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livello elementare.
ARGOMENTO: BIOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: movimento animale, etologia
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I movimenti di alcuni gruppi di animali possono sembrare una coreografia di danza: le evoluzioni in volo di determinate specie di uccelli e negli sciami degli insetti, in acqua per i pesci ed alcuni cetacei, la sincronizzazione del movimento dei branchi di zebre, bufali e dei greggi di animali domestici come le pecore. Sono comportamenti che vengono definiti “collettivi”, che interessano la vita sociale durante la quale i singoli individui si riuniscono per aggregazione non casuale e compiono movimenti coordinati anche molto complessi.

I branchi al minimo pericolo si lanciano in una corsa sfrenata mantenendo tra loro le distanze – photo credit Guido Alberto Rossi
Foto Fine art | Foto veduta aerea | Foto geografiche | GUIDO ALBERTO ROSSI
Il motivo alla base di questo fenomeno è essenzialmente quello della sopravvivenza: il cielo è un contesto difficile, dove possono esistere predatori, correnti d’aria, ostacoli, fonti di cibo. La natura ha disegnato un comportamento perfettamente razionale per agire in questo contesto: gli uccelli stando in gruppo hanno maggiori probabilità di sopravvivenza piuttosto che agendo singolarmente. Il comportamento complessivo dello stormo di uccelli nasce dalla somma dei comportamenti dei singoli, senza un preventivo accordo e senza un leader riconosciuto che possa guidarli. Ogni uccello segue poche semplici regole: vola nella stessa direzione dei suoi vicini, stando attento a non urtarli, e non ha nessuna cognizione della struttura globale del gruppo.

Migliaia di uccelli disegnano forme sempre nuove danzando all’unisono- photo credit Guido Alberto Rossi
Foto Fine art | Foto veduta aerea | Foto geografiche | GUIDO ALBERTO ROSSI

stormo di uccelli – photo credit Guido Alberto Rossi
FFoto Fine art | Foto veduta aerea | Foto geografiche | GUIDO ALBERTO ROSSI
Gli uccelli non hanno leader gerarchici e sono tutti uguali, ma assumono ruoli diversi: sono gli uccelli all’esterno del gruppo quelli che percepiscono i cambiamenti del contesto e imprimono il movimento, mentre quelli in mezzo al gruppo seguono pedissequamente gli altri. Di fatto se un uccello, che reagisce ai cambiamenti del contesto cambiando direzione, se non viene seguito dagli altri, diventa più vulnerabile. Curiosamente i piloti degli aerei che volano in formazione applicano lo stesso principio, mantenendosi in posizione rispetto al loro riferimento.

branco di castagnole – photo credit andrea mucedola
Anche in mare succede qualcosa di analogo. Guardare i movimenti dei banchi di pesci è uno degli spettacoli più affascinanti del mondo naturale. Il formarsi di un banco di pesci parte innanzi tutto da una loro risposta a potenti stimoli esterni (come la presenza di cibo o di una luce che li attrae), capaci di farli confluire tutti insieme in quella direzione. Ma si tratta anche di un efficace e astuto meccanismo di difesa nei confronti dei predatori. Tutti insieme riescono ad avvertirne la presenza molto meglio che singolarmente, e possono fare in modo di confondere e disorientare il predatore improvvisando un’apertura del gruppo a ventaglio o a fontana per poi richiudersi immediatamente alle loro spalle, o di fuggire disperdendosi in varie direzioni. Inoltre, il muoversi tutti ordinatamente in parallelo tra loro come se fossero un singolo organismo, sincronizzando cambiamenti di direzione e di velocità e mantenendo sempre una distanza fissa l’uno dall’altro, li rende meno individuabili singolarmente e ingannano l’attaccante che in mezzo al gruppo non sa chi colpire, come nel caso degli spettacolari attacchi tonni ai branchi di sardine.

Attacco di Tonni (Thunnus thynnus) in un branco di acciughe (Engraulis encrasicolus) – Monterosso, Liguria, Italy – photo credit Davide Lopresti – foto premiata al 2019 UM Rosenstiel School Underwater Photo Contest
La regola con cui questi pesci interagiscono tra loro si è rivelata incredibilmente semplice, ma efficace. Ogni pesce cerca di star dietro al pesce che ha davanti, ma rallenta quando si avvicina troppo, adattandosi a ciò che fa il proprio vicino e si relaziona solo con quello. Attraverso queste semplici regole, i banchi di pesci si muovono sempre in modo coordinato attraverso una combinazione di contatto visivo sfruttando la loro linea laterale.

triglie, notare la linea laterale – photo credit andrea mucedola
In particolare, i pesci che nuotano in un banco non si scontrano tra loro perché possono rispondere ai più piccoli movimenti degli altri pesci proprio grazie alle linee laterali, un sistema sensoriale caratteristico dei pesci che è composto da una serie di organi ricettori disposti lungo i fianchi dell’animale, formando una riga visibile ad occhio nudo che parte dalla testa e raggiunge la coda. Questi recettori, chiamati neuromasti, sono costituiti da un gruppo di cellule ciliari ricoperte da una “cupola” gelatinosa che ; si trovano generalmente all’interno di una scanalatura sul fianco facilmente visibile ma, in alcuni casi, non sono esposti ma comunicano con l’esterno attraverso dei pori. Nonostante questi straordinari sensori qualche collisione è in alcuni casi inevitabile, ma i vantaggi forniti dalla permanenza nel gruppo sono maggiori.

Il sistema di meccano-ricezione della linea laterale nei pesci è estremamente sofisticato e funziona anche se la massa dei segnali di movimento generati dai muscoli del pesce supera di gran lunga i piccoli segnali di interesse. I comandi dal cervello alla linea laterale tramite nervi efferenti trasmettono gli ordini ai muscoli natatori, sopprimendo il “rumore” dei movimenti natatori per rivelare anche piccoli segnali dall’ambiente, come quelli delle prede – Autore Ian Alexander
Lateral line circuits.svg – Wikimedia Commons
In pratica il branco, anche se costituito da migliaia di individui, si comporta come un unico organismo e può adottare forme diverse a seconda della funzione che deve svolgere. Come gli uccelli, li vediamo danzare all’unisono prendendo una forma a cuneo, favorita dal piano idrodinamico che gli consente di risparmiare energia creando mulinelli e vortici che sono poi il vero motivo per risparmiare energia.

l’incredibile movimento di un branco di pesci – Photo credit Christian Vizl Mc Gregor
Quando il pesce in testa al gruppo crea un vortice muovendo la coda, quello dietro può approfittarne per farsi trasportare, riducendo così la quantità di energia che deve spendere per spostarsi (tecnica che si chiama vortex phase matching). Alcune specie come sardine, acciughe, aringhe e tonni si radunano in banco durante i periodi riproduttivi per far sì che i gameti rilasciati in acqua hanno più possibilità di incontrarsi. Ma le loro danze sono spesso legate alla loro sopravvivenza per sfuggire ai predatori.
Vincenzo Popio
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