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La nascita della cartografia moderna nell’impero ottomano

Reading Time: 8 minutes

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livello medio

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ARGOMENTO: CARTOGRAFIA E GEODESIA
PERIODO: XIX – XX SECOLO
AREA: IMPERO OTTOMANO
parole chiave: mappatura

 

La creazione di mappe e carte si basa sulla raccolta sul terreno di dati geografici riferiti a misurazioni geometriche, astronomiche e gravimetriche. Nell’impero ottomano i strumenti di precisione necessari per i rilevamenti, come i teodoliti, arrivarono dalla Francia intorno al XIX secolo e furono impiegati per effettuare le prime mappature scientifiche, basate su basi di riferimento e triangolazioni di punti successivi al fine di creare delle reti geodetiche.

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Come ricorderete i cartografi utilizzano delle tecniche di triangolazione per calcolare distanze fra punti sul terreno, sfruttando le proprietà geometriche dei triangoli. In pratica la triangolazione geodetica si basa sulla determinazione dei tre valori fondamentali di un punto del territorio, partendo da una base di riferimento scelta a priori sul terreno.  Questi valori sono la distanza in linea d’aria dal punto di osservazione, un angolo orizzontale, ed un angolo zenitale. Essi sono corretti dell’altezza strumentale e del prisma di collimazione o della stadia. Nella triangolazione topografica vengono quindi collegati idealmente una serie di punti sul terreno che formeranno una rete di triangoli adiacenti che a loro volta consentiranno di ricavare le coordinate geografiche di un luogo.

La nascita della cartografia moderna ottomana
Le prime attività geodetiche iniziarono nel bacino di Vardar e, un anno dopo, nel maggio 1896, nella regione di Eskişehir dove fu misurata una base della lunghezza di 7235,52 metri utilizzata per la triangolazione e il completamento topografico di fogli in scala 1/50.000 di Eskişehir e Ağapınarı e, inoltre, una pianta in scala 1/10.000 di Eskişehir.

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Sultan Ottoman Abdul Hamid II

Nonostante i preparativi effettuati dalla Commissione, previsti nella primavera del 1897, le attività sul terreno non furono effettuate a causa del governo autoritario del sultano Abdul Hamid II. Di fatto il sultano ritardò di alcuni decenni la modernizzazione della Turchia, con metodi talvolta spietati e ottusi.

Fino alla fine del XVIII secolo, nonostante la perdita di vaste terre, l’Impero Ottomano godeva ancora di chilometri di costa ed il mare era il mezzo di trasporto più semplice ed economico tra le terre, ed i commerci erano protetti dalle forze navali. In questo periodo, in cui il traffico marittimo e marittimo acquistava sempre maggiore importanza, vi era una richiesta sempre maggiore di carte nautiche di qualità superiore, secondo gli standard occidentali. Fu deciso di dare maggiore importanza alla cartografia negli studi marittimi e la Mühendishane-i Bahri-i Hümayun, che era stata fondata nel 1776, fu riorganizzata dal ministro della marina  Ali Efendi di Mora, e trasformata nella Mekteb-i Bahriye (Accademia navale).

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Mühendishane-i Bahri-i Hümayun

Contemporaneamente, nella Scuola Statale di Ingegneria Navale, furono costituite le sezioni di “Tecnica di costruzione navale” e di “Tecnica di mappatura e geografia”. Questa formazione fu un passo necessario per la produzione sistematica e tecnica di carte. I primi passi per una cartografia moderna avvennero con l’istituzione della prima scuola di cartografia nel 1818. Gli ufficiali della sezione “Tecnica di mappatura e geografia” erano incaricati di insegnare teoria del traffico marittimo, tecniche di mappatura noncom la cartografia ad uso delle forze navali.

Una curiosità
Il termine turco moderno per “mappa” è harita. In turco ottomano, invece, la parola harita e le sue varianti harti, karta, kerte aveva il significato ristretto di “carta marittima”. Più precisamente, queste parole, derivanti  dal catalano “carta” attraverso il greco “kharti” era usato in turco ottomano per denotare “carte portolano”.

Durante quel periodo la marina russa iniziò delle misurazioni di profondità nel Mar Nero. Questi studi di misurazione furono effettuati dal capitano maggiore Ygor Manganari, ufficiale della marina russa, per circa dodici anni. Manganari iniziò le prime attività di cartografia sulla costa ottomana, tra il 1829 e il 1837, ma fu grazie ai rilievi condotti dal 1845 al 1847 che fu preparata un’ottima mappa raffigurante le coste ed i porti del Mar di Marmara. La Marina russa dichiarò che la mappa sarebbe stata pubblicata, come la versione del Mar Nero, e che l’atlante risultante sarebbe stato presentato all’impero ottomano.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è marsili.jpgVale la pena di ricordare che la prima significativa scoperta nella storia dell’oceanografia del Mar Nero si deve ad un diplomatico, militare e oceanografo italiano, Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730) che, nel 1679, durante il suo viaggio da Venezia a Istanbul, scoprì le correnti inferiore e superiore nel Bosforo. Sulla base di queste prime misurazioni dirette della densità dell’acqua, il giovane Marsili (aveva solo 21 anni) stabilì le correnti di scambio del Bosforo tra il Mar Nero e il Mar di Marmara. In suo onore il più imponente vulcano sottomarino europeo, che sorge nei fondali del Mar Tirreno. porta il suo nome

Nell’occasione il personale turco sarebbe stato istruito sull’esecuzione delle misurazioni oceanografiche eseguite anche da bordo della cannoniera turca Gülsefit. Alla fine i risultati furono pubblicati con il titolo “Guida di Marmara dell’ammiraglio Manganari” (in realtà era solo capitano di vascello) e furono utilizzati dalla marina ottomana per anni.

Dopo i risultati delle misurazioni delle profondità del Mar di Marmara, i Russi chiesero di poter eseguire nuove misurazioni nel Mar Nero. Visto il successo della prima campagna, anche questa richiesta fu accettata e la nuova attività incominciò nel 1848 con il supporto delle navi turche Ahter e Neyyir-i Zafer comandate dal capitano Ethem. Questi studi furono completati nel 1853.

In quegli anni gli studenti dell’Accademia Navale turca furono educati, oltre che alle materie professionali, alle tecniche di misurazioni oceanografiche ed al rilevamento cartografico a bordo della fregata Mehmet Selim, utilizzata come nave scuola negli anni 1890-1900, del brigantino Nüvid-i Fütuh e della cannoniera Heybetnüma.

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Heybetnüma

Nel 1900, furono realizzati dalla cannoniera Heybetnüma al comando del Capitano Ismeti i portolani dei porti di Smirne e di Ali Ağa in scala 1/500 nonché  la mappa della città di Smirne. Alcuni ufficiali della marina ottomana furono inviati nel 1901 in Inghilterra per essere istruiti sull’incisione delle matrici delle carte su rame e, dopo il loro ritorno, eseguirono la traduzione delle mappe britanniche in turco ed incominciò la produzione tipografica. Fra di esse, la carta idrografica del Golfo Persico, realizzata nel 1903 dal comandante Rahmi.

Per migliorare il livello qualitativo delle mappe, il Vice Dipartimento della Presidenza dello Stato Maggiore Generale fu incaricato di organizzare un Dipartimento Servizi Navali e Mappe che iniziò a realizzare mappe del Mar Nero, poi ultimate nel 1911. Le cannoniere Beyrut e Galata furono affidate a questo reparto che, nel 1914, fu rafforzato da ufficiali della marina militare.

Dopo la visita al porto di Urla, sulla via di ritorno a Istanbul, la cannoniera Beyrut fu attaccata e affondata da navi da guerra inglesi. Il Dipartimento la sostituì con la cannoniera Zühaf alla fine del 1914. Tra i tanti obiettivi raggiunti, tra il 1915 ed il 1925, furono realizzate le mappe dei porti di Yeşilköy, le coste di Çekmece, İstanbul (1916), Trabzon (1917) e Samsun (1921), fu determinato il confine sul fiume Meriç (1923), la pianta di Haliç (1924) e le carte idrografiche di Büyükdere e İzmir Yenikale (1925).

Oltre alle attività di misura e ricognizione, il Dipartimento si occupava anche della stampa della cartografia navale ma, a causa della guerra, nel 1915 la Sezione navale, fu trasferita al territorio per supportare il personale preposto nella realizzazione delle mappe terrestri. Cinque ufficiali del Reparto Navale furono inviati ad Aleppo per svolgere le misure di determinazione delle coordinate di latitudine e longitudine necessarie per la produzione di mappe in scala 1/200.000. Questi, dopo il 1916, si dedicarono alle carte e ai portolani dei luoghi lontani dalle regioni interessate dal conflitto. In quel periodo furono effettuate le triangolazioni del Bosforo e del porto di Istanbul (1916), misurazioni della profondità del porto di Trabzon (1917) e del porto di Samsun (1921). Queste attività si fermarono fino alla fine della Guerra d’Indipendenza turca, quando il Dipartimento di Cartografia riprese la sua attività con il Ministero della Marina.

Nel 1928 il Dipartimento fu collegato alla Direzione Generale della Mappatura e prese il nome di “VII Reparto Navale” e fu destinata per le attività idrografiche e oceanografiche la nave Aydın Reis che sostituì la cannoniera Galata che era stata usata fino al 1922 e non era più adatta per i rilievi idrografici. 

Nel 1950 l’area di lavoro del Dipartimento fu ampliata e il Dipartimento di Navigazione e Idrografia fu trasferito nel nuovo edificio di Çubuklu con il nuovo nome di Dipartimento di Idrografia della Navigazione e Oceanografia. I lavori di mappatura desiderati non poterono essere eseguiti fino al 10 luglio 1908, data della dichiarazione della Seconda Monarchia Costituzionale.

Va menzionato il progetto “Istruzioni per la mappatura delle terre ottomane” del 11 novembre 1908,  che sebbene preparato dal Generale Mehmet Şevki fu presentato il 14 dicembre 1908 alla Presidenza dello Stato Maggiore dal generale di brigata Mehmet Zeki, direttore del 4° Dipartimento dello Stato Maggiore.

Il progetto includeva:
– una correzione della rete di triangolazione effettuata solo da ufficiali di rilevamento turchi (senza la necessità di esperti stranieri);
– realizzare una mappa dell’Impero Ottomano in 10-15 anni secondo i nuovi standard;
– acquistare i materiali necessari,
– formare il personale nel campo della Triangolazione e della Topografia.

A seguito della creazione della Commissione di Mappatura, con sede a Istanbul, il 28 luglio 1909, la Sezione Topografia venne incaricata di realizzare carte topografiche e planimetrie basate su triangolazioni seriali effettuate da una Sezione Ricognizione, incaricata di raccogliere, in 8 mesi, i dati necessari per la produzione di carte in scala 1/200.000 dell’Anatolia e della regione asiatica dell’Impero Ottomano. Secondo il programma predisposto dalla Commissione di Mappatura, le carte sarebbero state realizzate nel seguente ordine:

città fortificate 1/25.000
Balcani meridionali (Rumelia), Anatolia, Iraq e Siria 1/50.000
penisola arabica, Tripolitania e Bengazi 1/100.000
Terre dell’Impero Ottomano nel continente asiatico e Tripolitania 1/200.000
Balcani meridionali (Rumelia) … ma dopo la guerra balcanica 1/25.000

Nella formazione di queste mappe sarebbe stato utilizzato come datum di riferimento quello di Bonn e il cerchio di longitudine passante sulla cupola della moschea Ayasofya (Basilica di Santa Sofia) di Istanbul, come riferimento dei meridiani. Tutti i fogli sarebbero stati realizzati nella dimensione di 40×50 cm.

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A causa prima delle guerre in Tripolitania e nei Balcani e poi della prima guerra mondiale, non fu però possibile aprire una scuola di rilevamento. Il 25 agosto 1909 la Commissione iniziò i lavori sul campo con il foglio di Bakırköy in scala 1/25.000, utilizzando una base di 4.396,703 m. Nel 1910, venne estesa la rete di triangolazione fino a Maltepe. In seguito, nel 1910, vennero effettuate le misurazioni di triangolazione per i fogli di Kağıthane, Istanbul e Çamlıca.

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Un nuovo vento politico soffiava sulla Turchia; la porta dell’Oriente si era aperta e la sua cartografia rispettava ormai gli standard del mondo che cambiava.

 

 

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