitania da parte del sommergibile tedesco U-20, fu immediatamente istituita un’indagine formale del Board of Trade, presieduta dal Commissario dei Relitti John Bigham, 1º Visconte Mersey. Avvennero un certo numero audizioni dal 15 al 18 giugno 1915, con ulteriori sessioni il 1° luglio e  il 17 luglio. John Bigham aveva presieduto numerose indagini marittime di alto profilo, tra cui il RMS Titanic e il RMS Empress of Ireland e venne assistito da quattro valutatori: l’ammiraglio Sir Frederick Inglefield, il capitano di fregata Hearn e due capitani della marina mercantile, D. Davies e J. Spedding.

John Bigham, 1º Visconte Mersey (1840-1929), 1903 – Fonte Harvard education  – Autore Fratelli Barclay 1stViscountMersey.jpg – Wikimedia Commons

Il Procuratore Generale, Sir Edward Carson, rappresentò il Board of Trade, assistito dal Solicitor General, F. E. Smith mentre Butler Aspinall, che aveva rappresentato il Board of Trade all’inchiesta sul Titanic, fu incaricato di rappresentare la compagnia di navigazione Cunard. Curiosamente solo 36 testimoni dei 763 sopravvissuti (39% dei 1.960 passeggeri, membri dell’equipaggio e clandestini a bordo) furono chiamati a testimoniare e due sedute furono effettuate a porte chiuse, stranamente quando furono presentate prove riguardanti la navigazione della nave. Inoltre, si ravvisarono delle incongruenze tra le testimonianze scritte  e pressioni sui membri dell’equipaggio per non danneggiare la Compagnia. Il capitano Turner del Lusitania affermò che due siluri avevano colpito la nave, cosa che non era stata presa in considerazione al punto di non chiederla ai sopravvissuti. Curiosamente nel 1933, Turner corresse la sua dichiarazione parlando di  un solo siluro mentre le altre parlavano di due se non tre siluri. Sembrerebbe che nelle due sedute a porte chiuse l’Ammiragliato cercò di attribuire la colpa di negligenza al capitano Turner, basandosi sui primi rapporti sull’affondamento del viceammiraglio Coke, comandante della Marina a Queenstown, che aveva riferito che “la nave fu particolarmente avvertita che i sommergibili erano attivi sulla costa sud e che per mantenere la rotta a metà canale evitando gli promontori, fu inoltre comunicata dalla W/T la posizione del sottomarino al largo di Cape Clear alle 10:00.  Il primo Lord del Mare Fisher commentò: “Poiché la compagnia Cunard non avrebbe assunto un uomo incompetente, è certo che il capitano Turner non sia uno sciocco ma un furfante. Spero che Turner venga arrestato immediatamente dopo l’inchiesta, qualunque sia la sentenza“.

Churchill e Fisher – da Wikimedia Commons

Il Primo Lord Winston Churchill aggiunse: “Ritengo che il caso dell’Ammiragliato contro Turner debba essere sostenuto da un avvocato abile e che il Capitano Webb debba partecipare come testimone, se non essere impiegato come valutatore. Perseguiremo il capitano [Turner] senza freni“. Turner, nel suo interrogatorio, confermò ci aver ricevuto istruzioni per zigzagare ma la sua interpretazione era quella di zigzagare una volta avvistati i sommergibili, cosa inutile in caso di attacco a sorpresa in immersione. Turner dichiarò di aver discusso la questione della rotta co due dei suoi ufficiali più anziani (tra l’altro periti nell’affondamento) ed avevano concordato che l’avvertimento dell’Ammiragliato di “attività sottomarina a 20 miglia a sud di Coningbeg” sembrava più importante del consiglio dell’Ammiragliato di mantenere il ‘mezzo canale’, dove riteneva fossero i sottomarini.

Nell’udienza del 1° luglio, fu testimoniata una seconda esplosione, con un rumore simile ad una raffica di mitragliatrice o di fucile, sotto la sala da pranzo di seconda classe a poppa. Le cartucce furono menzionate durante il caso, con Lord Mersey che affermò che esistevano 5.000 casse di munizioni a bordo ma ea 50 yard dal punto in cui il siluro aveva colpito la nave. Per cui non c’erano altri esplosivi a bordo. Il processo terminò con l’assoluzione del capitano Turner e la Cunard Company e la Royal Navy furono assolti da qualsiasi negligenza, dando la colpa al governo tedesco.

NdR: L’SM U-20, che affondò l’RMS Lusitania, era un sottomarino tedesco tipo U-19 che servì nella Prima Guerra Mondiale, costruito per la Kaiserliche, fu messo in servizio il 5 agosto 1913. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’SM U-20 affondò 37 navi e ne danneggiò 2. Il SM U-20 aveva 4 tubi lanciasiluri da 50 cm, due a prua e due a poppa del battello con una dotazione di 9 siluri e un cannone da 1×88 mm. Durante la Prima Guerra Mondiale il sottomarino ebbe 2 comandanti e 7 operazioni, Otto Droscher e Walther Schwieger. Il destino del U-20 fu bizzarro: il 4 novembre 1916 si arenò sulla costa danese a Vrist, vicino a Thorsminde. Il comandante Schwieger diede l’ordine di far detonare i siluri di prua per distruggerlo. I resti del SM U-20 divennero presto una popolare attrazione locale e il cannone è conservato in un museo in Germania per essere esposto. Nel riquadro il comandante del SM U-20 Walther Schwieger. Non sopravvisse alla guerra perchè il 5 settembre 1917, al comando dell’U-88, urtò una mina mentre si dirigeva verso la costa francese. 

E il relitto del Lusitania?
Nei primi anni 80, iniziarono ad emergere nuove prove, fu ritrovata una copia del manifesto di carico supplementare, redatto dopo la partenza, oltre alla presenza delle già dette casse di munizioni, attrassero l’attenzione la presenza di 3.863 casse di formaggio, 698 barili di burro, 184 casse di sacchi a pelo e zaini e 323 balle di pelle, la cosa strana è che le derrate, non furono imbarcate nella apposita stiva dedicata alle derrate, ma tutta la merce risultava stivata in un locale posto a proravia della sala macchina, proprio in prossimità del punto d’impatto del siluro, inoltre, le derrate erano destinate ad una casella postale di Liverpool intestata ad un sovraintendente dell’arsenale di Shoeburyness, mentre gli zaini e le pelli, erano spediti da località dove non esistevano fabbriche manifatturiere, ma industrie chimiche, ed erano destinati alla ditta Babcock & Co. Produttrice di fulmicotone (sostanza altamente esplosiva utilizzata per gli inneschi di proiettili, bombe e mine), altra stranezza per queste merci, nessuno si presentò a ritirare il premio assicurativo. Nel 1960 i diritti sul relitto furono acquistati dal uomo d’affari americano, Gregg Bernis, che ipotizzava il recupero dei tesori contenuti all’interno dello stesso (sulla nave viaggiavano ben stivati famosi dipinti) e di guadagnare con i suppellettili recuperati e venduti a collezionisti, purtroppo le battaglia legali, si protrassero nel tempo, sino a quando l’Irlanda pose sotto vincolo il relitto.

Nel 1993 il relitto fu ispezionato tramite un minisommergibile da Robert Ballard che riscontrò che il relitto del Lusitania è adagiato su un fianco alla profondità di 93 metri in pessimo stato di conservazione e ricoperto da una grande quantità di reti da pesca. La sezione prodiera è piegata di circa 45° (probabilmente in seguito all’urto con il fondale) e presenta un ampio squarcio nel punto d’impatto del siluro; purtroppo la grande quantità di reti, non permise una accurata ricognizione. Nel 2008 una seconda spedizione, sempre organizzata da Gregg Bernis, effettuò delle immersioni congiunte con un mini ROV e sommozzatori, e riportò alla luce 300 proiettili calibro 303, stimando la presenza a bordo di almeno quattro milioni di proiettili fabbricati negli Stati Uniti. Una quantità che faceva del Lusitania un cargo strategico … forse l’operato dell’U 20 non fu proprio illegittimo, forse illegittimo era l’uso fatto della nave passeggeri per questo trasporto.
Virginio Trucco

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