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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Francia, Gran Bretagna.
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Ho raccontato, nell’articolo precedente la fallimentare “Expédition d’Irlande”; veniamo ora alla battaglia vera e propria. Il Droits de l’Homme, vascello di linea da 74 cannoni, era comandato dal commodoro Jean-Baptiste Raymond de Lacrosse, e faceva parte della spedizione. Costruita nel 1794 – secondo i migliori criteri velici dell’epoca – il Droits de l’Homme era un buon veliero ma in questa situazione, dovendo portare oltre ai 550 uomini di equipaggio ben 727 soldati ed equipaggiamento pesante, era molto lenta da manovrare e sovraffollata. Inoltre era, de facto, una nave “sperimentale”: presentava infatti una poppa poco marcata, ed era più lunga e più bassa del solito – questo dettaglio, che sembra da poco, in realtà giocò in seguito un ruolo fondamentale nel destino della nave francese.

Jean-Baptiste Raymond de Lacrosse, 1840 – Fonte Biographie des marins de l’empire – Autore non noto Jean-Baptiste Raymond de Lacrosse.jpg – Wikimedia Commons
Con il mesto ritorno delle navi francesi in patria, il Droits de l’Homme tentò un altro infruttuoso tentativo di sbarco in Irlanda, alla foce dello Shannon, rimanendo però distaccata dal resto del gruppo. Abbandonato poi definitivamente il progetto, fece anch’essa vela verso Brest. Il commodoro Pellew, intanto, non era rimasto ad aspettare: era rientrato anch’egli in acque francesi, ma non prima di essere tornato con l’HMS Indefatigable e l’HMS Amazon a fare rifornimento a Falmouth. Nel primo pomeriggio del 13 gennaio 1797, in una giornata “col il vento [..] che soffiava forte, e con tempo pessimo” venne avvistata una nave da guerra francese, a circa 50 miglia da Ushant, e Pellew ordinò immediatamente di virare di bordo per intercettarla. Quella nave era il Droits de l’Homme che, al contrario delle controparti inglesi era limitata dall’eccezionale carico e dalla lunga permanenza in un mare inclemente. Il commodoro Lacrosse fu avvisato prontamente dell’avvistamento dei vascelli inglesi e, pur sapendo di essere in vantaggio per peso di bordata e uomini a bordo, cercò in ogni modo di evitare lo scontro, conscio della maggiore lentezza della sua nave e della difficoltà di manovra in quelle acque.
Iniziò così la caccia
Pellew con l’HMS Indefatigable aveva però il vantaggio del vento, e anche la fortuna arrideva agli inglesi: con il peggiorare ulteriore del tempo, il forte vento fece spezzare gli alberetti di mezzana della nave francese, costringendola ad rallentare ulteriormente e rendendo il rollio della nave, già di per sé molto forte, ancora più violento; ciò permise all’HMS Indefatigable di avvicinarsi a distanza di combattimento con il Droits de l’Homme. Invece l’HMS Amazon, lontano in quel momento diverse miglia, sopraggiunse in un secondo momento all’azione.

Il confronto era ora inevitabile: alle 17 e 45 iniziarono i cannoneggiamenti, con il Droits de l’Homme che apriva il fuoco con i cannoni del ponte superiore. In termini strategici, il vascello francese era in vantaggio, potendo contare su un maggiore peso in termini di bordata e di uomini a bordo, ma in termini tattici – predominanti in questi combattimenti ravvicinati – il Droits de l’Homme era chiaramente svantaggiato, era in inferiorità numerica, il cattivo tempo e il maggiore peso avevano limitato enormemente la sua capacità velica, e soprattutto il mare grosso impediva ai francesi di utilizzare il ponte di batteria inferiore (quello con i cannoni di calibro maggiore). Oltre a ciò la perdita degli alberetti aveva causato un aumento del rollio, rendendo quasi impossibile per i cannonieri mirare con accuratezza.
Non ultimo la forma stessa del vascello francese giocava contro: una maggior altezza dei ponti di batteria infatti avrebbe forse potuto permettere l’apertura dei portelli del livello inferiore, mettendo in gioco i pezzi più pesanti. Lo scontro era però bilanciato dalla classe superiore del vascello francese, e dalla sua maggiore pericolosità a distanza ravvicinata, potendo contare su un soprannumero di soldati di fanteria ben equipaggiati ed addestrati, che sparavano con moschetti dalle coffe. Dopo i primi colpi – troppo imprecisi da parte della nave francese – Pellew manovrò per portarsi sulla prua dell’avversaria, cercando di spazzarne i ponti con una bordata, mentre la nave di Lacrosse cercava di speronare quella inglese; nessuna delle due manovre fu eseguita con successo e, allontanandosi sopravvento, il vascello francese sparò una bordata diretta alla prua dell’Indefatigable, mancandola però quasi del tutto. Le mosse successive videro i due avversari studiarsi reciprocamente e sparare in modo inefficace, almeno fino alle 18 e 50, momento in cui la Amazon, alla massima velatura consentita dal cattivo tempo, si unì allo scontro.

La Droits de L’Homme, nave francese da 74 cannoni, attaccata dalle fregate di Sua Maestà l’Indefatigable e l’Amazon il 13 e 14 gennaio 1797 – Fonte: http://www.rmg.co.uk/collections Autore: I, Brydon – Le Droits de L’Homme attacked by two frigates.jpg – Wikimedia Commons
E’ proprio in questi momenti che vi è una svolta: un cannone surriscaldato del Droits de l’Homme esplode, uccidendo il capopezzo, i serventi e altri marinai; approfittando della momentanea confusione a bordo, l’HMS Amazon riuscì a portarsi molto vicina alla Droits de l’Homme, scaricandole addosso una bordata che danneggiò seriamente il ponte mediano dell’avversaria. Intanto Pellew sul Indefatigable manovrò per portarsi sull’altro lato del vascello francese, ma Lacrosse riuscì a evitare il fuoco incrociato delle due fregate avversarie sparando contemporaneamente con entrambi i bordi e aumentando la velatura; a questo punto lo scontro vide una pausa di circa un’ora, con le fregate inglesi che si allontanarono momentaneamente dal Droits de l’Homme per una stima dei danni e una veloce riparazione di quelli più urgenti.
Alle 20 e 30 il combattimento riprese, con i vascelli inglesi che raggiunsero la nave francese più lenta e già in difficoltà. A questo punto le navi britanniche passarono in vantaggio: sfruttando la superiorità numerica e la difficoltà del vascello francese nel puntare correttamente i pezzi a causa del rollio, Amazon e Indefatigable si alternarono in una serie di incroci sulla prua e sulla poppa dell’avversaria, mandando a segno diverse bordate, a cui fecero seguito diversi disperati (e infruttuosi) tentativi di Lacrosse di speronare le fregate avversarie.
Ormai a sera, il Droits de l’Homme sembrava condannata: con molte perdite tra l’equipaggio, il sartiame e la velatura fortemente danneggiate, la nave francese era anche a corto di munizioni. La battaglia però non era ancora terminata; solo alle 4 e 20 di mattina le fregate inglesi si disimpegnarono dal combattimento, essendo stata avvistata la terra a poche miglia di distanza. Il destino era invece segnato per il Droits de l’Homme: praticamente disalberato non poteva manovrare per allontanarsi dalla costa Bretone e le correnti la spingevano sempre più vicino agli scogli; alle prime luci dell’alba si scontrò contro un tratto di sabbia, con il marosi che si infrangevano contro lo scafo. Ciò provocò il definitivo naufragio del vascello francese, che si adagiò, per metà emerso, sul fianco.

Veduta del naufragio della nave francese Le Droits D’Homme, vicino alle isole Penmarks, sulla costa francese, il 14 gennaio 1797, dopo una dura e lunga battaglia contro le fregate inglesi Indefatigable e Amazon. Anche l’HMS Amazon naufragò poche ore dopo; l’equipaggio fu salvato – Fonte: Grosvenor Prints – Autore: John Fairburn droits de lHomme sinking.jpg – Wikimedia Commons
Anche per le fregate inglesi però la situazione non si risolse del tutto favorevolmente: l’HMS Indefatigable, meno danneggiata dalla battaglia rispetto alla compagna, riuscì a scampare alla costa – anche grazie all’intervento di una piccola imbarcazione di francesi realisti, che indicarono la strada per uscire dalla baia. Non altrettanto fortunata fu l’HMS Amazon che si schiantò anch’essa contro gli scogli; le perdite furono relativamente poche, ed i superstiti furono tutti catturati dai francesi dopo il loro arrivo sulla terraferma. Il disastro fu invece totale per il Droits de l’Homme: la nave era irrimediabilmente danneggiata e delle 1.300 persone a bordo oltre 900 morirono a seguito dello scontro e del successivo naufragio per annegamento.
Sir Edward Pellew, non potendo portare soccorso ai naufraghi delle due navi a causa del tempo pessimo, fu costretto a fare vela per l’Inghilterra. In seguito, Pellew fu nominato Visconte e divenne ammiraglio; il Commodoro francese, Lacrosse, riuscì ugualmente a salvarsi dal naufragio sebbene ferito, e, per il suo valore e la sua perizia nel sostenere una situazione di inferiorità, fu in seguito promosso contrammiraglio.
Concludiamo l’argomento con una veloce analisi tecnica della situazione e dei vascelli coinvolti; abbiamo più volte detto come la Droits de l’Homme fosse limitata dalla maggiore zavorra e di come le sue capacità veliche fossero già state compromesse prima della battaglia dalla perdita degli alberetti. Abbiamo inoltre già analizzato i limiti intrinseci della nave, e cioè la sua forma particolare, e l’impossibilità di utilizzare il ponte di batteria inferiore a causa del cattivo tempo.

l’HMS Amazon in ritorno verso Dover, una fregata da 36-38 cannoni – Autore Thomas Luny His Majesty’s frigate ‘Amazon’, 38 guns, arriving off Dover.jpg – Wikimedia Commons
Ma parliamo ora dei vascelli inglesi, cominciando dal HMS Amazon: anch’essa era stata varata nel 1794-1795, era una fregata da 36 cannoni (nave di quinto rango), sotto il comando del capitano Reynolds. Su questa nave non c’è molto altro da aggiungere, essendo stata progettata e costruita secondo i criteri comuni dell’epoca. Ma il vero punto di interesse riguarda l’HMS Indefatigable, nave ammiraglia di Pellew, una fregata pesante, di 44 cannoni, ma che era stata ricavata da una nave di linea da 64 cannoni, e poi “tagliata” (ridotta di un ponte) per prendere l’aspetto definitivo da nave di quinta classe.

HMS Indefatigable che si unisce ad altre navi dello squadrone al largo Firmata e datata “J. T. Serres 1800” (in basso a sinistra) 15,8 x 24,8 cm – Autore John Thomas Serres matita media, penna, inchiostro grigio e acquerelloJohn Thomas Serres – H.M.S. Indefatigable joining other ships of the squadron offshore …jpg – Wikimedia Commons
Ora, le cosiddette fregate pesanti erano un’entità abbastanza rara nella Royal Navy del periodo, almeno fino al 1812, quando le fregate pesanti statunitensi riportarono diverse clamorose vittorie sulle controparti inglesi, meno armate e possenti (cosa che provocò la costruzione di diverse fregate da 40, 44 e 50 cannoni in Gran Bretagna, in un senso di allarmante preoccupazione).
Ma la particolarità dell’HMS Indefatigable non si fermava a questo: essendo stata ricavata appunto da una nave di linea, presentava murate e ponti più spessi di quelli di una classica fregata, cosa che le permetteva di montare un reparto artiglieria maggiore: cannoni da 24 libbre invece che da 18 o da 12 sul ponte di batteria principale, e carronate da ben 42 libbre sul castello e sul ponte di coperta (si pensi che la Victory, la nave ammiraglia dell’intera flotta inglese, aveva 100 cannoni e due sole carronate anche se da ben 64 libbre). Inoltre, la maggiore stazza dell’ Indefatigable le permetteva di alloggiare un equipaggio di uomini e serventi ai pezzi più numeroso del normale, cosa che la rendeva formidabile nell’uso stesso dell’artiglieria. Infine, un’ultima ma non secondaria cosa: la nave presentava un alberatura più imponente del solito, e ciò le permetteva di stringere di più il vento, mantenendo al tempo stesso l’agilità di una fregata.

Prospetto dell’Indefatigable. Notare l’imponenza insolita dei ponti di batteria [da Fleet Battle and Blockade, pag. 158] – Autore non noto
Se mettiamo insieme il quadro tracciato fin ora, capiamo quanto lo scontro sia stato deciso dalle circostanze; era infatti molto raro che una fregata, anche pesante, ingaggiasse combattimento una nave di linea da 74 cannoni, di classe quindi superiore, meglio armata e con un equipaggio più numeroso – gli stessi ufficiali del Droits de l’Homme restarono sorpresi quando, avvistate le fregate inglesi, queste assunsero una formazione da inseguimento, invece che limitarsi a seguire i movimenti del vascello maggiore. Non dimentichiamo infine il carattere intraprendente di Pellew, già rinomato nella Royal Navy per le sue azioni audaci. Concludendo, ritengo che ci siano ora tutti gli elementi per giustificare l’esito dello scontro: condizioni incredibilmente favorevoli per gli inglesi, e incredibilmente negative per i loro avversari.
Davide Villa
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