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Il lento battito del pianeta

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Cicli astronomici, vulcanesimo, impatto meteoritico
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Si sa il battere del cuore fa parte della nostra vita: i primi amori, le prime paure, gli esami che non finiscono mai, le gioie e dolori della nostra esistenza sembrano scanditi da quei battiti. Secondo un recente studio di alcuni scienziati italiani, il cuore, può essere un importante strumento rivelatore delle nostre emozioni, una colonna sonora della nostra vita … per quanto sia un argomento interessante, la notizia di oggi ci porta però a parlare di un altro battito, che ha un ritmo molto lento, aggiungerei per fortuna, quello del pianeta Terra.

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Un’alquanto curiosa analisi, pubblicata sulla rivista ScienceDirect, in merito alle estinzioni di massa sulla Terra ha rivelato che questi eventi, decisamente drammatici per la storia del nostro pianeta, sembrerebbero seguire un ciclo di circa 27 milioni di anni. Lo studio ipotizza che queste estinzioni di massa avvennero in coincidenza sia dei principali impatti di asteroidi che di periodi devastanti caratterizzati da estremo vulcanesimo, eventi che provocarono profondi cambiamenti del clima e delle condizioni chimico fisiche dell’atmosfera. Niente di nuovo se non il fatto che si concentrarono  in periodi ciclici. 

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Michael Rampino, professore alla New York University (Image: WIKI)

L’autore dello studio, Michael Rampino, professore presso il Dipartimento di Biologia della New York University, ritiene che “… gli impatti di grandi corpi e gli impulsi dell’attività interna della Terra, che creano il vulcanismo alluvionale basaltico, possano marciare allo stesso ritmo di 27 milioni di anni delle estinzioni, forse stimolati dalla nostra orbita nella Galassia“.

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da studio citato

Sessantasei milioni di anni fa, il 70 per cento di tutte le specie terrestri e marine, compresi i dinosauri, si estinse improvvisamente, a seguito della disastrosa collisione di un grande asteroide o di una cometa nel Golfo del Messico (Chicxulub impact). Successivamente, i paleontologi hanno scoperto che tali estinzioni di massa della vita marina, in cui scomparve fino al 90% delle specie, non erano poi degli eventi casuali, ma esisteva una coincidenza di ricorrenze catastrofiche in un ciclo intorno ai 26 – 28 milioni di anni.

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Nel loro studio, Michael Rampino ed i suoi coautori, Ken Caldeira del Carnegie Institution for Science e Yuhong Zhu del Center for Data Science della New York University, hanno esaminato il registro delle estinzioni di massa di animali terrestri e hanno concluso che coincidevano con le estinzioni della vita negli oceani. Hanno anche eseguito nuove analisi statistiche sulle estinzioni di specie terrestri e hanno dimostrato che quegli eventi hanno seguito un ciclo simile di circa 27,5 milioni di anni.

La prima domanda che si porsero fu quale sarebbe stata la causa comune di queste periodiche estinzioni di massa sulla terraferma e nei mari. Una possibile risposta fu forse la più ovvia: un ciclicità temporale degli eventi. Questa teoria è avvalorata dal fatto che esistono nella storia del Pianeta altre ciclicità. Ad esempio le età dei crateri da impatto, creati da asteroidi e comete, che nelle diverse Ere geologiche si schiantarono sulla superficie terrestre. Una cosa interessante ( e logica) è che a questi eventi catastrofici seguirono talvolta cicli di estinzione di massa delle biodiversità sul pianeta. Consultando gli astrofisici emerse che anch’essi ipotizzavano che nel Sistema Solare si verificassero delle piogge periodiche di comete e meteore, circa ogni 26-30 milioni di anni, fenomeni che sappiamo causarono le grandi estinzioni di massa.

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analisi di Fourier di tutti gli eventi – da studio citato

Un percorso galattico ricorrente
Analizzando il percorso del Sole e dei pianeti del nostro sistema solare, è emerso che essi attraversano il piano medio della Via Lattea circa ogni 30 milioni di anni. Questo piano è considerato densamente affollato di corpi celesti per cui le probabilità di collisione sono maggiori. Durante quei periodi, sono quindi altamente probabili piogge di meteore o contatti con comete, che potrebbero portare a grandi impatti sulla Terra. Come abbiamo raccontato in diversi articoli, oltre all’effetto dell’urto devastante iniziale, quello che fa preoccupare sono gli effetti seguenti che vanno ad alterare le condizioni di equilibrio chimico-fisico del Pianeta, che  potenzialmente causerebbero la morte della vita terrestre e marina, oscurando i cieli per periodi lunghi, abbassando le temperature, generando incendi e piogge acide. Uno scenario da miglior film trash di fantascienza, se non fosse che tra gli attori ci saremmo anche noi.

Queste nuove scoperte sulle estinzioni di massa improvvise e coincidenti sulla terraferma e negli oceani, e del comune ciclo di 26-27 milioni di anni, danno credito all’idea di eventi catastrofici globali periodici come fattori scatenanti delle estinzioni“, ha affermato. Rampino. “In effetti, si sa già che tre annientamenti di massa di specie sulla terraferma e in mare si sono verificati contemporaneamente ai tre maggiori impatti degli ultimi 250 milioni di anni, ciascuno in grado di causare un disastro globale e le conseguenti estinzioni di massa.

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Ma i ricercatori hanno trovato un’altra possibile spiegazione; oltre agli asteroidi potrebbero entrare in gioco anche delle cause terrestri: emissioni alluvionali di basalto o gigantesche eruzioni vulcaniche in grado di ricoprire rapidamente vaste aree di lava. Sarà una coincidenza ma tutte e otto le estinzioni di massa coincidenti sulla terraferma e negli oceani corrispondono a tempi in cui avvennero sul pianeta delle eruzioni alluvionali di basalto. Questi fenomeni crearono gravi condizioni di vita, inclusi brevi periodi di freddo intenso (mini glaciazioni), vaste piogge acide che intossicarono i terreni, distruzione dell’ozono ed un aumento delle radiazioni dallo spazio (forse per una variazione della protezione data dalla magnetosfera?). Quello che gli scienziati ipotizzano che uno scatenarsi di fenomeni vulcanici a lungo termine, potrebbe portare a un riscaldamento improvviso del Pianeta rendendo gli oceani più acidi e con meno ossigeno, generando quindi vaste zone morte.

La notizia non è nuova, da tempo si parla di eventi esogeni o endogeni che potrebbero soffocare la vita sulla nostra povera Terra, ciò che è nuovo è che sembra esista un battito del Pianeta, per fortuna lento, che scandisca la ricorrenza di tali fenomeni … la cosa buona è che, sempre secondo i ricercatori, il prossimo “colpo” avverrà tra 20 milioni di anni. Godiamoci quindi l’Estate ?

Fonte
A pulse of the Earth: A 27.5-Myr underlying cycle in coordinated geological events over the last 260 Myr – ScienceDirect

 

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