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livello elementare
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ARGOMENTO: MITI E LEGGENDE DEL MARE
PERIODO: XVI SECOLO – CONTINUA
AREA: RELITTI
parole chiave: Flight Dutchman, fata morgana
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Forse una delle leggende del mare più conosciute è quella dell’Olandese Volante, un vascello che si narra affondò al largo della costa del Capo di Buona Speranza. Il suo capitano si chiamava van der Decken ed era sulla via del ritorno dall’Estremo Oriente dopo un lungo viaggio che era stato molto fortunato. In quel periodo, XVII secolo, la Compagnia delle Indie olandese (VOC) si estendeva in una rete commerciale che copriva tutto l’Oceano Indiano assicurando beni preziosi all’Europa. I viaggi non erano certo facili e il successo delle navigazioni era legato alla perizia dei capitani e ad una buona dose di fortuna. La VOC perdeva molte navi e per facilitare i suoi capitani voleva fondare un insediamento al Capo, sulla punta estrema dell’Africa, offrendo così un rifugio alle navi che attraversavano il Capo di Buona Speranza, uno dei passaggi considerati più pericolosi in mare, erroneamente considerato il punto più a sud del continente africano, tra l’oceano Atlantico e l’oceano Indiano il cui primato spetta in realtà a capo Agulhas. La sua sinistra fama risale al XV secolo quando fu scoperto per la prima volta dal navigatore portoghese Bartolomeo Diaz nel 1487 (che lo battezzo il Capo delel Tempeste) ma fu Vasco da Gama, nel 1497, ad attraversarlo per primo e portare a termine il tragitto verso le Indie.
Noto come Capo di Buona Speranza, era (ed è ancora) temuto dai naviganti a causa dei forti venti e delle furiose tempeste foriere di tanti naufragi nei suoi pressi dove l’estremità meridionale della corrente del Benguela viene in contatto con la corrente di Agulhas, una corrente calda che proviene dall’oceano Indiano e scorre verso sud. E’ proprio l’incontro di queste due correnti a causare di una notevole instabilità meteorologica, con frequenti tempeste. Non è un caso che, intorno al XVII secolo, nacque la leggenda dell’Olandese Volante (Flying Dutchman), un veliero che incappò in una violenta tempesta nella sua rotta di ritorno. La situazione descritta fu terribile ed il capitano e il suo equipaggio lottarono per ore per uscire dalla tempesta al punto che sembrava che ce l’avrebbero fatta, portandosi probabilmente sotto costa per sfuggire ai forti venti. Improvvisamente si udì un forte scricchiolio ed il vascello urtò degli scogli che aprirono una fall nello scafo che incominciò ad affondare. Si dice che l’indomito capitano Van der DeckeN, comprendendo la fine vicina, urlò una maledizione:” May I be eternally damned if I do, though I should beat about here till the day of judgment.” “Doppierò questo Capo, anche se dovessi navigare fino al giorno del giudizio!“. Da questo racconto pieno di pathos, nacque la leggenda del veliero fantasma condannato per l’eternità a navigare per mare. Tante le citazioni romanzesche e, non ultima, quella nel film dei Pirati dei Caraibi. Visto che non era abbastanza, qualcuno aggiunse che chi avesse visto la spettrale nave sarebbe incorso a breve in un grave pericolo.
Sebbene la leggenda dell’Olandese Volante non abbia alcun riferimento storico attendibile, vennero segnalati nel tempo numerosi suoi avvistamenti nella regione del Capo di Buona Speranza.
Questa cronologia, sicuramente non esaustiva, ne descrive alcuni:
1823: il Capitano Owen della HMS Leven registrò due avvistamenti nel diario di bordo della nave.
1835: una nave britannica videro una nave a vela avvicinarsi a loro nel mezzo di una tempesta. Sembrava che ci sarebbe stata una collisione, ma la nave scomparve all’improvviso.
1879: l’equipaggio della SS Pretoria avvistò la nave fantasma.

la vita a bordo dell’HMS Bacchante – Fonte The Voyage of the Royal Cadets Round the World, Sketches on Board H.M.S. “Bacchante”. Illustration for The Graphic, 20 September 1879.The voyage of the Royal Cadets round the world, sketches on board HMS ‘Bacchante’ – The Graphic.jpg – Wikimedia Commons
1881: tre membri dell’equipaggio della HMS Bacchante, tra cui il futuro re Giorgio V (all’epoca giovane guardiamarina), videro la nave. Il giorno dopo, una vedetta cadde dal sartiame e morì.
1911: una baleniera quasi entrò in collisione con lei prima che scomparisse.
1923: alcuni ufficiali e marinai inglesi dichiararono di averla vista il 26 gennaio, fornendo una precisa documentazione alla Society for Psychical Research (SPR). In particolare, il quarto ufficiale Stone scrisse un resoconto dell’avvistamento che ebbe una durata di quindici minuti e disegnò un’immagine del vascello fantasma. Anche il secondo ufficiale Bennett, un timoniere e un cadetto confermarono l’avvistamento.
1939: L’ammiraglio Karl Dönitz dichiarò che gli equipaggi degli U-Boot tedeschi avevano registrato degli avvistamenti misteriosi di quella nave fantasma.
1941: degli abitanti di Glencairn Beach, un piccolo villaggio nei pressi di Cape Town, avvistarono la nave fantasma che poi scomparve, appena prima di schiantarsi contro gli scogli.
1942: quattro testimoni videro un vascello entrare nella Table Bay (Cape Town) e poi scomparire. Il secondo ufficiale Davies e il terzo ufficiale Montserrat, della HMS Jubilee asserirono di aver visto il Flying Dutchman e lo annotarono nel diario di bordo della nave.
1959: la nave Straat Magelhaen riportò di essere quasi entrata in collisione con la nave fantasma.
Un bel mistero del mare la cui spiegazione potrebbe essere molto semplice; si tratterebbe del fenomeno della Fata Morgana, un miraggio che si può scorgere all’interno di una stretta fascia posta sopra l’orizzonte. Probabilmente i marinai osservarono questa strana apparizione causata dal riflesso di un’altra nave che stava navigando sull’acqua sotto questa immagine, ma ad una distanza tale che impediva loro di vederla.

Un’illustrazione di un libro del XIX secolo, che mostra versioni fittizie grossolanamente fuorvianti di miraggi superiori. I veri miraggi non possono mai essere così lontani dall’orizzonte, e un miraggio superiore non può mai aumentare la lunghezza di un oggetto come mostrato a destra.
Superior mirage of the boats painting.jpg – Wikimedia Commons
A causa di questo fenomeno, i raggi del sole possono formare nell’aria un’immagine perfetta anche se distorta di oggetti sull’acqua ovvero capovolte e rivolte verso l’alto. Un’altra spiegazione che ci da la fisica è che potrebbe essere stato un effetto ottico noto come incombenza che si verifica quando i raggi di luce vengono piegati attraverso diversi indici di rifrazione. Ciò potrebbe far sembrare una nave appena fuori dall’orizzonte sollevata in aria, quasi a galleggiare. Una spiegazione scientifica che forse non sarebbe piaciuta a quei vecchi marinai che, alla ragione e alla conoscenza, preferivano l’urlo delle tempeste, osservando con sacro rispetto le onde e il vento.
in anteprima quadro ad olio di Charles Temple Dix che raffigura lo spettrale incontro di una nave con il Flying Dutchman
The Flying Dutchman by Charles Temple Dix.jpg – Wikimedia Commons
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