If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Deep stop, la sosta profonda è defunta? di Pasquale Longobardi

livello elementare

Ci avviciniamo alla stagione calda … molti di noi hanno già ricominciato le loro immersioni, pochi non le hanno mai sospese … E’ inutile sottolinearlo, quando la subacquea diventa parte della tua vita è difficile staccarsene. Non è solo una attività ricreativa ma uno stile di vita,  che dovrebbe essere sempre seguito con consapevolezza e professionalità. Pubblico oggi un interessante articolo del dottor  che invito tutti a leggere con la dovuta attenzione. Buona lettura 🙂 e  .. buone immersioni. 

IMG_0440

Deep stop: la sosta profonda è defunta?
I subacquei del gruppo di discussione Facebook “It Hobby Scuba” hanno attivato una costruttiva discussione su quanto ho presentato al convegno della NADD a Colico (Lecco) il 19 novembre 2016. Ritengo utile rendere pubblici i punti salienti per stimolare lo scambio di opinioni in questo sito SIMSI. Alla fine di questo articolo trovate il link per leggere le slide presentate al convegno.

NADD1-768x431

Innanzitutto un chiarimento sulla terminologia di “deep stop”. Io traduco in italiano “stop” con “tappa” se questa è prevista dal software, dal computer o dalla decompressione mnemonica (la tappa, così intesa, deve essere certamente effettuata). Traduco con “sosta” se essa fosse arbitrariamente aggiunta a quanto previsto dal metodo di calcolo della decompressione scelto (ritengo la sosta, così intesa, spesso inutile se non dannosa).

Angelo Ubiali ha riportato la sintesi di quanto è stato affermato nel convegno:

  1. Evitare le “deep stop” aggiuntive (cioè le “soste”) rispetto alle tappe obbligatorie definite dall’algoritmo utilizzato per il calcolo della decompressione.
  2. Tutti i computer danno profili di decompressione più che adeguati.
  3. Molti fattori possono determinare lo stress decompressivo. L’endotelio dei vasi sanguigni reagisce ad esso rilasciando delle “microparticelle” (citochine pro-infiammatorie) che attivano l’infiammazione già in profondità, prima di  iniziare la risalita. Le citochine, a loro volta, attivano l’espressione delle beta 2 integrine (una sorta di “tentacoli”) sui globuli bianchi favorendone l’adesione all’endotelio, il passaggio (diapedesi) nei tessuti e il danno infiammatorio. Quindi è importante prevenire lo stress decompressivo e la conseguente infiammazione già durante il tempo di fondo dell’immersione (oltre che gestire bene la risalita).
    Preciso che per “stress decompressivo” si intende la pressione parziale di azoto e/o ossigeno elevate (rispettivamente oltre 3,2 bar e 1,3 bar), un tempo totale di decompressione superiore a 30 minuti, il profilo di risalita saliscendi o a yo-yo, l’intervallo superficie  inferiore alle due ore, l’intervallo tra immersioni successive superiore a 21 giorni.
  4. Lo stato infiammatorio in immersione è correlato con la forma fisica.  Il fumo, l’elevato colesterolo, l’indice massa corporea (Body Mass Index) oltre 30, la circonferenza addominale oltre la norma aumentano significativamente il rischio relativo di patologia da decompressione.
    Nel 2016 l’International Maritime Contractors Association (IMCA) ha modificato il logbook degli Operatori Tecnici Subacquei inserendo il parametro della forma fisica (consumo di ossigeno calcolato con test da sforzo, Body Mass Index, circonferenza addome) perché è condiviso che l’alterazione di questi parametri è correlata con la sofferenza endoteliale e l’aumento del rischio cardiovascolare (oltre che dell’incidente da decompressione).
  5. La desaturazione del gas inerte è correlata con il pH del sangue (che sposta la finestra dell’ossigeno).
  6. In caso di incidente da decompressione immeritato (cioè in assenza di errori manifesti durante la risalita) la causa potrebbe essere non solo lo shunt destra sinistra ma anche altri fattori non modificabili (età superiore a 50 anni; alterazione genetica della sintesi di monossido di azoto o predisposizione alla trombofilia) o modificabili (quelli correlati alla forma fisica, sopra in parte elencati).

Qual è il parere attuale degli esperti (in particolare del DAN) sulle soste profonde?


NADD2-768x576

Il dottore Peter Denoble (2010) in un articolo sulle “deep stop” pubblicato, nel 2010, sulla rivista del DAN “Alert Diver Network online” riporta il parere di diversi esperti i quali concordano sulla necessità di essere prudenti nell’inserire le soste profonde nella procedura di decompressione. La conclusione dell’articolo è There is insufficient evidence to suggest a deep stop (inteso come “sosta profonda” secondo la mia traduzione) offers any advantage”.
Il dottore Simon Mitchell afferma che i subacquei non dovrebbero modificare arbitrariamente l’algoritmo di decompressione. Se le soste profonde (facoltative) fossero inserite alla profondità sbagliata e/o per un tempo errato, vi sarebbe un aumento significativo (e non la diminuzione) della probabilità di incidente da decompressione. Se il subacqueo ritenesse accattivante il concetto delle soste profonde, dovrebbe scegliere un algoritmo che preveda le tappe profonde (che sono obbligatorie).
Il professore David Doolett segnala gli studi sperimentali della  Diving Unit della US Navy su quasi 400 immersioni con respirazione in aria a 52 metri di profondità per un tempo di fondo di 30 minuti. A parità di tempo totale di decompressione, in metà delle immersioni sono state inserite soste profonde, nell’altra metà sono state evitate. Si sono verificati più casi di incidente da decompressione nelle decompressioni con soste profonde rispetto a quelle che non le prevedevano. Già nel 2005, uno studio francese aveva  evidenziato che “The addition of deep stops requires careful consideration. Two of our Experimental Ascent Profiles (aggiunta di soste profonde) made no difference and one produced increased bubbling

La subacquea FGB, del gruppo It Hobby Scuba, chiede delle precisazioni su come settare computer quali il Suunto, dove si può impostare la sosta profonda da 1 a 2 minuti. Ritiene che questo consenta di evitare l’innesco e la espansione delle bolle durante la risalita. Ciò appare utile, per lei, soprattutto per chi abbia già subito un incidente da decompressione neurologico apparentemente immeritato. Certamente chi abbia subito un incidente da decompressione desidera evitare che esso si ripeti. Attualmente, la sicurezza in immersione sembra – però – dipendere principalmente dalla forma fisica (sia per le variabili non modificabili come l’età oltre i 50 anni e il profilo genetico che per quelle modificabili: BMI, circonferenza addome, pressione arteriosa, colesterolo, shunt destra sinistra, fumo) piuttosto che dal profilo di risalita.
Il SUUNTO (e tutti i computer sia con algoritmo RGBM sia compatimentale) sono già sufficientemente conservativi nella loro impostazione di base, pertanto le soste profonde potrebbero essere utili nelle immersioni con elevato stress decompressivo (vedi sopra per la definizione) altrimenti sembra preferibile semplificare la risalita il più possibile (cioè evitare le soste arbitrarie). L’ampio uso del condizionale è giustificato dalla necessità di ulteriori studi scientifici a supporto delle osservazioni esposte.

N.d.r. si allega anche l’interessante presentazione tenuta dal dottor Longobardi in quell’occasione.

pldecompressionenaddcolico19-161124101825

longobardidottor Pasquale Longobardi
Direttore Sanitario presso il
Centro Iperbarico di Ravenna
via A. Torre 3, 48100 Ravenna
Italy – tel. 0544 500152
http://www.pasqualelongobardi.it
http://www.iperbaricoravenna.it
www.simsi.it

 
 
 
Letture consigliate
 
 
 http://      http://       http://    
 
 
   http://       http://         http://
 
print
(Visited 1.595 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

31 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share